Sono Antonella, un’ex anoressica

L’Autrice, diciassette anni, è una studentessa palermitana.

Ciao a tutti,

sono Antonella un’ex anoressica, e mi ritengo davvero fortunata a ritrovarmi qui a scrivere… mi è capitato di leggere in molti libri: “L’anoressia: la malattia dell’ amore” ma non sono tanto d’accordo con questa affermazione, perche per me è stata “la malattia delia solitudine”…
Fino a 13 anni pesavo 65 Kg x 1.40 cm e ho dovuto sopportare, tra le lacrime, le prese in giro dei miei amici del tipo: “Antociccia”, “Antobomba”, “sei grossa”, “non ti vorrà mai nessuno con questo corpo”, e altre definizioni molto volgari e pesanti… ma oltre alle critiche degli amici, mi sentivo umiliata dai miei parenti e genitori, per non parlare dei ragazzi e ragazze che non conoscevo e incontravo per strada che non si rifiutavano di esprimermi il loro disprezzo nei confronti del mio corpo…
Era questo il difetto che mi tormentava, tentai di fare diete, ma tutte duravano massimo una
settimana, poi mi stancavo e ricominciavo a mangiare …
Dopo la tormentata estate del 2005 decisi di fare un piccola dieta…
Era esattamente il 1 settembre del 2005, quando cominciai. Cominciai a mangiare poco e
niente, solo mozzarella a pranzo e spinaci la sera e dopo ogni pasto facevo un’ora di esercizio fisico di ogni tipo… mia madre non si preoccupò perché era convinta che prima o poi mi sarei stancata e avrei ricominciato ad abbuffarmi come in passato… ma non fu così, in un mese avevo già perso 10 Kg… ma non ero contenta… mi sentivo ancora grossa e volevo perdere altri Kg mentendo a mia madre dicendole che avrei smesso e mi sarei mantenuta…
Fino a marzo, la bugia era la mia arma contro il mangiare e le mie parole d’ordine davanti al mangiare, che alla mia vista era repellente, erano: “no mamma, no ho fame. Fra un po’ mangio” oppure: “questo non mi piace”… ma dentro di me sapevo che desideravo mangiare quella fetta di torta, quel dolce, quel piatto di pasta… ma la paura d’ingrassare era superiore al mio desiderio di assaporare il cibo e non vederlo come un nemico… perché era un NEMICO.
Persi altri 20 KG, ma mi guardavo allo specchio e mi vedevo sempre grossa… anche se altri mi dicevano che ero magra, non gli credevo… per me erano solo bugiardi… ma solo ora mi rendo conto che la vera bugiarda con me e con gli altri ero io…
Oltre a cambiare il mio corpo era cambiata la mia vita… avevo un carattere diverso da quello che avevo quando ero grossa, ero taciturna, non riuscivo a relazionarmi con gli altri a causa dell’esercizio fìsico che mi occupava molto tempo, persi alcune delle amicizie e portai anche uno scompenso al mio corpo: persi le mestruazioni, l’essere donna…
La mia mente era tormentata dall’idea d’ingrassare, di essere presa in giro, dall’idea che gli altri mi mentissero sul mio reale corpo fisico…
Dopo sette mesi, anche se io non volevo ammetterlo o non volevo accettarlo, mia madre mi portò da una dietologa che mi potesse mantenere, non lasciarmi digiuna come sono rimasta in quei mesi…
Pesavo 45 Kg quando arrivai da questa dietologa, che è stata l’unica dei dottori che ho accettato…
mi fece capire il rischio che correvo, mi ascoltava e non mi aggrediva come facevano tutti gli altri, tra cui i dottori e i miei genitori. E qui mi resi veramente conto che ero dentro quel tunnel dove credevo che non sarei mai entrata: l’anoressia.
Mi scrisse una dieta, ma io non la seguivo perfettamente ma facevo credere tutto il contrario… da adesso la mia vita era basata sulla bilancia del mangiare e sul peso… pur mangiando poco, lasciavo e buttavo la maggior parte del mangiare che mi toccava, mi muovevo per un’ora e mezza o due ore. Dopo la prima settimana persi due Kg. Arrivai a giugno che pesavo 40 Kg, senza mestruazioni, con tante fissazioni, del tipo: il movimento, lavarmi sempre le mani, non volevo che nessuno mi toccasse il cibo per paura che fosse contaminato, il mio “movimento”, il vomito forzato e cominciarono a subentrare anche le crisi di nervosismo. In questo mese mi trasferii a Carini, con la mia famiglia e con i fratelli di mia madre e i miei cugini, tra i quali Arianna, che prima di questo periodo era la mia migliore amica… le mie cugine videro in me un cambiamento troppo difficile da accettare: non ero più quella di prima… la mia persona ne risentì del distacco di loro e di Arianna, ma la mia vita era questa e non accettavo che loro non mi accettassero, ma dovevo essere magra… non potevo abbuffarmi di gelati, non potevo stare coricata ma dovevo per forza muovermi… e così ho passato tutta l’estate, fino a ridurmi a 36 Kg…
La mia dietologa si preoccupò di questo peso e consigliò ai miei genitori di ricoverarmi, perché sarebbe bastato perdere un altro kg o una semplice influenza e non sarei qui a scrivere questa maledetta storia. Dopo lunghe serie di crisi per il ricovero, andai in ospedale e dissero che ero grave… ma io me ne fregavo… la mia vita non aveva senso, avevo perso anche la mia migliore amica… mi ricoverarono ma non conclusero niente, mi lasciarono andare perché dicevo di essere guarita… mi sentivo come una persona che faceva pena ai dottori.
Ritornai a casa. Un giorno facendo il letto della mia camera trovai un pezzo di carta con su scritto: “ANTO TI PREGO GUARISCI”, senza firma anche se io ho il sospetto che sia stata mia sorella.
Questo pezzo di carta mi ha dato la forza di guarire…
Certo è stato difficile assaggiare la prima patatina fritta, ma dovevo farlo, anche a costo di farmi venire qualche crisi o fare movimento… dovevo, dovevo perché da quel piccolo gesto potevo rivedere il mangiare come qualcosa che serve per vivere… I primi mesi che cominciai a rimangiare procedettero bene… c’erano solo due problemi ora: recuperare Arianna e più importante le mestruazioni…
Niente, tutti mi dicevano “se non mangi le mestruazioni non ti verranno mai”, ma io mangiavo ma erano del tutto assenti. Così mia mamma mi portò da una ginecologa. Cosa che non avrebbe dovuto fare. Mi prescrisse delle punture che servivano a regolare il ciclo; ammetto che per un mese le
mestruazioni le ho avute, ma dopo di nuovo nulla, anzi cominciai a gonfiare…
I primi tempi non facevo caso a ciò, perché un po’ di “carne” ci vuole, ero troppo scheletrica…
Cominciò la scuola: primo anno di superiori. Tutto procedette bene.
Ma dopo che finì la scuola… mi guardai allo specchio: un trauma, di nuovo grossa… allora ricominciai di nuovo… ma stavolta ero più preparata, sapevo come gestirmi. Infatti dimagrii senza problemi ed ero ritornata come una volta e riuscii a riallacciare i rapporti con Arianna. Il problema che mi restava era solo uno: le mestruazioni. Dimagrii di nuovo molto e allora mia madre mi portò da una psicologa e da una nuova dietologa: abbiamo “lavorato” insieme due mesi. E da questa esperienza ho deciso che nella mia vita farò la psicologa infantile…. Allora decisi di cambiare scuola, ma mi facevano dei problemi. Ora i nervosismi erano due: scuola e mestruazioni. Giorno 29 Agosto 2007 mi arriva una telefonata: “per la scuola tutto bene”… la sera vado in bagno e mi ritrovo tutta sporca proprio come la prima volta. Si può immaginare la mia gioia, la gioia di avercela fatta da sola, senza l’aiuto di medicinali, con il semplice e forte aiuto di me stessa.
Da quel giorno in poi la mia vita è cambiata: sono ritornata donna. Sono ritornata a vivere…

  1. 8 maggio 2013 alle 8:36

    Cara Vale e Sylvie,
    Quello che scrivete non è affatto inutile. Come potete vedere, molte altre sono impegnate, come voi, nella lotta all’anoressia e tutto ciò dimostra che quel mostro si può sconfiggere.
    Un abbraccio.
    Giampiero Tre Re
    Webmaster.

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