Pedofilia, sfruttamento, abuso di minori

Presentazione del progetto

di Giampiero Tre Re

Tra il 2002 e il 2004, nacque e si sviluppò a Palermo il progetto Orchidea, un insieme di azioni di formazione e ricerca mirate ad intervenire sul fenomeno della pedofilia. Il progetto coinvolse il Centro di Giustizia Minorile del Tribunale per i Minorenni di Palermo, la Cattedra di Psicologia Giuridica dell’Università La Sapienza di Roma, La Cattedra di Statistica Giudiziaria dell’Università degli Studi di Palermo. Al progetto contribuirono, tra gli altri, Giorgio Chinnici, Gaetano De Leo, Vittorino Andreoli. Giampiero Tre Re progettò e diresse l’azione di formazione per giovani laureati, di cui il testo che segue è la relazione introduttiva, e partecipò all’azione di ricerca con il contributo, ora edito anche in questo blog, «C’est pour mieux voir, mon enfant». Pedofilie e pedofili, psicanalisi ed etica della cura.

La realizzazione del progetto di formazione e di ricerca su «Pedofilia, sfruttamento, abuso di minori» si articola in quattro fasi o azioni: formazione, work esperience, ricerca, diffusione dei risultati.

Formazione

Il monte delle previste seicento ore di formazione per operatori sociali e della giustizia coinvolti nel trattamento di vittime ed autori di abuso e sfruttamento sessuale a danno di minori è da suddividersi in tre corsi, indirizzati rispettivamente a operatori del circuito giudiziario (della durata di centodue ore); operatori scolastici ed educatori (durata centoquarantotto ore); giovani neo-laureati delle discipline di medicina, giurisprudenza, psicologia ed assistenti sociali (della durata complessiva di trecentocinquanta ore da ripartirsi fra teoria, centocinquanta ore, e pratica, duecento ore).
Coordinatori dei tre corsi sono, rispettivamente,
il prof. Giorgio Chinnici, docente di statistica giudiziaria presso l’Università di Palermo;
il dott. Maurizio Gentile, direttore
il prof. Gianpiero Tre Re, della Libera Università Maria SS. Assunta (LUMSA) di Palermo.
Ai fini della realizzazione dei tre percorsi formativi sono stati progettati tempi didattici e specifiche linee metodologiche che si ritengono particolarmente efficaci per la trattazione e l’approfondimendimento dei contenuti oggetto di riflessione.
Se ne esplicitano, qui di seguito, caratteri e valenze formative, coerentemente con gli obiettivi progettuali previsti e ferma restando la necessità di porre particolare attenzione alla gestione d’aula, data la peculiare delicatezza dei contenuti che si intendono affrontare lungo il percorso in oggetto.

Percorso formativo per operatori della giustizia coinvolti nel trattamento di autori di abuso sessuale a danno di minori

L’articolazione dell’iter formativo si sviluppa in cinque moduli tematici a cadenza mensile, che si snodano in diciassette giornate d’aula, di sei ore ciascuna, per la durata di centodue ore. Ciascuno dei moduli in questione prevede una serie di attività formative suddivise – a seconda dei temi trattati, e delle fasi di crescita formativa del gruppo in apprendimento -, in: teoria, metodologia d’intervento, approfondimenti operativi, confronti e verifiche in plenaria, lavoro di gruppo cognitivo-emozionale e ricerca d’aula.
Questo tipo di articolazione nasce dall’esigenza di privilegiare una linea metodologica che affianchi alle docenze a carattere teorico ed operativo, momenti di attivazione del gruppo, tesi a favorire l’assimilazione critica dei contenuti attraverso metodologie attive diversificate, centrate sul coinvolgimento diretto e sul confronto del gruppo in formazione.
In questo senso, ciascun modulo tematico può essere definito di tipo teorico-esperienziale, mirando a promuovere non solo un apprendimento scientifico specialistico, ma anche un meta-apprendimento che faciliti un piano riflessivo trasferibile dal microsistema di formazione ai contesti professionali.
Nell’intento di promuovere e potenziare l’acquisizione di nuovi e diversificati modi di percepire le situazioni formative e quelle operativo-professionali, e di sperimentarsi all’interno di esse, ciascuno dei moduli prevede spazi riflessivi ed esperienziali rispettivamente dedicati:
– per il I MODULO, all’analisi delle aspettative sul percorso formativo, alla progettazione condivisa del percorso stesso, e ad un primo confronto in gruppo sulla dimensione di vissuto legata allo specifico tema in questione;
– per il II, III e IV MODULO, ad un lavoro centrato sulla connessione tra i contenuti affrontati e le specifiche esperienze professionali di settore, ma anche sui vissuti sperimentati in prima persona dal gruppo d’aula sul tema dell’abuso;
– per il VI ed ultimo MODULO, alla ricerca d’aula co-gestita dal gruppo in formazione – al fine di elaborare e co-costruire un progetto trattamentale specificamente mirato alla realtà locale dei corsisti -, alla verifica progettuale ed all’analisi dei limiti e delle potenzialità dell’intervento ipotizzato, ed infine alla conclusione del percorso, attraverso un bilancio critico dell’esperienza d’aula.
Va, inoltre, specificato che ai fini di una verifica più ampia, che può essere identificata con il successivo follow-up sulla globale esperienza di formazione realizzata, è previsto l’utilizzo di strumenti valutativi dell’andamento del percorso e del suo grado di corrispondenza rispetto alle aspettative formative, da somministrare in itinere in ciascun modulo tematico.

Percorso formativo per operatori scolastici ed educatori

Percorso formativo per giovani neolaureati

Il corso di formazione rivolto a giovani neolaureati che si orientano verso professionalità specializzate sugli aspetti legali e psico-sociali inerenti i casi di abuso sessuale e maltrattamento di minori comprende una sezione teorica ed una pratica.
La sezione teorica, della durata complessiva di centocinquantadue ore, si sviluppa attraverso lezioni raggruppate in quindici moduli tematici di otto ore ciascuno, distribuiti in quattro ambiti disciplinari come segue: ambito disciplinare psicosociale: sette moduli; ambito giuridico: quattro moduli; ambito criminologico: tre; ambito medico-legale: uno.
Il fenomeno in esame viene affrontato da tre diverse prospettive: fenomenologica, vittimologica e dal punto di vista dell’abusante. La struttura formale del corso è completata da una preliminare trattazione di questioni metodologiche ed epistemologiche inerenti l’oggetto.
All’esposizione della materia si aggiungono, infine, venti ore di dedicate alle verifiche d’ingresso, intermedie e d’uscita ed eventualmente alla gestione del gruppo-classe, da svolgersi col ricorso di varie metodologie didattiche (circle time, brain storming, presentazione di elaborati e saggi brevi).
Il quadro orario, gli argomenti delle lezioni ed i relatori, sono indicati nell’allegato programma dettagliato.
La struttura interdisciplinare e l’andamento materiale del corso sono stati studiati per favorire, da un lato, una trattazione quanto più possibile comprensiva delle complesse sfaccettature del fenomeno, ma anche per riprodurre come meglio è possibile, per così dire, in laboratorio, le ripercussioni del fenomeno reale sui sistemi istituzionali, sociali e della rete dei servizi.
In questo modo si ritiene, nel contempo, di favorire lo studio e l’assimilazione dei corsisti, avvicinando le singole presentazioni contenutistiche alle competenze che sono già in loro possesso e stimolandone la comprensione critica.
La sezione pratica prevede lezioni di lingua inglese, per un totale di cento ore, e lezioni di informatica per un totale di cento ore.

Work experience

L’azione è condotta dai membri del gruppo dei giovani neolaureati, con il coordinamento del prof. G. Tre Re e l’assistenza di due tutor. Questa fase del progetto, della durata di centotrenta ore, si svolgerà contemporaneamente alla ricerca e potrà avere una funzione di supporto nei confronti quest’ultima.
Attività previste:

∑ Organizzazione di incontri e dibattiti sul tema presso le scuole con utilizzazione di vari strumenti didattici: lezione frontale, brain storming, discussione guidata;
∑ Lavoro sul campo, con possibilità di analisi di casi reali (in collaborazione con professionisti);

∑ Somministrazione di interviste a figure istituzionali ed organizzazioni spontanee impegnate nel campo;
∑ Rilevamento ed elaborazione dei dati in collaborazione con i ricercatori coinvolti nella fase III del progetto;
∑ Ricerca bibliografica sulla letteratura nazionale ed internazionale inerente al fenomeno
∑ Forum: Percezione e rappresentazione del fenomeno della pedofilia e dell’abuso sui minori nei media (cinema, stampa, internet)

E’ prevista la produzione di un elaborato finale nella forma del saggio, o documentazione di altro genere sull’attività svolta.

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  1. Filippo Ales
    3 gennaio 2009 alle 20:07

    Caro Giampiero, complimenti innanzitutto per il tuo Blog. Sono contento di quello che hai scritto sul progetto Orchidea, mi ha fatto tanto piacere leggerlo. Tra l’altro tu scrivi; “Tra il 2002 ed il 2004 nacque e si sviluppò a Palermo il progetto Orchidea…”. Io sono ccerto che le cose non nascono mai da sole, ed i personaggi che citi non spuntarono per caso, dalle diverse parti d’Italia, e si trovarono a discutere di pedofilia. Ad onor del vero credo sia opportuno (non per polemica, o a maggior rgione per il piacere di essere citato), ma per cronaca, ricordare che il progetto fu concepito e presentato da una cooperativa sociale: la coop. sociale Sviluppo Solidale. Tale progetto fu approvato e finanziato dall’ Assessorato Regionale alla formazione ed al lavoro della Regione Siciliana (sapessi quanto lavoro…). Solo, successivamente, quei personaggi hanno potuto svolgere un lavoro ottimo, che ha dato lustro alla cooperativa ed ai quali va ancora oggi il mio grazie, unitamente a quello dei soci. A te, in particolare, un abbraccio affettuoso. Filippo

    • 4 gennaio 2009 alle 1:20

      Caro Filippo,
      Accolgo volentieri la tua precisazione che serve, oltre a dare a Cesare quel che è di Cesare, anche a completare il quadro di quella che rimane, in Italia, un’esperienza singolarmente formativa per tutti coloro che ne presero parte ed esemplare sotto il profilo scientifico. Il materiale che proviene dal quel lavoro di gruppo e che qui viene offerto ai lettori di Terra di Nessuno ne è una chiara testimonianza.
      Ne approfitto per un saluto a tutta la gente di “Sviluppo solidale”.
      Giampiero Tre Re.

  2. cristina
    23 ottobre 2009 alle 11:26

    Gentile professore,complimenti per suo blog.Vorrei chiederla rispetto la cura della pedofilia.Sono psicologa-psicoterapeuta e capita di avere pazienti affetti di questa malattia;quindi vorrei se Lei sa di informarmi se ci sono centri di cura per questi malatti che forse utilizano anche protocolli precisi.La ringrazio anticipatamente.Cordiali saluti.Cristina Pascale

    • 23 ottobre 2009 alle 23:23

      Gentile Cristina,
      grazie per il suo commento.
      Mentre l’intervento terapeutico sul minore vittima di abuso sessuale è ampiamente praticato, il trattamento del sex offender è in ampia misura pionieristico. Non so dove lei opera, né il suo orientamento di scuola. Posso indicarle Cosimo Schinaia, psicoanalista e psichiatra, primario delle strutture residenziali psichiatriche del Levante genovese e Maria Stella Di Tullio d’Elisiis, romana, allieva di Gaetano De Leo, psicologo giuridico. Riguardo quest’ultima non saprei dirle con esattezza se si occupi direttamente del trattamento terapeutico del sex offender, ma certamente potrà fornirle indicazioni assai precise in merito, essendo una delle maggiori esperte sull’argomento in Italia.

  3. Sebastian
    5 febbraio 2010 alle 12:54

    Mercoledì scorso Le Iene hanno mandato in onda un servizio particolarmente raccapricciante.

    ADATTO ESCLUSIVAMENTE AD ADULTI

  4. Sebastian
    5 febbraio 2010 alle 12:58

    PARTE SECONDA

  5. giusy silvia
    27 gennaio 2012 alle 17:59

    Partecipare al tuo blog attraverso anche la sola lettura mi mette nell’imbarazzo, si perchè non tutte le persone pensano per un maggiore benessere sociale, educativo e intuitivo.
    Purtroppo per chi ha incontrato persone ben diversa di come poteva essere, fare i conti con la realtà è un vero rischio.
    Ma non per questo io sono molto contenta che esiste la lotta per garantire almeno il diritto che non siamo nati per caso, ma ci sono voluti dei sacrifici………che in parte possano essere riconosciuti.
    Gianpiero Tre re io per capire il tuo argomento devo ancora leggerlo un paio di volte ma sono convinta che mi possa aiutare tanto……..anche se adesso non posso promettere niente o avere certezze positive.
    A presto e un caro saluto………………che tutte le anime possano ritrovare la saggezza interiore anche quelli fragili.

  6. giusy silvia
    27 gennaio 2012 alle 18:16

    Insieme a questo blog cercherò di fare il mio meglio, poi sarà lo spirito santo a illuminarmi nel momento in cui le cose della vita non vanno bene, ci sono dei ostacoli che impediscono lo sviluppo di una piena vita vissuta anche per solo Amore che i nostri genitori ci hanno donato ……….e anche per chi ci ama veramente ma non c’è l’ha detto per paura di qualcosa o di qualcuno. Cosa si nasconde dietro la verità………..la verità ci fa liberi …………
    Io non ho paura della verità ……….perchè la conosco e lei conosce me…..io rispetto.
    Io temo della prepotenza delle persone perchè vanno oltre i loro limiti………..abusando dei loro poteri.
    Ancora una volta amo la verità perchè possa essere fonte di gioia e di speranza………
    A presto e un caro saluto a chi vive nell’incomprensione, nella solitudine, nello sconforto.

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