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Posts Tagged ‘Giovanni Falcone’

Parla come feisbuc

1 settembre 2012 4 commenti

Menti raffinatissime

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Alla fine lo scoop non c’è. Le carte che, secondo il settimanale Panorama, il presidente Napolitano starebbe nascondendo, praticamente non esistono. Ma L’obbiettivo è raggiunto, comunque vada: o il paziente lavoro di ricostruzione degli accordi tra Stato e mafia nel ’92 è screditato come delirio di una combutta di sovversivi, oppure l’eversore è lo stesso Presidente della Repubblica, come ha detto l’Onorevole dell’IdV Sonia Alfano. Oppure entrambe le cose insieme.
«Menti raffinatissime» disse Falcone a proposito del ritrovamento di un borsone pieno di tritolo, abbandonato senza detonatore sulla spiaggia antistante la sua casa all’Addaura, sul mare di Mondello. Infatti non mancò, all’epoca, chi insinuasse che il finto attentato fosse opera dello stesso Falcone.
«Menti raffinatissime», ha ripetuto oggi il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Ecco, lo scoop di Panorama è così, una bomba senza innesco, tanto più distruttiva proprio perché non può scoppiare.
Antonio Ingroia sarebbe un ottimo governatore per la Sicilia, una delle poche figure su cui non si posa neppure l’ombra del sospetto di possibili connivenze mafiose. Ma come può oggi Ingroia accettare la candidatura offertagli dall’IdV dopo i furibondi attacchi di Di Pietro al Quirinale a proposito del conflitto di attribuzione?
«Menti raffinatissime», appunto.

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Isabella Ramassa ha condiviso la foto di ControCopertina.
17 luglio

On. Sonia Alfano: “Occorre difendere la democrazia dal golpismo di Napolitano. L’attacco alla magistratura è un attentato alla Costituzione”.

Giampiero Tre Re Non condivido. «Una società che non ha separazione di poteri non ha Costituzione» (Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, 1789, art. 16). Un conto è la dialettica democratica spinta fino a chiedere un completo rinnovo della classe politica, un altro lo sfascio delle istituzioni. «La classe politica è corrotta, ma d’altra parte non può governare la magistratura» (G. Andreotti, nel film Il divo, di P. Sorrentino).
17 luglio alle ore 23.09 · Modificato · Mi piace

Isabella Ramassa Ma a questo proposito, Giampiero Tre Re, cosa ne pensi dell’opinione della sorella di Borsellino?

Trattativa, Rita Borsellino: “La mossa del Colle è uno schiaffo a me e all’Italia” – Il Fatto Quotidiano
http://www.ilfattoquotidiano.it
Mi sento schiaffeggiata da questa notizia”. Rita Borsellino, sorella di Paolo, europarlamentare, ripete queste sei parole seduta nella sua casa al mare, a Trabia, dove il pomeriggio del 19 luglio…

19 luglio alle ore 10.21 · Mi piace ·

Giampiero Tre Re Penso la stessa cosa. Anche a proposito di Grillo, Di Pietro, Il Giornale, Libero e Il Fatto Quotidiano e tutta la variopinta compagnia che troviamo su questa linea nella vicenda in questione. Il principio da cui partire, secondo me, è questo: distinguere politica ed Istituzioni. La politica è un discorso, le Istituzioni la sintassi che lo rende articolabile. Napolitano, pur criticabilissimo, ha solo rimesso la questione alle istituzioni preposte dalla Costituzione. Si deve solo attendere serenamente il pronunciamento di quest’ultima. Perciò credo che personaggi come la Alfano e la Borsellino, agendo e parlando come hanno detto e fatto diano ragione all’accusa spesso loro rivolta di essere in pista per meriti altrui, ma di avere in realtà pochissimo senso dello Stato.
22 luglio alle ore 15.50 ·

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Palermo significa qualcosa

23 maggio 2012 2 commenti

«Palermo significa qualcosa

comune a tutti noi uomini-uomini,

qualcosa che ci tocca e le appartiene

forse per delega, forse per destino»

(M. Luzi)

L’agenda rossa

18 luglio 2009 12 commenti

Io so cosa c’è nell’agenda rossa di Paolo Borsellino, quella di cui oggi tutti i giornali italiani parlano, quella misteriosamente sparita dalla scena libanese di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Alla data 25 giugno, ad esempio, stava scritto: biblioteca comunale.
C’ero anch’io tra il pubblico di cittadini, quella sera, nello splendido chiostro seicentesco di Casa Professa, ora biblioteca comunale di Palermo, quando Borsellino, in un silenzio surreale, cominciò lentamente dicendo di essere venuto per ascoltare e poi continuò affidando a quel suo ultimo discorso pubblico, a quel gruppo di concittadini il senso di una vita professionale, di un’esistenza umana. Con quella sua ruvida voce da fumatore, che mette persino nel suo vizio lo stesso accanimento con cui persegue tutto ciò che fa, parlò di Giovanni Falcone. Parlò di sé parlando dell’amico, della sua agenda, e raccontò esattamente ogni singola pagina della propria.

«Io sono venuto questa sera soprattutto per ascoltare. Purtroppo ragioni di lavoro mi hanno costretto ad arrivare in ritardo e forse mi costringeranno ad allontanarmi prima che questa riunione finisca. Sono venuto soprattutto per ascoltare perché ritengo che mai come in questo momento sia necessario che io ricordi a me stesso e ricordi a voi che sono un magistrato. Leggi tutto…

Ricordo del 25 maggio 1992

23 maggio 2009 5 commenti

I mafiosi non sono cristiani

Un fatto di cronaca come la strage di Capaci, nonostante si presti ad una interpretazione su più livelli, viene solitamente affrontato sotto il profilo politico-giuridico. Credo possa risultare utile se cerco di abbozzare, sforzandomi di non uscire troppo dalle mie competenze etico-teologiche, qualche considerazione su questo episodio da punti di vista forse meno usuali. Guardare il fenomeno da diverse prospettive può aiutarci a razionalizzare (sarebbe assai utile, ad esempio, l’approccio quantitativo al fenomeno mafioso, cosa che è stata fatta solo in un ristrettissimo numero di studi) e a contrastare quindi la tendenza giornalistica a una lettura mitologica dell’emergenza mafiosa, che finisce per alimentare nell’opinione pubblica l’epos popolare di una mafia quasi circonfusa da un’aura leggendaria. Leggi tutto…

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