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Il ritratto di Dorian Gray

Tutta la verità su Silvio

silvio berlusconiDorian Gray

Il Cavaliere si rifiuta di rispondere alle domande di Repubblica, l’ultima delle quali concerne il suo stato di salute. Ma quale sarebbe l’aspetto del Presidente del Consiglio senza trapianti, coloriture, restauri e tagliandi? Ci siamo avvalsi del prezioso aiuto di un giovane grafico, Davide Agnello, per azzardare, come nella celebre opera di Oscar Wilde, una nostra fantasiosa ipotesi in proposito. Si ricorderà, però, come nella finzione letteraria si trasferissero sulla tela del magico ritratto le brutture morali del protagonista, che così appariva tanto più esteticamente piacevole e seducente quanto più avanzava la sua decadenza interiore. Ma nel caso dell’illustre protagonista delle cronache italiane qui raffigurato, trattandosi del foro interno della di lui coscienza, e sentendoci noi vincolati al comandamento di non giudicare, non vogliamo sottintendere alcuna valutazione morale quando poniamo l’analogia tra la metafora di Wilde e il lifting mediatico cui quotidianamente si sottopongono le politiche e le private faccende del Presidente. Si tratta solo, lo si creda o no, di una trovata picaresca, puro e semplice divertimento. Semmai, dal momento che il ruolo istituzionale, e ancor più la parabola biografica del nostro Primo Ministro fanno di lui, a suo stesso dire, ciò che l’italiano medio vorrebbe essere, al tempo stesso fanno dell’effigie di ciò che egli davvero è lo specchio del nostro presente, di ciò che questo benedetto Paese è diventato.

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  1. Sebastian
    26 gennaio 2011 alle 9:14

    Al link che segue la puntata integrale dell’INFEDELE di Gad Lerner andata in onda qualche giorno fa dove Berlusconi interviene nella famosa diretta telefonica.

    http://www.youtube.com/user/la7#p/a/u/0/qE9JHMj8r9o

  2. Sebastian
    26 gennaio 2011 alle 9:15

    Forse meglio anche questo di link di cui sopra…

  3. Rosalia
    26 gennaio 2011 alle 9:45

    @ Signor Silvio,
    io riconosco di non poter nè “competere”, nè tantomeno voler far parte del mobilio di Villa San Martino….x quanto riguarda i mobili d’antiquariato, offenderli così è un vero peccato!Non può associare,alcune “signore” ai mobili d’antiquariato, è troppo x loro e i mobili potrebbero averne a male!
    Per quanto riguarda la difesa, Le garantisco che il Prof. Tre Re si sà difendere da solo, ma vorrei farle notare un piccolo particolare,che Andreotti,difeso dalla Bongiorno ha ottenuto buoni risultati senza strascichi….a lei i suoi “maschietti” non riescono a difenderla in maniera efficiente,altrimenti i risultati sarebbero diversi!Ahahahah
    Così di mostrerà quanto “E’ BRAVO”.

    Cordialità

    • Silvio B
      28 gennaio 2011 alle 1:01

      Sì è vero, i miei avvocati sono dei coglioni. E con questo? Qui non c’entrano le capacità professionali. E’ che, non c’è niente da fare, può succedere in qualsiasi momento che una donna si metta a giudicarti, anche se, per dire, è un’allegra signora che tu hai riccamente ricompensato, o che hai fatto cristiana con qualche prebenda. Un conto è che questo minacci di farlo Karima o perfino Nicole ma lei capisce che se i tuoi avvocati si trasformano nei tuoi giudici sei fottuto.
      Il processo Andreotti poi è tutta un’altra cosa. L’accusa a un politico di essere mandante di omicidi è una cosa troppo grossa da ingoiare per qualsiasi giudice e troppo facile da sbugiardare per un penalista come la Bongiorno che sappia appena decentemente il suo mestiere. Guardi invece Cuffaro. Il suo avvocato si chiama Oreste Dominioni, non certo quella mezza sega di Ghedini. Il concorso esterno in associazione di stampo mafioso è una boiata, un reato che già in sè non sta nè in cielo nè in terra e non ha mai mandato in galera nessuno. Però riuscire a farla fare franca a un politico in un’accusa di favoreggiamento mafioso è dura anche per Dominioni, se l’imputato non è Berlusconi.
      Lei disprezza il popolo televisivo. Ma lei e Tre Re che televisione guardate e che giornali leggete? In un modo o nell’altro sono comunque di Berlusconi. Illumina e oscura televisioni e telegiornali, accende o spenge i cervelli: non si parla che del Presidente, se cade se non cade, di chi gli è vicino e chi no, di chi lo tocca e chi si fa toccare. I suoi problemi, le sue fortune sono il problema e la buona stella di questo Paese. Amici o nemici ha preso prigioniere le menti degl’italiani. Ho chiamato “mentecatto” il prof. Tre Re non per mancanza di stima, ma per chiamare le cose col loro nome. E’ molto bravo, alcune persone amiche del mondo ecclesiale mi hanno segnalato il suo blog, e ho visto quello che ha fatto qui specie negli ultimi giorni. Però è il solito blog antagonista cattocomunista e mentecatto. Cioè, alla lettera, con la mente prigioniera di un’ossessione, quella di eliminare Berlusconi. Idioti, imbecilli e mentecatti.

      @giampierotrere
      Non faccia il modesto. Mi risulta che lei ebreo lo è, per almeno la metà.
      A proposito del “politicamente corretto”, che ne sa lei di politica?
      Politicamente corretto è ciò che conserva comunque il potere. Il vero politico non è colui che fa quel che vuole ma colui il quale riesce a far sì che qualsiasi cosa faccia sia legittima per il semplice fatto di volerla. Le faccio alcuni esempi di politica scorretta.
      Cuffaro, non scopa, ma prega. Perciò perde il potere.
      Fini, la casa di Montecarlo: non è neppure un reato, certo. Ma il significato politico di questa vicenda gli farà perdere il quel po’ di potere che gli era concesso, e il significato politico della vicenda è che non dev’essere consentito ad altri, neppure una volta, nemmeno per un’assoluta venialità, ciò che solo al vero leader è consentito, anzi si deve consentire. Per lo stesso motivo il fattorino dev’essere il Frattino e il destinatario il parlamento. Se non c’è una presa d’atto ed un coinvolgimento istituzionale la casa di Montecarlo non significa niente. E la notizia di ieri è semmai che la magistratura sta avviando la pratica all’archiviazione, non rilevando nessun reato.
      Craxi perse il potere non nel momento in cui ammette l’illegittimo, ma nel momento in cui ammette l’esistenza di un sistema, di aver fatto quello che illegalmente fanno tutti, rivelando così di non essere l’unico legittimato a farlo.
      Vuole che non sappia che la legge è uguale per tutti, o che il popolo sovrano che ha eletto plebiscitariamente il Premier è lo stesso popolo in nome del quale i giudici vogliono sacrificarlo?
      Ma non è un’impersonale legalità che fa buona la politica, bensì la legittimazione al comando, non la forma del governo, ma la forma del potere. Prendiamo Prodi. E’ vero che ha battuto due volte la coalizione di centro destra alle elezioni, ma non ha mai dimostrato di saper mantere il comando anche dall’opposizione. Infatti è molto più difficile tenere insieme l’opposizione che la maggioranza. Questo solo Berlusconi ha dimostrato di saperlo fare.
      Proprio come nel romanzo di Wilde, la legalità è un quadro che sta in un angolo di qualche soffitta: l’essenza del potere personale sta nel fatto che può rinnovarsi solo se riesce a rovesciare su quel quadro la legge del naturale logoramento dell’uomo ricevendone come controparte l’immutabilità. Non si tratta di questa o quella malversazione: occorre violare non occasionalmente ma sistematicamente il principio stesso della legalità per dimostrare di essere l’unico legittimato a farlo, l’unico al di sopra di essa.

      @Sig.ra Rosa
      ?

      @Sebastian
      Lei vuole essere invitato a cena ad Arcore? Quali cene? Non ha capito un beneamato.

      • 29 gennaio 2011 alle 22:09

        Il Cavalier Jekyll ha ripreso il controllo di sé stesso, facendo peraltro decisamente rimpiangere Silvio-Hyde (nella grassoccia pornolalia di quest’ultimo si fa apprezzare, almeno, la schiettezza).
        Non rispondo al suo teorema, se non additando ammirato la dignità con la quale Totò Cuffaro ha accettato l’esito del processo. Altro stile, altra scuola. Poi naturalmente viene anche di pensare che ha favorito gente che ha assassinato persone come Falcone e Borsellino.
        Ma l’essere normalmente dotato di quello che dovrebbe essere un tratto ovvio del profilo morale dell’uomo politico – il senso dell’onore – lo fa apparire un grande statista in mezzo ai nani.

  4. Sebastian
    30 gennaio 2011 alle 0:23

    Ma infatti, a questo punto, Cuffaro meriterebbe uno scontazzo di pena! Sta guadagnando punti su punti proprio per il suo attegiamento di fronte alla giustizia ed al verdetto! Strabiliante!
    Del resto frequentando uomini d’onore… all’anno si è onoriato pure lui!

  5. Rosa
    3 febbraio 2011 alle 16:34

    The Arcore’s night.
    GENIALE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. Sebastian
    3 febbraio 2011 alle 20:54

    Perchè questo?

    REGIME DI CUORI!

  7. Sebastian
    7 febbraio 2011 alle 13:59

    NON E’ POSSIBILE!! eh eh eh!

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