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Il grande inganno

 

Adesso che le elezioni sono davvero finite, con l’ascesa del genero di Rauti a sindaco di Roma, possiamo davvero tirare le somme: una vittoria della Lega,  più che del PdL; ma una sconfitta del PD, e di Veltroni in particolare, più che una vittoria delle destre.
Ma andiamo per ordine.

La vittoria della Lega.
Il giudizio che più di frequente è stato emesso a commento della vittoria di Bossi, Calderoli e Borghezio è che la Lega conosca meglio di chiunque altro l’elettorato e il territorio del Nord produttivo del Paese. D’improvviso personaggi che incarnano le più becere politiche, i più meschini egoismi collettivi, il vero declino – quello morale – di questo benedetto Paese, divengono statisti, osannati dai media di ogni indipendenza, della statura di Sturzo, De Gasperi e Moro.
Ma di quale elettorato si parla e cosa esattamente del territorio del loro elettorato i dirigenti della Lega conoscono, in realtà? Avremmo allora davvero dovuto credere a Bossi quando diceva, in piena campagna elettorale, che orobici e brianzoli nascondano moschetti e baionette sotto il cuscino? Veramente studenti e pensionati del Lombardo-Veneto fremono dalla voglia di manganello? E’ proprio così sicuro che onesti lavoratori padani e donne cisalpine e figli spirituali di San Gallo e del cristianesimo celtico sono conquistati al culto di Eridanio?
Chiediamoci piuttosto perché nessuno, neppure dall’opposizione, dice che la Lega ha vinto giocando una mano truccata. Perché nessuno osa fare l’ovvia osservazione che la Lega vince grazie ad una legge elettorale certamente incostituzionale, appositamente tagliata e cucita da un leghista addosso alla Lega a discapito degli interessi del Paese vero, della sua unità, delle categorie deboli di cittadini e delle nuove tipologie, non sintattiche, di cittadinanza? Perché?
Bene, lo diciamo noi, qui sul web, in Terra di Nessuno: Calderoli si è avvantaggiato legalmente ma illegittimamente di regole elettorali create alla Cicero pro domo sua. Proprio il forte radicamento territoriale leghista, ma solo su una porzione del Paese, rende la Lega adatta a svolgere compiti amministrativi e a mediare politicamente bisogni ed emergenze a livello locale, ma, com’è ovvio, completamente inadatta, ed anzi dannosa, al governo del Paese. Le esperienze precedenti sono state abbastanza istruttive e non accadrà nulla di diverso: torneremo a vedere la Lega svolgere una politica ricattatoria, del tutto ignara del ruolo internazionale dell’Italia, interamente ripiegata e chiusa su di sé, nell’erronea convinzione della coincidenza degli interessi del Nord con quelli della Lega stessa, piuttosto che con quelli dell’Italia, tutt’intera, e dell’Europa.
Se Veltroni non dice queste cose è solo perché, facendolo, dovrebbe anche ammettere di aver sbagliato strategia in campagna elettorale e, naturalmente, tirarne le dovute conseguenze…

La sconfitta del PD.
Anche dopo la sconfitta nella corsa la Campidoglio, la dirigenza del PD compie goffi tentativi di stendere su se stessa un velo pietoso. Non credo alla teoria della “marea nera” che trova un punto di convergenza sul tema della sicurezza. Occorrerebbe piuttosto riconoscere proprio che l’intera strategia elettorale è stata sbagliata, sin da quando si è profilata la staffetta Rutelli-Veltroni e dunque a partire dalla campagna per le politiche.
A differenza che per le nazionali, nel ballottaggio per l’elezione del sindaco di Roma l’astensionismo è stato determinante. E’ come se le buone ragioni dell’astensionismo, già tali anche prima (vedi il post precedente pubblicato qui durante la campagna elettorale) avessero avuto bisogno di un test più ridotto, ma intensamente simbolico, come l’elezione del sindaco della Capitale, per affermarsi anche quantitativamente. L’astensionismo esprime il voto di chi era contro l’alternanza Rutelli-Veltroni alla guida della città, senza con questo essere necessariamente contro il centro sinistra e soprattutto senza essere a favore del ritorno dei fascisti al Campidoglio. Detto in altro modo, penso che questo astensionismo sia stato interpretato come il voto più utile per quella fetta di cittadinanza, il solo modo a disposizione per mandare un messaggio, forse l’ultimo, in cui si chiede un reale rinnovamento delle politiche, delle persone ed anche degli stili del centro-sinistra.
Purtroppo, la situazione in cui si trova attualmente il PD è tragicomica o, più esattamente, morettiana. Il tragico è che la dirigenza del PD è tutt’ora la stessa della quale Nanni Moretti disse: “con questi non vinceremo mai”. Il lato comico è che lo stesso Moretti a ridosso delle votazioni nazionali ha bollato come irresponsabile l’astensionismo. E la dirigenza del PD è daccordo con lui.

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  1. rickinca84
    5 maggio 2008 alle 21:15

    Ciao Giampiero!
    Vedo che ti sei buttato in politica, non è che ti rivedremo presidente della repubblica di qualche paese dell’america latina?! ehehehe
    Volevo rispondere alle tue domande

    ” Veramente studenti e pensionati del Lombardo-Veneto fremono dalla voglia di manganello? E’ proprio così sicuro che onesti lavoratori padani e donne cisalpine e figli spirituali di San Gallo e del cristianesimo celtico sono conquistati al culto di Eridanio?”

    SI.
    Io non credo assolutamente alla favola del linguaggio parabolico di Bossi. Oltre alla lettura del sistema elettorale di Calderoli cucito su misura sulla lega io credo che le vele dei motivi antistituzionali della Lega siano stati gonfiati dalla bufera dell’antipolitica del grillismo. Ma poi crediamo davvero ancora alla favola dell’italiano buon cristiano? Abbiamo dimenticato la nostra storia? Abbiamo dimenticato la II guerra mondiale e le leggi razziali. Ma crediamo davvero che l’europa del secolo scorso sia stata solo vittima di due pazzi criminali e da un fantoccio come Vichy? L’antisemitismo non era un invenzione di Hitler, ne Mussolini solo un opportunista, e a parte le panzanate degli scienziati tedesci gestiti dal regime la dottrina antisemita era davvero creduto vero, come dimostra il caso Dreifus che costerà l’asilo politico a Zolà. Oggi crediamo davvero che quello che attanaglia il bel paese non sia razzismo? Che il motto Roma ladrona sia solo una trovata pubblicitaria? Che quel ragazzo ammazzato a botte solo per passare una serata, o le umiliazioni di un gruppo di bulli su un ragazzino siano soltanto espressioni individue di follia? O che siano forse la febbre che indica uno scombussolamento di tutto il tessuto socioculturale? E in tutto questo quanto c’entrano le dinamiche di mercato negli strumenti d’informazione che titolano facendo una cernita scrupolosa di titoli antirumeni o altro? E c’entra niente la crisi della scuola?…
    Insomma non sarà mica che stiamo diventanto un popolo di zoticoni come i politici che ci eleggiamo?

  2. 6 maggio 2008 alle 10:04

    Lascio ad altri, vescovi-conti, papi-re e unti del Signore, onoreficienze ecclesiatiche e civili. Al massimo io mi sento di fare il moderatore in questa Terra di Nessuno e chiacchierare con i miei amici.
    Ciao, Ricki, ben trovato.
    Certo, fa un po’ impressione a rileggere questo post dopo i recenti fatti di Verona. L’argomento principe, col quale sono state vinte le elezioni, balena all’improvviso col suo ghigno diabolico.
    Sull’analisi sono in gran parte d’accordo con te, ma trovare le radici del male è un altro discorso. Penso che la Lega interpreti e incarni un certo perbenismo violento di una società tradizionalmente religiosa e povera, oggi improvvisamente opulenta, ma umanamente fragile, che non ha saputo gestire questo arricchimento diffuso e tumultuoso, cui ora non vuole rinunziare per nulla al mondo. Le dichiarazioni degli amministratori leghisti che ho sentito finora sono caratterizzati da un doppio mascheramento: scaricano l’aggressività vittimizzando l’immigrato, ma assumono all’occorrenza un atteggiamento alienato quando si rifiutano di riconoscere come cosa propria la violenza espressa dall’interno del proprio corpo sociale (sono solo teppisti e imbecilli, dice il sindaco di Verona. Il neo-presidente della Camera ripete le stesse cose). Ciò avviene per convenienza politica, ma anche per la scarsa cultura della nuova classe dirigente.
    Anche e soprattutto la comunità ecclesiale ha i suoi torti, quando si limita a richiamare e contrapporre nostalgicamente i valori contadini, più che rileggere i segni dei tempi alla luce del vangelo. E qui il discorso si fa per me ancora più delicato e complesso, perché ho conosciuto e apprezzato quel tipo di ecclesialità e il suo presbiterio attarverso la straordinaria interpretazione di Don Gabriele Perlini (vedi uno degli ultimi miei post qui di seguito). Ma lui era espressione di una Chiesa radicata nella stratificazione di valori della civiltà contadina: non mi pare che l’odierna società opulenta sia in grado di esprimere figure spirituali della stessa statura.

  3. 4 giugno 2008 alle 10:15

    Carissimo Giampiero, l’incremento della criminalità ha sicuramente determinato un malcontento generale, il popolo ha cercato una forza politica in grado di garantire la sicurezza per tutti i cittadini, a tal proposito le forze di destra stanno valutando le misure da adottare.
    Questo è soltanto uno dei motivi per cui è mutata la situazione politica in Italia.
    Italia meno sicura secondo l’Istat che nel suo ultimo rapporto, reso pubblico oggi, spiega come aumentino rapine, furti,omicidi, estorsioni ed attentati. In un anno i delitti sono aumentati del 10%.
    http://www.tg3.rai.it/SITOTG/TG3_pagina_es/0,9480,1901-id_rubrica-A,00.html

  4. 17 dicembre 2008 alle 19:58

    A rileggere questo post e i commenti dopo parecchio tempo vengono un po’ i brividi. La destra vince le amministrative in Abruzzo con il 50% di astensionismo; il giorno dopo arrestano il sindaco PD di Pescara; Bocchino, portavoce PDL parla di fine della presunta superiorità morale della sinistra, ed evidentemente deve sapere quel che dice, perché pochi giorni dopo si scopre il suo coinvolgimento in un grave affare di corruzione insieme ad amministratori locali e politici di sinistra del suo livello. Veltroni intanto si dichiara d’accordo con Fini, che praticamente scagiona il fascismo dall’infamia delle leggi razziali e ne scarica la responsabilità sulla Chiesa. Ognuno si guarda bene dal dire la cosa ovvia: le liste stabilite dalle segreterie dei partiti hanno dato, com’era previsto, il loro frutto avvelenato, la corruzione non è diminuita, anzi si è estesa, non c’è neppure l’ombra di un’opposizione parlamentare. Mentre il Paese è nella più grave crisi del dopoguerra, si profila una seconda “mani pulite”, ma questa volta la politica si difenderà scagliando l’opinione pubblica contro la magistratura. A differenza della prima volta hanno i media per farlo e praticamente nessuno a opporsi.
    Buonanotte, Italia.

  5. 18 febbraio 2009 alle 11:27

    Cocente sconfitta del PD nelle amministrative regionali in Sardegna.
    Veltroni si dimette.
    Era ora.
    Speriamo non sia il solito minuetto (un passo indietro e due avanti… di D’Alema).

  6. 18 marzo 2009 alle 8:19

    “Sono orgoglioso di appartenere a un Paese che ha saputo sacrificare migliaia di giovani vite ai valori della Patria”.
    (Renato Schifani)

    Questo ha detto il nostro Presidente del Senato ieri ad El Alamein. Sacrificare vite umane? Valori? Aspettiamo le reazioni dell’opinione pubblica. Nel frattempo diciamo benevolmente che forse la seconda carica dello Stato dimentica che le giovani vite furono mandate praticamente inermi a morire da occupanti, a fianco dei nazisti, combattendo contro i valori di Paesi democratici una battaglia che decretò la catastrofe nazionale.
    Altro che Moloch cui sacrificare vite umane, i valori di quella Patria non valgono una pernacchia di Eduardo.

  7. 23 agosto 2010 alle 14:21

    -E mo’ se stanno a fa’ anco l’opposizione tra de issi…
    -Mah, io di politica non ci capisco nulla, Tonino. Vediamo che dice D’Alema.

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