L’ODISSEA DEL SOGGETTO. Antropologia filosofica

  1. maria stella
    25 maggio 2009 alle 22:28

    I conti correnti bancari non movimentati da 10 anni confluiranno in un Fondo Sociale multiscopo.
    Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto presidenziale sui ‘conti dormienti’: i depositi fermi da dieci anni confluiranno in un Fondo utilizzato, tra l’altro, a favore delle vittime dei crack finanziari
    Il Consiglio dei ministri, ha approvato il decreto presidenziale in materia di depositi dormienti. Per conti dormienti si intendono depositi di denaro, cassette di sicurezza, libretti di risparmio, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari o obbligazionari appartenenti a persone decedute o scomparse che non risultano più movimentati. Il decreto presidenziale approvato oggi prevede che i conti correnti bancari, che per dieci anni non subiranno movimenti, entreranno in un Fondo che sarà utilizzato, come stabilito dalle passate leggi finanziarie, per le vittime dei crack, per funzioni di utilità sociale, per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione.
    Tuttavia, la devoluzione al Fondo non sarà automatica, in quanto l’intermediario finanziario dovrà dare comunicazione agli interessati o a terzi delegati (con una raccomandata con ricevuta di ritorno) dell’estinzione del conto e di fatto il conto sarà estinto solo dopo 180 giorni effettuata questa comunicazione. Basterà anche un piccolo movimento in questi sei mesi per annullare la procedura avviata. E in ogni caso gli interessati potranno sempre fare opposizione al provvedimento preso.
    A gestire il Fondo sarà un’apposita Commissione nominata dal ministro dell’Economia e ancora è necessario un ulteriore passaggio normativo attraverso l’emanazione di Regolamenti. Prevista anche una fase transitoria: per i conti già inattivi da dieci anni gli intermediari dovranno inoltrare le comunicazioni entro sei mesi dalla data di pubblicazione del decreto in questione e gli interessati avranno altri quattro mesi per dare una risposta o per fare qualche movimento sul conto che ne blocca così l’estinzione.
    Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) esprime la propria soddisfazione per il decreto. “Chiediamo però – spiega Antonio Longo, presidente dell’associazione – che sia istituito un comitato per l’individuazione dei risparmiatori beneficiari del fondo, dove siano presenti anche le associazioni dei consumatori, che sono state negli ultimi anni un punto di riferimento importante per i consumatori vittime di quelle che si possono considerare tra le peggiori crisi finanziarie della storia italiana: da Parmalat, a Cirio fino ad arrivare ai Bond Argentini”.
    Stesso il tono del Movimento Consumatori. “La notizia è veramente positiva – ha affermato Paolo Fiorio, responsabile dell’Osservatorio Credito & Risparmio del Movimento Consumatori – tuttavia auspichiamo che il Fondo, con i proventi derivanti dai conti correnti dormienti, sia effettivamente destinato alle vittime degli scandali finanziari, anche per incentivare programmi di educazione finanziaria dei risparmiatori sui quali oggi il nostro Paese registra un gravissimo ritardo.

    ggogle.italia

  2. maria stella
    26 maggio 2009 alle 19:52

    Anatocismo: istruzioni per i consumatori
    Il Tribunale di Monza ha condannato Unicredit Banca d’impresa, il Tribunale di Palermo ha condannato il Banco di Sicilia per il comportamento tenuto nei confronti dei consumatori, volto a negare il loro diritto alla restituzione delle somme illegittimamente incamerate in base al calcolo degli interessi anatocistici.
    Il Tribunale, in breve, ha ritenuto vessatorio il comportamento della banca volto ad escludere il diritto al risarcimento a seguito di invio di semplice lettera raccomandata. Il Tribunale ha, quindi, considerato errata ed illegittima la motivazione circa la legittimità del calcolo anatocistico per il periodo anteriore alla delibera CICR del 9 febbraio 2000 per cui il consumatore, titolare di un rapporto di conto corrente aperto prima del 2000 ed ancora in essere, subendo ancora le conseguenze negative del comportamento della banca ante 2000 (saldi negativi compresivi degli interessi anatocistici), ha diritto ad agire a tutela dei propri interessi . Inoltre, ha confermato che, anche in caso di chiusura del contratto di conto corrente o in caso di modifica della clausola di ricapitalizzazione degli interessi, gli effetti lesivi delle clausole adottate fino all’anno 2000, permangono.
    La sentenza ha una valenza importantissima, poiché conferma la nullità della clausola anatocistica, la vessatorietà del comportamento contrattuale della Banca che esclude il diritto dei consumatori al rimborso delle somme pagate in esubero a causa della pratica anatocistica; il diritto del consumatore ad ottenere il rimborso, anche in base a semplice richiesta effettuata mediante lettera raccomandata, poiché in caso di omissione della banca alla valutazione, la stessa – a seguito di giudizio civile da instaurarsi a cura del consumatore – sarà certamente condannata. Infine, condanna il Banco di Sicilia a versare al bilancio dello Stato una somma pari a 516,00 euro per ogni giorno di ritardo nel dare piena e totale attuazione degli obblighi stabiliti in sentenza (rigetto della domanda di rimborso, ritardo nella valutazione, ricalcolo dell’esposizione debitoria, restituzione delle somme corrisposte in eccedenza).

    msn.italia
    virgilio.it

  3. maria stella
    26 maggio 2009 alle 19:54

    arancino al sugo (ragù).
    Come preparare degli squisiti arancini al ragù.

    Ingredienti per 4 persone:
    300 gr di riso
    200 gr di manzo a pezzettini o tritato
    50 gr di piselli
    olio extra vergine d’oliva
    2 uova
    100 gr di formaggio filante
    pan grattato
    cipolla
    carote
    passata di pomodoro
    sale

    Preparazione:
    Su una padella andiamo a soffriggere il trito di cipolla, carote e piselli in abbondante olio extra vergine d’oliva, a doratura completa aggiungiamo il manzo e facciamolo scottare per almeno 10 minuti a fiamma vivace, mescolando sempre.
    Successivamente aggiungere la passata di pomodoro e portare a cottura completa.
    Portare a cottura quasi completa il riso, aggiungendo nell’acqua un filo d’olio. Dopo scoliamolo e lasciamolo raffreddare in un luogo asciutto e con un canovaccio di sopra.
    Munirsi di un recipiente con dentro le uova sbattute. Le uova serviranno da collante per il riso, infatti andremo ad unirlo ad esso assicurandoci di averlo amalgamato per bene.
    Poi andremo a formare delle sfere o meglio delle piramidi con il riso, mettendoci dentro il sugo ed una noce di formaggio, amalgamiamo bene il tutto e paniamolo con il pan grattato, cercando di compattarlo nel miglior modo possibile.
    L’ultima fase sarà quella della frittura in abbondante olio di semi bollente, meglio se con una friggitrice, fino a quando l’arancino non raggiunga il colore giallo oro.

    Buon Appetito.

    offtopic. qui a roma li chiamano supplì
    ma l’originale fa più macho.

  4. maria stella
    26 maggio 2009 alle 21:16

    chai ragione mettiamo tutto in paellia.

    scotta scotta!

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