Risus abundat

Il re leone

Banzai, la iena ridens stupida del film: Il re leone

Gentile Signor Diego Cammarata, Sindaco di Palermo,

Qualche tempo fa le chiesi dalle colonne di questo blog di rendere trasparenti le sue spese della sua ultima campagna elettorale a sindaco, quella in cui la sua faccia appariva, col suo ormai celebre sorriso, accanto a frasi del tipo: “Palermo, la città più glamour d’Europa”; “Palermo, la città più vivibile del mondo”. Ora, forse non ricordo bene e onestamente non saprei più dire se sto esagerando io adesso o lei allora…

Nel corso di un suo recente intervento lei ha dichiarato: «Chi vuol bene alla città, sarà mio amico; chi rema contro alla città, anche dentro al mio partito o alla mia giunta, sarà contro di me» (Intervista rilasciata al TgR Sicilia).
Complimenti, davvero, per il piglio severo che aveva in TV. Immagino lo sgomento in preda al quale sono caduti i suoi amici/avversari all’udire queste parole. Suppongo che il suo riferimento immediato sia chiaramente quello legato alla munnizza, cioè allo scontro consumatosi sull’emergenza rifiuti all’interno della maggioranza del Palazzo di Città. Lei qui minaccia i ribelli, che si sono opposti all’ennesimo aumento della tassa sull’immondizia, da lei fortemente voluto per contrastare la crisi. Da semplice elettore non saprei cosa pensare circa l’espressione “voler bene alla città”. Probabilmente lei ha voluto lanciare l’accusa di demagogia a chi, nel suo stesso partito, teme che l’aumento della tassa sull’immondizia possa provocare un’emorragia di voti. D’altra parte, però, non si può non osservare che l’emergenza rifiuti è solo uno dei tanti risultati della manifesta incapacità della sua giunta, signor Sindaco, di prendere qualsiasi decisione quando, finite le campagne elettorali e spenti i riflettori, si tratta di lavorare all’amministrazione della città.
Il suo intervento si concludeva con una speranzosa invocazione al Governo Centrale per ottenere la stessa grazia impetrata dal suo omologo catanese, sotto forma di una pioggia di milioni. Spero sinceramente per lei (e anche per me – lo confesso – in quanto palermitano) che il Premier non le opponga un… rifiuto. Ma, mi domando, quando questi soldi (se mai arriveranno) saranno finiti non per risanare ma per tappare la spesa corrente e tutte le falle della cattiva gestione dell’Amia, con quale denaro si risolveranno i problemi strutturali? Dove si scaricherà l’immondizia visto che la discarica di Bellolampo è ormai satura? Dove sono gli impianti, la raccolta differenziata, le politiche ambientali?
Comunque – per tornare alla domanda di cui all’inizio – naturalmente lei non mi rispose. Non che non me l’aspettassi: tutti i palermitani, infatti, sanno che lei è impegnatissimo.
Se torno a scriverle, questa volta, non è per farle domande impertinenti, ma per manifestarle tutto l’apprezzamento di un suo concittadino per la fermezza e coerenza della sua azione politica. Non sono affatto sarcastico – mi dispiacerebbe apparirlo – se dico che una medesima linea politica è riscontrabile nel suo modo di risolvere, per dire, l’emergenza rifiuti e la questione sollevata a suo tempo dai senzatetto ospiti nella Chiesa Madre di Palermo. Anche questi ultimi, indecoroso spettacolo agli occhi dei cittadini e dei turisti, esattamente come la munnizza ammonticchiata per le strade cittadine, hanno rappresentato un problema brillantemente risolto secondo il suo stile ormai ben noto: spazzandoli sotto il tappeto. O genialità del paradosso; quale sublime analogia del parallelismo antitipico! I problemi ci sono, ma non sembra, mentre lei appare di continuo, ma non c’è!

Nel suo caso, infatti, caro Sindaco, sebbene lei sia stato assente ovunque tranne che davanti alle telecamere e sui campi del tennis club, non è possibile spendere neppure l’onorevole parola “fallimento”, per gli stessi motivi per cui non si può neppure chiederle di farsi da parte, scomparire, dimettersi; perché lei è già dimissionario. Dalle sue responsabilità politiche.

Mi perdoni la franchezza e la prego di credermi sinceramente suo:

Giampiero Tre Re

Annunci
  1. torietoreri
    17 giugno 2009 alle 22:03

    Se il governo nazionale è quello che è, una particolarissima connotazione assume la nostra amministrazione comunale, la cui assenza (pardon, essenza) è costituita dalla vacuità. Io spero solo (per lui!) che, come il suo mentore di Palazzo Chigi, Cammarata abbia secondi fini: l’appropriazione indebita, il profitto a scapito della cosa pubblica: perchè almeno così sarebbe razionalmente comprensibile il suo malgoverno. Temo però che non abbia alcun secondo fine, che sia proprio inetto di suo! Ed è la cosa peggiore che possa dirsi a un politico (scusate se lo chiamo politico)!

    • 19 giugno 2009 alle 1:23

      Grazie, Tori. Stasera qualcuno mi ha parlato di una possibile interpretazione della frase sibillina di Cammarata. Il fatto è che sarebbero in arrivo i soldi del governo centrale, ma in cambio si vuole qualcosa. Se le cose stanno così dobbiamo aspettarci un prossimo rimpasto a Palazzo delle Aquile, un rimaneggiamento da cui uscirà una giunta senza i partiti all’opposizione nel Parlamento nazionale. Ecco chi “rema contro” e “non vuol bene alla città” dentro la giunta Cammarata!
      Un caro saluto.

  2. 22 settembre 2009 alle 15:08

    “Ridarò alla città lo smalto perduto. Perché io governerò sino al 2012”.
    Diego Cammarata, sindaco di Palermo,
    Intervista rilasciata a Emanuele Lauria, Repubblica Palermo, 22.9.09

    “Dipendente assenteista lavorava per il sindaco di Palermo. Noleggiava in nero la sua barca. Petix di “Striscia la notizia” lo scopre”.
    Siciliainformazioni, 22.9.09

  3. 3 ottobre 2009 alle 19:08

    L’immondizia torna a dilagare per le strade di Palermo. E lui ride.
    Motu proprio raddoppia l’irpef in un colpo solo e senza il parere del consiglio comunale. E ride.
    Una marea di fango travolge mezza borgata di Belmonte Chiavelli; i cittadini abbandonati a se stessi usano i propri mezzi per le operazioni di soccorso. E ride.
    .Una bimba cardiopatica muore a undici mesi dentro il container in cui la sua famiglia vive da anni, in attesa della casa popolare. E lui ride.
    Non sa far altro che ridere. E rispondere a qualsiasi critica sempre con la stessa frase: “Pago colpe non mie”.

  4. Sebastian
    21 gennaio 2010 alle 13:15

    A quanto pare l’altro ieri, 19 Gennaio, è stato sgomberato lo ZETALAB .
    Dal 2001, in una traversa della centralissima via Notarbartolo, un asilo abbandonato è stato occupato e diventato centro sociale. Dal 2003 il Laboratoio Zetalab ospita pure, una trentina di persone provenienti dal Sudan che richiedevano l’asilo politico.
    Dal 2008 un’associazione, “Aspasia”, ha ottenuto in concessione dal Comune, il bene occupato e, preso atto dell’occupazione, ha avviato le pratiche legali per lo sgombero. Alle ore 9 l’ufficiale giudiziario, scortato da uno spiegamento impotente di forze dell’ordine ed al tramonto circa, dopo l’attivazione di ulteriori ma inutili trattative, ha provveduto allo sgombero dei locali con qualche scena di guerriglia urbana. Ho provato a cercare su internet chi fosse l’associazione Aspasia, ma non ho trovato nulla di significativo; su Zetalab il discorso cambia. Ecco il video della situazione creatasi.

  5. Sebastian
    21 gennaio 2010 alle 13:19

    Altro breve video su Laboratorio Zetalab.

  6. Sebastian
    27 gennaio 2010 alle 7:02

    Rioccupato Laboratorio Zeta esattamente il 24 Gennaio).

  7. Sebastian
    27 gennaio 2010 alle 7:05

    Manifestazione via Notabartolo (pieno centro città – Palermo) contro lo sgombero del 23 Gennaio contro lo sgombero dello Zetalab.

  8. 28 aprile 2010 alle 22:21

    Ballarò & Ballarò

    Il politologo statunitense Edward Luttwak intervenendo nella puntata di Ballarò trasmessa ieri, ha risposto così a Floris che lo interrogava sul panorama politico nazionale dopo lo scontro Berlusconi-Fini:
    “Sono stato a Ballarò, lo storico mercato di Palermo, stamattina. La piazzetta è pittoresca ma attorno ad essa c’è una città senza governo, con un’amministrazione invisibile, tutta presa dai propri contrasti interni”.
    Rimane da stabilire quale delle due Ballarò (quella palermitana di Cammarata e Miccichè e quella romana di Berlusconi e Fini) sia la ripresa televisiva dell’altra.

  9. 27 luglio 2010 alle 16:52

    Fuoco amico (d’artificio)

    Nello stesso numero di Panorama del 29 luglio in cui compare il servizio sui preti gay, che ha fatto tanto discutere, “appare” il sindaco Cammarata in un’esilarante intervista. Al giornale amico che finge di sottoporlo al fuoco di domande imbarazzanti (sui fischi rimediati al festino, sulla munnizza, su Miccichè, ecc.) Cammarata si atteggia a potente, definendosi «il più ortodosso (rispetto a Berlusconi) dei sindaci» ed offre di Palermo una lettura da film di Walt Disney.
    La figura di Cammarata è talmente imperdibile che ho voluto inserirla accanto a quella che ha finora illustrato il nostro pezzo d’apertura: Banzai, la iena ridens stupida dal film “Il Re Leone”.

    Leggi l’intervista a Cammarata, qui:
    http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefsettimanali/View.aspx?ID=2010072916241924-1

  10. 7 maggio 2012 alle 22:17

    Orlando il sindaco lo sa fare

    Anche i palermitani lo sanno come Orlando farà il sindaco. Tutto molto rassicurante, non vi saranno sorprese. Come se non vi fosse altro modo di fare il sindaco a Palermo se non come lo fa Orlando (e un solo modo di non fare il sindaco se non come non l’ha mai fatto Cammarata).

  11. Sebastian
    8 maggio 2012 alle 5:13

    Aspetterei di vederne i risultati prima di tirar fuori valutazioni di qualsiasi orientamento. Sicuramente, contestualizzando i tempi, non credo sia il momento di sorprese eclatanti bensì come ben dici, la rassicurazione passa per buona. La priorità e l’ordine del bilancio. Bisogna mettere i conti in ordine. Il bilancio è allo sfascio e ci sarà da lavorare. Penso che sia andata bene comunque. Orlando, a mio parere, può garantire uno slancio d’orgoglio a questa martoriata città.

    • 8 maggio 2012 alle 8:37

      Non credo alla teoria dello 0 a 0 di Ferrandelli. Non riuscirà a recuperare quanti? Trenta punti di distacco da Orlando? La cultura politica del palermitano è proverbiale, nel senso letterale dei termini. Per i palermitani il voto significa: «Megghiu ‘u tintu canusciutu c’u bbonu ‘a canusciri» e dunque, alla fine, «gallina vecchia fa buon brodo». Se la politica è un serpente che cambia pelle, mette facce giovani col capello sbarazzino e cambia nomi alle liste per non cambiare le regole del gioco, tanto vale allora chi almeno ci mette la propria, di faccia.
      Perciò i motivi, oltre che i numeri, dell’astensionismo escono confermati dalle urne. Le ragioni di un dissenso prepolitico, etico, non riescono a trovare un interprete credibile che le rappresenti, in Sicilia.
      Si sa già com’è andata Agnese?

  12. Sebastian
    8 maggio 2012 alle 10:13

    Neanche io credo alla teoria dello 0 a 0 di Ferrandelli & C. Si, perchè hanno tirato fuori questa storia non considerando l’effetto trascinamento che genererà Orlando ormai considerato al vertice della città. Orlando va sulle proprie gambe, non c’è dubbio.

    Agnese, non è candidata e quindi soggetta al voto degli elettori. E’ stata designata Assessore, se Orlando verrà eletto. E a quanto pare, le cose vanno bene.

    • 9 maggio 2012 alle 17:58

      allora una volta finalmente hai trovato?

  13. Sebastian
    9 maggio 2012 alle 14:27

  14. Sebastian
    10 maggio 2012 alle 20:11

    Un’analisi a mio parere abbastanza verace e palermitana al punto giusto!

    TUTTI INSIEME AL BALLOTTAGGIO CONTRO ORLANDO?

    da linksicilia.it – di Giulio Ambrosetti (10/5/2012)

    Ancora non ci credono. Non ci possono credere. Sarà perché lo spoglio delle schede non è ancora terminato. Sarà perché negli uffici del Comune di Palermo l’informatizzazione non è mai riuscita a rimuovere del tutto la ‘dilatazione mediterranea’ del tempo. Sarà perché la batosta che hanno preso è così forte che ancora non possono credere che un uomo solo – Leoluca Orlando – ha ‘terremotato’ gli equilibri politici di Palermo e di tutta la Regione siciliana.

    Così si interrogano. Osservano. Scrutano. Studiano, Pensano. Discutono. Precisano. Stigmatizzano. Enumerano. Alcuni annunciano improbabili ricorsi. E sognano ‘ammucchiate’ tecniche. Chissà, magari con un mezzo ricorso riescono ad avere qualche punto in percentuale in più. I voti che non sono arrivati dalle urne li facciamo arrivare con le sentenze dei giudici amministrativi! Altri sogni proibiti.
    Poi, però, ripiombano nello scoramento assoluto. Totale. Titanico. Com’è stato possibile tutto questo?Antonello Cracolici, che da tre anni si sente un padreterno perché, pur avendo perso le elezioni nel 2008, è arrivato al governo dalla porta del bagno, non ci può credere: “Ma come, io? Io sono il Pd, il piddi, lo capite, il piddi!. Facciamo le riunioni della segreteria provinciale e siamo cento. Riuniamo la segreteria regionale e siamo duecento! Abbiamo gabinetti di assessorati regionali, Avvisi 20 di formazione professionale, panini, aranciate. Diciamo sì e diciamo no. Nella sanità pubblica siamo i primi, venerati e adorati. Quando cammino per le strade di Palermo mi chiamano tutti: onorevole di qua, onorevole di là… E poi pigliamo a malapena il 7 per cento dei voti con appena due consiglieri comunali? Ma siamo matti? No, non è possibile!”.

    Anche Giuseppe Lumia è incredulo. Dopo la ‘straordinaria’ vittoria alle primarie pensava che i giochi erano fatti. Insieme con tutto il suo partito si sono giocati Rita Borsellino. La vittoria sembrava a qualche metro: allunga la mano e prendila… Poi arriva Orlando e si candida.
    Vinciamo lo stesso, vinciamo lo stesso. Orlando è il vecchio e noi siamo il nuovo. Poi… Poi anche per lui una bella botta in testa. E la scoperta che, a Palermo, il Pd conta quanto l’Udc, voto più voto meno. Appena un punto in più della lista ‘Amo Palermo’ di Marianna Caronia. E appena un punto in più dei Popolari per l’Italia di domani. Oddio…
    E che dire del presidente della Regione, Raffaele Lombardo? Pensava di essere l’imperatore di tutte le Sicilia. Il ‘capo’ indiscusso della politica isolana. Con addosso la nomea di mago delle liste ha preparato una lista con gli assessori Gaetano Armao e Massimo Russo. Una lista con a capo l’onorevole Riccardo Savona, presidente dellacommissione Bilancio e Finanze dell’Ars. Ha ‘benedetto’ una terza lista con Fli per Alessandro Aricò. Più una quarta lista, la sua: quella dell’Mpa.
    E che va a succedere? Che la lista dell’Mpa, cioè la lista del presidente della Regione Lombardo, l’uomo che pensava di essere l’imperatore della Sicilia, ‘accucchia’ (raggiunge per i non siciliani) appena il 7 per cento. Una vergogna, questi palermitani! Perciò così si trattano i catanesi? Ma chi si credono di essere a Palermo? Vanno a votare Orlando e non votano per Lombardo: insomma! Ma ve l’immaginate la lista del presidente della Regione che, come il grande Pd, becca solo due consiglieri comunali. Mamma mia! Ma siamo pazzi?

    E non parliamo delle tre liste pensate da Lombardo insieme con Armao, Massimo Russo, Savona e Aricò. Tutti ‘trombati’. Uno dietro l’altro. Aricò che, baldanzoso, aveva detto: “Io andrò al ballottaggio”, andrà, al massimo, a gustare un cono al limone. Per rinfrescarsi e riprendersi dalla ‘botta’ in testa. Anzi, dalla doppia ‘botta’ in testa. Infatti, non solo non va al ballottaggio, ma la sua lista alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Palermo non raggiunge il 5 per cento. Disastro su disastro. Possibile, si chiede Aricò? Non si può fare niente?
    E che dire della lista di Gaetano Armao e Massimo Russo? Medici di qua, professionisti di là, gli ‘onesti’, gli adamantini, i ‘cristallini’,gli ‘attaccati cu ‘i spinguli’ e bla bla bla. Grandi attese. Grandi speranze. E grande tonfo: 3 e mezzo per cento, o giù di lì. Da non uscire più di casa per un anno. Possibile? Ma come: noi che siamo così bravi, così preparati e la gente non ci vota? Per dindirindina!

    Alla fine aveva ragione un portantino incontrato al bar di prima mattina, dalle parti di via Notarbartolo. Un uomo minuto, con gli occhi che sgusciavano dalle orbite. Scorrendo i ‘santini’ elettorali ne ha preso uno tra le mani e, mostrandocelo, ha detto: “I viri chisti? Ponnu ‘iri a cogghiri babaluci, atru chi boti…”.

    Ora magari volete sapere di chi si trattava, vero?. Siete un po’ monelli, cari lettori. Ma davvero non riuscite a immaginare a chi si riferiva? Via, un po di fantasia.
    E che dire dell’onorevole Savona, terza lista pro-Lombardo. Terza ‘inchiummata’ con poco più del 3 per cento. Savona – noi siamo testimoni – qualche cosa l’aveva subdorata. Non è assessore regionale, ma le cose le capisce. Al volo. Aveva intuito in anticipo – guardandosi bene dal dircelo – che la lista Armao-Massimo Russo sarebbe andata a sbattere. E aveva capito che due candidati sindaci – Aricò e Fabrizio Ferrandelli – erano troppi. “Sarebbe stato meglio un solo candidato”, ci ha confessato lunedì pomeriggio, quando le ‘randellate’ (leggere i flop di Ferrandelli e Aricò) erano ancora fresche.
    Già Ferrandelli. Nei giorni precedenti le elezioni primarie del centrosiistra del 4 marzo era un po’ infastidito dai nostri articoli. Noi – inrealtà eravamo in tanti a pensarlo – ipotizzavamo che Lombardo mandasse gente a votare per Ferrandelli. Per far perdere Rita Borsellino. Ferrandelli negava tutto.

    Alle primarie hanno votato in 30 mila. Per il Pd, in queste elezioni comunali, hanno votato in 20 mila. Dobbiamo dedurre: 1) che tutti i 20 mila elettori che qualche giorno fa hanno votato per il Pd, il 4 marzo scorso hanno votato tutti per Ferrandelli. Possibile? Ma in questi 20 mila voti di qualche giorno fa non ci dovebbero essere gli 8 mila e rotti voti presi da Davide Faraone? E non ci dovrebbero essere anche i voti di quei dirigenti del Pd che votavano per Rita Borsellino?

    I conti del 4 marzo non tornano. Se non altro perché Cracolici e Lumia 30 mila voti, a Palermo, non li prendono nemmeno se li metti sottosopra e sotto spirito per un mese.
    Sentiamo dire che al ballottaggio Ferrandelli si alleerebbe con questo e con quello. Staremo a vedere. L’importante è che non si allei con l’Mpa di Lombardo. Importante non per noi, ma per lui. Per la sua storia.
    Si parla anche di apparentamento tecnico: tutti i partiti contro Orlando per evitare che la lista di Italia dei valori si prenda tutto il premio di maggioranza. Ve l’immaginate? Pdl, Pd, Udc, Grande Sud, Pid e via continuando: tutti insieme come in una legge finanziaria della Regione. Con la finanziaria i deputati di Sala d’Ercole, di maggioranza e di opposizione, salgono tutti sulla ‘diligenza’ per spartirsi i contributi e i finanziamenti. In questo caso tutti i partiti, di centrodestra e di centrosinistra, si apparenterebbero per ‘soffiare’ i seggi a Italia dei valori e a Orlando.

    “Dobbiamo mitigare gli effetti perversi di questa legge elettorale”, fanno sapere con sussiego alcuni esponenti del Pd e del’Mpa. Dimenticando che questa legge elettorale regionale “perversa” l’hanno voluta proprio il Pd e l’Mpa. Sì, proprio loro: quello – Cracolici – che non ha nemmeno un consigliere comunale a Sala delle Lapidi; e l’altro – Lombardo – che invece di presentare due liste per prendere il 7 per cento con l’Mpa e una lista con dentro Savona e gli assessori Armao e Massimo Russo per prendere il 7 per cento ne a presentato tre, facendosene ‘trombare’ due su tre. Un genio, Lombardo.
    E siccome noi siamo cattivi e non siamo affatto convinti che Lombardo sia un genio nella compilazione e delle liste elettorali, ricordiamo che, alle regionale del 2008, Lombardo presentò tre liste: facendosene ‘inchiummare’ due su tre… Insomma, alle ‘genialate’ elettorali Lombardo ci ha abituati.

    E alla fine? Alla fine a noi l’apparentamento tecnico piace. Insomma: Lumia e Cracolici stanno insieme con Lombardo alla Regione; sono stati insieme a Gianfranco Miccichè, sempre alla Regione (e anche al Comune di Termini Imerese, nel caso di Lumia); perché mai dovebbero avere problemi a ‘stricarsi’ con Angelino Alfano, con Giampiero D’Alia e con Saverio Romano? Tutto fa brodo, in politica. L’importante, onorevole Cracolici e onorevole Lumia, non è acchiappare le poltrone comunque e in ogni dunque? O ci volete fare credere che nel Pd di Palermo ci sono i grandi valori della politica?
    Su una cosa vorremmo comunque rassicurare l’onorevole Cracolici, l’onorevole Lumia e l’onorevole Lombardo: a prescindere se si farà o meno l’apparentamento ‘tecnico’, sappiano che il Pdl, al ballottaggio, voterà compatto per Fabrizio Ferrandelli così come ha votato ‘compatto’ per Massimo Costa…

  15. Sebastian
    11 maggio 2012 alle 9:01

    ah ah ah! Ammappate come cambiano i tempi! Fino a qualche anno fa le campagne elettorali questi aspetti organizzativi erano impensabili!

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: