SCUOLA di PREGHIERA

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1.155 Risposte leave one →
  1. 2009 Novembre 18
    Sebastian permalink

    Carino questo video!

    * * DIO SECONDO LA SCIENZA * *

    Pubblicità estera in difesa dell’insegnamento della religione nelle scuole.

    • 2009 Novembre 18

      L’argomento agostiniano dell’inconsistenza ontologica del male reinventato dal piccolo Einstein.
      Ma che c’entra l’imbarazzante ignoranza del maestro di Einstein con l’insegnamento della religione a scuola? L’aneddoto sembra piuttosto un conforto della tesi che tutti nasciamo geniali e poi l’ambiente s’incarica di farci diventare stupidi.

      • 2009 Novembre 18

        L’aneddoto dimostra che si possono dire un sacco di sciocchezze quando si parla di religione (per carità non solo di questa) nelle scuole.
        Ma soprattutto come lo stesso autore delle sciocchezze, che poi – almeno lì – assumono la forma del paralogismo, si possa convincere dell’inoppugnabilità del suo (presunto) sillogismo.
        La domanda è dunque, con tutto il rispetto per l’aquinate, a che niente servono i sillogismi in questa discussione?

    • 2009 Novembre 18

      Supponiamo che sia un aneddoto originale.
      Ottime obiezioni midrashiche dal genesi, anzi dal bet, coerenti con l’età del piccolo ebreo le sue conoscenze della fisica già a quell’età.

      A parte questo a mio avviso c’entra con l’insegnamento dela religione nelle scuole.
      Rispondo perciò a GP

    • 2009 Novembre 18

      Non so chi ha messo quel titolo, ma non si offenda se gli dico che è un imbecille secondo la scienza.

      PS L’argomento del maestro mi ricorda – chissà perchè -:) – il serrato incedere argomentativo di Odiferddi, logico di professione :D .

  2. 2009 Novembre 18
    Sebastian permalink

    @ Calogero

    Ah il taglio, si.

    Questo mio taglio trae spunto dal suggerimento di un architetto che ho conosciuto in un forum qui in rete.
    E’ un taglio che, secondo lui, in qualche modo immerge chi guarda, dentro la scena.
    E mi pare sia così veramente. L’assenza della parete destra, di un margine fisico, “butta” dentro il corridoio.

  3. 2009 Novembre 18

    @Kalos sul sillogismo.
    A che serva il sillogismo nel discorso teologico è un paio di maniche, che qui il sillogismo continui a funzionare perfettamente, un altro.
    Il sillogismo è sempre formalmente vero. Per essere tale anche materialmente occorre che le due premesse siano vere. In questo caso:

    Ogni cosa che esiste è creata da Dio (premessa maggiore)
    il male esiste (premessa minore o termine medio)
    il male è creato da Dio

    almeno una delle due certamente non lo è. Il piccolo Einstein non dà prova solo di una buona conoscenza del midrash ma anche di una naturale disposizione per la logica, dimostrando falsa la proposizione mediana del sillogismo del maestro (perissodattilo o somaro che dir si voglia).

  4. 2009 Novembre 19
    Sebastian permalink

    + FEDE HI-TECH, PARTE IL ROSARIO DIGITALE +

    Nuova piattaforma che consente di pregare in diretta con il santuario di Loreto Sul video dei cellulari, o al computer, si potrà vedere quante persone nel mondo stanno pregando.

    ROMA – L’ultima delle applicazioni per I-Phone, BlackBerry e compagnia è un rosario digitale che accompagna la preghiera mariana direttamente dal più antico dei santuari mariani. Certo, il cyberspazio pullula di gruppi di preghiera e relative applicazioni, ma non era mai accaduto che la recita delle preghiere fosse guidata da una fonte così autorevole e, soprattutto, simbolica: la Santa Casa di Loreto, punto di riferimento per milioni di fedeli ai quattro angoli del pianeta.

    LEGGENDA E STORIA – La leggenda popolare vuole che la casa di Maria, quella dell’Annunciazione, sia stata trasportata in volo dagli angeli nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294, mica per niente la Vergine «lauretana», cioè di Loreto, è patrona dell’aviazione. Gli storici suggeriscono che a trasportare quelle tre pareti di pietra, un’arenaria lavorata in effetti come si usava in Galilea al tempo di Gesù, siano stati piuttosto i Crociati: e siccome le leggende hanno sempre un fondo di verità, pare che i cavalieri siano stati aiutati dai regnanti nell’Epiro alla fine del Duecento, la famiglia Angeli. In ogni caso, l’iniziativa non poteva partire da un luogo più adatto, «punto di riferimento ineludibile e profondamente teologico: il luogo dell’Incarnazione», spiega l’arcivescovo di Loreto Giovanni Tonucci, delegato pontificio del Santuario. Sarà lui, giovedì, ad annunciare la novità aprendo nel Palazzo apostolico di Loreto il convegno su «Fede e tecnologia: una convergenza a sostegno della preghiera».

    FEDE E TECNOLOGIA – L’idea, spiega l’arcivescovo, «è nata tra i fedeli impegnati qui a Loreto per accompagnare le persone sole e tutti coloro che desiderano sentire d’essere in preghiera insieme con gli altri, migliaia di persone che fanno percepire la realtà spirituale del corpo mistico. All’inizio, un anno fa, si è sperimentato il rosario elettronico, un piccolo apparecchio che io stesso porto con me in macchina. È stato un successo, così si è pensato di aprirsi a nuovi orizzonti, attraverso i cellulari: in fondo anche l’uso della corona per recitare il rosario fu un primo passo tecnologico, e ora ne compiamo un altro a sostegno della preghiera…». A differenza della versione elettronica, l’applicazione digitale (in italiano e inglese, costerà 4,99 euro ed è associata a una community al sito http://www.prexcommunion.com) mostra direttamente il testo associato al giorno della settimana, mentre scorrono le immagini e la voce guida inizia la recita delle preghiere: sul video del cellulare, o al computer, si potrà vedere quante persone nel mondo stanno pregando assieme in quel momento. Gli utenti registrati, tra l’altro, potranno anche proporre agli altri fedeli intenzioni di preghiera pubbliche o private. La piattaforma digitale e il sito permetteranno anche di attingere ad una serie di informazioni: tra le altre, notizie religiose e storiche su Loreto, un’introduzione dell’arcivescovo Tonucci alla recita del Rosario, le spiegazioni per recitarlo in modo corretto, riflessioni e approfondimenti con testi tratti dal «Gesù di Nazaret» di Benedetto XVI, «Preghiere. L’ateo e il credente davanti a Dio» di Gianfranco Ravasi e «Quale uomo, quale Dio nel cristianesimo?» di Enzo Bianchi. «Si preparano possibilità che neppure immaginavo», sorride l’arcivescovo di Loreto. «Le nuove tecnologie facilitano i contatti in un mondo che corre in fretta e a volte lascia poco spazio alla riflessione e al silenzio».

    di Gian Guido Vecchi

    da http://www.corriere.it del 19.11.2009

  5. 2009 Novembre 22
    Sebastian permalink

    “PAPA WOJTYLA SI SOTTOPONEVA A PENITENZE CORPORALI”.

    Ecco le rivelazioni di una suora polacca.

    ”Molto spesso si sottoponeva a penitenze corporali. Lo sentivamo, a Castel Gandolfo avevo la camera piuttosto vicina alla sua. Si avvertiva il suono dei colpi quando si flagellava. Lo faceva quando era ancora in grado di muoversi da solo”. E’ la testimonianza di suor Tobiana Sobódka, superiora delle suore polacche ‘Ancelle del Sacro Cuore di Gesù’ che prestavano servizio nell’appartamento pontificio, contenuta nel libro ‘Santo subito’ del vaticanista Andrea Tornielli.
    Secondo quanto riporta ‘La Stampa’, Giovanni Paolo II si infliggeva penitenze corporali, penitenze confermate anche da un altro testimone privilegiato, il vescovo africano Emery Kabongo, per alcuni anni secondo segretario di Giovanni Paolo II. ”Faceva penitenza – racconta – e la faceva in modo particolare prima delle ordinazioni episcopali o sacerdotali. Prima di trasmettere agli altri i sacramenti desiderava prepararsi. Non sono stato testimone diretto di penitenze corporali, ma mi è stato raccontato che vi si sottoponeva”.

    Inoltre, continua il prelato, ”quando Karol Wojtyla pregava non era distratto da nulla. Ricordo che quando presi servizio nell’appartamento papale, mi venne subito spiegato che quando il Santo Padre stava pregando, anche se si trattava di qualcosa di importante, bisognava aspettare per avvertirlo, perché per lui la preghiera veniva prima di tutto”. Insomma, sottolinea Kabongo nel libro di Tornielli, ”quando Wojtyla pregava, pregava come qualcuno che sa davvero di che cosa si tratta. Si immergeva in Dio, dialogava con Dio”.

    Lo conferma anche il suo fotografo personale, Arturo Mari dell’’Osservatore Romano’: ”Pregava in cappella, ma anche seduto sulla poltrona – ricorda – pregava quando moriva qualcuno: per un amico, una persona conosciuta o le vittime di un attentato o di un incidente. Pregava quando veniva a sapere che da qualche parte la situazione politica era grave, quando scoppiava una guerra”; lui ”andava in cappella e ci rimaneva fin quando non aveva risolto la questione”.

    Lunedì scorso si è svolta la riunione dei cardinali e dei vescovi membri della Congregazione delle cause dei santi, chiamati a esaminare la causa di beatificazione di Karol Wojtyla. E, tra le migliaia di pagine all’esame in Vaticano per proclamare beato Giovanni Paolo II, c’è anche il libro del vaticanista Andrea Tornielli. L’esito della riunione è stato positivo e i cardinali si sono espressi all’unanimità in favore della proclamazione dell’eroicità delle virtù del Pontefice polacco.

    da SiciliaInformazioni – Edizione del 22 novembre 2009

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