Gianni Notari, Il noi ospitale

Gianni Notari,
Il noi ospitale

Lezione tenuta per il Laboratorio pedagogico della Diocesi di Palermo “Educare alla partecipazione e responsabilità nell’orizzonte dell’etica pubblica” (23.11.11)

“Sedulo curavi humanas actiones
non ridere, non lugere, neque detestari,
sed intelligere”.
Baruch Spinoza (1632-1677) Tractatus politicus

Il mondo cambia
Dalla polis alla rete
Le crisi finanziarie globali
I flussi migratori
Le differenziazioni

La società planetaria si è stratificata su tre livelli: quello dell’aristocrazia economica e del sapere legata al governo della città globale; quello del consumatore passivo di economia e di cultura; e quello di tutti gli emarginati, sia sul piano economico, sia su quello culturale (cfr. Marc Augé, Per una antropologia della mobilità).
Il postmodernismo è stato una rivolta apprezzabile , un insieme di attività critiche e retoriche che si prefiggevano di destabilizzare le pietre miliari moderniste dell’identità, del progresso storico e della certezza epistemica.
Come ha detto il filosofo egiziano-americano Ihab Hassan, nella nostra epoca si è affermato un “forte desiderio di dis-fare, che ha preso di mira la struttura politica, la struttura cognitiva, la struttura erotica, la psiche dell’individuo, l’intero territorio del dibattito occidentale”.
Il mondo contemporaneo si presenta con caratteristiche del tutto diverse da quelle che ci sono state rese familiari dagli studi della società moderna. I cambiamenti sono talmente radicali, repentini, interdipendenti da produrre un senso diffuso di inadeguatezza, incertezza, timore.

Caratteristiche della postmodernità
Crisi dei riferimenti stabili
Frammentazione
Complessità
Pluralità

Conseguenze sul soggetto
Appiattimento sul presente
Dilatazione delle aspettative
Adattamento passivo agli schemi culturali predominanti
Destrutturazione del tempo biografico

Mancanza di dimora.
Condizione dell’individuo post-moderno che deve ridefinire continuamente la propria identità, ricostruendosi nella variabilità delle situazioni e degli eventi (Melucci, 1990).
Il vagabondo e il pellegrino sono entrambi individui erranti, ma il pellegrino conosce la meta del suo andare.
Il Vagabondo vive di espedienti. Ci si sente autonomi di fronte ad ogni istituzione o autorità nell’elaborare il senso della propria vita o il proprio codice etico. Il progetto ha il respiro di un giorno. L’azione si esaurisce nel gesto. Si celebra l’apoteosi dell’Individualismo radicale.La fragilità diventa una categoria esistenziale dell’individuo. Fragile ha una radice semantica chiara che ci riporta a frangere, ossia spezzare, ridurre in frammenti. È fragile ciò che può spezzarsi. Quando la fragilità diventa insostenibile?

LA SFIDUCIA
La fiducia nelle istituzioni scende al livello più basso registrato dal 2000 ad oggi. In particolare: le istituzioni rappresentative (parlamento e partiti), la magistratura, la scuola, lo Stato, l’Unione Europea. Anche il grado di fiducia nella Chiesa diminuisce sensibilmente. Nessun riferimento pare in grado di esercitare autorità sui cittadini.
Questo inverno civile sembra senza fine.
L’ottimismo economico, riguardo alle prospettive del Paese, ma anche alla condizione familiare si è raffreddato ulteriormente. Quasi metà delle persone ritiene che oggi sia inutile fare progetti impegnativi “perché il futuro è incerto e carico di rischi”.
La sfiducia e l’eclissi del futuro si richiamano reciprocamente. Parte della medesima sindrome.
La fiducia, come scrisse il filosofo Georg Simmel, è “un’ipotesi sulla condotta futura”. In altri termini, allarga l’orizzonte delle nostre scelte, delle nostre decisioni. Permette di assumere rischi. La sfiducia riduce gli spazi di comunicazione e vanifica ogni sforzo progettuale.

Quali percorsi per ridare fiducia
Riportare la persona al centro
Declinare la nozione di bene comune
Recuperare i valori ideali
Un’etica dell’ospitalità

Riportare la persona al centro.
Gli individui non vanno intesi come costrutti giuridico-amministrativi, come categorie astratte in cui collocare le singole tipologie del bisogno, ma come soggetti portatori di storie concrete, di biografie specifiche, di risorse, di motivazioni, di identità e di aspettative.
Al centro della vita sociale, politica ed economica c’è la persona umana, la quale viene prima della società, così come la società viene prima dello Stato. I valori vengono prima della libera organizzazione della società, non dipendono da maggioranze provvisorie e mutevoli, ma sono iscritti nella coscienza di ogni uomo e, in quanto tali, sono punto di riferimento normativo della stessa legge civile. Ecco perché, ogni volta che la coscienza collettiva mette in dubbio uno di questi valori fondamentali, lo stesso ordinamento democratico viene scosso nelle fondamenta e la democrazia si trasforma in mero meccanismo formale di regolazione empirica di interessi diversi.

La profezia del bene comune.
Ripartire dal bene comune è l’unica strada percorribile per realizzare quella unità nel rispetto delle diversità, su cui è possibile costruire la pace e una convivenza civile più giusta e fraterna nel contesto del pluralismo contemporaneo.
Il bene comune si identifica con la prosperitas pubblica.
La polis nasce “quando la preoccupazione per la vita individuale è sostituita dall’amore per il mondo comune” (H.Arendt)

Recuperare i valori ideali.
I valori non li dobbiamo inventare. Sono quelli contenuti nella nostra Carta repubblicana, che costituiscono il DNA del nostro bimillenario patrimonio culturale. I valori, infatti, non li crea lo Stato, il quale invece li trova, li riconosce, li tutela e li coordina in vista del bene comune.

Un modo di procedere.

OFFRIRE VALORE AGGIUNTO. Un’etica dell’ospitalità.
I tratti dell’io ospitale. L’icona di Mamre: Genesi 18,1-8.
Tenere aperta la porta della propria casa
Dare il benvenuto
Accorgersi di ciò di cui l’altro ha bisogno
Fare spazio all’altro, limitando il proprio
Donare ciò che si ha

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