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Non votare, indignati.

Siparietto astensionista

«Quelli che fanno affari con la politica domenica andranno a votare»
(Un candidato alle prossime amministrative palermitane).

Proprio per questo bisogna non votare. Non basta più ormai negare le regole di una certa politica; occorre delegittimarle, disconfermarle. Usare come arma democratica il valore simbolico del non voto.

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  • Angelo MirandaGiuseppe Fricano e Gino Arribas piace questo elemento.
    • Giovanni Anselmo Non mi piace.

    • Giampiero Tre Re Almeno io non debbo piacerti per forza.

    • Giovanni Anselmo Non tu, Giampi. L’idea del non voto come arma democratica. Molti sono morti a suo tempo per conquistare diritto di voto e democrazia.

    • Giampiero Tre Re Proprio per questo bisogna astenersi: per rispettarne la memoria. La democrazia è qualcosa di molto diverso dal demandare responsabilità. I cittadini non credono più ad una democrazia puramente deputativa. Si domandano dov’è scritto che debba esserci per forza una mediazione dei partiti.

    • Giovanni Anselmo Ma sai…. il problema non è tanto dei partiti in sè ma delle singole persone…. onesti si può esserlo fuori o dentro i partiti e viceversa.

    • Giampiero Tre Re Ma anche dentro un sistema di comunicazione politica e soprattuto un modello di democrazia che ha perso i contatti con la sua ispirazione ideale originaria?

      Ieri alle ore 11.22 · Mi piace
    • Giovanni Anselmo Hai ragione. Il punto è: con il non voto che si ottiene? Si spiana la strada a chi comunque i suoi voti li ottiene lo stesso con il populismo e le clientele. Non ce la faccio a restare a guardare mentre domani potrebbero iniziare 5 anni di monarchia assoluta. Non ce la faccio proprio! 15 di Berlusconi avranno insegnato qcosa!?!

      14 ore fa · Mi piace
    • Giampiero Tre Re Chi non vota non necessariamente sta a guardare. Anzi, spesso è proprio il voto un buon alibi per rimanere alla finestra. Esistono molte forme di partecipazione democratica, alcune più importanti del voto. Esiste il volontariato, la formazione, l’associazionismo, la comunicazione, il referendum.

      6 ore fa · Mi piace
    • Giovanni Anselmo Forse sarà un alibi per chi non sta dal 8 alle 20 dentro un ufficio e poi deve collaborare alla gestione della famiglia.

      circa un’ora fa · Mi piace
    • Giampiero Tre Re Scusa, Giova’ ma non mi riferivo a te. Del resto le famiglie, tanto per cambiare, stanno sopportando il peso maggiore di questo passaggio della democrazia. Volevo solo dire che il voto è uno strumento tipico della democrazia classica, indiretta, che mostra sempre più i segni dell’età e sta per essere superato da altre forme, più moderne, di partecipazione.

      circa un minuto fa · Mi piace
      • Giovanni Anselmo

        Giampi… sono pienamente d’accordo con te! Volevo solo esprimere la rabbia quotidiana che mi deriva dall’essere imbrigliato dal lavoro e non aver la possibilità di assumere altri impegni con costanza e serietà. Ma forse di questi tempi lamentarsi del lavoro è quasi una bestemmia. Credimi… la voglia di fare “altro” e di fare per gli “altri”, per il futuro dei nostri figli è tanta. Spero che arrivi presto il giorno che potrò permettermi di nuovo questo “lusso”. No scuse ma… un abbraccio.i
        circa un’ora fa · Mi piace


Categorie:Zibaldone
  1. Marco Cosentino
    1 marzo 2013 alle 12:48

    Caro Tre Re,

    desideravo farLe notare come Di Pietro sia stato punito dalla sua stessa logica pro-maggioritario. Fatti due calcoli infatti, poiché Rivoluzione Civile ha preso il 2,25% di voti alla Camera, se fossimo stati nell’unico sistema democraticamente valido, quello proporzionale puro e aritmetico, oggi Ingroia avrebbe portato ben 14 deputati solo solo alla Camera!! Ovvio che fra essi Di Pietro non sarebbe mancato. Lei ed il Suo Orlando avreste vantato dunque una flottiglia di deputati… anziché niente affatto come adesso. Il sistema maggioritario con sbarramento tanto caro al pm Di Pietro ha invece rubato il Suo voto e datolo ai Ds; ha rubato il seggio di Di Pietro e datolo ai Ds. Vede dunque che oscenità sia questo maggioritario caldeggiato da Di Pietro. Ben gli stia dunque questa punizione-vendetta che gli cade addosso: quando si compie un’ingiustizia teorica (ed il maggioritario lo è: furto di voti legalizzato) i nodi delle ricadute pratiche vengono quasi sempre al pettine e colpiscono un po’ tutti: chi non ci colpa (come me e Sinistra Critica nel 2008) e chi ci colpa (qui Di Pietro ed i pro-maggioritari in genere).
    Ci pensi, caro Professore, ai 14 deputati sfumati via a causa del maggioritario, ci pensi… e se è onesto dovrà darmi ragione.

    Marco Cosentino

  2. Marco Cosentino
    1 marzo 2013 alle 13:13

    Per quanto riguarda la Sua risposta di oggi,

    che mi era sfuggita, resto assolutamente dell’idea che non sia voto di scambio: perché quando Ingroia promette 500 euro ad ogni disoccupato/a non fa voto di scambio, mentre quando Berlusconi promette il risarcimento dell’Imu prima casa a chi l’ha pagata non sarebbe voto di scambio?? Io desidererei proprio saperlo da Lei, proprio al livello di logica elementare prima ancora che di diritto penale.
    Non è voto di scambio perché Berlusconi, o suo emissario/a, non è andato da Lei personalmente come si potrebbe equivocamente intendere dal Suo post, al fine di proporLe una somma X per incassare il Suo voto, ma si è rivolto ge-ne-ri-ca-men-te a tutti i cittadini (Lei compreso) promettendogli di risanare in parte ciò ch’egli considera essere una tassa errata del suo predecessore Monti. Che c’è di male qui? È stato intelligente qui Berlusconi, magari furbo, ma non disonesto. Di fatto se avesse vinto avrebbe restituito l’Imu anche anche a Lei (se l’ha dovuta pagare) mentre in un voto di scambio i soldi o il beneficio vanno solo a chi ha dato il voto. Nel Suo paragone della scarpa, essa viene data (o promessa) all’elettore fidato e complice nel voto di scambio, non a tutti gli elettori compresi quelli di parte opposta; mentre con la restituzione dell’Imu dovrebbe accadere proprio questo. Ergo: non è voto di scambio! Anche Lei non-elettore di Berlusconi ne beneficerebbe.
    Che Berlusconi sia condannato per l’acquisto di De Gregorio, ci spero se così fu (molto probabile, conoscendo il Berlusconi compra-gente); ma che sia condannato per la sua proposta e tecnica elettorale, non ci sto: sarebbe un atto ingiusto della corte giudicante!
    La condanna per la compravendita di De Gregorio d’altronde sarebbe già importante, immagino; il problema è che la magistratura inefficiente rischia di lasciarlo indenne ancora una volta e, come ogni delinquente di fatto impunito, Berlusconi non perderà il viziaccio di comprare la gente. Quindi: fiato alle vele delle giustizia per questo solo punto, non per la legittima trovata elettorale.

    Marco Cosentino

    • Marco Cosentino
      1 marzo 2013 alle 13:17

      Auto-correzione: al quinto rigo volevo dire: “a chi l’ha pagata sarebbe voto scambio?”.

      Marco Cosentino

  3. Marco Cosentino
    2 marzo 2013 alle 11:15

    Una riflessione e domanda,

    Lei trova giusta la galera per Berlusconi nel caso fosse vero che corruppe De Gregorio? Io no.
    Ci sono corruzioni e corruzioni. Corrompere un giudice per far condannare qualcuno è una corruzione gravissima, che merita la galera. Corrompere un giudice per farsi assolvere è già meno grave, ma credo meriti un po’ di galera (alcuni mesi). Corrompere un parlamentare nella nostra attuale legislazione “senza vincolo di mandato” per i parlamentari, non lo trovo un atto ‘sì grave da meritare la privazione di libertà. Infatti perché i presunti 2 milioni di euro dati a De Gregorio di nascosto sarebbero moralmente censurabili mentre quello datogli alla luce del sole tramite la di lui fondazione no?? Il problema sta in quel non-vincolo di mandato, che dev’essere tolto dalla costituzione. Infatti il parlamentare può invocare mille motivi per giustificare, dietro pagamento ufficiale, di fare il voltagabbana; al limite un parlamentare Tizio spregiudicato (sul tipo di Corona) può persino rivendicare la legge del più forte e del chi paga meglio ed ammettere serenamente che in corso di legislatura ha cambiato idea sulla vita e che se un collega Caio ha tanti soldi da comprarlo vorrà dire che quella forza economica Caio l’ha meritata e dunque ora merita di essere ossequiato da Tizio che passa dalla parte di Caio.
    Io quindi sarei nettamente sfavorevole alla prigionia di Berlusconi, bensì a che De Gregorio versi 3 milioni a IdV e così pure Berlusconi, cioè 6 milioni di risarcimento ad IdV, nonché altre somme per risarcire il Pd, Prodi e lo Stato; inoltre non troverei ingiusta l’interdizione dai pubblici uffici e cariche parlamentari per Berlusconi. Ma la galera mi sembra inutile e inappropriata.
    Colgo l’occasione per dire che per me i cinque più grandi criminali, in teoria, della nostra repubblica, mafiosi tutti/e compresi/e, restano coloro che hanno acconsentito al lancio d’una guerra offensiva, la guerra offensiva essendo il crimen maximum per un uomo/donna. In tal senso, i 5 più grandi criminali d’Italia negli ultimi 14 anni sono: D’Alema, Berlusconi, Scalfaro, Ciampi e Napolitano. Non essendo stati a tutt’oggi condannati né inquisiti gli altri quattro, non vedo perché Berlusconi lo dovrebbe essere a sua volta. Ma in caso, sarebbe l’unico motivo per cui meriterebbe la galera.

    Marco Cosentino

  4. Marco Cosentino
    26 aprile 2013 alle 3:05

    Desidero condannare recisamente il fatto che Mario Monti abbia presenziato ai funerali di Margaret Thatcher. Cosa molto grave ossequiare così quella sciagura di donna che ha fatto la forte alleandosi coi più forti (capitalisti, colonialisti della sua corona) contro i più deboli.
    Monti non sarebbe mai e poi mai dovuto andare a quei funerali, peraltro non di stato.
    Ha mostrato un volto filo-thatcheriano che non è stato edificante vedere e per questo non gli darò più uno dei miei due voti (l’altro sarebbe andato comunque al caro Grillo) alle prossime elezioni. Mi è piaciuta certo la sua scelta di proporre la Cancellieri come presidente della Repubblica, ma ciò non basterà a riabilitarlo ai miei occhi: troppo vergognoso andare al funerale d’una donna ‘sì spregevole. Inoltre io l’avrei votato anche in funzione anti-inglese; adesso vedo che questo aspetto non è poi così affidabile in lui.

    Marco Cosentino

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