Parole cristiane sulla città

La Cattedrale di Palermo. Foto G. Tre Re

A Sua Eccellenza Reverendissima Sig. Paolo Romeo,
Arcivescovo di Palermo

Anzitutto le porgo i ringraziamenti, a nome dei senzatetto rifugiati presso la sua Cattedra, con i quali ho parlato alcuni giorni or sono, per aver imposto al recalcitrante parroco Mons. Gino Lo Galbo, (che già due anni fa, in una situazione analoga, aveva dalla chiesa madre sfrattato gli sfrattati) di mettere loro a disposizione quel poco di conforto che la struttura può offrire: gabinetti, acqua corrente, un tetto sulla testa per la notte, visibilità del loro problema davanti a tutta la città. La ringrazio anche perché mi risulta che lei si è opposto all’intervento dei Vigili del Fuoco e del personale del Comune e della Prefettura per lo sgombero forzato delle persone che hanno esercitato una sorta di loro antico diritto di asilo nella sua Cattedrale.
Le scrivo perché il caso o, piuttosto, la somma di enormi colpevoli negligenze, ha voluto che in questi giorni nella nostra città di Palermo venissero al pettine alcuni formidabili nodi. Oltre che alle famiglie dei pacifici occupanti della Cattedrale (i quali, mentre scrivo, si apprestano a trascorrere l’ottava notte di fila sdraiati sui banchi a fare compagnia alle tombe di Federico II, Costanza d’Altavilla e degli Imperatori normanni) mi riferisco alle devastazioni del rione Albergheria che hanno fatto seguito ai funerali dei due giovani, Giuseppe e Pasquale, rimasti uccisi pochi giorni fa in un incidente stradale mentre cercavano di fuggire da un inseguimento della polizia, imboccando contro mano la Circonvallazione.
Parlando di queste emergenze cittadine, il sociologo e gesuita palermitano padre Gianni Notari ha detto recentemente in un’intervista televisiva che tra le cause vi sono «i troppi silenzi di chi governa la città». Eccellenza, perdoni, ma io credo che questa sarebbe una risposta tutto sommato accettabile da qualunque parte provenisse, tranne che da un prete. Il credente non può omettere che anche l’annoso, inspiegabile silenzio di chi governa questa Chiesa deve prendersi la sua parte di colpe. E per silenzio della Chiesa dico qui il silenzio di parole cristiane. A furia di parlare per categorie sociologiche o per categorie dello Spirito, noi cattolici ci troviamo oggi a non avere davvero più nulla di serio da dire. Ma soprattutto di non avere nessuno a cui dirlo. Nessuno sa più fare neppure un’omelia decente con le parole degli antichi linguaggi nostri, che nessun’altro conosce, per parlare non banalmente del dolore, della morte, della vita eterna, del perdono. E il nostro tradizionale interlocutore, mentre noi parliamo alle classi dirigenti, passa dalle processioni patronali al più degradante sfascio materiale e morale.

“Ogni maestro ridiventato alunno non perde una virgola di ciò che sa, e trae dal suo bagaglio e l’antico e il nuovo”. Esca dal Palazzo, Eccellenza, e dal silenzio; si ponga in ascolto degli antichi problemi della città, ed anche dei nuovi, se ne faccia alunno, ma parli anche, con le parole nostre antiche, che sono anch’esse sempre nuove.
Certo, qualcuno parlerà di sopravvivenza di una visione paternalistica, in fondo clericale, di anacronistica funzione di supplenza, di linee che assecondano l’inerzia dello Stato e via così sofisticheggiando. Io mi domando se non vengano prima di tutto le esigenze della carità. Come quando il ministro Urbani, andava in solluchero, per rimanere in tema di senzatetto, per i catoi di via Resuttana, invece di considerare la sofferenza di chi ci viveva dentro, scambiando così tuguri malsani per preziose testimonianze del passato, il punto è che i linguaggi secolari offrono alla nostra osservazione sempre e solo un punto di vista sulla città, il proprio.
Io credo che l’amore di carità, l’amore fraterno non valgano di per sé come soluzioni politiche, ma aiutino a vedere le cose da un nuovo punto di vista e dunque a ristrutturare cognitivamente i problemi. La carità rende pensabili certe soluzioni e fa considerare certi prezzi non così alti da pagare, per amore del bene della giustizia, delle persone.

Se non l’ha già fatto, Eccellenza, parli al più presto personalmente con questi cristiani, prima che non lo siano più, parli con le famiglie di Giuseppe e Pasquale.
Non risolverà nessun problema materiale, ma… “non di solo pane…”: servirà, certo, all’anima di questa città.

Devotamente suo
Giampiero Tre Re

N.B. L’occupazione della Cattedrale di Palermo da parte delle famiglie senzatetto è terminata Sabato 11 ottobre, intorno a mezzogiorno.

Annunci
  1. 1 ottobre 2010 alle 8:39

    Caro signor Scaglia, gentile concittadino, riprendo qui, perché lo ritengo un forum più adatto, la discussione da lei avviata altrove (vedi).
    Come può vedere dall’articolo qui sopra, Terra di Nessuno ha già affrontato in passato temi confinanti con la questione che lei pone.
    È chiaro che le politiche di destra hanno un problema con i diritti umani. Lo si vede per esempio in Francia con le espulsioni di Rom da parte del governo Sarkozy, subito imitato dal sindaco Alemanno a Roma.
    Ma il problema di prendere sul serio i diritti umani, cioè di farli valere per tutti indistintamente, passa anche da una spaccatura interna al mondo cattolico, che rimane intrappolato nelle sue contraddizioni. Se non proprio sempre espresse da cattolici impegnati, queste politiche simpatizzano col mondo cattolico nel quale vedono un elemento tradizionale di conservazione e stabilità.
    Per difendere il “valore della vita”, ad esempio, i cattolici finiscono spesso col ritrovarsi come compagni di viaggio la più becera risma di xenofobi e reazionari.
    Perciò le rigiro la domanda: lei e la sua fraternità domenicana, come vi ponete rispetto a tali politiche?

  2. Rosa
    2 ottobre 2010 alle 12:07

    Proprio stamattina, un caro amico mi raccontava che nella sua città, il parroco ha fatto chiudere con grate di ferro il porticato esterno della chiesa, per impedire ai barboni di utilizzarlo come tetto di fortuna per la notte. Era infatti considerato da lui, i confratelli e le pie donne frequentatrici della parrocchia molto disdicevole.
    Preferisco non commentare.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: