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Posts Tagged ‘mafia’

L’agenda rossa

18 luglio 2009 12 commenti

Io so cosa c’è nell’agenda rossa di Paolo Borsellino, quella di cui oggi tutti i giornali italiani parlano, quella misteriosamente sparita dalla scena libanese di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Alla data 25 giugno, ad esempio, stava scritto: biblioteca comunale.
C’ero anch’io tra il pubblico di cittadini, quella sera, nello splendido chiostro seicentesco di Casa Professa, ora biblioteca comunale di Palermo, quando Borsellino, in un silenzio surreale, cominciò lentamente dicendo di essere venuto per ascoltare e poi continuò affidando a quel suo ultimo discorso pubblico, a quel gruppo di concittadini il senso di una vita professionale, di un’esistenza umana. Con quella sua ruvida voce da fumatore, che mette persino nel suo vizio lo stesso accanimento con cui persegue tutto ciò che fa, parlò di Giovanni Falcone. Parlò di sé parlando dell’amico, della sua agenda, e raccontò esattamente ogni singola pagina della propria.

«Io sono venuto questa sera soprattutto per ascoltare. Purtroppo ragioni di lavoro mi hanno costretto ad arrivare in ritardo e forse mi costringeranno ad allontanarmi prima che questa riunione finisca. Sono venuto soprattutto per ascoltare perché ritengo che mai come in questo momento sia necessario che io ricordi a me stesso e ricordi a voi che sono un magistrato. Leggi tutto…

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Ricordo del 25 maggio 1992

23 maggio 2009 5 commenti

I mafiosi non sono cristiani

Un fatto di cronaca come la strage di Capaci, nonostante si presti ad una interpretazione su più livelli, viene solitamente affrontato sotto il profilo politico-giuridico. Credo possa risultare utile se cerco di abbozzare, sforzandomi di non uscire troppo dalle mie competenze etico-teologiche, qualche considerazione su questo episodio da punti di vista forse meno usuali. Guardare il fenomeno da diverse prospettive può aiutarci a razionalizzare (sarebbe assai utile, ad esempio, l’approccio quantitativo al fenomeno mafioso, cosa che è stata fatta solo in un ristrettissimo numero di studi) e a contrastare quindi la tendenza giornalistica a una lettura mitologica dell’emergenza mafiosa, che finisce per alimentare nell’opinione pubblica l’epos popolare di una mafia quasi circonfusa da un’aura leggendaria. Leggi tutto…

Mafia: dalla Mattanza a Provenzano, di Costantino Margiotta.

26 agosto 2008 4 commenti

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di Michele Vilardo

Di Mafia si è sempre parlato. Di Mafia si è sempre scritto. Nessuno, però, è riuscito a raccontarne la crudeltà fino in fondo.Le parole non bastano. Ci siamo assuefatti alle descrizioni degli omicidi, alle strategie degli arresti, alle logiche di un sequestro. La nostra memoria ha bisogno di un nuovo punto di vista.

Per la prima volta sono state raccolte in un unico volume le immagini più significative scattate da fotogiornalisti siciliani a partire dagli anni ottanta fino ad oggi. Leggi tutto…

Leggendo l’enciclica Mit brennender Sorge

11 novembre 2007 10 commenti

el-nazismo.jpgSettanta anni fa il Sommo Pontefice Pio XI scriveva l’enciclica all’episcopato tedesco Mit brennender Sorge (Con viva ansia, in seguito: MBS). Motivo immediato: l’abolizione delle scuole confessionali in Germania, l’ultima delle continue violazioni, da parte del Terzo Reich, del concordato tra Stato e Chiesa, voluto da Adolf Hitler stesso nel 1933.
Questo documento, relativamente poco noto, almeno in Italia, è esemplare da molti punti di vista. Nei contenuti, in primo luogo, che delegittimano il regime nazista in nome del Vangelo, del diritto divino, della legge di natura ed anche del diritto positivo. Attraverso un approccio che rimane ancorato alle competenze religiose e morali della propria autorità, Pio XI coglie il nazismo nel suo tratto precipuo di sistema intrinsecamente disumano. In secondo luogo, il testo è di assoluta grandezza storica, oltre che dottrinale, per la parrhesia che pervade l’enciclica. Nessun potere, nessuna autorità ufficiale mondiale aveva prima d’allora osato alzare pubblicamente, e con tale chiarezza, la voce contro Hitler e le sue gerarchie. Leggi tutto…

Il silenzio e la resa. In memoria di Cataldo Naro

29 settembre 2007 39 commenti

Giotto, Il sogno di Innocenzo, Assisi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giotto, Il sogno di Innocenzo, Assisi

 

Di Cataldo Naro, Arcivescovo dal 2002 al 2006 della diocesi col più alto tasso di connivenza tra clero e mafia, Monreale, si racconta che non possedesse le chiavi dei cancelli della sua abitazione, il Palazzo Arcivescovile, che condivideva con il suo predecessore, Mons. Cassisa.
Il nome di quest’ultimo compare in quel vero e proprio cahier de doléance che nel 1993 (allora Cassisa era indagato per corruzione) un gruppo di laici rivolse a Wojtyla, in visita in Sicilia. Di Salvatore Cassisa si dice anche che abitasse nel Palazzo arcivescovile di Monreale da quando il vescovo di cui avrebbe preso il posto, Corrado Mingo, gli assicurò l’appoggio per la sua candidatura alla successione in cambio della promessa, in seguito non onorata, da parte del futuro vescovo Cassisa, di lasciarlo abitare in quel palazzo fino alla morte.
Non saprei dire dove abiti oggi Cassisa, ma ho sempre trovato rivelatore l’aneddoto della sua convivenza con Naro, nello stesso Palazzo di cui il giovane titolare non possedeva la chiave. Vi vedo la parabola della visione e della vicenda esistenziale di Naro circa il rapporto tra Chiesa e Mafia.
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