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Archive for the ‘Politica italiana’ Category

Mistero buffo

12 novembre 2012 3 commenti

Ho deciso di prendermi un anno sabbatico dal blog, tanto qui non succede nulla di nuovo.
Non sarà bello dire “io l’avevo detto”, però che alla fine della partita lo scenario si sarebbe materializzato tra i nodi al pettine del Porcellum e lo sbranamento sacrificale di Berlusconi io lo vado dicendo da quattro anni e più, su questo stesso blog.

Leggi qui sopra (il mio articolo originale è del 22 gennaio 2010) e anche qui:

Cattolici-non-votate (28 marzo 2008)

e ancora qui:

Il grande inganno (28 aprile 2008).

Sarà per il dono profetico che mi attribuisco, sarà perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, vale comunque la pena spingere il pulsante “reblog”.

 

terra di nessuno

Ovvero: Piccoli statisti crescono

Ma dov’è finito Berlusconi? Forse ancora dolorante, o preoccupato della non perfetta presentabilità del suo sorriso, nel giorno dell’apocolocintosi del divo Craxi, suo mentore, Silvio non si è fatto vedere.
Riappare tre giorni dopo in Parlamento come deus ex machina del processo breve, che lo renderà giudiziariamente immortale. In realtà c’è un mistero (nel senso stretto attinente alla simbologia di morte-resurrezione tipica dei culti iniziatici) da decifrare in tutto ciò. La dritta la dà il più illuminato dei politici contemporanei, il sommo sacerdote Schifani: «Craxi fu una vittima sacrificale». Leggi: «Berlusconi è una vittima sacrificale». Intendi: «Come da sempre accade, entrambi li abbiamo fatti fuori noi, con un amichevole bacio, ma la colpa ricadrà sul perfido popolo deicida, mentre noi saremo legittimati a rinnovarne la memoria e il potere salvifico».

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Parla come feisbuc

11 ottobre 2012 1 commento

Una verità che non meritiamo

 

 

  • Trattativa Stato Mafia
    Ma questo nostro Paese vuole davvero la verità?
    E, soprattutto, la merita?
    Mi piace ·  · Non seguire più il post · Condividi
    • Geja MarçecaIsabella RamassaMarcella Scarpelli e altri 4 piace questo elemento.
    • Luciano Termini Ciao Giampiero…hai letto le prime pagine del libro di Deaglio?? Quello è un serio problema.
    • Luciano Termini o si cambia punto di vista o non capiremo mai nulla.
    • Giampiero Tre Re No, hai un link o mi fai un breve cenno?
    • Luciano Termini no..ho solo letto il libro…mi piacerebbe capire come decine di giudici abbiano potuto credere a scarantino…e perchè la Bocassini si è tirata fuori immediatamente ritenendo questo stronzo completamente inattendibile…decine di giudici. decine di pubblici ministeri. questo è il problema preliminare..perchè la verità si accerta nei processi. E questo sistema non funziona.
    • Giampiero Tre Re Il fatto è che la verità processuale è solo una verità. Uno dei tantissimi, forse infiniti punti di vista su di essa. C’è anche una verità storica, ad esempio, una verità morale ed una politica. Così la verità rischia di morire della morte delle mille qualificazioni se non ci decidiamo tutti, una volta per tutte, per la verità tutt’intera.
    • Luciano Termini …..è vero Giampiero…ma che ci piaccia o no i responsabili dei delitti si accertano con le sentenze…e con riguardo a ciò rimango sbigottito da quanto è accaduto in sede processuale. Perchè le verità si incrociano…si intersecano…e la “verità” morale e la “verità” politica non sempre meritano, in virtù delle nostre leggi, una pena. Posso schifare chiunque…ma dal punto di vista tecnico l’esistenza di una “trattativa” può non essere, di per sè, sufficiente a ritenere responsabili, penalmente, coloro che ci hanno messo mani e piedi. Sul piano politico, morale, etc. possiamo discutere, anche a lungo..e probabilmente giungeremmo a conclusioni analoghe. Ma io ti pongo una questione diversa. Per me incomprensibile. Mi piacerebbe sapere per quale ragione decine di giudici hanno creduto alle parole di scarantino fottendo gente in galera per decenni, perchè i pm hanno sostenuto l’accusa, perchè altri hanno ritenuto scarantino inattendibile fin dall’inizio,,,etc, etc. Questo è un vero problema. dopodichè possiamo crocifiggere chi vogliamo. Credo che Nino Di Matteo sostenesse l’accusa in quel processo. E che certamente egli sia una persona fuori da qualsiasi gioco di potere, sospetto etc. Ma come è possibile che DECINE di giudici abbiano dato credito alle puttanate di quel pentito? Come è possibile che la Boccassini, alla quale bruciava ancora l’anima per aver perso amici e colleghi abbia SCRITTO…guardate che questo ha un’attendibilità pari a zero???. questa è la domanda Giampiero, secondo me. Perchè i cittadini hanno il diritto di conoscere tutte le verità. Ma anche di capire perchè le verità che si propinano loro non sono tali. E perchè questo posto di merda e chi ne calpesta la terra ancora si domandi chi abbia massacrato Borsellino, Falcone, e tutti quanti.
    • Giampiero Tre Re Scusa, Luciano, tra le parole “Come è possibile” e “che la Boccassini…” manca un “visto che”, o qualcosa di simile? Perché altrimenti non mi risulta chiaro il tuo pensiero.
    • Luciano Termini Come è possibile, Giampiero, che tutto questo sistema (decine di giudici pm etc) si adatti a comode verità processuali che il sistema giudiziario finisce per avallare. questo volevo dire. Io non discuto della buona fede di chi ha accusato e di chi ha giudicato (forse). Dico soltanto che se è successo ciò di cui discutiamo qualcosa non funziona. e qualcosa di importante non funziona. Mi risulta che pm del calibro della Bocassini abbiano sostanzialmente abbandonato la pista scarantino perchè questo sembrava un folgorato sulla via di Damasco senza sapere ciò di cui parlava. Bene. Dobbiamo però prendere atto che il nostro sistema (le regole sull’attendibilità dei pentiti, la valutazione della prova etc.etc…) ha consentito che innocenti passassero anni in galera, nonostante la “Bocassini” per questa storia. Ciò che è di per sè motivo, per me, di angoscia mostruosa. Detto ciò, la ricaduta sull’opinione pubblica è rappresentata dal fatto che per venti anni abbiamo creduto a una falsa verità (processuale e storica, almeno in questo caso sembra la stessa cosa). Nessuno si è mai posto questo problema. Indagini, processi, condanne di innocenti. Oggi ricominciamo. Spero che Spatuzza dica il vero, sennò tra venti anni copio questo post e te lo rimando. Ma come è possibile che oggi non ci interroghiamo sulla mostruosità alla quale abbiamo assistito?
    • Giampiero Tre Re Sì, credo di aver capito. E condivido. Il sistema dei pentiti aveva funzionato con le Brigate Rosse ma non può funzionare con la mafia. Primo perché la ragione sociale delle BR era ideologica, mentre quella della mafia è il denaro. Poi perché le BR nascono contro lo Stato, mentre lo Stato nasce (anche) grazie alla mafia. Ma soprattutto perché le BR contestavano la classe dirigente, mentre la mafia ci fa affari. La “verità tutt’intera”… Non è solo questione di procedura penale, anche se ne è notevole parte. Anche ammesso che tutti i giudici vogliano la verità processuale, la magistratura da sola NON PUO’ raggiungerla, neanche con il sistema processuale migliore del mondo se il popolo in nome del quale giudica non è all’altezza della verità, in tutti i sensi. Temo che, in realtà, questo Paese NON VOGLIA una verità che non sopporterebbe.

Antipolitica o superamento della partitocrazia?

2 ottobre 2012 2 commenti

Si terrà lunedì 8 ottobre, alle ore 17.30, presso l’Auditorium dell’ex Fascianella a San Cataldo, un incontro di studio organizzato dal Centro Studi Cammarata per commemorare il sesto anniversario della scomparsa di mons. Cataldo Naro, che fu tra i suoi fondatori e suo direttore per ben 19 anni, prima di diventare arcivescovo di Monreale. Egli fu anche storico del movimento cattolico tra Otto e Novecento e perciò fu sempre sensibile e attento alle numerose metamorfosi che hanno interessato in epoca contemporanea i partiti in Sicilia e in Italia: le loro forme, la loro ispirazione, le loro aspirazioni, i dinamismi interni in forza di cui si sono via via strutturati, i motivi per cui sono entrati di volta in volta in crisi, sino a trasformarsi o a estinguersi. All’iniziativa collabora l’Associazione De Gasperi, attiva ormai da anni a Caltanissetta.

Tema del dibattito sarà l’attuale crisi dei partiti e della politica in Italia, prendendo le mosse dal volume di recente pubblicazione della filosofa francese d’origine ebraica Simone Weil: “Manifesto per la soppressione dei partiti” (Ed. Castelvecchi). È una breve conferenza, uscita postuma (nel 1950, mentre la Weil era morta già nel 1943), accompagnata dalle riflessioni che all’epoca pubblicarono a corredo due estimatori dell’autrice: i filosofi André Breton e Alain. Il titolo è salutarmente provocatorio, anche se dev’essere calibrato dentro la temperie culturale e politica degli anni a cavallo fra i Trenta e i Quaranta del XX sec., quando in Europa imperversavano i totalitarismi d’ogni marca e orientamento.

In realtà gli organizzatori del dibattito vogliono problematizzare l’affermazione formulata nel titolo del libro della Weil, consapevoli peraltro che occorre storicizzare quella sua proposta e riflessione, ormai datata al 1940, anno in cui la filosofa – nel frattempo avvicinatasi al cristianesimo e soprattutto alla figura di Cristo – si poneva in aspra polemica col comunismo stalinista, ormai rassegnandosi a fuoriuscire del tutto dal partito comunista francese di cui pure era stata militante. La Weil intendeva contestare le forme-partito che nell’Europa dell’epoca si lasciavano ipotecare, nel loro strutturarsi ed organizzarsi, da istanze e mire totalitaristiche. Giocavano un ruolo, in questa sua scelta, tanti elementi, non ultimi la sua consapevolezza intellettuale e filosofica, che la faceva anelare alla verità, e la sua sensibilità “cristica” e “cristologica” (se non ancora cristiana, per lei ch’era ebrea), che la faceva “parteggiare” per la giustizia. Verità e giustizia sono gli ideali nel cui nome la Weil polemizzava contro i partiti del suo tempo, scrivendo cose che tuttavia mantengono ancor oggi interesse e persino attualità. Storicizzando quanto basta e quanto necessita questo suo scritto, oggi si potrebbe riflettere sulla crisi dei partiti, sui guasti della partitocrazia, sul bisogno di rinnovare i partiti stessi, magari riprendendo alcune intuizioni della Weil: il “totalitarismo” (o tornacontismo delle poltrone) come “peccato originale” d’ogni tipo di partito; i partiti per la democrazia e la democrazia nei partiti; la necessità che il corpo elettorale esprima una scelta reale sulle persone e non solo sui partiti; la necessità che il corpo elettorale esprima il suo parere e la propria preferenza in ordine ai programmi da realizzare e non solo alle persone da eleggere; l’opportunità di limitare al massimo la faziosità partigiana per lasciare il passo alla cospirazione per il bene comune; il riferimento a valori “trascendenti” le mere dimensioni storiche e i meccanismi di potere che in esse imperano. Come si vede, sono tutte questioni delicate anche oggi e anche per noi.

I relatori saranno l’on. Savino Pezzotta (deputato nazionale, invitato nella sua qualità di presidente della Costituente di Centro, perciò come uomo politico che si sta interrogando sulla possibilità di rinnovare i partiti d’area moderata e centrista o di creare addirittura un qualche nuovo partito); il gesuita Gianni Notari (che fino all’anno scorso dirigeva a Palermo l’Istituto di formazione socio-politica “Pedro Arrupe” e che ora lavora a Catania, occupandosi anche di comitati civici e di realtà affini); il giornalista Paolo Liguori, direttore della testata Mediaset “Tgcom”, attento osservatore dello scenario politico attuale.

La speranza degli organizzatori è che, in questo tempo di diffidenza e di disgusto per la politica manovrata dai partiti, in molti – non solo militanti nei partiti vecchi e nuovi o candidati alle elezioni, ma anche persone animate da una sana passione per il bene comune – accettino l’invito a ragionare insieme più che a protestare rabbiosamente, a confrontarsi con serenità e intelligenza sulla possibilità di impegnarsi in vista di un reale rinnovamento e a distinguere una buona volta tra la sterile antipolitica e l’urgente superamento della partitocrazia.

Massimo Naro

Parla come feisbuc

1 settembre 2012 4 commenti

Menti raffinatissime

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Alla fine lo scoop non c’è. Le carte che, secondo il settimanale Panorama, il presidente Napolitano starebbe nascondendo, praticamente non esistono. Ma L’obbiettivo è raggiunto, comunque vada: o il paziente lavoro di ricostruzione degli accordi tra Stato e mafia nel ’92 è screditato come delirio di una combutta di sovversivi, oppure l’eversore è lo stesso Presidente della Repubblica, come ha detto l’Onorevole dell’IdV Sonia Alfano. Oppure entrambe le cose insieme.
«Menti raffinatissime» disse Falcone a proposito del ritrovamento di un borsone pieno di tritolo, abbandonato senza detonatore sulla spiaggia antistante la sua casa all’Addaura, sul mare di Mondello. Infatti non mancò, all’epoca, chi insinuasse che il finto attentato fosse opera dello stesso Falcone.
«Menti raffinatissime», ha ripetuto oggi il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Ecco, lo scoop di Panorama è così, una bomba senza innesco, tanto più distruttiva proprio perché non può scoppiare.
Antonio Ingroia sarebbe un ottimo governatore per la Sicilia, una delle poche figure su cui non si posa neppure l’ombra del sospetto di possibili connivenze mafiose. Ma come può oggi Ingroia accettare la candidatura offertagli dall’IdV dopo i furibondi attacchi di Di Pietro al Quirinale a proposito del conflitto di attribuzione?
«Menti raffinatissime», appunto.

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Isabella Ramassa ha condiviso la foto di ControCopertina.
17 luglio

On. Sonia Alfano: “Occorre difendere la democrazia dal golpismo di Napolitano. L’attacco alla magistratura è un attentato alla Costituzione”.

Giampiero Tre Re Non condivido. «Una società che non ha separazione di poteri non ha Costituzione» (Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, 1789, art. 16). Un conto è la dialettica democratica spinta fino a chiedere un completo rinnovo della classe politica, un altro lo sfascio delle istituzioni. «La classe politica è corrotta, ma d’altra parte non può governare la magistratura» (G. Andreotti, nel film Il divo, di P. Sorrentino).
17 luglio alle ore 23.09 · Modificato · Mi piace

Isabella Ramassa Ma a questo proposito, Giampiero Tre Re, cosa ne pensi dell’opinione della sorella di Borsellino?

Trattativa, Rita Borsellino: “La mossa del Colle è uno schiaffo a me e all’Italia” – Il Fatto Quotidiano
http://www.ilfattoquotidiano.it
Mi sento schiaffeggiata da questa notizia”. Rita Borsellino, sorella di Paolo, europarlamentare, ripete queste sei parole seduta nella sua casa al mare, a Trabia, dove il pomeriggio del 19 luglio…

19 luglio alle ore 10.21 · Mi piace ·

Giampiero Tre Re Penso la stessa cosa. Anche a proposito di Grillo, Di Pietro, Il Giornale, Libero e Il Fatto Quotidiano e tutta la variopinta compagnia che troviamo su questa linea nella vicenda in questione. Il principio da cui partire, secondo me, è questo: distinguere politica ed Istituzioni. La politica è un discorso, le Istituzioni la sintassi che lo rende articolabile. Napolitano, pur criticabilissimo, ha solo rimesso la questione alle istituzioni preposte dalla Costituzione. Si deve solo attendere serenamente il pronunciamento di quest’ultima. Perciò credo che personaggi come la Alfano e la Borsellino, agendo e parlando come hanno detto e fatto diano ragione all’accusa spesso loro rivolta di essere in pista per meriti altrui, ma di avere in realtà pochissimo senso dello Stato.
22 luglio alle ore 15.50 ·

Sul crinale del mondo moderno…..

3 giugno 2012 Lascia un commento

Presentazione del volume di Mons.Cataldo Naro:

SUL CRINALE DEL MONDO MODERNO.Scritti brevi su cristianesimo e politica.

locandina per Palermo

Ora che tornano a parlare con le bombe

20 maggio 2012 2 commenti

Ora che tornano a parlare con le bombe 

E chiedono pane i vecchi ai ragazzi
E mettono pietre in mano ai figlioli
E alle parole dei profeti innalzano mausolei
E i morti seppelliscono i vivi

E trasformano l’oro in piombo
E il fuoco in cenere
E il vino in acqua
E tolgono l’acqua all’assetato
E di nuovo la gettano nel pozzo

Ora che tornano a parlare con le bombe
Noi torneremo a cantare.

Cartoline dal baratro

20 gennaio 2012 19 commenti

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