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Cartoline dal baratro

  1. 20 gennaio 2012 alle 17:04

  2. matilda
    25 gennaio 2012 alle 0:06

    se di icone o di baratri, si possa parlare, mi è poco noto. incerte manovre di scafo, fatalità, privilegi e pregiudizi di casta, in una Italia che risente di una crisi più generale…
    chi arranca fino a fine mese, chi perde il lavoro, chi se ne inventa uno… trovarsi puntuale alla charitas a una cert’ora per la quotidiana distribuzione, di pasti, farmaci, vestiario.
    quanta verità, nella povertà di ciascuno, quanta dignità anche in un silenzio.

  3. 1 marzo 2012 alle 23:43

    La promessa

  4. 24 aprile 2012 alle 20:09

    Per Silvio Berlusconi, erano solo gare di burlesque. Per i pm che indagano sul Ruby-Gate, invece, c’era molto di più. Anche perché, a loro avviso, le telefonate tra alcune delle ragazze che avrebbero partecipato ai presunti festini a luci rosse nella villa di Arcore sono inequivocabili. E dopo le intercettazioni di Ruby pubblicate da Repubblica.it, adesso arrivano anche quelle di Nicole Minetti, indagata per induzione e favoreggiamento della prostituzione.
    «È il 19 settembre 2010 ed è in programma una serata a casa del boss of the boss», scrive il quotidiano.
    In quelle ore, il consigliere regionale lombardo parla con un’altra ragazza, Lisa Barizonte: «È tutto a posto, ho preso tutto» dice la Minetti. «Ho preso per te quello di maestra». Probabilmente si riferisce al costume che indosserà nel corso della serata. Ma non è tutto. «Io mi porto dietro gli occhiali da vista e il reggicalze» aggiunge la Minetti, «così poi quando mi tolgo tutto, ho sotto l’intimo sexy». Il consigliere Pdl parla direttamente anche con Berlusconi e gli chiede: «”Love of my life”, stasera posso portare una mia amica? Carinissima, ha la seconda laurea».
    A questo punto, Nicole avverte Melania Tumini, un’amica in arrivo da Rimini: «Ti volevo “briffare” un attimo sulla cosa», esordisce. E poi racconta in cosa consista il Bunga-Bunga: «La desperation più totale. Ci sono varie tipologie di persone: la zoccola, la sudamericana che viene dalle favelas, quella un po’ più seria e poi ci sono io, che faccio quello che faccio».

    Yahoo Notizie – Video: “Solo gare di Burlesque”

    • 24 aprile 2012 alle 20:23

      e adesso dopo bunga-bunga e vezzi da zoo… le maestre vere e quelle un pò più serie, tra tagli e logazioni, sapranno come vestire la casta e tutto il campionario?
      buona fortuna… Italia

  5. 28 aprile 2012 alle 22:54

    PIRELLONE

  6. 3 maggio 2012 alle 19:04

    Pensare in italiano

    Ogni volta che i politici nostrani tirano fuori una nuova espressione in inglese mi paro il culo.
    È la volta di «Spending review».
    In italiano: «Nuovi tagli alla scuola».

    • 9 maggio 2012 alle 18:11

      chi ha da pararsi? chiusa anche l’ultima risorsa, finito col clistere, l’ultimo taglio lo litigheranno il sarto o il becchino?
      parole diafini

  7. 6 maggio 2012 alle 0:11

    Rispondo ad una domanda sui “Suicidi da crisi economica”, che sembrano in drammatico aumento (cfr. https://terradinessuno.wordpress.com/benvenuti/comment-page-13/#comment-17275).
    I dati ufficiali sull’andamento dei suicidi sono fermi, al momento, al 2010 http://www.istat.it/it/archivio/suicidi
    per cui non è facile rispondere alla domanda se la crisi stia effettivamente incidendo statisticamente sui suicidi.
    Sembra però si possa dire che mentre il tasso suicidiario si mantiene stabile in Italia, negli ultimi otto anni, se prendiamo in considerazione i moventi, i suicidi “per motivi economici”, pur rimanendo ampiamente minoritari (specialmente rispetto ai suicidi per malattia) siano effettivamente in aumento in termini assoluti, specie a partire dal biennio 2007-2009, in cui la media è quasi raddoppiata.
    http://www.lorenzoc.net/index.php?itemid=2102
    Si può forse concludere che pur non essendo in grado di accrescere il fenomeno, la crisi influisce sulle caratteristiche psicologiche e sulla percezione degli attori di suicidio.
    La prima ipotesi che viene in mente è quella della “rottura del patto sociale”. Questo genere di suicidio è spesso compiuto da soggetti abituati ad un’alta considerazione sociale, con una rigida etica personale e del lavoro. Forse possiamo pensare ad uno scenario di brusca e traumatica condizione di anomia in cui le persone si trovano improvvisamente proiettate, senza avere, o volersi concedere, o potersi concedere, il tempo necessario ad una risposta adattiva sul piano mentale. Improvvisamente ci si trova “rimossi” da una situazione di perfetta integrazione sociale ad una di devianza. Una situazione che il soggetto non può tollerare, perché pensa di non meritarla, e dunque vive come un tradimento. E’ significativo che, in alcuni casi, il fatto scatenante sia di lieve entità oggettiva (per esempio un piccolo debito di mille o duemila euro). Possiamo capire meglio questo dettaglio riferendoci al modello dei crolli: in una sistema complesso di forze contrapposte l’equilibrio precario che ne risulta può essere spezzato anche da un’impercettibile variazione.
    Il mondo del lavoro è oggi un mondo desacralizzato, in cui spesso i rapporti sociali sono ridotti a meri processi di forze produttive materiali. Manca quel supplemento di anima che in certi passaggi esistenziali può indicare un orizzonte ulteriore di speranza a cui guardare, oltre la crisi.

  8. 10 maggio 2012 alle 22:03

    Provenzano tenta il suicidio

    Cosa Nostra colpita duramente dalla crisi economica.

  9. Sebastian
    11 maggio 2012 alle 6:52

    Si, ho letto che ha tentato il suicidio col sacchetto di plastica della coop in testa a mò di soffocamento. Ma a quanto pare è andata a male, perchè quando vedeva che gli mancava l’aria istintivamente apriva il sacchetto. E così ha ricominciato da capo per diverse volte, ma senza il risultato sperato. Adesso il suo avvocato vuol sapere chi, ha introdotto il sacchetto di plastica della coop dentro la sua cella. :0

    n.b. per favore puoi eliminare il post precedente? E’ improponibile! ThanX

    • 11 maggio 2012 alle 14:50

      Gli inquirenti non credono al suicidio del boss

      Simulazione. Cosa Nostra sta benissimo.
      «Monti e la recessione non mi fanno una minchia».

  10. 12 maggio 2012 alle 8:08

    «Non erano gare di berlusque.
    Era proprio un puttanaio»

    • 16 maggio 2012 alle 19:00

      tangram cotonato?
      mosca cieca?
      in posa tra cercatori di funghi?
      sedile in pelle per domatori di elefanti?
      TAGGATE…

  11. 24 maggio 2012 alle 10:16

    Pariggi, Palerme

    Hollande, Ollando

  12. 8 giugno 2012 alle 16:27

    Terremoto

  13. 8 giugno 2012 alle 17:09

    Reblogged this on terra di nessuno.

  14. 22 giugno 2012 alle 17:10

    Troika

  15. 10 luglio 2012 alle 13:23

    “L´Italia non è la Grecia, i conti sono stati messi in sicurezza”, Vittorio Grilli, vice ministro del Tesoro, aprile 2012.
    “L´Italia non è la Grecia”, Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, febbraio 2012.
    “Ora non siamo più vicini alla Grecia», Mario Monti, primo ministro, dicembre 2011.
    “L´Italia non è la Grecia”, Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, novembre 2011.
    “Tremonti è pazzo. L´Italia non è la Grecia”, Silvio Berlusconi, primo ministro, ottobre 2011.
    “Tremonti ringrazi Prodi se l´Italia non è come la Grecia”, Piero Fassino, ora sindaco di Torino, maggio 2010.
    “La Spagna non è la Grecia”, Elena Salgado, ministro delle Finanze spagnolo, febbraio 2010.
    “L´Italia non è la Spagna”, Pier Carlo Padoan, capo economista Ocse, ottobre 2011.
    “La Spagna non è né l´Irlanda né il Portogallo”, Elena Salgado, ministro delle Finanze spagnolo, novembre 2010.
    “Il Portogallo non è la Grecia”, The Economist, aprile 2010.
    “L´Irlanda non è in territorio Greco.” Brian Lenihan, ministro delle Finanze irlandese, novembre 2010.
    “La Grecia non è l´Irlanda”, George Papaconstantinou, ministro delle Finanze greco, novembre 2010.
    “Né la Spagna né il Portogallo sono l´Irlanda”, Angel Gurria, segretario generale Ocse, novembre 2010.
    “La Spagna non è l´Uganda”, Mariano Rajoy, primo ministro spagnolo, giugno 2012.
    “L´Uganda non vuole essere la Spagna”, ministro degli Esteri dell´Uganda, giugno 2012.
    C´è qualcuno che vuole essere l´Europa?

    Alessandro Penati, Repubblica 10.7.12

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