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Ultima canzone per Puglisi

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  1. 15 settembre 2009 alle 20:13

    15 settembre 1937 – 15 settembre 1993.
    Una vita perfetta.

    • giulia
      31 gennaio 2011 alle 15:44

      ..E non è finita ancora…

      • giulia
        31 gennaio 2011 alle 15:45

        Sottoscrivi il mio debito
        sono solo una donna

  2. Adele
    16 settembre 2009 alle 7:31

    Nonostante io conosca questa canzone a memoria e l’abbia cantata più volte, le lacrime non riescono a non emergere, un’emozione immensa! Grazie

  3. 16 settembre 2009 alle 8:41

    Un abbraccio. Fortissimo.

  4. Maria Teresa Zito
    16 settembre 2009 alle 8:55

    Per Giampiero.
    Al contrario io non conoscevo questa canzone, ascoltarla adesso per la prima volta mi commuove profondamente e mi fa tornare ad un tempo in cui ero poco più che una ragazzina e non avevo gli strumenti per comprendere un evento come questo. Solo qualche immagine in TV, qualche corteo per le vie della città, poco altro.
    Ma per fortuna il tempo della coscienza è circolare, fatto di continui ritorni su se stessa e anche ciò che in un altro tempo aveva appena lasciato una traccia, a distanza di anni acquista un altro spessore, apre finalmente alla riflessione e a quel grande e nobile sentimento che è la PIETA’, come tu dici nella tua canzone.
    E io ti ringrazio di cuore per questo, per questa “altra” occasione di pensare a Padre Puglisi con una sensibilità nuova, che in gran parte ti devo.
    Ciascuno vive e muore invano soltanto per coloro che non ne comprendono la missione, l’amore, la fede…
    Ancora grazie.

    • 16 settembre 2009 alle 10:36

      Benvenuta, benvenuta in questa Terra di Nessuno virtuale (perché nella loro estensione “reale” queste regioni tu le hai già percorse, e le percorri ogni giorno…).
      Sono io che ringrazio te.

  5. 16 settembre 2009 alle 9:05

    Intimidazioni mafiose del 15 settembre 2009, a Palermo.
    Solidarietà a Don Miguel Pertini, parroco di S. Filippo Neri allo ZEN, a Lollo Franco, attore e regista, e a Franco Artale, direttore del Centro sociale “Padre Nostro”.
    Terra di Nessuno.

    • mercedario
      17 settembre 2009 alle 20:49

      @Giampiero
      Errata corrige: Il direttore del Centro sociale “Padre Nostro” è Maurizio Artale e non Franco.
      La canzone è splendida!

      • 18 settembre 2009 alle 17:44

        Grazie per la correzione.

  6. rosarossadgl9
    16 settembre 2009 alle 14:51

    A tutti i palermitani: la sua opera non rimarrà incompiuta e l’odio di pochi non potrà distruggerla, niente e nessuno potrà spegnere la speranza di una convivenza civile,nella libertà e nella pace.

  7. Gaetano Tre Re
    16 settembre 2009 alle 17:30

    Ciao fratellino! Che dire?? L’abbiamo cantata tante volte, ma l’emozione è sempre la stessa, specie ora, il cui personaggio della canzone potrebbe essere proprio padre 3P!Un abbraccio forte..e un bacio ai piccoli.

  8. Alessia
    16 settembre 2009 alle 21:48

    Le tue canzoni arrivano al cuore… come sempre… mi commuovono le parole, la musica, i ricordi che ci legano per i tanti momenti condivisi con tanti amici, tra cui anche la persona speciale che era Padre Puglisi.
    Grazie per questo regalo che ci hai messo in rete, Alessia

  9. 17 settembre 2009 alle 9:41

    @Alessia. Benvenuta a casa. Quando morì Padre Puglisi, molti scoprirono l’insospettata vastità del suo lavoro pastorale e soprattutto quanto a fondo riuscisse ad arrivare il suo metodo educativo e di evangelizzazione nel cuore delle moltissime persone che entrarono in contatto con lui.
    Ma tra i suoi confratelli, chi lo snobbava ritenendolo uno sprovveduto (quelli che Puglisi chiamava “monsignori”, alcuni dei quali suoi compagni di seminario) si defilò nella propria cattiva coscienza; mentre chi lo sosteneva a chiacchiere (compreso il card. Pappalardo) cadde dalle nuvole.
    Noi che siamo stati i ragazzi di Camminare Insieme, abbiamo goduto della grazia di avere Don Pino come guida spirituale e non mi riferisco solo al gruppo di Palermo.
    @Gaetano. Ricorderai che la canzone era l’ultima del recital “Gesù chi sei”, prima dell’Osanna finale. Il personaggio di cui si parla nella canzone (“e forse tu sei morto invano…”) è Cristo. Se può sembrare che vi si parli di Puglisi, ciò è dovuto alla santità della sua vita, oltre che del suo martirio, che lo ha reso perfettamente conforme a Cristo.
    Un abbraccio.

  10. anna verso
    17 settembre 2009 alle 17:19

    Il suo sangue sparso possa benedirci e questa terra avere un futuro. Grazie per la tua delicatezza. Ti abbraccio di cuore. Anna

  11. 21 settembre 2009 alle 11:14

    ULTIMA CANZONE PER LAURA

    Ma che cosa vuoi che io ti dica,
    a questo punto, ora ch’è finita?
    Una parola d’occasione,
    una facile emozione, ora ch’è finita?
    Tra un po’ sarà chiuso il sipario
    e dentro al tuo diario c’è una pagina in più;
    c’è un dramma consumato,
    un altro uomo ammazzato:
    sia un giusto o un disgraziato
    me l’hanno ammazzato.

    Ed io che gli ho creduto
    per lui tutto ho perduto…

    Ho perduto la mia vita
    come ho fatto non lo so
    di rimpianti, certo, non ne ho.
    Tu non vuoi la mia vita,
    tu pretendi me, lo so:
    se mi cerchi, io ti troverò.

    -Ma tu lo hai visto, tu gli hai parlato…
    Sì, è vero, io ho parlato a lui
    un giorno in cui non pensavo ad altro.
    Nei quartieri del Capo
    un bambino accoccolato
    giocava con l’immondizia,
    l’ho visto: era lui.
    Dietro quella squallida vetrina
    una vecchia ragazzina esauriva la sua merce.
    Per le strade del porto
    in un rigagnolo sporco
    un ubriaco affamato raccatta il pane
    che avevo buttato, l’ho visto: era lui, era lui!

    I quartieri della mia città
    da quanto tempo aspettano pietà?

    Hai perduto la tua vita, come hai fatto non lo sai,
    di rimpianti, certo, non ne hai.
    «Io non voglio la tua vita,
    io pretendo te, lo sai»
    Se ti cerco, tu mi troverai.

    Ed ora sono qui, con i miei giorni spenti
    ad aspettare chi inventi una preghiera nuova.
    Lascia tutto come si trova,
    i capelli trasandati
    e i pensieri spettinati.
    La finestra rifiorisce a maggio
    ma non trovo più il coraggio
    di chiedermi di più,
    di vedere se le gemme son spuntate,
    se viene l’estate.

    E forse tu sei morto invano
    e forse piano piano noi ci scorderemo di te

    Torna sole, vieni amore,
    io ti aspetterò!
    Quanto tempo io dovrò restare solo?
    Torna amore, presto fiore
    io ti aspetterò;
    se tu vuoi, con te rinascerò.

    (per Anna)

  12. 25 settembre 2009 alle 19:05

    Il canto,sincero ed affettuoso,sgorga dal cuore……il tuo,caro Giampiero,è davvero grande e,oltremodo,sensibile.Merce rara di questi tempi! La morte di Puglisi,Diana,Naro,impone,però,a chi di dovere, di riflettere….di passarsi la mano sopra la coscienza…..pensando che i mafiosi sono dei battezzati,cioè dei cristiani,seppur nominalmente.La tua bella canzone sia un segno di grande speranza per la loro vera conversione,attraverso quella della Chiesa.

  13. 13 ottobre 2009 alle 7:00

    @Giampi
    Bellissima! Dedicata a Puglisi poi, ha molto significato. Ma…portasti la bara? Forse era il minimo che postessi fare…Bravo!

    • 13 ottobre 2009 alle 9:14

      No, non sono tra quelli che qui si vedono sorreggere la bara di Puglisi.
      Non ero nello stato d’animo adatto, del resto. Vedo facce, e intreccio ricordi a biografie… postume. Come fu imprevedibile l’esistenza di Puglisi, come sono imprevedibili tutte le nostre esistenze! Per nulla simili al cammino obbligato di un corteo funebre.
      Solo dopo, a poco a poco, mi resi conto che quel giorno diede il colpo di «grazia» alla mia vita.

  14. marco
    13 ottobre 2009 alle 14:01

    @ Giampiero,

    guarda questo video su you tube http://www.youtube.com/watch?v=yXlw2DGIpd8

    Non trovi che lo sguardo di Giovanni Falcone sia uguale a quello di Padre Pino Puglisi?

    Con affetto

    • 13 ottobre 2009 alle 14:44

      Non ho conosciuto personalmente Falcone; ma direi di no, non si somigliano. Qui Falcone guarda negli occhi l’intervistatrice (Michelle Padovani?); Puglisi, invece, ti guardava… con le orecchie! Nel senso che ascoltava, sopratutto. Più che i suoi occhi e le sue parole ricordo i suoi silenzi.

  15. marco
    13 ottobre 2009 alle 14:06

    @ Giampiero,

    non trovi che la vocazione sacerdotale possieda tratti comuni con quella del giudice?

    • 13 ottobre 2009 alle 14:47

      “Vocazione” nel senso socratico di “daimon”, in parte sì: sono entrambe professioni della cura. (Con l’avviso che nulla vedo oggi di più trascurato della cura).

  16. franca
    16 ottobre 2009 alle 17:54

    Ciao Giampy !
    molte volte ho ringraziato il Signore per avermi fatto conoscere Padre Pino Puglisi, forse non ho ringraziato te e i “ragazzi di camminare insieme” di Palermo che hanno condiviso con me una ricchezza così grande.
    Io ricordo la sua “dolcezza” nello sminuzzare la Parola e al tempo stesso i suoi silenzi che interpellavano la mia vita e il suo sguardo profondo che invitava a condividere ciò che avevo dentro.
    Lui “piccolo” uomo radicato totalmente in Cristo, la cui vicinanza dava sicurezza.
    So che per alcuni di voi è stato “punto di riferimento” nel cammino spirituale; non mi è difficile quindi comprendere quando dici che il giorno del funerale diede il colpo di “grazia” alla tua vita.
    Le prove, la sofferenza, il dolore … ci spogliano da tante “infrastrutture” e ci portano a vedere un orizzonte diverso, non distorto, ma più “limpido” per vedere la nostra meta.
    Grazie ancora per la tua sensibilità e la tua delicatezza.
    Grande!!!!! anche l’idea di accostare “ultima canzone per Laura” alla vita di Padre Pino, ma come è nata questa idea?
    Un bacione grande grande a te e a tutti quelli che hanno conosciuto questa “BELLA ANIMA” che ha preso dimora nel nostro cuore!

  17. 16 ottobre 2009 alle 18:21

    Ti sono profondamente grato per questa testimonianza su padre Pino.
    La «grande» idea di accostare “Ultima canzone per Laura” a 3P, ed in particolare al suo martirio, non è mia, ma del mio/nostro grandissimo amico Roberto Lopes.
    Guarda qui:
    https://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/roberto-lopes-tu-da-che-parte-stai/
    Un abbraccio.

  18. matilda
    17 ottobre 2009 alle 22:18

    grazie

  19. matilda
    17 ottobre 2009 alle 22:20

    Marco?
    @

  20. giulia
    30 gennaio 2011 alle 20:44

    Che cosa resta di una vita narrata, resta la memoria, resta la resurrezione, non c’è silenzio e domanda più forte quando ci ricordiamo. Quando il senso è tutto l’amore che ho.

    • giulia
      30 gennaio 2011 alle 20:52

      E adesso basta!

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