Orchidea, il progetto

AA. VV.
Progetto di Corso di formazione per operatori psico-sociali sugli aspetti legali dell’intervento nei casi di abuso sessuale e maltrattamento, Palermo 2002-04.

STRUTTURAZIONE DEI CORSI
Ogni corso dura complessivamente 20 ore. il corso prevede una modalità di lavoro interattiva a piccolo gruppo, sono previsti 10 incontri di due ore ciascuno. Sara possibile concordare con i docenti il calendario degli incontri.

La legge sulla violenza sessuale. L’audizione proietta del minore testimone nel processo penale.

L’intervento penale e civile nei casi di reati contro i minori

Il ruolo dell’ausiliario nel corso dell’audizione protetta del minore. Il ruolo del perito (d’ufficio e di parte) nel procedimento penale.

L’allontanamento e l’intervento del Tribunale per i Minorenni e del Tribunale civile.

L’intervento penale e civile nei casi di reati contro i minori. La segnalazione.

Procedimento civile e penale; coordinamento fra i due in favore del minore.
Lo psicologo e il medico (obbligo di referto e segreto professionale). Il curatore speciale

L’intervento del Tribunale Ordinario e il procedimento penale. Il servizio sociale di fronte all’abuso sessuale. L’assistenza psicologica del minore nel processo penale. L’audizione protetta del minore nel processo penale.

Il corso ha l’obiettivo di dare agli operatori minorili, agli avvocati, alle forze dell’ordine, delle nozioni di baae sugli T~’ legali legati alrintervento nei casi di abuso sessuale e maltrattamento sui minori. La preparazione psicologica e sociale non e infatti sufficiente per affrontare in modo competente situazioni di sospetto o accertato maltrattamento e abuso; sin dalle prime fasi della segnalazione, cosi come nell’assistenza al minore durante il processo, o nella gestione del caso in tutte le sue fasi, solo una preizrazione in ambito legale (sia pur minima) può evitare alroperatore (qualunque ruolo abbia) di commettere errori che possano poi compromettere anche in modo serio tutto l’intervento. Anche il perito ed il consulente tecnico del giudice devono conoscere gli aspetti legali leggii all’mtei’vento nei casi di reati sessuali in danno dei minori, in quanto nozioni necessarie ed indispensabili per poter espletare al meglio il mandato ricevuto dal magistrato. L’universitii non da una preparazione in tal senso a psicologi, psichiatri, assistenti sociali, educatori, avvocati, preparazione che invece risulta essere im~rtante nel rapporto con i rcati contro i minori. Temi affrontati i~~~one, la legge sulla violenza sessuale, l’intervento civile e penale ne i casi diI~ reati contro i minori, l’audizione protetta del minore testimone nel processo penale, il curatore speciale, il servizio sociale di ll~ Ironte all’abuso sessuale, rassi~peicoIogica al minore nel processo penale, l’a~tanamento, l~’cologo e il medico <obbligo di reterto e segreto professionale)

La perizia psicologica nei casi di reati sessuali ai danni dei minori

Il maltrattamento e l’abuso sessuale ai danni dei minori. Introduzione al fenomeno. La vittima dell’abuso sessuale

Lavoro di gruppo Sul terna dell’abuso sessuale e del dialogo con le vittime di abuso sessuale

La perizia in ambito penale e civile. ll ruolo del perito e la cornice istituzionale in cui la perizia viene inserita

L’attendibilità del bambino presunta vittima di abuso sessuale

Il perito e la legge

La legge sulla violenza sessuale L’audizione proietta del minore testimone nel processo penale

L’attendibilità del bambino presunta vittima di abuso sessuale

Lavoro di gruppo sul tema dell’abuso sessuale e del dialogo con le vittime di abuso sessuale

L’audizione protetta del minore e la preparazione al processo penale

Il disegno in ambito peritale. Tesi proiettivi, con particolare nfrrimento al CAT, FAT, DUSS, WJSC-R

La madre della vittima di abuso sessuale e la diade madrefiglia

il tesi all’interno del lavoro peritale, con particolare rifirimento al lesi di Rorschach e al T4 T

La famiglia incestuosa e l’abusante

Come si scrue una relasioneperitale. Esercitazione pratica Cristina Roccia Venerdì 18 ottobre 2002 h. 9,30-16

“La formazione psicosociale degli operatori della giustizia: approfondimenti metodologici”
“L ‘interprofessionalità”
“I modelli di intervento”
“L ttività di supervisione”
“Il lavoro d’équipe’
“Aggressività e violenza”
“Violenza sessuale. Modelli di comprensione delle dinamiche incestuose”
La fenomenologia dei reati sessuali a danno di minori: aspetti
psicosociali e quadri psicopatologici
“I reati sessuali a danno di minori: aspetti psicosociali”
“La vittimologia”
“L’intervento con la vittima”
“I reati sessuali a danno di minori: epistemologia ed epidemiologia”
“Il contesto legislativo internazionale”
“I reati sessuall a danno di minori: aspetti psicopatologici”
“Le condotte perverse”
“Analisi della casistica in merito alla condizione di detenzione per reato sessuale a danno di minori”
“Autori e vittime di reati sessuali: credenze e stereotipi concettuali”
“Il trattamento degli autori di abuso e
sfruttamento sessuale a danno di minori: pro gettualità e
costruzione di interventi mirati
“La carriera deviante”
“L’intervento intra ed extra murario con l’autore di reato”
“L’intervento sugli autori di reati sessuali: una panoramica internazionale”
“La funzione del sistema vittima negli interventi trattamentali con gli autori di abuso e sfruttamento sessuale a danno di minori”
“La sperimentazione dei modelli di intervento con l’autore di abuso e sfruttamento sessuale a danno di minori”
“La sperimentazione dei modelli di intervento con l’autore di abuso e sfruttamento sessuale a danno di minori”
PERCORSO FORMATIVO INERENTE IL PROGETTO “SEX OFFENDER TREATMENT”
La definizione del fenomeno di violenza sessuale: i sex offender.
I sex offender e le vittime: modelli di spiegazione delle differenti tipologie di violenza agibile (analisi centrata sulla base del criterio “conoscenza-non conoscenza” [Terrani, 96] dal minore vittima, per approfondirne le implicazioni cliniche, comportamentali, emotive; gli interventi possibili e la gestione del’utenza: i pedofili, gli abuser intra-familiari, gli abuser extra-familiari).
E La legge: rifrimenti normativi e analisi critica psicologico-giuridica
Le informazioni in nostro possesso: la cartella (analisi della tipologia di utenza presente in carcere).
La rilevanza psicologico fattuale degli elementi presenti nella biografia istituzionale del sex offender (analisi della complessità psicologica dell’autore, anche in riferimento alle possibili possibili connessioni a disturbi di personalità o di natura biologica: l’importanza della diagnosi differenziale).
L’elaborazione dei dati in nostro possesso (dati di cui si e’ a conoscenza, e dati mancanti:
possibili ricostruzioni e diagnosi forense-istituzionale).
L’osservazione di primo ingresso: comunicazione e coordinamento nei casi di sex offender (attenzione agli aspetti psicologico-fattuali e diagnostici per differenziare i tipi di autore di reato).
Costruzione dei parametri metodologici relativi all’osservazione di primo ingresso dei sex offender.
L’osservazione (cosa si fa) e la sperimentazione (cosa si può fare) tra buone prassi e metodo: i sex offender.
e Standard attuali e possibili sviluppi tuturi (la ricerca di una metodologia sperimentabile).
Il trattamento degli autori di violenza sessuale: il modello anglosassone.
L’ipotesi trattamentale elaborata sulla base del percorso for-Wolf
e Trattamento base vs trattamento specialistico: possibili percorsi di interazione.
I percorsi della sperimentazione: il trattamento tra “dentro e fliori” (ottica sistemica: le rete).
e I criteri di coordinamento tra i diversi momenti dell’intervento: l’integrazione reale.
Gli stereotipi e i pregiudizi: il “mostro” (Ripresa di concetti teorici e lavoro su come i percorsi individuali strutturano i rapporti con gli altri, influenzando direttamente la propria relazionalità e anche la professionalità o capacità di realizzare l’intervento; la trasformazione della capacità in competenza; la gestione del caso e del sé emozionale).
Convivere con i nostri vissuti (Lavoro dinamico attraverso il quale il gruppo si mette in gioco in prima persona).Le dinamiche di gruppo e la gestione delle emozioni (rielaborazione e rilettura dei vissuti individuali e gruppali sperimentati in itinere all’interno del percorso formativo, in relazione ai differenti ruoli professionali ed alle molteplici esperienze personali).

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