Gaspare Barbiellini Amidei, La vigna di don Gabriele

A chi arriva da lontano ed entra in una chiesa, che soltanto i casi non previsti della vita hanno fatto anche diventare per lui parrocchia, si attende uno spazio di estraneità, di piccolo smarrimento. Ogni particolare, ogni quadro, ogni gesto non era come egli si era abituato fosse in un’altra chiesa, in un’altra parrocchia, dove da anni la sua preghiera, le sue inquietudini, i suoi pentimenti e le sue speranze avevano messo radici. Io mi ero abituato a Milano perfino a un altro rito, ambrosiano, in quella chiesa di San Marco che aveva visto i miei figli appena nati, e poi aveva dato ad essi la Comunione e poi li aveva fatti crescere mentre i miei capelli divenivano bianchi.
A Santa Maria Stella Mattutina mi è parso di essere sempre stato, di aver seguito sempre Messa. Nei primi tre anni provvisori a Roma, direttore di un giornale amato in questo quartiere, mi ero invece sentito ospite, anche se questa è la città dei miei studi, di tutti i miei affetti, la città. di mia madre e delle mie sorelle che sono le prime per le quali siamo tornati. Poi sono venuto quassù, sul Monte dove ragazzo andavo a passeggiare, ho cercato la chiesa e ho trovato questa, con il volto fanciullo di un prete. Dove l’ho già visto? mi sono domandato. Me lo domando ancora, di domenica, quando mi affaccio alla sua Messa. A chi assomiglia quella faccia lieta e dolente, la faccia del parroco? Assomiglia alle memorie che ho della mia religione. Essa aveva facce così, parlava così, quando non c’era intorno frastuono, quando, essere, parlare non era soltanto apparire, come altrove, fuori dalle mura di S. Maria Stella Mattutina, accade oggi.
Non lo conosco bene, don Gabriele, non conosco bene la sua gente. So che lui e la sua gente lavorano nella Vigna del Signore. Gli abitanti di questa zona forse non sempre sanno, ma da queste parti cent’anni fa erano molte le vigne e per questo restano nomi, dopo l’alluvione edilizia, Vigna Clara, Vigna Stelluti. C’è anche una Vigna Gabriele su questo Monte Mario: il Padrone, che ha occhio fino, guarda da lassù ed è soddisfatto della vigna e del vignaiolo.

+Mons. Gabriele Perlini (Montorio Veronese [VR], 8 agosto 1916 – Roma, 11 marzo 2004), presbitero cattolico, è stato fondatore della comunità parrocchiale romana  di Santa Maria Stella Matutina e parroco dal 14/03/1962 al 31/07/1993.

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  1. 11 marzo 2008 alle 7:29

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