CHIESA E MAFIA

La Chiesa di Palermo e la mafia dalla strage di Ciaculli al martirio di Puglisi (in preparazione)

Mafia, “struttura di peccato”?

Puglisi e Livatino, “Martiri per la giustizia”

La prima biografia di Puglisi

Martirio e vita cristiana

  1. rickinca84
    15 gennaio 2008 alle 20:45

    ieri hanno fatto la seconda puntata de “l’ultimo padrino” ed è stata evidenziata molto rispetto ad altri film l’aspetto religioso della mafia..
    Che ne pensi Giampiero?

  2. 16 gennaio 2008 alle 0:58

    Caro Ricki,

    Ne ho visto solo qualche sequenza, non sono in grado di esprimere un giudizio sul film. Mi pare che anche questo lavoro subisca la Sindrome di Stoccolma e finisca, come già altre opere più celebri, per esaltare la mafia e il suo mondo. Qualche tempo fa ho potuto osservare una scena significativa in un bar dell’Albergheria, dove mi trovavo casualmente a prendere un caffè. Entra un ragazzetto di strada, di non più di dieci, undici anni, e mostra tutto orgoglioso al barista un DVD taroccato («Il capo dei capi», quarta puntata) chiedendogli se avesse voluto comprarlo per una certa cifra, che m’è parsa notevole per l’età del ragazzo, la qualità della registrazione e del film stesso. Mi sono chiesto che cosa meritasse quella spesa, agli occhi dei due che contrattavano quella merce. Pare che Provenzano ridesse del modo in cui Coppola rappresentava i boss nella saga del Padrino. Per la religiosità dei capimafia rappresentata al cinema è un po’ la stessa cosa, credo. Troppo epica e po’ caricaturale, però in certi ambienti piace. Alcuni mafiosi hanno una religiosità sincera, non necessariamente devozionale e esteriore. Nel caso di Pietro Aglieri, ‘u Signurinu, mio compagno di studi al seminario minore di Palermo, negli anni ’70, ad esempio, questa religiosità è addirittura colta e sofferta. Forse occorre prendere atto semplicemente del fatto che mafia e Chiesa non sono di per sé incompatibili.
    Ciò che mi meraviglia non è come per decenni, forse secoli, non si sia vista l’incompatibilità di mafia e Chiesa, ma che non si sia vista l’incompatibilità di certi modelli ecclesiali col vangelo.

  3. rickinca84
    16 gennaio 2008 alle 22:02

    del capo dei capi ne ho visto alcune puntate, dell’ultimo padrino solo la seconda puntata.
    Qui provenzano viene presentato come paciere, come persona quasi redenta, quasi pentita, come una persona che era cambiata, ma non ho visto la prima puntata per cui non so fino a che punto sia stato enfatizzato il cambiamento. Comunque il boss invecchiato e stanco cercando di far da pacere evidando una faida che avrebbe portato a tantissimi morti ammazzati ( e relativi infami e processi e dunque arresti). parlando con il boss con cui aveva più confidenza parla in termini teologici mettendo in mezzo Gesù Cristo, mentre parlando con i boss nel faccia a faccia i motivi convincenti erano l’autorità indiscussa di Provenzano, i morti che ci sarebbero stati anche fra gli eventuali vincitori, e la prospettiva di un affare colossale dunque i soldi. In questo senso viene presentato il boss cristiano. Ma il regista credo che abbia analizzato in maniera magistrale dove stà il corto circuito religioso di provenzano e con esso credo di tutta la mentalità siciliana in cui nasce il fenomeno mafioso. Lo evidenzia nel faccia a faccia del boss con il vero credente: il parroco di corleone da cui va a confessarsi. Provenzano si presenta quasi come innocente: Dio è come un burattinaio: io ho fatto ciò che dovevo: ho fatto del male perchè altrimenti lo avrebbero fatto a me… ho dovuto. In un certo senso ciò che ha fatto quello che doveva nella situazione in cui era: prima per fame, poi per difendersi. Non poteva sottrarsi alla legge divina, al fato. Il parroco controbatte con il libero arbitrio a cui risponde ( cosa è sto libero arbitrio?) il pentimento e la confessione. Come non vedere in quella figura (da film daccordo) il typos del siciliano per cui “na vita tuttu je distinu” e per cui “un si movi fogghia ‘ca ddio un’vogghia” . Questa mentalità è imperante, il mafioso altro non è che un malvivente che ha mantenuto in toto la mentalità fatalista e patriarcale della sua terra. In questa terra il messaggio cristiano è entrato ma non è riuscito a scardinare il fatalismo, e la legge dell’onore è superiore a quella dell’amore. Io credo che ci si sia fermati al venerdì santo proprio come testimonia la pietà popolare. Forse quando S. Paolo sbarcò in Sicilia Marco ancora non aveva ancora aggiunto il famoso cap 16; ritornando visto il danno che aveva fatto si affrettò ad aggungerlo!

  4. marty
    1 aprile 2008 alle 17:02

    Buongiorno dottor Tre Re. Se possibile avrei bisogno di un aiuto. Frequento il liceo delle scienze sociali e quest’anno avrò la maturità. Il titolo della mia tesina sarà “la religiosità dei mafiosi”. Purtoppo però non riesco a trovare nessuno studio di alcun psicologo che mi possa aiutare…. com ‘è possibile,secondo lei, che un mafioso che uccide e fa del male sia poi una persona estremamente religiosa?è una contraddizione! …ma questa contraddizione loro la vedono? spero mi possa aiutare! la ringrazio anticipatamente.

  5. 2 aprile 2008 alle 12:09

    Cara Martina,

    prima di tutto in bocca al lupo per gli esami di Stato e grazie per aver scritto su Terra di Nessuno.

    Il tema è davvero molto bello. Non riesci a trovare nessuno studio psicologico sull’argomento religiosità e mafia non per colpa tua: semplicemente non ce ne sono. Sono piuttosto abbondanti, invece, studi sul rapporto Chiesa e mafia (che è questione alquanto diversa rispetto al tema “religiosità e mafia”) per lo più con un taglio sociologico-criminologico oppure storico. Molto documentato su questo punto è, per esempio, il capitolo Chiesa e mafia dell’ultimo libro di Umberto Santino. So che Giorgio Chinnici sta lavorando proprio al tuo tema (religiosità e mafia) ma non da un punto di vista psicologico.
    Alla tua prima domanda (è possibile che un mafioso che uccide e fa del male sia poi una persona estremamente religiosa?) la risposta è “sì”.
    La seconda (questa contraddizione i mafiosi la vedono?) è assai più complessa e forse senza una risposta generale, perché tocca le coscienze individuali, ma… forse ci si può avvicinare ma non con le macrocategorie che abitualmente applichiamo alla lettura del fenomeno sotto il profilo sociologico.

    In questo stesso blog puoi trovare suggestioni e spunti su questo tema oltre che in questa sezione “chiesa e mafia” anche nei seguenti post:

    https://terradinessuno.wordpress.com/vaticanum-ii-studi-di-ecclesiologia-conciliare/ernesto-ruffini-una-biografia/

    https://terradinessuno.wordpress.com/2007/11/19/delle-nuove-cinque-piaghe-della-s-chiesa-palermitana/

    https://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/michele-vilardo-santita-e-legalita-il-progetto/

    https://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/cataldo-naro-santita-e-legalita/

    https://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/dossier-cataldo-naro-e-leredita-spirituale-di-salvatore-cassisa/

    https://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/rosario-giue-la-lezione-di-don-milani/

    https://terradinessuno.wordpress.com/2007/09/15/il-pastore-smarrito/

    Spero di esserti stato un po’ di aiuto. Buon lavoro dunque e spero che tu possa tornare spesso a visitare questa Terra di Nessuno. Ciao.

    Giampiero

  6. Martina
    20 maggio 2008 alle 18:20

    La ringrazio moltissimo per la sua disponibilità. Mi è stato comunque molto utile. Grazie ancora e complimenti per questo utilissimo spazio che è il suo blog. Un saluto.
    Martina

  7. 21 maggio 2008 alle 9:48

    Considerati a casa tua. In bocca al lupo per l’esame e… facci sapere come è andata; magari strada facendo, che ne dici?

  8. giulia
    28 marzo 2010 alle 20:26

    sotto !B.Segnio

  9. giulia
    28 marzo 2010 alle 21:58

    !?Gp3Re

    hai Lasciato qlk in Moderazione?

  10. giulia
    29 marzo 2010 alle 18:55

    The Killers

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