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Una tragedia incomprensibile, anzi, annunciata

Il crollo della scuola

Il crollo della scuola

Dal barbiere è ancora possibile fare incontri interessanti. Proprio ieri parlavo di uno dei miei argomenti preferiti, la scuola, con un signore, anche lui in attesa del suo turno. «Che lei abbia questa passione nell’insegnamento è ammirevole, professore, ma l’edilizia scolastica, al contrario di quanto lei sostiene, è un problema marginale», mi diceva più o meno nello stesso istante in cui a Rivoli crollava il tetto di un’aula scolastica, uccidendo un alunno di diciassette anni, Vito Scafidi, e ferendone gravemente altri. Invano io cercavo di spiegare la scuola come la vede un personalista, e cioè come a un bisogno, e come occorra, quindi, rispondere alle condizioni materiali primarie prima di poter anche solo pensare alla soddisfazione di esigenze più elevate e spirituali. Il che vuol dire investire sulle persone invece che sulle carte, sugli studenti e i cittadini, più che sugli “utenti”, migliorare la scuola primaria e media per avere migliori università, adeguamento dell’edilizia scolastica (appunto) prima delle divise scolastiche o del voto in condotta.

Come si possa pensare di realizzare programmi scolastici destinati a chi dovrà far muovere un Paese ad economia avanzata dentro strutture scolastiche a suo tempo realizzate per un Paese ad economia emergente è per me un mistero. Come si possa pensare di far scuola dentro strutture edilizie progettate per civile abitazione, pure. Come si possa sperare in un’istruzione di qualità, tempo pieno, progetti da miliardi di euro, costringendo al tempo stesso trenta adolescenti per otto ore in venti metri quadri (per mancanza di spazio e risparmi sul personale docente) senza impianti sportivi, biblioteche, laboratori, mense, aule attrezzate, senza trasformare questi cittadini in furie scatenate… Idem.
Sento il Premier dire: «Il crollo della scuola a Rivoli? Una fatalità che può accadere in qualsiasi abitazione privata». Allora accadrà ancora, infatti la maggior parte delle scuole sono ospitate in edilizia di civile abitazione. Oppure l’Uomo più Intelligente del Mondo voleva dire che una cosa simile potrebbe accadere anche a Villa Macherio?
«Una tragedia incomprensibile», dice la Maria Stella Ministra. Come se i tagli alla scuola li avesse fatti mio nonno. Comprensibile, Stella, comprensibilissima, anzi, annunciata.

Ormai entro ogni giorno in classe dicendo: speriamo che oggi i superiori ci lascino fare lezione. Infatti, poiché mancano strutture materiali adeguate, gli approfondimenti pomeridiani vengono sempre più spesso trasferiti al mattino, durante le ore destinate alle discipline curriculari: “Come!? Due diverse discipline nella stessa ora di lezione?”. E’ assurdo, vero? Ma vero, verissimo. Svegliatevi, genitori, contribuenti!
«Speriamo ci facciano fare lezione», pensavo, mentre mi accingevo a parlare della “filosofia del principio come principio della filosofia”. Ed ecco che irrompono in aula persone a me sconosciute: «Siamo medici, siamo qui per parlare di talassemia, non ne siete stati avvertiti?» No, non eravamo stati avvertiti. Magari la talassemia è una questione più utile e interessante della bizzarra faccenda consistente nel fatto che la scuola di Mileto, Talete, Anassimandro, Anassimene, cioè i primi filosofi, curiosamente riflettano sul principio, mostrando così d’avere una singolare consapevolezza di sé, oltre che di pensare a ciò che stanno facendo.
Però, come sarebbe utile che qualcuno, lassù, ascoltasse questa lezione!

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  1. 24 novembre 2008 alle 10:02

    “Sul blog di Vito la rabbia dei compagni
    I sogni spezzati della quarta G
    Il padre: “Meglio un figlio ignorante che morto”. La madre di un ferito: “Una vergogna che a scuola succedano certe cose” (di Vera Schiavazzi)

    «Meglio un figlio ignorante che morto. Se avete anche solo il sospetto che una scuola possa cadere, la dovete chiudere». Così, tra le lacrime, Fortunato Scafidi ha detto ieri pomeriggio al ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini venuta a fare le condoglianze per la morte di Vito, 17 anni, secondo di due figli, a lui, alla madre Cinzia, alla sorella Paola nelle camere mortuarie dell´ospedale di Rivoli. Per tutto il giorno, nei corridoi e fuori in cortile, la famiglia Scafidi continuerà a stringersi a quei genitori in lacrime insieme agli amici, ai ragazzi del liceo, agli amministratori pubblici di Rivoli e di Pianezza, il paese di tredicimila abitanti dove Vito viveva e dove non c´è un liceo pubblico. «È una vergogna che a scuola possano accadere tragedie simili» urla la madre di un ferito. Ma l´emozione e il dolore sono anche online: più di ottocento messaggi sono arrivati in poche ore sul libro degli ospiti del profilo che il ragazzo della quarta G del liceo Darwin aveva messo su internet.

    Papà Fortunato e suo fratello Rosario, consigliere comunale di opposizione a Pianezza per Forza Italia, sono la seconda generazione di una famiglia arrivata dal Sud negli anni Sessanta: è andata bene, l´impresa edile si è ingrandita, ha lavorato per costruire la parte nuova di quel paesone a ovest di Torino che non ha mai smesso di crescere. Ma ieri di quella fortuna, di quel lavoro duro, di quella grande famiglia meridionale con tanti e tanti cugini e nipoti erano rimaste soltanto le lacrime, la rabbia, il senso di un fato crudele e di un´ingiustizia umana ancora più intollerabile. E che – è facile prevederlo – darà il via a una lunga battaglia perché ogni responsabilità, ogni trascuratezza sia chiarita.

    «Un ragazzo d´oro, che si svegliava presto da solo la mattina per studiare perché la sera era impegnato con gli allenamenti, tutti in quarta G erano suoi amici»: così, tra il grido di una donna e l´imprecazione di un uomo, lo zio Rosario racconta ciò che ha perso. «Voleva iscriversi a Giurisprudenza, aveva la prima ragazzina conosciuta quest´estate al mare, ma la sua grande passione era il calcio, non perdeva una partita della Juve». Oggi, in segno di lutto, la partita tra il Bvs, la squadra dove Vito giocava, e il Pianezza non si farà. E intanto i ricordi di quel ragazzo «biondo e con gli occhi azzurri», come lui stesso si era raccontato su Netlog, il network sul quale aveva messo il suo profilo, insieme ai saluti e alle emoticon con la faccina che piange arrivavano a centinaia. Un´ondata di dolore e di rabbia collettiva, lo sfogo improvviso e doloroso di una generazione che si è scoperta mortale e vulnerabile anche sui banchi di scuola, «in quel luogo – come ha scritto misbronzodibaci91 – dove gli adulti vorrebbero pensarci al sicuro, che ridere!». Una ragazza fonda in meno di due ore un gruppo, «Tutti per Vito Scafidi», e annuncia una veglia in ricordo del diciassettenne morto sotto le macerie del suo liceo.

    Un operatore del 118, uno dei pochi adulti che ieri hanno osato avventurarsi tra le lacrime virtuali degli adolescenti, quasi si scusa: «Abbiamo soccorso Vito stamattina, ma non c´è stato nulla da fare. Siamo tutti addolorati». C´è chi inveisce contro la Gelmini e chi fa ricorso agli angeli per riuscire a sopportare un´angoscia troppo grande: «Sei il più bello e ci proteggi di lassù. È terribile pensare che potrebbe succedere anche a me». In ospedale restano i compagni di classe, quelli che hanno rischiato la vita come lui e che ora si fanno consolare da mamma e papà, spaventati ma salvi. «Abbiamo sentito la porta sbattere violentemente per il vento e un attimo dopo il soffitto è crollato. Forse è stata quella la causa, quella porta sbattuta. Ma le sembra normale?».

    Francesco è uno dei sopravvissuti della quarta G, ferite lievi, guaribili in pochi giorni. Qualcuno esce dall´ospedale con il collare, qualcun altro resta in osservazione su una sedia a rotelle, altri ancora mostrano graffi ed escoriazioni sul viso, uno studente dalla barella dice che sta bene e sorride, scoprendo una manciata di denti rotti. «C´è stato un grande boato, poi è venuto giù tutto, pezzi enormi, polvere ovunque, non si vedeva niente», raccontano i ragazzi. Quelli che sono riusciti a riprendersi prima dallo spavento e dal dolore hanno cercato di aiutare gli altri. Ma Vito no, lui non si muoveva più: «Ci hanno detto che era grave, ma lo abbiamo capito da soli che era morto». E Maria Teresa Fenoglio, una degli psicologi accorsi ieri prima al liceo poi in ospedale e all´obitorio raccomanda attenzione per questi adolescenti sotto choc: «Se scuola e famiglie faranno finta di nulla e li inviteranno a dimenticare troppo presto potrebbero anche sentirsi in colpa per essere rimasti vivi. È giusto che piangano e che si prendano il tempo di ricordare il loro amico che non c´è più».
    (23 novembre 2008)”

  2. 26 novembre 2008 alle 12:07

    COMUNICATO SULL’ACCADUTO AL L.S. DARWIN RIVOLI.
    La CGIL FP (…) desidera anzitutto esprimere tutta la propria solidarietà alla famiglia dello studente deceduto e ai feriti nel grave incidente del Liceo Darwin di Rivoli.

    Non riteniamo che questo sia il momento delle strumentalizzazioni e delle inutili polemiche, vogliamo tuttavia sottolineare che i continui tagli effettuati, non solo di recente, dal Governo in materia di Istruzione ed edilizia scolastica incidano pesantemente sulla qualità dei servizi erogati e sulla sicurezza.

    Crediamo anche che il ricorso al sistema del “massimo ribasso” per l’aggiudicazione di appalti nel campo dell’Edilizia penalizzi sicurezza e qualità.

    Riteniamo che la carenza di personale, dovuta ai pensionamenti e alle mancate sostituzioni, legate alle disposizioni sul pubblico impiego, non migliori di certo la qualità del Servizio .

    Chiediamo all’Amministrazione di porre in essere, anche nel confronto con il Governo, tutte le iniziative atte a promuovere la sicurezza nel campo dell’Edilizia scolastica e nel contempo tutti gli strumenti, peraltro già da tempo sollecitati da questa Organizzazione, per la tutela dell’operato dei propri dipendenti.

    Torino, 26.11.08 CGIL Funzione Pubblica

  3. 26 novembre 2008 alle 14:44

    “Liceo Darwin e Istituto Romero di Rivoli
    L’aggiornamento della situazione

    SPAZIO STUDENTI
    Un centinaio di studenti delle scuole superiori hanno manifestato martedì 25 novembre con un sit in davanti a Palazzo Cisterna (sede della Provincia di Torino) per sollecitare i controlli nelle scuole e ottenere assicurazioni sulla sicurezza degli edifici. L’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio ha garantito l’impegno della Provincia per intensificare le operazioni di controllo a garanzia di ambienti sicuri. Ha chiesto la collaborazione dei ragazzi per segnalare le carenze delle strutture e per richiedere gi interventi.
    Le segnalazioni si possono fare scrivendo all’Ufficio Relazioni con il Pubblico: urp@provincia.torino.it

    LA PROVINCIA HA APPROVATO OLTRE CINQUE MILIONI E MEZZO DI EURO
    PER L’EDILIZIA SCOLASTICA
    Presentazione Elenco interventi:

    La Giunta ha approvato 26 progetti esecutivi relativi ad interventi mirati a migliorare la qualità e la sicurezza di altrettanti edifici scolastici di competenza provinciale con sede a Torino e provincia.
    Undici interventi sono cofinanziati dalla Regione Piemonte e fanno parte del Piano della Sicurezza approvato nel 2007, che prevede il cofinanziamento statale e regionale di 47 interventi in tre anni (2007-2009) volti alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. I lavori in questione consistono in ripristini delle facciate, interventi di adeguamento degli impianti elettrici ed elevatori, rimozione di amianto, rifacimento di pavimentazioni e di servizi igienici, messa in sicurezza sismica.
    L’importo investito dalla Provincia per tali interventi ammonta a circa 2.300.000 euro.
    La Regione e lo Stato cofinanziano i medesimi interventi con all’incirca ulteriori 4.700.000 euro per un importo di oltre 7.000.000 euro complessivi. Altri tre progetti compresi per l’anno 2008 nel Piano della sicurezza verranno approvati entro la fine dell’anno.

    Gli altri 15 progetti sono costituiti da interventi di manutenzione straordinaria sempre su edifici sede di Istituti di istruzione secondaria di Torino e della provincia, e riguardano pavimentazioni delle palestre, rifacimenti di coperture con problemi di infiltrazione ovvero di coperture in amianto, rifacimento di pavimentazioni interne, interventi conservativi sulle facciate e interventi di manutenzione straordinaria di alcuni auditorium delle scuole. L’importo complessivo investito, mediante accensione di mutui, è pari a circa 3.500.000 euro.
    La Provincia nel 2008 ha investito circa 10 milioni di euro per l’edilizia scolastica”.
    (25 novembre 2008)
    Pregasi notare la data….

    Giusto per chi non lo sapesse, le varie Province italiane sono direttamente responsabili dell’edilizia scolastica….
    Il liceo Darwin di Rivoli fu costruito, udite udite…nel 1934…e fu sede per parecchi anni del Seminario Maggiore, per poi diventare solo nel 1982 sede del Liceo Scientifico. Ai tempi del seminario ospitava 450 seminaristi; mentre gli studenti attuali sono diventati recentemente 780, distribuiti in 36 classi. Dal 1999 al 2008 sono stati eseguiti solo interventi di manutenzione ordinaria spicciola…Interventi di edilizia scolastica straordinaria ritenuti urgenti: nessuno!!!
    Questa é l’italia, purtroppo, anche al nord…
    La Preside del Liceo Classico frequentato da mia figlia ha detto agli studenti: “Non temete, pur se costruito antecedentente la seconda guerra mondiale… il nostro edificio ha dei muri portanti molto solidi!”
    …queste le rassicurazioni per noi genitori e per i nostri figli….

  4. 13 gennaio 2009 alle 12:49

    “È PRONTO IL NUOVO LICEO DES AMBROIS DI OULX
    La settimana prossima gli studenti entreranno nell’avveniristica struttura con aule circolari
    “L’edificio scolastico che presentiamo oggi è un’opera veramente innovativa, frutto di una reinterpretazione dei canoni dell’architettura di montagna. Ai ragazzi che a giorni lo occuperanno dico che studiando in una struttura tecnologicamente così avanzata è più facile prepararsi al loro compito del futuro, vale a dire innovare la realtà circostante”.
    Con queste parole il presidente della Provincia Antonio Saitta ha concluso la visita effettuata venerdì 9 gennaio con l’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio alla nuova sede dell’istituto scolastico Des Ambrois di Oulx. La prossima settimana la struttura sarà aperta ai circa 600 allievi e ai loro insegnanti, che potranno così lasciare le attuali quattro sedi sparse per il centro abitato di Oulx.
    L’edificio, opera dell’architetto Andrea Bruno, è stato studiato ponendo particolare attenzione al rapporto con il paesaggio montano, l’Oasi Naturale del Lago Borello (istituita nel 1979 laddove sorgeva una ex cava di estrazione) e le attività sportive e turistiche ad esso correlate. Il progetto ha dovuto risolvere notevoli problemi geologici, idrogeologici e geotecnici e racchiude soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Le aule circolari hanno un’ampiezza di circa 50 metri quadrati, sono realizzate in alluminio, con le pareti interne rivestite di legno chiaro; sono tutte al piano terreno, aggregate lungo un percorso interno. Tutte le aule prendono luce da una finestra superiore e dispongono di energia elettrica prodotta da pannelli fotovoltaici. Anche i laboratori sono a pianta circolare, per un’ampiezza totale di 475 metri quadrati, collegati da un percorso coperto, lungo il quale sono collocati i servizi igienici, una hall coperta, la biblioteca, uno spazio adibito ad Auditorium e una sala proiezioni di 170 metri quadrati.
    Come tutti gli edifici scolastici superiori, anche il Liceo dell’Alta Valsusa è stato realizzato dalla Provincia di Torino, con una spesa di 10 milioni di Euro.
    “La progettazione dell’istituto scolastico superiore di Oulx è stata una grande sfida” ha commentato l’assessore D’Ottavio. “Non era facile inserire una struttura avveniristica e dall’alto contenuto tecnologico in un ambiente naturale montano molto delicato. Ora possiamo dire di avere costruito la più bella scuola della provincia.”
    (9 gennaio 2009 – tratto dalla home page della Provincia di Torino)

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