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Il divieto di macellazione rituale e la libertà religiosa delle minoranze


Per macellazione rituale si intende quel particolare tipo di macellazione secondo i riti islamico ed ebraico, che richiedono, tra l’altro, l’uccisione dell’animale tramite iugulazione senza preventivo stordimento. Una volta storditi gli animali vengono appesi per gli arti posteriori (se già non lo erano, come nel caso dei volatili) oppure distesi lateralmente su un piano, quindi, con un coltello pulito, vengono recisi i grandi vasi sanguigni del collo (l’arteria carotide o la vena giugulare) o del petto (tronco carotidale e vena cava anteriore) per permettere il completo dissanguamento della carcassa. E’ consentita la recisione dell’esofago e della trachea solo nel caso di macellazione religiosa.I volatili, le cui carcasse sono destinata alla vendita per intero, possono essere iugulati manualmente con fobici o bisturi passando attraverso il becco. In ogni caso il dissanguamento deve portare a morte rapida senza ristagno di sangue nei tessuti e negli organi, condizione indispensabile alla successiva buona conservazione della carne.Il sangue, fatto rapidamente defluire per evitare contaminazioni microbiche dei locali, viene raccolto in cisterne o inviato alla depurazione.
In Italia, oggi, questa possibilità viene recepita tramite il Decreto 333/98 che detta le norme relative al trattamento degli animali prima e durante la macellazione: ci sono alcuni casi, come ad esempio appunto la macellazione rituale, in cui è concessa la possibilità di non stordire l’animale prima di ucciderlo, come invece dovrebbe avvenire a norma di legge in tutti i casi di macellazione industriale.
Se da una parte la commistione di etnie e culture diverse che si sta verificando in questi anni in Italia è certamente una cosa che arricchisce sotto diversi punti di vista, non si può accettare che in nome di una diversità culturale si introducano in Italia delle pratiche tradizionali che provocano la sofferenza degli animali destinati alla macellazione. Così come per alcune pratiche tradizionali straniere, come l’infibulazione o la poligamia, che la morale e l’etica corrente ne impediscono la diffusione nel nostro paese, così deve essere per la macellazione rituale.
E’ bene ricordare che i diritti degli animali devono essere validi in tutti i paesi del mondo e in particolar modo il loro diritto alla non sofferenza va difeso dappertutto. Non possono esistere tradizioni, culture, religioni, riti o quant’altro che non portino al rispetto degli animali.
Il problema della macellazione rituale è un problema che esiste anche in Umbria. Non sappiamo per adesso se esistono delle macellerie nella nostra regione che vendano carne macellata in questo modo, probabilmente sì; ma è già successo (ad esempio a Terni qualche tempo fa), che alcune persone si dedichino alla macellazione secondo questo rituale. Dobbiamo unire i nostri sforzi affinché questa barbara abitudine non prenda piede in Italia e venga abbandonata ovunque.

La religione ebraica e quella musulmana prevedono che la carne, per potere essere lecitamente consumata dai propri fedeli, debba provenire da un animale macellato secondo alcune regole precise: esse sono volte a sottolineare il significato sacro che accompagna l’uccisione di ogni essere vivente e, almeno in passato, servivano ad assicurare il rispetto di alcune essenziali condizioni igieniche e sanitarie. La macellazione rituale è divenuta di recente oggetto di dibattiti e polemiche perché, secondo una larga parte dell’opinione pubblica e degli esperti, il rispetto delle regole religiose implica un incremento della sofferenza dell’animale: questi infatti viene immobilizzato secondo tecniche particolari e viene ucciso senza essere previamente stordito. Il problema è acuito dall’immigrazione in Europa occidentale di un largo numero di musulmani, che ha conferito alla macellazione rituale un rilievo quantitativo sconosciuto fino a pochi anni or sono. In alcuni paesi (per esempio la Francia) i mattatoi non sono in grado di far fronte alla domanda di macellazioni rituali in occasione di alcune festività musulmane: queste macellazioni vengono quindi compiute in maniera incontrollata, suscitando comprensibili reazioni.
Dal punto di vista giuridico il nocciolo del problema si colloca dunque nella compatibilità tra il diritto di libertà religiosa (che sta alla base della macellazione rituale) ed il rispetto degli animali, che impone di risparmiare loro ogni sofferenza evitabile. Le leggi della maggior parte dei paesi europei (tra cui l’Italia) prevedono apposite deroghe per rendere possibile la macellazione rituale senza previo stordimento dell’animale.
A questo proposito, è utile ricordare che, nonostante la pressione delle associazioni per la protezione degli animali, la proposta di regolamento del Consiglio dell’Unione europea (Regulation on the protection of animals at the time of killing), che è attualmente in fase di approvazione e che abrogherà la Direttiva 93/119/CE del 22 dicembre 1993 relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento, ribadisce l’importanza di tenere in considerazione le esigenze particolari di certi riti religiosi e mantiene la disposizione, già contenuta nella Direttiva, secondo la quale gli Stati Membri possono concedere una deroga all’obbligo di stordire previamente gli animali sottoposti a particolari metodi di macellazione richiesti da determinati riti religiosi.

1. Introduzione XIII
2. La codificazione dei «diritti degli animali» XV
2.1. La codificazione costituzionale XIX
2.2. La codificazione comunitaria XXIII
2.3. La codificazione internazionale in Europa XXV
3. La libertà religiosa e la tutela delle minoranze XLI
4. Il bilanciamento fra la libertà di culto e il benessere degli animali XLVI
5. Costituzionalismo, valori consolidati e valori emergenti LI
6. Conclusioni LVII

INTRODUZIONE 1

CAPITOLO I – CONSIDERAZIONI RELATIVE AGLI ANIMALI

1. Il punto di vista storico, filosofico e religioso relativo al trattamento etico degli animali 4
2. Il dibattito contemporaneo in merito al trattamento compassionevole degli animali 9
3. Tralasciando la questione delle pratiche negli allevamenti industriali 11

CAPITOLO II – LA MACELLAZIONE RITUALE (KOSHER E HALAL)
1. Il diritto ebraico e musulmano in merito alla macellazione rituale 15
2. Le attuali leggi nazionali relative alla macellazione rituale 21
3. Il rapporto italiano sulla macellazione rituale 26

CAPITOLO III – I DIRITTI DEGLI ANIMALI, LA LIBERTÀ RELIGIOSA E LA DISCRIMINAZIONE

1. La macellazione rituale come manifestazione religiosa 33
2. Un’esenzione a favore della macellazione religiosa minaccia la separazione tra religione e Stato? 35
3. La macellazione rituale rappresenta una violazione dei diritti degli animali? 37

CAPITOLO IV – MACELLAZIONE RITUALE E MULTICULTURALISMO

1. La necessità di un “adattamento giuridico” 46
2. Il divieto di macellazione rituale crea una discriminazione? 53
2.1. La persecuzione delle minoranze e l’antisemitismo 54
2.2. Le esenzioni relative alla macellazione religiosa e la discriminazione tra minoranze 61
2.2.a. Minoranze vs. diritti di minoranza nello Stato religiosamente pluralistico 61
2.2.b. Minoranza nella minoranza 64

CAPITOLO V – L’ATTENZIONE ALLA SOFFERENZA DEGLI ANIMALI

1. Macellazione “pietosa” 73
1.1. La questione della macellazione pietosa è una questione scientifica? 75
1.2. Può la questione della macellazione rituale essere risolta moralmente? 82
2. “L’inutile sofferenza” 87

CAPITOLO VI – L’IMPORTAZIONE DELLA CARNE KOSHER: UNA POSSIBILE SOLUZIONE? 97

SOMMARIO………………………………………………………………………. 103

Pablo Lerner e Alfredo Mordechai Rabello,Il divieto di macellazione rituale (shechità kosher e halal) e la libertà religiosa delle minoranze ,con una presentazione di Roberto Toniatti,Collana Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Vol. n. 88, Università degli Studi di Trento,Edizioni CEDAM, Padova, 2010,pp.105.

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