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Mafia: dalla Mattanza a Provenzano, di Costantino Margiotta.

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di Michele Vilardo

Di Mafia si è sempre parlato. Di Mafia si è sempre scritto. Nessuno, però, è riuscito a raccontarne la crudeltà fino in fondo.Le parole non bastano. Ci siamo assuefatti alle descrizioni degli omicidi, alle strategie degli arresti, alle logiche di un sequestro. La nostra memoria ha bisogno di un nuovo punto di vista.

Per la prima volta sono state raccolte in un unico volume le immagini più significative scattate da fotogiornalisti siciliani a partire dagli anni ottanta fino ad oggi.

Queste fotografie hanno accompagnato gli articoli di quei cronisti di “nera” che, testimoni di una mattanza barbarica, volevano urlare contro uno Stato latitante. Questo è quello che è accaduto in Sicilia.

The Mafia bave always been spoken about. The Mafia bave always been written about. But nobody, however, has ever succeeded in rendering a full account of the depths of their cruelty.

Words alone are not enough. We are addicted to the descritions of the homicides, to the strategies of the arrests, to the details of every kidnapping. Our memory needs a new point of view.

For the first time, collected together in one volume, we have the most notable images taken by Sicilian photojournalists from the 1980s to the present day. These photos bave accompanied the articles of those reporters of «noir news” who, as witnesses to a barbaric, never-ending slaughter, wanted to howl against a State that is in denial. This is what is happening in Sicily.

PREFAZIONE

Nel 2001 mi trovavo in Inghilterra per motivi di studio e, passando ore nelle librerie londinesi, mi sono reso conto che le pubblicazioni sulla Mafia occupavano interi scaffali. I molti libri che trattavano di questo argomento erano principalmente testi di critica, di antropologia e monografie. Passando parecchio tempo seduto sulla moquette di WH Smith, Waterstone’s, Foyle’s, Blackwell e Borders (librerie che consiglio a chi si recasse a Londra) cercavo di capire quello che era già stato scritto e ciò che si poteva ancora aggiungere su questo tema.

L’idea mi è venuta sfogliando le foto raccolte nel volume “New York Noir — Crime Photosfrom the Daily News Archive”.

Mancava un libro che raccontasse, non per mezzo della parola ma attraverso le immagini, cosa fosse veramente la Mafia. Nel ricordare i fatti accaduti in Sicilia – e specialmente a Palermo- mi tornavano in mente solo quelle istantanee di morte che, negli anni ottanta, si vedevano su Il Giornale di Sicilia e su L’Ora.

Libertà, Giustizia e Legalità sono parole che fanno parte dell’ossatura di ogni Stato laico. In questo libro, ci sono persone che hanno sacrificato la loro vita perché credevano in questi principi ed hanno giurato fedeltà ad uno Stato che, spesso, si è trovato in difetto nei confronti dei suoi uomini, non accorrendo in loro aiuto al momento opportuno o arrivando in ritardo.

Assassinio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro

Assassinio,a mezzo autobomba, del Consigliere istruttore Dott.Rocco Chinnici,di tre carabinieri della scorta e del portiere dello stabile di via Federico Pipitone.

Strage di Pizzolungo(Tp) al giudice Carlo Palermo,in cui persero la vita una mamma,la Sig.ra Asta,e due suoi gemellini.

Strage di Capaci e assassinio dell’imprenditore palermitano Libero Grassi.

Ci sono anche i cadaveri di chi ha creduto e aderito ad un sistema in cui onore, illecito e corruzione erano parte di una “Costituzione” decisa da pochi ma, condivisa da molti, per poter vivere una vita dove la paura è scambiata per rispetto, dove uno sguardo vale più di mille parole e dove l’omicidio viene utilizzato come strumento per esercitare la propria supremazia sui vinti.

Omicidi efferati, di stampo mafioso.

Le parole non bastano più per raffigurare l’orrore e dipingere il sangue che lava le strade della Sicilia. Il loro suono corre il rischio di passare inascoltato e di affievolirsi con gli anni, un po’ come la nostra memoria. Questa raccolta rappresenta una minima parte degli omicidi che sono avvenuti in Sicilia durante gli anni della Mattanza.

Ho scelto il bianco e nero per un racconto che non ammette toni di grigio, per replicare quel dovere di cronaca che mette in evidenza i dettagli più significativi. Parafrasando Ohrn, lo scopo del fotogiornalista (e della fotografia) è di portare all’attenzione della gente i problemi sociali e, se possibile, trovarne la soluzione. Non ci si deve limitare a osservare il frame, bisogna guardare quello che è ritratto al di fuori dei bordi della fotografia. Dall’assuefazione alla Morte che, a Palermo, sembrava un elemento scenografico del teatro quotidiano, alla ruvida curiosità dei passanti. Gli arresti, pochi purtroppo, non rimangono in tono minore: celebrano il rito della Legalità e alimentano il motore della Speranza.

Costantino Margiotta

Quadro del Pittore partinicese Prof.Gaetano Porcasi.

Sullo stesso argomento in questo blog:

Chiesa e mafia

Saggi

G. Tre Re, Mafia, Struttura di peccato

G. Tre Re, Martirio e vita cristiana. Nota in margine ad un convegno

F. M. Stabile, Cattolicesimo siciliano e mafia

G. Tre Re, Per un’intervista a Jesus

Documenti

Salvatore Card. Pappalardo, L’omelia di Sagunto

Matteo Messina Denaro, Lettere a Svetonio

Ernesto Card. Ruffini, Il vero volto della Sicilia

C. Naro, Santità e legalità

  1. 20 maggio 2010 alle 12:38

    Mascalzoni, eroi e… Poi ci siete voi

    Letizia Battaglia espone alcuni dei suoi celebri scatti (!976-1998) presso il liceo psico-pedagogico “Regina Margherita” di Palermo, piazzetta Ss.mo Salvatore, 1.
    La mostra durerà fino all’11 giugno.
    Lunedì-Venerdì 9,30-13,00. Ingresso libero.

  2. 9 gennaio 2011 alle 16:21

    Carlo Lucarelli, La quarta mafia

  3. Sebastian
    27 maggio 2012 alle 17:24

    Giusto per mettere le code in CHIARO!

    Caselli su Andreotti.

  4. 9 marzo 2014 alle 1:38

    Today, I went to the beachfront with my children. I found a sea shell and gave it to my 4 year old daughter and said “You can hear the ocean if you put this to your ear.” She placed the shell to her ear and screamed.

    There was a hermit crab inside and it pinched her ear. She never wants to go back!
    LoL I know this is totally off topic but I had to tell someone!

  1. 30 settembre 2008 alle 16:54

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