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Posts Tagged ‘Benito Mussolini’

Mistero buffo

22 gennaio 2010 83 commenti

Ovvero: Piccoli statisti crescono

Ma dov’è finito Berlusconi? Forse ancora dolorante, o preoccupato della non perfetta presentabilità del suo sorriso, nel giorno dell’apocolocintosi del divo Craxi, suo mentore, Silvio non si è fatto vedere.
Riappare tre giorni dopo in Parlamento come deus ex machina del processo breve, che lo renderà giudiziariamente immortale. In realtà c’è un mistero (nel senso stretto attinente alla simbologia di morte-resurrezione tipica dei culti iniziatici) da decifrare in tutto ciò. La dritta la dà il più illuminato dei politici contemporanei, il sommo sacerdote Schifani: «Craxi fu una vittima sacrificale». Leggi: «Berlusconi è una vittima sacrificale». Intendi: «Come da sempre accade, entrambi li abbiamo fatti fuori noi, con un amichevole bacio, ma la colpa ricadrà sul perfido popolo deicida, mentre noi saremo legittimati a rinnovarne la memoria e il potere salvifico». Leggi tutto…

Un Paese per vecchi

30 maggio 2009 19 commenti

Bardem

«Non temo Berlusconi in sé,
temo Berlusconi in me»
(Giorgio Gaber)

Perché gl’italiani da quindici anni votano soprattutto Berlusconi? Perché il nostro è un Paese vecchio. La popolazione invecchia. I giovani abitano con i vecchi fino a tarda età. Il vecchio convive col vecchio. Il vetusto con l’arcaico. Sono vecchi gli uomini politici; l’età media del governo, all’atto dell’insediamento, era di 50; ma ancora più alta l’età media in Parlamento: 54 anni (contro i 42,5 anni della popolazione italiana, che pure è seconda al mondo solo a quella del Giappone, di un anno più vecchia). Leggi tutto…

Il dormiglione, ovvero: Eravamo tutti fascisti (e lo siamo ancora)

16 dicembre 2008 19 commenti

razza2Il presidente Gianfranco Fini ha affermato oggi, nel settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali di Mussolini, che sarebbe stata «l’intera società italiana» a non reagire ad esse, compresa «duole dirlo» la Chiesa cattolica; che «l’ideologia fascista da sola non basta a spiegare quest’infamia».
Basterebbe citare l’enciclica Mit brennender Sorge di Pio XI per spiegare che Fini spara cazzate; ma poverino, non è colpa sua, non è che finga di non sapere, lui è effettivamente ignorante, casca dalle nuvole. Leggi tutto…

La scuola non sa cosa insegnare…

25 maggio 2007 4 commenti

(…né come debba farlo, né chi)

cap341.gifRagazzo, devi molto perseverare,
avere buona pazienza,
per arrivare al punto
di partenza

(M. Ruffino)

 

 

La società italiana è caratterizzata da una scarsa mobilità sociale. Tra le altre cause si suole indicare la particolare struttura demografica del nostro Paese, con tassi di natalità tra i più bassi e l’invecchiamento della popolazione tra i più accelerati al mondo. Di solito si aggiunge che l’elevata età media della classe dirigente non sarebbe altro che lo specchio di questa particolare situazione sociale. A parere di chi scrive, l’analisi è così poco convincente e goffa da lasciar affiorare il tentativo di autodifesa dei gruppi sociali che detengono il controllo della trasmissione del sapere, dell’informazione e della distribuzione del benessere e sono al tempo stesso i soli adeguatamente rappresentati nelle istituzioni. Basterebbe ricordare che, a soli trentanove anni, Mussolini fu il più giovane primo ministro dell’Italia liberale, la sua ideologia ispirava una chiara politica di espansione demografica e tuttavia il ventennio fascista coincise con la più formidabile fase di blocco delle dinamiche sociali dall’Unità ad oggi. Evidentemente sono in molti a non essersi accorti che la fascinazione delle ingegnerie sociali di ogni tipo, comprese le loro presunte basi scientifiche skinneriane, hanno da tempo rivelato la loro faccia autoritaria.
Le dinamiche sociali non dipendono dai rigidi determinismi immaginati da questa rozza cucina sociologica esibita nei talk show, ma dal grado di uguaglianza reale diffusa nel corpo sociale. La causa principale dell’immobilismo della società italiana, specie nel nostro Meridione, è l’organizzazione del sistema scolastico che, così come è concepito, irrigidisce, appunto, la stratificazione sociale. Leggi tutto…

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