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L’occasione di Satana


litterae-testata

COMMENTO AL VANGELO DOMENICALE

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Anno C, Quaresima, I domenica
Dt 26,4-10; Sal 90; Rm 10,8-13; Lc 4,1-13
Resta con noi, Signore, nell’ora della prova

Lc 13,1 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto 2 dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. 3 Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». 4 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo». 5 Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: 6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. 7 Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». 8 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». 9 Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; 10 sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordine per te,
perché essi ti custodiscano;
11 e anche:
essi ti sosterranno con le mani,
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
12 Gesù gli rispose: «È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». 13 Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

Fjodor Dostojevski nella Leggenda del Grande Inquisitore si esprime così a proposito delle tentazioni di Gesù nel deserto:
«In quelle tre proposte […] è come condensata e profetizzata la storia del genere umano, e sono poste le tre idee in cui confluiranno poi tutte le inconciliabili contraddizioni storiche della natura umana nel mondo intero».
Le contraddizioni consisterebbero nell’eterna ricerca dell’unità di tutto genere umano nella sottomissione ad una autorità universale, aspirazione destinata a restare continuamente frustrata dalla natura, al tempo stesso ribelle e debole, degli esseri umani. La successiva storia dell’occidente si dipana in tre fasi, secondo Dostojevski, a partire dal rifiuto di Cristo di realizzare questo consenso universale attraverso «il miracolo, il mistero, l’autorità», in nome di una fede libera, intelligente e cosciente. Nella prima fase, tra l’ottavo e il sedicesimo secolo, epoca, quest’ultima, in cui si svolge la scena, rinnegando Cristo la Chiesa accetta la proposta di regnare su tutta la terra. In una seconda fase gli uomini cercano di realizzare autonomamente le proprie aspirazioni di pane, pace e felicità ribellandosi violentemente all’autorità ecclesiastica in nome della scienza e del libero pensiero. Ma questa seconda fase prenderà fatalmente una piega autodistruttiva. “Profetizzato” dal Grande Inquisitore, intravvisto da Dostojevski già nel diciannovesimo secolo, epoca in cui si svolge la narrazione, l’esito regressivo della civiltà scientifica convincerà i superstiti a tornare alla Chiesa ed a sottomettersi nuovamente ad essa in cambio di una felicità incosciente e tutta terrena e nella definitiva rinuncia alla vita eterna per il genere umano.

Irrilevante chiedersi se Satana qui sia un’entità personale con un suo spessore ontologico o una figura letteraria con una funzione puramente narrativa. O quando sia accaduto che Cristo fu attaccato da Satana, se alla fine dei quaranta giorni o durante tutta la sua quarantena o durante tutta la sua vita; se siamo di fronte al racconto di un fatto o di un mito. Certo, aggiungendo l’ultimo versetto l’evangelista lascia intendere che non fu quello l’unico tentativo di Satana di annullare la minaccia rappresentata per lui dalla presenza di Cristo. Ma i tocchi redazionali di Luca, per quanto discreti, mettono allo scoperto un interesse per certi aspetti psicologici di Gesù. L’intenzione di Luca è chiaramente rivolta a dirci che si trattò di una lotta interiore, che Cristo fu attaccato da Satana ma soprattutto da ciò che questi rappresenta, in primo luogo il dubbio dell’autoinganno, il dubbio di stare sprecando se stessi nell’illusione d’inseguire la volontà di Dio. Anche se non conosciamo l’ordine delle tre tentazioni nell’originaria versione presinottica, l’inversione di seconda e terza tentazione rispetto a Matteo è ritenuta un intervento redazionale di Luca e può dirci qualcosa della personale interpretazione dell’evangelista. Ad alcuni ciò è parso un indebolimento dell’originaria duplice progressione retorica dal piccolo al grande, dal vicino al lontano (dal bisogno individuale immediato, a Gerusalemme, al mondo). In realtà, invertendo l’ordine delle ultime due tentazioni, Luca sposta leggermente il punto di vista ottenendo una progressione di altro tipo, verso l’alto e la trascendenza. In tal modo rinforza la struttura letteraria del suo vangelo, struttura che ha in Gerusalemme un centro geografico ed ideale. Ma in questa operazione redazionale sul blocco presinottico e comunque nel suo scostarsi dalla versione di Matteo, si può vedere una ragione più teologica e anche se guarda a Matteo, l’intuizione dostojevskiana che le tentazioni racchiudano il senso della missione di Cristo e il suo prolungamento nella storia della Chiesa aiuta a metterla in luce. Secondo Luca, chiaramente Gesù sostenne le tentazioni per dare un esempio alla Chiesa. Non mancheranno a Satana le occasioni per aggredire il disegno salvifico anche nel tempo della Chiesa ed essa sarà continuamente esposta alle medesime tentazioni che furono del Cristo ad ogni sua svolta epocale. La sottile insidia celata nella prima prova è la tentazione di rimanere nel deserto per sempre, e privare così il mondo del bene del Vangelo, paghi di una salvezza ascetica tutta individuale. La seconda tentazione ne è l’esatto opposto, ma produrrebbe lo stesso effetto, attraverso un’immedesimazione col mondo tale da compromettere il necessario distacco indispensabile per l’annuncio. Ma se trasformare la pietra in pane significa la tentazione di autosufficienza messianica, rimanere agganciato alla centralità del Tempio nell’esperienza storico salvifica d’Israele dovette rappresentare per Gesù una tentazione più forte e dovette procurargli un travaglio maggiore dello stesso desiderio di dominio del mondo. L’aspirazione ad impossessarsi di un potere sacrale, trascendente, davvero assoluto, quello stesso che Satana vorrebbe riservare a se stesso, è la tentazione più grande, la tentazione dell’onnipotenza. Magari con le migliori intenzioni di servirsene per il bene dell’umanità, forse proprio mentre Luca scrive e noi leggiamo, pure per la Chiesa verrà prima o poi il momento di questa prova. La terza tentazione riassume le precedenti ed è davvero diabolica, fa esplodere le contraddizioni scritturistiche e i tuoi dubbi vocazionali. Non è forse il sacrificio di sé che le scritture predicono come via della salvezza: se ti sottrai, vanifichi la missione? Ma se cedessi, ti sfracellersti sopra la terra, e Satana non avrebbe così ottenuto il suo scopo? «Se sei Figlio di Dio…»: Satana non smetterà mai di sfruttare a proprio vantaggio l’autodistruttività insita nel compiacimento narcisistico, nella volontà di potenza, nel delirio mistico religioso. Ma come il suo avversario si serve della fede nelle Scritture per scalzarla, allo stesso modo anche la risposta di Gesù: «Non tenterai il Signore Dio tuo» usa l’ambiguità e le contraddizioni del desiderio umano di conoscenza e di vita, vince la tentazione con la tentazione. Mentre rivela la sua autocoscenza divina, l’ultima risposta di Gesù esprime la sua certezza che egli otterrà i pieni poteri trascendenti che realizzeranno l’eterno desiderio di Adamo di essere come Dio; ma proprio passando attraverso gli uomini, non sopra di loro. Attraverso la propria umanità accettata fino in fondo, il proprio sacrificio.
Non saranno le pietre a divenire pane per la vita dell’uomo, ma la carne di Dio; non sarà col potere del mistero o della spada, né dal pinnacolo del Tempio, ma dall’alto della croce, che l’uomo potrà spiccare il volo.

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  1. 1 marzo 2010 alle 17:30

    “E noi,Signore come faremo a resistere
    a scegliere tra libertà e pane,
    a salvarci dalla vertigine
    della nostra autosufficienza,
    a rinunciare alla seduzione del potere?
    Così è per ogni uomo
    e anche per la chiesa:
    tutti dentro Signore!
    Se tu non ci liberi
    non c’è salvezza. Amen

    D.M.Turoldo

  2. 2 marzo 2010 alle 10:29

    Grazie per aver accostato al mio commento questa poesia-preghiera di Turoldo. Non la conoscevo. Da dove è tratta (indovino: Le opere e i giorni del Signore)?

  3. 3 marzo 2010 alle 0:13

    Prego Giampi,la sua poesia è fede e la fede è poesia (diceva così e questo era il concetto su cui si basavano i suoi scritti) le trovo in rete sono belle!Mi incuriosisce della sua vita il fatto che il santo Ufficio lo fece allontanare dall’italia per le sue idee troppo liberali, amava il dialogo e la pace e fondò un centro di studi ecumenici aperto a tutte le fedi e anche agli atei.Trovo che si accosti molto bene a quello che hai scritto.Ciao

  4. Rosa
    3 marzo 2010 alle 13:43

    Mentre leggevo delle tentazioni di Cristo, mi venivano in mente quelle di Siddartha, descritte magistralmente da Bertolucci, nel film “Piccolo Buddha”.
    Satana, nella visione di una buddista come me, rispecchia una funzione demoniaca che è insita nell’uomo. Rappresenta ogni forma di attaccamento e di dipendenza. Le sue armi sono le paure fondamentali, ma è principalmente L’Ego, su cui fa leva.
    Le tentazioni di Cristo e di Budda sono le nostre stesse tentazioni.
    Sono quelle che non ci permettono di comprendere la vera natura di tutti i fenomeni, cioè il vero aspetto della realtà.
    La lotta contro questo demone è giornaliera, per ognuno di noi. Non sempre vinciamo sulle funzioni demoniache che ci portano a crearci errati oggetti di culto, come il denaro, l’affermazione sociale, la giovinezza, il sesso….., ma ciò che serve è comprendere che Satana o il Demone del Sesto Cielo sono parte della nostra stessa natura umana e responsabilizzarci del fatto che , comunque, saranno solo le nostre azioni a determinare gli eventi portatori di felicità o sofferenza.
    Chi vorrà vedere le immagini dell’ultima tentazione di Siddartha tratte dal Piccolo Buddha, può cliccare giù

  5. 3 marzo 2010 alle 15:41

    @Rosa e Giampi
    Il Siddartha ha vinto le tentazioni con la compassione, dice non vi può essere salvezza senza compassione. Il silenzio con il quale Cristo ha ascoltato il grande inquisitore nasce proprio dalla compassione, per tutto il tempo in cui parlava, dentro la cella, Lui è rimasto in ascolto con lo sguardo nei suoi occhi senza desiderare di ribattergli nulla ,non di certo perchè gli mancavano argomenti infatti chiude quel dialogo con un bacio sulle labbra per abolire la distanza che sempre esiste nei rapporti umani. La venuta di Gesù sgorga dalla compassione(lui è l’incarnazione della compassione del Padre il quale ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito).

  6. 4 marzo 2010 alle 17:38

    .I pensieri che ci vengono ispirati potrebbero sembrare apparentemente ragionevoli ma alla luce della Parola lo sono?Nella Parola Dio stesso viene in nostro aiuto , la Parola dovrebbe essere il comando interiore e il contrario di quanto il demone ci vuol convincere di fare,può penetrare e illuminare tutta la situazione e contiene già in se la vittoria, è il mezzo con cui Dio combatte al nostro fianco contro i demoni.Questo è anche il metodo chiamato delle “parole contro” usato tutt’ora dai monaci , mi sono letta tempo fa il libro “per vincere il male”di Alsem Grun e vengono forniti un ampia scelta di versetti che possono essere efficacemente impiegati nella lotta contro i demoni

  7. matilda
    22 maggio 2010 alle 18:26

    agnelloDiDio

  8. 23 maggio 2010 alle 13:54

    Come il demone della lussuria che lavora facendo leva sulla fantasia e ti riempie di immagini e pensieri impuri fino ad oscurare l’intelletto, questo demone attacca all’improvviso e suscita in breve una passione sfrenata e fa visita soprattutto di notte penetra direttamente nel corpo e lo incendia

  9. matilda
    23 maggio 2010 alle 16:38

    Look over
    Girati

  10. matilda
    23 maggio 2010 alle 16:40

    31 e la tua occasione
    MiraDritto sugli Stinhki

    • 23 maggio 2010 alle 20:05

      😀 Si!

      • matilda
        26 maggio 2010 alle 16:53

        Lussuriosa..

  11. matilda
    26 maggio 2010 alle 16:54

    AnchkeAQllAltroPero

  12. 27 maggio 2010 alle 15:11

    Di pure quello che pensi S.Matilda

  13. matilda.
    31 maggio 2010 alle 16:25

    FOTtiti.EChiteSencula

  14. 31 maggio 2010 alle 16:36

    🙂 sensa S

    • matilda
      3 giugno 2010 alle 20:52

      Bha
      Baraq

  15. 31 maggio 2010 alle 18:36

    Hinchia! Finezze!

    • 31 maggio 2010 alle 19:53

      No, dev’essere una specie di giaculatoria a Satana, per tenere lontane le tentazioni. Un esorcismo fai-da-te, alla S. Filippo Neri. Un po’ rozzo, ma magari funziona.

      • Rosa
        31 maggio 2010 alle 20:32

        Purchè non sia una e(g)iaculatoria, se no, sortisce l’effetto contrario… 😆

        (non è nel mio stile, lo so, ma sai….quel Martini rosè……)

      • 4 giugno 2010 alle 12:16

        @Rosa
        Non l’hai detto tu che vedevi tutto rosa e sentivi la musichetta de la vie en rose?
        Ecco, te l’avevo detto; sei finita senza saperlo in uno spot soprannaturale: questo. Martini rosato. (Non esagerare più, però, eh!)

  16. 1 giugno 2010 alle 12:42

    Sicuri di non avere fatto indigestinen di mucca pazza?

  17. Rosa
    4 giugno 2010 alle 14:15

    @Giampi

    Sono sbalordita!!! Quando mi hai detto che ero finita in uno spot, non avevo compreso…. ora mi rendo conto!
    Non avendo il televisore ormai da molti anni, gli ultimi spot che ricordo sono quelli “del cucco”.
    Sarà che le mie traveggole sono di tipo “creativo”….
    Comunque….vestita da suora, mi ci vedo poco.
    Meglio un tuffo in piscina, no?

    Complimenti per il concerto.

    • 4 giugno 2010 alle 15:37

      Non mi dire: c’eri anche tu (al concerto, dico, non nello spot Martini)?

      • Rosa
        4 giugno 2010 alle 16:41

        Si, anche se non mi sono avvicinata.
        Siccome ero certa che sarebbe venuto Kal, mi sono tenuta molto, molto alla larga…

      • 4 giugno 2010 alle 17:30

        Che cavolata! Rosa/Avatar.
        Comunque io ti ho visto.

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