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Prete e gay. L’identità difficile

Come spiegarsi lo stridente contrasto tra la strenua opposizione della chiesa all’omosessualità, sul piano dottrinale, e la tolleranza da sempre manifestata nei riguardi dell’omosessualità diffusa e praticata tra il clero? E’ opportuno lasciare che persone omosessuali si avviino al sacerdozio?

Solitamente accade, in questo blog, che scriva qualcosa cui seguono i commenti di alcuni lettori che guardano con interesse ai temi prediletti in Terra di Nessuno. Stavolta avviene il contrario. In più parti, sotto vari articoli e saggi che compaiono nel blog, diversi hanno scritto su Chiesa, clero, fede e omosessualità e mi pare opportuno cogliere queste sollecitazioni.
Questo spazio viene appositamente aperto con l’intenzione di fare cosa gradita a quanti vogliono continuare a intervenire sul tema ma non hanno trovato finora trovato in Terra di Nessuno un angolino ad esso specificamente dedicato. Poiché io stesso sono intervenuto qua e là con qualche mio parere e naturalmente interverrò qui con dei commenti, se lo riterrò opportuno, mi riservo di pubblicare in seguito una mia più articolata opinione.

Qui di seguito indico altri punti sparsi in Terra di Nessuno in cui il tema è stato già toccato.

L’orco che c’è nella Chiesa degli angeli

Sull’elezione del nuovo vescovo ausiliare di Palermo

Il Pastore smarrito

Odifreddi: perché non possiamo che essere cretini?

Delle nuove cinque piaghe della Santa Chiesa (palermitana)

Delle nuove cinque piaghe della Santa Chiesa (palermitana)

Pedofilia, psicanalisi e psicologia della cura

L’arcivescovo, il gioco del golf e le lavandaie del Vaticano

Due o tre cose che vorrei dire all’Arcivescovo di Monreale

Benvenuti in Terra di Nessuno

  1. 27 giugno 2010 alle 21:46

    Uora uora m’arricampavu. Ma chi è ‘sta vucciria?

  2. 24 luglio 2010 alle 21:43

    In risposta all’articolo “Le notti brave dei preti gay” pubblicato sull’ultimo numero di “Panorama” in edicola il 22 luglio (riprodotto qui su TdN da Maik07)
    https://terradinessuno.wordpress.com/2010/07/24/le-notti-brave-dei-preti-gay/
    il Vicariato di Roma ha rilasciato ieri la seguente nota:
    http://paparatzinger3-blograffaella.blogspot.com/2010/07/nota-del-vicariato-in-merito.html

    • 25 luglio 2010 alle 19:17

      Spero siano solamente una minoranza,ma infangano ugualmente la Chiesa,intesa come la comunità di tutti i battezzati in Cristo.Infangano i tanti preti che vivono una vita corretta moralmente ed esemplare al servizio della Chiesa e dei bisogni della società e di cui nessuno parla.L’inchiesta non fa altro che mettere il dito nella piaga che sanguina e che produce scandalo in tantissimi fedeli e credenti.Rimane l’interrogativo,che già ho posto da tempo su TDN,circa la serietà della formazione dei futuri presbiteri.Nei seminari si gioca una battaglia cruciale per il futuro della Chiesa.Non basta,oggi,solamente una formazione umanistica,teologica e spirituale.Bisogna che ci si interroghi,sul serio,sulla formazione della personalità e dell’affettività di questi soggetti candidati all’ordine sacro.Tempo fa,un rettore di un seminario chiamò come consulente uno psicologo per essere aiutato a capire…..e lo psicologo fece bene il suo “mestiere” di indicare problemi di vario genere presenti nella personalità di alcuni giovani.Risultato finale:anzicchè allontanare questi soggetti poichè inidonei al sacerdozio,furono allontanati lo psicologo e il rettore!!!

      • Sebastian
        25 luglio 2010 alle 20:18

        Ovvio che hanno allontanato lo psicologo! Evidentemente quest’ultimo si era accorto che il tasso di omosex tra i seminaristi era altissimo e l’aveva comunicato a chi di dovere che, se li avesse scartati tutti il seminario sarebbe rimasto vuoto!

        Inoltre, i criteri di valutazione che usa la psicologia sono variabili. Oggi sono diversi da ieri e probabilmente diversi da domani. La famosa chiamata vocazionale, in quanto considerata opera e volontà diretta un Dio senza tempo, difficilmente può essere messa in discussione da una scienza che nulla può dare per scontato.
        Non credo si possa far molto. E poi, come farebbero i feticisti delle tonache se cominciassero a scarseggiare? Sono molto ricercati, sai?

  3. Sebastian
    25 luglio 2010 alle 8:27

    Ma infatti, ad un eterosessual sano, non conviene più di tanto farsi prete e sottostare al celibato, per una vita, troncato da una sfera affettiva di coppia, essenziale e meravigliosa, per la vita di un uomo. E’ molto triste ciò, tranne che per casi particolari (ma non so fino a che punto). Purtroppo non se ne rende conto immediatamente ma dopo un pò di anni, quando i naturali sentimenti umani vengono fuori naturalmente.

    Per un giovane omosessuale cattolico è diverso. Una fantastica via di fuga e metodo di cura dalla sua “malattia”, da cogliere al volo, almeno finchè la liberazione omosessuale non sarà totale. E poi, fra quella compagnia di soli uomini… non so se mi spiego. Il tutto avviene incosciamente e sempre rimosso razionalmente. Ecco perchè ad un certo punto la Chiesa sarà la più grande organizzazione omosessuale del mondo, checcè se ne dica. Non che adesso non lo fosse, ma in un futuro prossimo lo sarà ancora di più.

  4. 25 luglio 2010 alle 15:01

    La nota del vicariato è tardiva, moralistica, clericale e paternalista.
    Tardiva: si aspetta sempre che scoppi il caso mediatico per intervenire. Questo tipo di reazione accusa l’esistenza di un nervo scoperto. Si vuole ridicolizzare la Chiesa attraverso il repertorio stereotipato del prete omosessuale, è vero. Ma reagendo così la Chiesa si espone ancor di più a nuove critiche.
    Clericale: l’ultimo inciso della nota evoca le misure penali dal Papa recentemente inasprite per i cosiddetti “crimina graviora” e minaccia sanzioni canoniche (leggi: riduzione allo stato laicale). Persiste l’idea del laicato come condizione minorile e punitiva, qualcosa di essenzialmente distinto dallo stato sacerdotale e non propriamente appartenente al corpo ecclesiale. Ma che ne sarà della persona “ridotta” allo stato laicale? Sarà abbandonata a sé stessa? Pensa la Chiesa di essersi sgravata in questo modo della sua responsabilità nei confronti di questi figli?
    In questo modo la Chiesa si mostra ancora una volta interessata a preservare l’immagine della propria dirigenza più che a incarnare la propria missione di salvezza e di cura delle anime.
    Moralistica: la struttura, come al solito, è posta in salvo; è pregiudizialmente innocente. Nessun’analisi sull’inadeguatezza del sistema di reclutamento, selezione, formazione del clero: possibile che nessuno si accorga mai di questi preti che “non hanno capito cos’è il sacerdozio” durante il lungo periodo della loro formazione? Oppure i vescovi accettano qualunque autocandidatura al sacerdozio senza andare troppo per il sottile sulle motivazioni per paura di restare senza un numero sufficiente di vocazioni?
    Paternalista: si scarica sempre sul muretto più basso; ovvero: questo atteggiamento intransigente e punitivo si assume sempre nei confronti dei singoli e del clero minuto. E i vescovi? Non ci sono omosessuali dalla “doppia vita” nell’alto clero, tra quelli che dovrebbero vigilare, discernere, applicare sanzioni canoniche?
    Perciò non c’è da attendersi nessun esodo in massa di gay dai presbitèri. Oppure l’Eminentissimo Vicario di Roma crede davvero che i problemi della diocesi del papa si restringano a quei soli tre preti intervistati da Panorama e si risolvano con la loro autoespulsione?

  5. Fabio
    25 luglio 2010 alle 23:07

    A proposito di nervo scoperto, vorrei proporre un’osservazione. Il fatto che un’inchiesta di questo genere sia stata fatta da Panorama, testata filogovernativa mi fa pensare che il problema omosessualità, dopo il caso Boffo, sia ancora una volta usato dai fedeli del Cavaliere per tenere sotto scacco la Santa Sede. Questo proprio in una fase particolarmente delicata in cui sembra giunto il momento di contare quelli veramente fedeli al presidente del Consiglio….
    La diffusione del problema omosessualità nel clero, senza dubbio ben nota ai palazzi del potere dirimpettai di quelli vaticani, contribuisce ad indebolire ancor più la Chiesa nei confronti della politica.
    Purtroppo molta parte della partita sembra giocarsi sul terreno della comunicazione e della gestione pubblica dell’immagine, a scapito della necessitá di liberare la Chiesa dalle pesanti zavorre che ne ostacolano la dimensione profetica.

    • 26 luglio 2010 alle 12:15

      Caro Fabio,permettimi di dissentire dalla lettura che tu dai.Io penso che la “manina”venga dal di dentro poichè il Papa sta facendo molta “pulizia”e capirai bene che a coloro che sono incocciati nell’opera di bonifica,la cosa non è andata molto giù.A Berlusconi interessa tenere sotto scacco il Vaticano?Ma in questo momento non ci sono elezioni politiche all’orizzonte!

      • 26 luglio 2010 alle 12:57

        Dici?

      • 26 luglio 2010 alle 16:59

        @Maik
        Quello che dici sulla “manina” può essere vero. Anch’io lo penso. Ma ci può essere un reciproco sfruttamento utilitaristico.
        Queste inchieste hanno un’evidente intonazione minatoria e dissuasiva. Chi non ha peccati scagli la prima pietra, ovvero: girate alla larga dalla vita privata del Cavaliere. Inoltre servono ad alleggerire il giudizio della pubblica opinione sulle personali debolezze del Premier. A mezzanotte tutte le vacche sono grigie.

  6. 26 luglio 2010 alle 9:53

    @Mike
    1) Minoranza?
    2) Cos’è fango?
    3) Chi lo lancia?
    4) Chi se lo prende paro paro in faccia?

    @GP
    condivido

    @Fabio
    Bravo!

  7. Sebastian
    26 luglio 2010 alle 9:59

    Che l’omosessualità possa rappresentare una zavorra che ostacola la dimensione profetica della Chiesa ho i miei dubbi. Non lo è mai stata e non credo lo sarà mai. La questione è solo morale da, aggiustare in virtù del progresso scientifico e della conoscenza uman in genere, in costante divenire.

    • 26 luglio 2010 alle 10:16

      Non mi sembra che le zavorre indicate da fabio fossero le omosessualità. Se è così ritito la mia approvazione.
      Tarcisio Bertone & co. (vedi inviotati alle cena di bruovespaesignora e relativi cicisbei di regime e di sottana), sono la zavorra!

  8. Sebastian
    26 luglio 2010 alle 10:46

    Allora il discorso cambia. Ok, allora.

  9. Sebastian
    26 luglio 2010 alle 13:41

    Scusa Michele, di pulizie che sta facendo il Papa non è ancora viste granchè. Ha tirato fuori qualche nuovo documento che regolamenti alcune questioni importanti ma, di qua ad essere applicate ce ne vuole. Le diocesi sono piccoli regni dove ogni vescovo fa quel che vuole, ed il Papa non può certo entrare capillarmente nelle situazioni createsi. Ogni tanto, giusto perchè qlcuni fatti sono stati risaltati dalla cronaca giornalistica, è stato preso qualche provvedimento, ma giusto perchè non se ne poteva fare a meno. Qualcuno ha tracciabilità di preti colti in flagranza di reato, lasciati in mano alla volontà del Vescovo e non alla giustizia? Nessuno. Pertanto ci andrei piano col cantare vittoria.
    Ultimo caso quello di un mese fa circa dove un prete, fingendosi insegnante ha adescato in chat una minorenne e se l’è portata a letto, in macchina, e beccato dalla polizia, non è stato arrestato ma, condotto dal su Vescovo. Qualsiasi altro cittadini sarebbe stato arrestato.

    Berlusconi ha poco da tenere in scacco il Vaticano. Non è ha bisogno, visto che paga (paghiamo) profumatamente per tutte le sue esigenze. Vedi scuole cattoliche, contributi ecc… Metterla sul piano della morale sessuale è pericoloso. Non lo fece la DC che comprese molto bene che sarebbe potuta finire a suon di crisi isteriche, borsettate in faccia, graffi e unghia rotte, tra le parti. Non lo fece neanche Almirante, pur potendolo.

  10. 26 luglio 2010 alle 16:30

    @Seb e Fabio
    1. Ieri (o ieri l’altro) il Giornale di Feltri (tanto per non citare sempre quei partigiani di “Repubblica” e citarne invece uno della stessa cordata filogovernativa di “Panorama”) dichiarava che autorevoli (e tuttavia rimaste anonime) «istituzioni cattoliche» indicano intorno al 40% l’incidenza dell’omosesualità tra i «candidati al sacerdozio».
    Se fosse possibile in qualche modo controllare questo dato si porrebbe un problema non teorico ma su un piano strettamente quantitativo. C’è un processo in atto? Quale ne è la tendenza? Come interpretarlo? Come incide, prevedibilmente, sui futuri modelli presbiterali e sulla considerazione sociale del ruolo?

    2. Ad un’attenta lettura dei precedenti post di Fabio, anche su altri forum (es. “Cattopedofilia”) risulta chiaramente che egli con “zavorra” non intende qui l’omosessualità e meno che mai i preti omosessuali. Egli si riferisce a quei sistemi di potere che pretendono (per parafrasare un celebre aforisma di J. Maritain sul Concilio) di essere un sostegno esterno della Chiesa ed invece sono i legami che la trattengono a terra.

  11. 26 luglio 2010 alle 16:34

    @Maik
    Il problema dev’essere riconosciuto nelle sue reali dimensioni sistemiche. Non si può risolvere coi pannicelli caldi. Lo psicologo in seminario è un pannicello caldo. Per questo il sistema lo ha espulso. La soluzione o sarà strutturale o non sarà. La gran parte del problema risiede nell’enorme affidamento che, dal Concilio di Trento in poi, la Chiesa dà al sistema formativo dei preti (il seminario) e di cui si misconosce la crisi.
    Un’altra buona parte del problema è lo stridente contrasto tra l’intransigenza della morale sessuale tradizionale sull’omosessualità e la tradizionale tolleranza nei confronti degli omosessuali nei presbitèri. I cambiamenti sociali non hanno cambiato solo il ruolo e la stima sociale del prete, ma anche quella dell’omosessualità. Quello che conta nelle società occidentali sono sempre meno le categorie cui si appartiene e sempre più il talento individuale. L’etica sessuale ufficiale è rimasta invece ferma al problema dei rapporti extra coniugali e della contraccezione.

    • 26 luglio 2010 alle 20:59

      @Giampi
      Anche io sostengo il fatto che il sistema formativo “semiario”è abbondantemente superato.Ora qui però si pone un interrogativo:è il percorso seminariale che genera profili di personalità omosessuali o già arrivano così nei seminari?Hai ragione tu quando sostieni che oggi si “misconosce”da parte della Gerarchia la crisi dei seminari.Ma è pur vero che inventarsi modelli sostitutivi è complesso e non è possibile farlo dall’oggi al domani.Però porsi l’interrogativo,si!Io sostengo che molti giovani vivono un percorso di crescita affettiva,sentimentale e,propriamente,sessuale, non molto serena.Personalità eccessivamente fragili…..Per ciò il fenomeno ha radici complesse e profonde.In passato era vigente il sistema della repressione totale e la società aiutava in ciò.Oggi,con una società fortemente libertina e,sostanzialmente,erotica,ho sei aiutato a crescere con dei buoni antidoti oppure……
      Citavo il caso dello psicologo a mo di esempio per come,spesso,l’apporto positivo delle scienze umane viene decisamente demonizzato.

    • 26 luglio 2010 alle 21:31

      Come si arriva oggi al sacerdozio? A chi entra in seminario è richiesta solo una lettera di referenze da parte del parroco. Se non sei proprio un tipo eccentrico arrivi al sacerdozio dopo cinque anni: età minima, ventiquattro anni (anche non compiuti con particolare dispensa). Quindi ci si arriva stanzialmente per autocandidatura e cooptazione.
      L’orientamento sessuale è già indirizzato, ma il sistema da questo punto di vista non seleziona, perché tutto ciò che è richiesto è in realtà la promessa di celibato. Anzi, non escludo che l’orientamento omosessuale possa in realtà FAVORIRE la candidatura di un determinato soggetto.
      -Occorre che il celibato torni ad essere, come prima di Gregorio VII, una scelta laicale, indipendente dalla vocazione sacerdotale.
      -Occorre ampliare il ruolo delle comunità ecclesiali nell’individuazione delle vocazioni.
      -Occorre innalzare l’età minima di accesso al sacerdozio.
      -Occorre “demonasticizzare” il sacerdozio, dando ai Vescovi maggiore libertà nella scelta dei candidati al sacerdozio tra una platea più ampia di viri probati, anche uxorati, maturi, noti al vescovo e stimati dalle rispettive comunità di base, con solida cultura professionale e religiosa, sul modello già sperimentato per i cosiddetti diaconi permanenti.
      A quali problemi andrebbe incontro questo programma? Al fatto che l’organizzazione romana ormai da cinque secoli è interamente fondata sul celibato ecclesiastico obbligatorio.

      • 27 luglio 2010 alle 11:43

        Favorire l’educastrazione

  12. 26 luglio 2010 alle 21:55

    Come ben sai,nella chiesa,spesso,di necessità se ne fa virtù.Visto che il fenomeno dei preti omosessuali è in crescendo e data la grave carenza vocazionale,credo che,prima o poi,a qualcuno verrà la voglia di voltare pagina:per necessità o per virtù?

    • 26 luglio 2010 alle 22:41

      Non credo proprio avverrà, se avverrà, dall’oggi al domani. Ci vorrà almeno un concilio. Ci saranno drammatiche lacerazioni.

      • 27 luglio 2010 alle 15:33

        La storia è fatta di lacerazioni e servono per crescere,andare avanti,cambiare rotta…..Il quietismo non porta nulla di buono!!

  13. Sebastian
    27 luglio 2010 alle 15:09

    Ma Fabio, è un prete, un religioso o, facente parte di una categoria simile?

    • 27 luglio 2010 alle 15:35

      Sebino,tu sei un sagrestano?!!!!

      • Sebastian
        27 luglio 2010 alle 16:38

        Lo sento dal ciavoro (dall’odore)!

        Ma potrei sbagliarmi, naturalmente.

  14. Fabio
    27 luglio 2010 alle 23:18

    Caro Sebastian sono un laico sposato felicemente e profumatamente… ma credo sia poco importante. Più importante è il fatto che vivo a Roma…
    Provo a chiarire ciò che ha generato ambiguità. La zavorra per me è la complicità con gli affari e la ricattabilitá in generale in cui si trova la Santa Sede, in particolare in Italia. Mi sembra che anche sul fronte omosessualità del clero, fatti che non si vogliono o non si possono affrontare a viso aperto finiscano per rendere più debole la Chiesa che nello stesso tempo:
    – non ha la libertà necessaria per prendere quei provvedimenti incisivi e sistemici di cui parla Giampiero
    – ancora una volta finisce sulla graticola e di certo in questo momento non ha la forza di richiamare nessuno, men che meno chi può colpirla nelle tasche e nell’immagine pubblica.

    Un’ultima annotazione. Chi si candida a fare da stampella non può che beneficiare di una Chiesa claudicante. Quanto all’imminenza delle elezioni non saprei, ma di certo siamo giunti alla conta finale degli amici e dei nemici del Premier. E’ un passaggio molto delicato in cui credo nessun’arma sará risparmiata.

  15. Sebastian
    28 luglio 2010 alle 6:44

    Grazie Fabio per aver risposto e chiarito un aspetto cardine del tuo precedente commento che, adesso chiude definitivamente il cerchio. Avevo mal compreso, evidentemente.

    Inoltre, giusto per evitare qualche malinteso, nel mio precedente post ho usato il termine dialettale siciliano, “ciavoro (odore)”, a semplice mia percezione della tua personalità qui, virtuale.
    Ho usato questo vocabolo si, ma, in senso assolutamente generale senza alcuna volontà di associarlo ad estremizzazioni del termine come può talvolta essere anche usato alterandone il tono.

    Pertanto, sul tuo adorabile profumo, non avevo dubbi. Però, un mezzo prete sei o, qualcosa di simile…

  16. Fabio
    28 luglio 2010 alle 14:17

    🙂 nessuno scandalo…

    Dalla Lumen Gentium
    Il sacerdozio comune dei fedeli
    10. Cristo Signore, pontefice assunto di mezzo agli uomini (cfr. Eb 5,1-5), fece del nuovo popolo « un regno e sacerdoti per il Dio e il Padre suo » (Ap 1,6; cfr. 5,9-10). Infatti per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo, per offrire, mediante tutte le attività del cristiano, spirituali sacrifici, e far conoscere i prodigi di colui, che dalle tenebre li chiamò all’ammirabile sua luce (cfr. 1 Pt 2,4-10). Tutti quindi i discepoli di Cristo, perseverando nella preghiera e lodando insieme Dio (cfr. At 2,42-47)

    http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html

  17. 28 luglio 2010 alle 15:51

    cosa significa? che siamo tutti sacerdoti?

  18. 28 luglio 2010 alle 19:11

    I video raccolti durante l’inchiesta saranno trasmessi stasera a mezzanotte su Senza Censura il Tg di Current Tv e anche domani 29 luglio in replica nelle edizioni delle 8.00, 13.00 17.00 20.00 e 00.00.

    http://senzacensura.current.com/

  19. 19 dicembre 2010 alle 10:08

    “OMOFOBICA E PIENA DI GAY”: IL TEOLOGO CATTOLICO
    DAVID BERGER RACCONTA L’IPOCRISIA DELLA CHIESA TEDESCA
    35913. BERLINO-ADISTA. “Gran parte del clero cattolico e degli aspiranti preti in Europa e negli Stati Uniti è omosessuale”. “Nella Chiesa cattolica esiste una connessione tra la sessualità repressa e l’omofobia”. A pronunciare queste parole è il teologo cattolico tedesco David Berger in un libro-confessione appena uscito in Germania intitolato Der heilige Schein. Als schwuler Theologe in der katholischen Kirche (“La santa apparenza. Un teologo gay nella Chiesa cattolica”).

    Nel suo libro Berger, ex professore della Pontificia Accademia San Tommaso D’Aquino a Roma ed ex direttore della rivista di punta dei cattolici conservatori in lingua tedesca Theologisches, snocciola i numeri della “grande ipocrisia” della Chiesa cattolica sul tema omosessualità. “Secondo studi empirici nella Chiesa cattolica tedesca la percentuale di religiosi gay si aggira tra il 25% e il 40%. Alcuni teologi, come Wunibald Müller, stimano che nei seminari i docenti gay siano addirittura il 50%. Negli Usa la percentuale di preti gay è stimata tra il 25 e il 50%”. Berger racconta che lui stesso, da teologo cattolico convivente con un partner, per molti anni ha dovuto subire come un incubo l’atmosfera ostile ai gay della sua Chiesa, fino a quando, nell’aprile del 2010, ha deciso di fare outing, ricevendo dopo poche settimane la lettera di licenziamento dall’Accademia pontificia. Per spiegare la propria appartenenza agli ambienti più tradizionalisti della Chiesa cattolica, da cui ora prende le distanze, ma ai quali deve la sua carriera fulminante, Berger si richiama alla sua precocissima “fascinazione per la liturgia latina e tridentina”. “Proprio l’estetica del culto tradizionalista – spiega – esercita una particolare attrazione sui gay”, anche se d’altra parte “è tra i difensori della liturgia tridentina che si trova l’omofobia più radicale”. Alla base di questo paradosso, ha spiegato in un’intervista rilasciata al settimanale Der Spiegel, c’è un meccanismo inquietante: “La sublimazione omosessuale è una radice e un nutrimento continuo del culto della Chiesa tradizionale, ma è anche un meccanismo di resistenza all’omosessualità, che spiega l’omofobia diffusa tra gli amici del rito classico e tra gli avversari della riforma liturgica”.

    Sulla confessione pubblica di Berger si era già espresso il teologo morale Eberard Schockenhoff. In un’intervista rilasciata il 26 aprile 2010 alla Frankfurter Rundschau, Schockenhoff aveva dichiarato che la confessione di Berger accende i riflettori sui “pericoli mortali della doppia morale” della Chiesa cattolica sull’omosessualità. “Ci sono ambienti gay clericali – ha affermato – dove la sessualità viene vissuta esclusivamente in luoghi anonimi e con partner sessuali occasionali, per non incorrere nei pericoli di una relazione di lungo periodo che alla lunga non può essere nascosta. Le regole della dottrina morale del cattolicesimo finiscono per promuovere sesso poligamo, anonimo (spesso anche non protetto), con tutti i rischi connessi per la salute dell’anima e del corpo”.

    C’è forse un implicito riferimento anche a questa realtà – si chiedono ora i giornali tedeschi – dietro le ultime dichiarazioni del papa, laddove come esempio di eccezione giustificabile nell’utilizzo del condom questi ha parlato espressamente di “uomini che si prostituiscono”?

    http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=49000

    • matilda
      19 dicembre 2010 alle 14:28

      Chiedo scusa l’articolo pubblicato e il comment successivo di Seb, fanno venire da vomitare, non tanto per quell’emerito che ha fatto outing più o meno plausibile, o per certe parasindromi di pensiero dei così detti omosessuali. Quanto per chi nella Chiesa, negli usi del rito, e nelle sue esplicitazioni sociali e spirituali crede, nonchè ancora nella sua deontologia etica e morale. Io al momento dunque non , mi pare di vedere vignaiuoli ma omicidi. Personalmente penso che per talune cose sarebbe meglio rabberciare certe vere fratture piuttosto che occuparsi di non castigare o non gastigare certi atteggiamenti del tutto fuori da ogni vero cristianesimo. Luce..

      • 19 dicembre 2010 alle 14:56

        Hai solo un problema di grammatica.
        La Chiesa di cui parli tu, non ha neulla che spartire con la chiesa di cui parlano loro.
        Non ha nulla che spartire, nel senso che si escludno a vicenda; fermo restando il fatto che nel contingente storico la chiesa possa braccare la Chiesa.

        Quanto al vomito le farmacia sono piene di antiemetici; una pasticca di Plasil e leggerai con maggior senso critico.

      • matilda
        19 dicembre 2010 alle 15:00

        Forse a taluni manca una vera educazione ai sentimenti, che quelli invece non vanno castigati o repressi ma vissuti, riflettuti nel dialogo nel confronto affettivo e dialogico. come tra una madre, un padre e i figli. I sentimenti gli affetti non vanno disorientati, confusi, ma condotti a una radice di spontaneità emotiva ed emozionale. Senza dimenticare mai la radice da cui proveniamo, maschio e femmina, uomo, donna, bambino e bambina.
        Che in verità al momento si viva in certe situazioni di astrazione da certi reali distinguo. Vedi le modificazioni e alterazioni costruzioni e decostruzioni all’embrione, la scarnalizzazione del concetto di maternità e paternità come atto procreativo privato fra due persone, il generale malessere dovuto a vissuti personali che disorientano fin dall’infanzia. E’ questo dove porre davvero attenzione.

      • matilda
        19 dicembre 2010 alle 15:03

        Risposta a Kalos
        Sto con te

  20. Sebastian
    19 dicembre 2010 alle 10:18

    Ha scoperto l’acqua calda…
    Se poi ci metti pure i biadesivi, gli etero puri si contano sulla punta delle dita.
    Che il rito tridentino, macho per eccellenza, possa attrarre è assolutamente plausibile. E’ l’attrazione verso il macho, la conquista dell’etero, una delle aspirazioni di molti gay.

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