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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:03:04 +0000</pubDate>
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Le rivolte popolari in Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia, e quella studentesca a Pechino; la caduta del regime in Romania, la rivoluzione di velluto; Solidarnosc, Piazza Tienammen, la caduta del muro di Berlino.
Cronaca di un anno indimenticabile.
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<p>Le rivolte popolari in Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia, e quella studentesca a Pechino; la caduta del regime in Romania, la rivoluzione di velluto; Solidarnosc, Piazza Tienammen, la caduta del muro di Berlino.<br />
Cronaca di un anno indimenticabile.</p>
Posted in Diritti dell'uomo, Politica estera, Storia, Zibaldone Tagged: Alexander Platz, caduta del regime in Romania, Giampiero Tre Re, muro di Berlino, Piazza Tienammen, rivolta popolare in Cecoslovacchia, rivolta popolare in Polonia, rivolta popolare in Ungheria, rivolta studentesca a Pechino, rivoluzione di velluto, Solidarnosc <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/1729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/1729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/1729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/1729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/1729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/1729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/1729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/1729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/1729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/1729/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1729&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tutto ciò di cui viviamo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 23:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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COMMENTO AL VANGELO DOMENICALE
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Anno B, Tempo ordinario, XXXII domenica
1Re 17,10-16; Sal 145; Eb 9,24-28; Mc 12,38-44
Loda il Signore, anima mia.
 
Mc 12,38Diceva loro mentre insegnava: &#8220;Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, 39avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 40Divorano le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=839&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p style="text-align:center;"><span style="color:#993300;">COMMENTO AL VANGELO DOMENICALE</span></p>
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<p>Anno B, Tempo ordinario, XXXII domenica<br />
1Re 17,10-16; Sal 145; Eb 9,24-28; Mc 12,38-44<br />
<em>Loda il Signore, anima mia.<br />
</em> </p>
<p><em><sup>Mc 12,38</sup>Diceva loro mentre insegnava: &#8220;Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, <sup>39</sup>avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. <sup>40</sup>Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave&#8221;.<br />
<sup>41</sup>E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. <sup>42</sup>Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. <sup>43</sup>Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: &#8220;In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. <sup>44</sup>Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere&#8221;. </em></p>
<p>La scena si svolge nel Tempio, che è in qualche modo il vero protagonista di questa pagina. I capitoli 11 e 12 di Marco narrano gli ultimi giorni di Gesù, spesi ad insegnare nel Santuario di Gerusalemme. Gesù vi entra varie volte, nelle ore del mattino, e ne esce a sera, per recarsi nella vicina Betania, dove trascorre le notti (11,11.15.19.20.27). L’unità narrativa di 11,27-13,2, in particolare, raccoglie i fatti e i detti dell’ultima visita di Gesù al Tempio: dopo questo suo commento all’elemosina offerta dalla vedova a Dio, Gesù se ne va per non ritornarvi mai più. Marco sostiene, anzi, che Gesù si allontana per l’ultima volta dal Tempio profetizzandone addirittura la distruzione (13,2).<br />
L’evangelista sottolinea inoltre che quei discorsi, proprio per il luogo in cui furono pronunciati, nel  ebbero un particolare carattere di ufficialità (11,27s) e che in quell’occasione Gesù pronuncia anche il suo ultimo insegnamento pubblico, dopo il quale nessuno osa più interrogarlo (12,28-34) e quest’ultimo discorso non si conclude &#8211; fatto probabilmente unico in tutti i vangeli &#8211; con un vero e proprio <em>loghion</em> di Gesù, ma con quella che è forse la più lunga e articolata battuta che i vangeli attribuiscano ad un personaggio che non sia Gesù stesso. Questo personaggio, cui Gesù lascia la scena, è uno scriba che gli riconosce il titolo di Rabbi ed il tema dello scambio dialettico, ancora una volta, è il “cuore della legge”: la contrapposizione che Gesù instaura nei due quadri immediatamente successivi tra la categoria degli scribi (istruzione, ricchezza, autorevolezza, esposizione pubblica, visibilità) e la vedova (debolezza economica e scarsa considerazione sociale) non è necessariamente da intendere come un contrasto tra i rispettivi ruoli sociali, quanto piuttosto tra i tipi umani e spirituali che lo scriba e la vedova incarnano. Esattamente come l’omaggio dello scriba che rispose con saggezza, la bellezza del gesto della vedova, è decrittata da Gesù come un’onoranza funebre inconsapevolmente rivolta alla propria stessa persona e da lui elevata ad esempio, in contrasto con l’ammirazione rivolta dai discepoli all’appariscente eleganza dei paramenti liturgici degli uomini del Tempio e dell’apparato rituale ed alla costruita bellezza del tempio stesso.<br />
Nel Tempio si svolge insomma il giudizio finale, e qui Gesù agisce e parla da giudice escatologico. Nella visione biblica il giudizio è appunto “legare e sciogliere”: sciogliere, cioè “separare”, e “legare”, cioè radunare. Gesù giudica, discernendole, le due facce del “tempio”, dell’umanità che lo popola, degli atteggiamenti religiosi che ne giustificano la ragion d’essere: funzione politica e confidenza in Dio.  Nell’unica offerta senza riserve «di tutto ciò che si ha per vivere», il Cristo che si appresta alla croce individua l’atteggiamento religioso che ha scelto per sé e al tempo stesso la sentenza con cui Dio si appresta a rispondere.</p>
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		<title>Il giardino felice</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/10/famiglia-berlusconi-jpg.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1687" title="Famiglia Berlusconi" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/10/famiglia-berlusconi-jpg.jpg?w=600&#038;h=418" alt="Famiglia Berlusconi" width="600" height="418" /></a>E&#8217; l&#8217;Italia, secondo il nostro Premier. Il quale Silvio Berlusconi s&#8217;è spesso vantato dicendo che tutti gl&#8217;italiani vorrebbero essere come lui, ad onta del fatto che lui stesso pretende di essere diverso da tutti gli altri italiani. Il paradosso è già tutto nella linea degli avvocati che peroravano la causa del lodo (dolo) Alfano di fronte alla corte costituzionale: il Premier come «<em>primus super pares</em>». La Corte non ha forse risposto (com&#8217;era ovvio) che ciò contraddirebbe la legge (l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge) che è a fondamento  della legge stessa? Ma l&#8217;anomalia è logica prima che giuridica: un «<em>primus</em>» non può che essere «<em>inter pares</em>»; se questi pretende di essere «<em>super</em>» non si considera più «<em>primus</em>» bensì «<em>unicum</em>».</p>
<p>In pratica Berlusconi non vorrebbe cambiare la Costituzione: vi si vorrebbe sostituire. Vi si è già sostituito. Lui non si accontenta di governare questo Paese, lui vuole essere la Costituzione di questo Paese. Vuole che i suoi comportamenti pubblici e privati vengano imitati, presi a modello da ogni italiano, divengano costituzione vivente e vissuta da ogni italiano, perché tutti gli italiani siano di successo, ricchi e felici come lui è. Naturalmente tutto questo a condizione che egli sia appunto <em>unicum</em>. La diseguaglianza è necessaria ad alimentare il sogno, anzi ne è l&#8217;essenza stessa. La stessa Villa Certosa, questa specie di eden islamico abitato solo da Berlusconi e dalle donne che rappresentano il premio delle sue fatiche, non è la perfetta metafora dell&#8217;Italia che vorrebbe?</p>
<p>In questo paradosso di un popolo che si lascia guidare dall&#8217;uomo che esso invidia e da cui è disprezzato vi è il vero principio della decadenza di questo benedetto Paese. Nella pretesa del Cavaliere di essere <em>unicum super pares</em> in cui s&#8217;identifica un&#8217;intera nazione, il dramma di un intero popolo senza più identità.</p>
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		<title>Nostra mafia quotidiana</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2009/10/04/nostra-mafia-quotidiana/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 13:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#8220;Reverendo, ma questa mafia, alla fine, cos&#8217;è ?&#8221;, chiese il papa al segretario dell&#8217;arcivescovo di Palermo.
&#8220;La mafia è quella che non si vede e non si sente, ma chi è nato qui sa vederla ovunque&#8221;, rispose il giovane prete.
L&#8217;ospedale costruito come un castello di sabbia è mafia, e medici e pazienti lo sanno;
La dilapidazione delle risorse ambientali, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1655&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2009/10/04/nostra-mafia-quotidiana/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Kn7P-mlzaMI/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>&#8220;Reverendo, ma questa mafia, alla fine, cos&#8217;è ?&#8221;, chiese il papa al segretario dell&#8217;arcivescovo di Palermo.<br />
&#8220;La mafia è quella che non si vede e non si sente, ma chi è nato qui sa vederla ovunque&#8221;, rispose il giovane prete.<br />
L&#8217;ospedale costruito come un castello di sabbia è mafia, e medici e pazienti lo sanno;<br />
La dilapidazione delle risorse ambientali, i cassonetti traboccanti e l&#8217;immondizia sparsa per strada, la gestione illegale dei rifiuti è mafia, e chi paga l&#8217;apposita tassa ogni anno più alta lo sa;<br />
Il racket delle cooperative edilizie e il lavaggio di denaro sporco attraverso le sale gioco, il sistema degli appalti, i comitati d&#8217;affari, il voto di scambio è mafia, e chi ha dovuto ringraziare per avere come favore ciò che era già suo per diritto, lo sa;<br />
L&#8217;abusivismo in aree pericolose o protette, il furto e la gestione illegale delle acque, il dissesto idrogeologico di intere regioni, la predazione del territorio è mafia, e chi è rimasto imprigionato e ucciso da questo fango lo sapeva.<br />
Oggi ho sentito un prete predicare al cospetto del Sindaco di Palermo in occasione dell&#8217;inaugurazione della &#8220;Mostra della legalità&#8221; (!): &#8220;Preghiamo per le vittime della catastrofe naturale (sic!) che si è abbattuta sul messinese&#8221;. Ma forse chi ha parlato così era continentale, e dunque che questa non è affatto &#8220;natura&#8221;, bensì &#8220;mafia&#8221; e &#8220;politica&#8221;, lui non lo sa.</p>
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		<title>Ultima canzone per Puglisi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 19:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<title>Mai più la guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 23:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2009/09/01/mai-piu-la-guerra/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Hek6CssuN6I/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Col cerino in mano. L’autodistruzione umana e i paradossi dell’ambientalismo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 13:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli incendi estivi di boschi e macchie sono un problema ecologico? Per quanto ciò possa apparire paradossale, solitamente non vengono percepiti come tali nella considerazione della pubblica opinione, ma neppure nei media. Quando non provocano danni diretti alle persone o alla proprietà, tutt&#8217;al più se ne sottolineano le problematiche ambientalistiche, per esempio la distruzione di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1567&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/07/944-memic-net_crimson_by_affinityfx_311.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1569" title="pianeta in fiamme" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/07/944-memic-net_crimson_by_affinityfx_311.jpg?w=300&#038;h=246" alt="pianeta in fiamme" width="300" height="246" /></a>Gli incendi estivi di boschi e macchie sono un problema ecologico? Per quanto ciò possa apparire paradossale, solitamente non vengono percepiti come tali nella considerazione della pubblica opinione, ma neppure nei media. Quando non provocano danni diretti alle persone o alla proprietà, tutt&#8217;al più se ne sottolineano le problematiche ambientalistiche, per esempio la distruzione di particolari beni naturalistici o la massiccia emissione di c02 che essi provocano. Ma ambientalismo ed ecologia non sono la stessa cosa e, ammesso che si tratti di scienze, non rappresentano due diverse denominazioni della medesima disciplina. <span id="more-1567"></span>In poche parole, l&#8217;approccio ambientalista affronta separatamente i singoli aspetti giuridici, economici e scientifici del problema ambientale, ad esempio il trattamento dei rifiuti o appunto gli incendi estivi. Ma a differenza dell&#8217;approccio ambientalistico, l&#8217;ecologia si distingue per l’approccio globale al problema della crisi dell&#8217;ecosistema: da qui la sua tendenza a lanciare ponti tra scienze naturali, etica e la politica. Mentre l’ambientalismo considera le conseguenze sulla società e sui comportamenti umani di “fatti” che accadono nell’ambiente fisico in cui viviamo, l’ecologia considera più volentieri gli effetti dell’ambiente culturale, in cui si trova immersa ogni convivenza umana, sull’ecosistema. Un modo, se vogliamo, più “filosofico” di affrontare il problema. Ma quali sono gli effetti pratici, se ve ne sono, di questi due diversi punti di vista sul medesimo problema?</p>
<p>La conseguenza più vistosa, a parere di chi scrive, consiste nel fatto che l’approccio ambientalista produce paradossi a catena proprio sul piano dell’intervento politico sull’ambiente. Uno di questi paradossi dell’ambientalismo lo si vede nella tendenza a risolvere la crisi globale dell’ecosistema, provocata dallo sviluppo tecnologico… immettendovi altra tecnologia. Un altro esempio, forse più vicino al nostro punto di partenza, può essere il seguente: il movimento ambientalista nasce quando la natura selvaggia (cioè non antropizzata, <em>wilderness</em>) comincia ad essere considerata “valore”, vale a dire, in conformità al più classico dei concetti dell’economia classica, quando comincia a scarseggiare. Ove essa abbonda è piuttosto <em>res nullius</em>; bene senza valore o non valore <em>tout court</em>, laddove valore s’identifica con proprietà, e proprietà, secondo la celebre definizione del codice napoleonico è <em>jus uti et abuti</em>: diritto di usare e distruggere. Paradossalmente distruggere la natura selvaggia è valorizzarla. Attraverso la simbolica dell&#8217;abuso, la distruzione del patrimonio boschivo è una sua valorizzazione come appropriazione di una <em>res nullius</em>.</p>
<p>Una conseguenza concreta: la legge che impone agli enti locali l&#8217;istituzione del &#8220;catasto&#8221; degli incendi potrebbe non essere efficace anche se fosse applicata, in alcune regioni italiane in cui il principio del monopolio dello Stato sul controllo del territorio è debole per la presenza di poteri antagonisti di controllo del territorio stesso, come le organizzazioni mafiose.<br />
Si potrebbe obiettare che quest’analisi può forse spiegare alcuni atti incendiari, ma non tutti. Ove non vi sia l’implicazione di ecomafie, ad esempio, che ci guadagnerebbe l&#8217;incendiario dalla distruzione del patrimonio ambientale? Odio e vendetta, viene subito da rispondere. Il che, ancora una volta presuppone il valore nei termini di proprietà, e nella forma, anche se rovesciata, dell&#8217;<em>uti et abuti</em>: la crisi ecologica è al tempo stesso una crisi umanitaria, ed anche umanistica su scala planetaria. E&#8217; un esempio di un fenomeno già descritto in altre occasioni. Uno sviluppo civile ridotto alla sola dimensione dello sviluppo tecno-economico porta in sé una logica perversa di marginalità e subalternità che spinge i paesi emergenti a rincorrere l&#8217;Occidente su una via di sviluppo disintegrato dalla loro storia di relazioni socio-ecosistemiche. L&#8217;effetto sull&#8217;ecosistema è disastroso perché tecnologie obsolete e risorse ecologicamente sempre meno efficienti prolungano il loro ciclo di vita e i danni all&#8217;ambiente. Esattamente allo stesso modo l&#8217;incendiario espropria la collettività, ed anche se stesso, esprimendo contro di essa un proprio potere nella simbolica della distruzione. A ben guardare, come accade anche con l&#8217;accelerazione della crescita d&#8217;intensità ed estensione delle problematiche etiche, la crisi ecosistemica globale presenta riflessi epistemologici e linguistici, crisi di capacità espressiva e di provocare decisioni morali e politiche in determinati ambiti da parte dei linguaggi tradizionali. Proprio come quella cui assistiamo oggi nelle ricorrenti crisi ambientali.</p>
<p>Il perché dei paradossi dell’ambientalismo si deve cercare nella sua scarsa attitudine a interrogarsi sui concetti di cui fa uso, in particolare, come si è visto, del concetto di “valore” ambientalistico. Una vera soluzione di un problema apparentemente “chiaro” come quello degli incendi estivi dovrebbe dunque tenere conto di un autentico punto di vista ecologico: lo strutturarsi culturale della convivenza umana include sempre un’idea che un determinato gruppo umano si fa di sé e della propria posizione nell’ecosistema. Una vera soluzione non verrà mai raggiunta senza un profondo pentimento culturale.<br />
Ma, posta così, la distruzione di interi sistemi naturalistici offre finalmente lo spunto di una più generale riflessione sulla relazione intrinseca tra bene e valore, sulla preminenza del valore umano sulla proprietà, sul principio della destinazione universale dei beni della terra. In altre parole, riflettendo su concetti apparentemente distanti da una cultura ambientalistica puramente conservatrice e difensiva, concetti come comunicazione, relazioni umane, diritti. Una riflessione sull&#8217;autodistruttività umana di cui, per via del suo pragmatismo, la cultura ambientalista non sembra essere capace. Le ragioni andrebbero cercate nel ruolo giocato dai dinamismi trascendentali della personalizzazione nel fluido rapporto tra bene e valore, tra <em>distructio</em> e <em>distractio</em>: un essere tirati via da sé. Un delirio dal sentiero della personalizzazione, che lega l&#8217;identità di sé all&#8217;amore dell&#8217;altro per me. L&#8217;autodistruttività come negazione dell&#8217;esistenza della forma kenotica, cioè senza qualificazioni, dell&#8217;altro nella costruzione dell&#8217;identità.</p>
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		<title>L&#8217;agenda rossa</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 22:44:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io so cosa c&#8217;è nell&#8217;agenda rossa di Paolo Borsellino, quella di cui oggi tutti i giornali italiani parlano, quella misteriosamente sparita dalla scena libanese di via D&#8217;Amelio il 19 luglio 1992. Alla data 25 giugno, ad esempio, stava scritto: biblioteca comunale.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Io so cosa c&#8217;è nell&#8217;agenda rossa di Paolo Borsellino, quella di cui oggi tutti i giornali italiani parlano, quella misteriosamente sparita dalla scena libanese di via D&#8217;Amelio il 19 luglio 1992. Alla data 25 giugno, ad esempio, stava scritto: biblioteca comunale.<br />
C&#8217;ero anch&#8217;io tra il pubblico di cittadini, quella sera, nello splendido chiostro seicentesco di Casa Professa, ora biblioteca comunale di Palermo, quando Borsellino, in un silenzio surreale, cominciò lentamente dicendo di essere venuto per ascoltare e poi continuò affidando a quel suo ultimo discorso pubblico, a quel gruppo di concittadini il senso di una vita professionale, di un&#8217;esistenza umana. Con quella sua ruvida voce da fumatore, che mette persino nel suo vizio lo stesso accanimento con cui persegue tutto ciò che fa, parlò di Giovanni Falcone. Parlò di sé parlando dell&#8217;amico, della sua agenda, e raccontò esattamente ogni singola pagina della propria.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2009/07/18/lagenda-rossa/"><img src="http://img.youtube.com/vi/emY4SyyM6K8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>«Io sono venuto questa sera soprattutto per ascoltare. Purtroppo ragioni di lavoro mi hanno costretto ad arrivare in ritardo e forse mi costringeranno ad allontanarmi prima che questa riunione finisca. Sono venuto soprattutto per ascoltare perché ritengo che mai come in questo momento sia necessario che io ricordi a me stesso e ricordi a voi che sono un magistrato. <span id="more-1504"></span>E poiché sono un magistrato devo essere anche cosciente che il mio primo dovere non è quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze partecipando a convegni e dibattiti ma quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze nel mio lavoro. In questo momento inoltre, oltre che magistrato, io sono testimone. Sono testimone perché, avendo vissuto a lungo la mia esperienza di lavoro accanto a Giovanni Falcone, avendo raccolto, non voglio dire più di ogni altro, perché non voglio imbarcarmi in questa gara che purtroppo vedo fare in questi giorni per ristabilire chi era più amico di Giovanni Falcone, ma avendo raccolto comunque più o meno di altri, come amico di Giovanni Falcone, tante sue confidenze, prima di parlare in pubblico anche delle opinioni, anche delle convinzioni che io mi sono fatte raccogliendo tali confidenze, questi elementi che io porto dentro di me, debbo per prima cosa assemblarli e riferirli all&#8217;autorità giudiziaria, che è l&#8217;unica in grado di valutare quanto queste cose che io so possono essere utili alla ricostruzione dell&#8217;evento che ha posto fine alla vita di Giovanni Falcone, e che soprattutto, nell&#8217;immediatezza di questa tragedia, ha fatto pensare a me, e non soltanto a me, che era finita una parte della mia e della nostra vita.<br />
Quindi io questa sera debbo astenermi rigidamente &#8211; e mi dispiace, se deluderò qualcuno di voi &#8211; dal riferire circostanze che probabilmente molti di voi si aspettano che io riferisca, a cominciare da quelle che in questi giorni sono arrivate sui giornali e che riguardano i cosiddetti diari di Giovanni Falcone. <!--more-->Per prima cosa ne parlerò all&#8217;autorità giudiziaria, poi &#8211; se è il caso &#8211; ne parlerò in pubblico. Posso dire soltanto, e qui mi fermo affrontando l&#8217;argomento, e per evitare che si possano anche su questo punto innestare speculazioni fuorvianti, che questi appunti che sono stati pubblicati dalla stampa, sul &#8220;Sole 24 Ore&#8221; dalla giornalista &#8211; in questo momento non mi ricordo come si chiama&#8230; &#8211; Milella, li avevo letti in vita di Giovanni Falcone. Sono proprio appunti di Giovanni Falcone, perché non vorrei che su questo un giorno potessero essere avanzati dei dubbi.<br />
Ho letto giorni fa, ho ascoltato alla televisione &#8211; in questo momento i miei ricordi non sono precisi &#8211; un&#8217;affermazione di Antonino Caponnetto secondo cui Giovanni Falcone cominciò a morire nel gennaio del 1988. Io condivido questa affermazione di Caponnetto. Con questo non intendo dire che so il perché dell&#8217;evento criminoso avvenuto a fine maggio, per quanto io possa sapere qualche elemento che possa aiutare a ricostruirlo, e come ho detto ne riferirò all&#8217;autorità giudiziaria; non voglio dire che cominciò a morire nel gennaio del 1988 e che questo, questa strage del 1992, sia il naturale epilogo di questo processo di morte. Però quello che ha detto Antonino Caponnetto è vero, perché oggi che tutti ci rendiamo conto di quale è stata la statura di quest&#8217;uomo, ripercorrendo queste vicende della sua vita professionale, ci accorgiamo come in effetti il paese, lo Stato, la magistratura che forse ha più colpe di ogni altro, cominciò proprio a farlo morire il 1° gennaio del 1988, se non forse l&#8217;anno prima, in quella data che ha or ora ricordato Leoluca Orlando: cioè quell&#8217;articolo di Leonardo Sciascia sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; che bollava me come un professionista dell&#8217;antimafia, l&#8217;amico Orlando come professionista della politica, dell&#8217;antimafia nella politica. Ma nel gennaio del 1988, quando Falcone, solo per continuare il suo lavoro, il Consiglio superiore della magistratura con motivazioni risibili gli preferì il consigliere Antonino Meli. C&#8217;eravamo tutti resi conto che c&#8217;era questo pericolo e a lungo sperammo che Antonino Caponnetto potesse restare ancora a passare gli ultimi due anni della sua vita professionale a Palermo. Ma quest&#8217;uomo, Caponnetto, il quale rischiava, perché anziano, perché conduceva una vita sicuramente non sopportabile da nessuno già da anni, il quale rischiava di morire a Palermo, temevamo che non avrebbe superato lo stress fisico cui da anni si sottoponeva. E a un certo punto fummo noi stessi, Falcone in testa, pure estremamente convinti del pericolo che si correva così convincendolo, lo convincemmo riottoso, molto riottoso, ad allontanarsi da Palermo. Si aprì la corsa alla successione all&#8217;ufficio istruzione al tribunale di Palermo. Falcone concorse, qualche Giuda si impegnò subito a prenderlo in giro, e il giorno del mio compleanno il Consiglio superiore della magistratura ci fece questo regalo: preferì Antonino Meli.<br />
Giovanni Falcone, dimostrando l&#8217;altissimo senso delle istituzioni che egli aveva e la sua volontà di continuare comunque a fare il lavoro che aveva inventato e nel quale ci aveva tutti trascinato, cominciò a lavorare con Antonino Meli nella convinzione che, nonostante lo schiaffo datogli dal Consiglio superiore della magistratura, egli avrebbe potuto continuare il suo lavoro. E continuò a crederlo nonostante io, che ormai mi trovavo in un osservatorio abbastanza privilegiato, perché ero stato trasferito a Marsala e quindi guardavo abbastanza dall&#8217;esterno questa situazione, mi fossi reso conto subito che nel volgere di pochi mesi Giovanni Falcone sarebbe stato distrutto. E ciò che più mi addolorava era il fatto che Giovanni Falcone sarebbe allora morto professionalmente nel silenzio e senza che nessuno se ne accorgesse. Questa fu la ragione per cui io, nel corso della presentazione del libro La mafia d&#8217;Agrigento, denunciai quello che stava accadendo a Palermo con un intervento che venne subito commentato da Leoluca Orlando, allora presente, dicendo che quella sera l&#8217;aria ci stava pesando addosso per quello che era stato detto. Leoluca Orlando ha ricordato cosa avvenne subito dopo: per aver denunciato questa verità io rischiai conseguenze professionali gravissime, ma quel che è peggio il Consiglio superiore immediatamente scoprì quale era il suo vero obiettivo: proprio approfittando del problema che io avevo sollevato, doveva essere eliminato al più presto Giovanni Falcone. E forse questo io lo avevo pure messo nel conto perché ero convinto che lo avrebbero eliminato comunque; almeno, dissi, se deve essere eliminato, l&#8217;opinione pubblica lo deve sapere, lo deve conoscere, il pool antimafia deve morire davanti a tutti, non deve morire in silenzio.<br />
L&#8217;opinione pubblica fece il miracolo, perché ricordo quella caldissima estate dell&#8217;agosto 1988, l&#8217;opinione pubblica si mobilitò e costrinse il Consiglio superiore della magistratura a rimangiarsi in parte la sua precedente decisione dei primi di agosto, tant&#8217;è che il 15 settembre, se pur zoppicante, il pool antimafia fu rimesso in piedi. La protervia del consigliere istruttore, l&#8217;intervento nefasto della Cassazione cominciato allora e continuato fino a ieri (perché, nonostante quello che è successo in Sicilia, la Corte di cassazione continua sostanzialmente ad affermare che la mafia non esiste) continuarono a fare morire Giovanni Falcone. E Giovanni Falcone, uomo che sentì sempre di essere uomo delle istituzioni, con un profondissimo senso dello Stato, nonostante questo, continuò incessantemente a lavorare. Approdò alla procura della Repubblica di Palermo dove, a un certo punto ritenne, e le motivazioni le riservo a quella parte di espressione delle mie convinzioni che deve in questo momento essere indirizzata verso altri ascoltatori, ritenne a un certo momento di non poter più continuare ad operare al meglio. Giovanni Falcone è andato al ministero di Grazia e Giustizia, e questo lo posso dire sì prima di essere ascoltato dal giudice, non perché aspirasse a trovarsi a Roma in un posto privilegiato, non perché si era innamorato dei socialisti, non perché si era innamorato di Claudio Martelli, ma perché a un certo punto della sua vita ritenne, da uomo delle istituzioni, di poter continuare a svolgere a Roma un ruolo importante e nelle sue convinzioni decisivo, con riferimento alla lotta alla criminalità mafiosa. Dopo aver appreso dalla radio della sua nomina a Roma (in quei tempi ci vedevamo un po&#8217; più raramente perché io ero molto impegnato professionalmente a Marsala e venivo raramente a Palermo), una volta Giovanni Falcone alla presenza del collega Leonardo Guarnotta e di Ayala tirò fuori, non so come si chiama, l&#8217;ordinamento interno del ministero di Grazia e Giustizia, e scorrendo i singoli punti di non so quale articolo di questo ordinamento cominciò fin da allora, fin dal primo giorno, cominciò ad illustrare quel che lì egli poteva fare e che riteneva di poter fare per la lotta alla criminalità mafiosa.<br />
Certo anch&#8217;io talvolta ho assistito con un certo disagio a quella che è la vita, o alcune manifestazioni della vita e dell&#8217;attività di un magistrato improvvisamente sbalzato in una struttura gerarchica diversa da quelle che sono le strutture, anch&#8217;esse gerarchiche ma in altro senso, previste dall&#8217;ordinamento giudiziario. Si trattava di un lavoro nuovo, di una situazione nuova, di vicinanze nuove, ma Giovanni Falcone è andato lì solo per questo. Con la mente a Palermo, perché sin dal primo momento mi illustrò quello che riteneva di poter e di voler fare lui per Palermo. E in fin dei conti, se vogliamo fare un bilancio di questa sua permanenza al ministero di Grazia e Giustizia, il bilancio anche se contestato, anche se criticato, è un bilancio che riguarda soprattutto la creazione di strutture che, a torto o a ragione, lui pensava che potessero funzionare specialmente con riferimento alla lotta alla criminalità organizzata e al lavoro che aveva fatto a Palermo. Cercò di ricreare in campo nazionale e con leggi dello Stato quelle esperienze del pool antimafia che erano nate artigianalmente senza che la legge le prevedesse e senza che la legge, anche nei momenti di maggiore successo, le sostenesse. Questo, a torto o a ragione, ma comunque sicuramente nei suoi intenti, era la superprocura, sulla quale anch&#8217;io ho espresso nell&#8217;immediatezza delle perplessità, firmando la lettera sostanzialmente critica sulla superprocura predisposta dal collega Marcello Maddalena, ma mai neanche un istante ho dubitato che questo strumento sulla cui creazione Giovanni Falcone aveva lavorato servisse nei suoi intenti, nelle sue idee, a torto o a ragione, per ritornare, soprattutto, per consentirgli di ritornare a fare il magistrato, come egli voleva. Il suo intento era questo e l&#8217;organizzazione mafiosa &#8211; non voglio esprimere opinioni circa il fatto se si è trattato di mafia e soltanto di mafia, ma di mafia si è trattato comunque &#8211; e l&#8217;organizzazione mafiosa, quando ha preparato ed attuato l&#8217;attentato del 23 maggio, l&#8217;ha preparato ed attuato proprio nel momento in cui, a mio parere, si erano concretizzate tutte le condizioni perché Giovanni Falcone, nonostante la violenta opposizione di buona parte del Consiglio superiore della magistratura, era ormai a un passo, secondo le notizie che io conoscevo, che gli avevo comunicato e che egli sapeva e che ritengo fossero conosciute anche al di fuori del Consiglio, al di fuori del Palazzo, dico, era ormai a un passo dal diventare il direttore nazionale antimafia.<br />
Ecco perché, forse, ripensandoci, quando Caponnetto dice cominciò a morire nel gennaio del 1988 aveva proprio ragione anche con riferimento all&#8217;esito di questa lotta che egli fece soprattutto per potere continuare a lavorare. Poi possono essere avanzate tutte le critiche, se avanzate in buona fede e se avanzate riconoscendo questo intento di Giovanni Falcone, si può anche dire che si prestò alla creazione di uno strumento che poteva mettere in pericolo l&#8217;indipendenza della magistratura, si può anche dire che per creare questo strumento egli si avvicinò troppo al potere politico, ma quello che non si può contestare è che Giovanni Falcone in questa sua breve, brevissima esperienza ministeriale lavorò soprattutto per potere al più presto tornare a fare il magistrato. Ed è questo che gli è stato impedito, perché è questo che faceva paura».</p>
<p style="text-align:right;">Paolo Borsellino, 25 giugno 1992</p>
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		<title>Lettera al Presidente della Repubblica</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2009/07/14/lettera-al-presidente-della-repubblica/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 22:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiare Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[legge 2 luglio 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[reato di immigrazione clandestina]]></category>
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		<description><![CDATA[Ill.mo Presidente della Repubblica
Onorevole Giorgio Napolitano,
Consenta anche a me di chiederLe, in virtù del potere attribuitoLe
dall&#8217;art. 74, comma 1, della Costituzione (&#8220;Il Presidente della Repubblica,
prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere
chiedere una nuova deliberazione&#8221;), di non promulgare il testo di legge
deliberato in via definitiva dal Senato il 2 luglio 2009, noto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1483&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ill.mo Presidente della Repubblica</p>
<p>Onorevole Giorgio Napolitano,</p>
<p>Consenta anche a me di chiederLe, in virtù del potere attribuitoLe<br />
dall&#8217;art. 74, comma 1, della Costituzione (&#8220;Il Presidente della Repubblica,<br />
prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere<br />
chiedere una nuova deliberazione&#8221;), di non promulgare il testo di legge<br />
deliberato in via definitiva dal Senato il 2 luglio 2009, noto come<br />
&#8220;pacchetto sicurezza&#8221;, in quanto recante norme incostituzionali<br />
e in palese violazione di fondamentali diritti umani e di rinviarlo alle Camere con<br />
messaggio motivato, affinché esso sia modificato conformemente al dettato<br />
della Costituzione della Repubblica Italiana, alle norme di diritto<br />
internazionale recepite nel nostro ordinamento e ai principi della civiltà<br />
giuridica.</p>
<p>Con Osservanza,</p>
Posted in Chiare Lettere, Diritti dell'uomo, Politica estera, Politica italiana, Zibaldone Tagged: Angelino Alfano, Giorgio Napolitano, legge 2 luglio 2009, pacchetto sicurezza, reato di immigrazione clandestina, Roberto Maroni <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/1483/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1483&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Risus abundat</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2009/06/15/risus-abundat/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 17:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiare Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache palermitane]]></category>
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		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale di Palermo occupata da senzatetto]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Cammarata]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza rifiuti a Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Signor Diego Cammarata, Sindaco di Palermo,
Qualche tempo fa le chiesi dalle colonne di questo blog di rendere trasparenti le sue spese della sua ultima campagna elettorale a sindaco, quella in cui la sua faccia appariva, col suo ormai celebre sorriso, accanto a frasi del tipo: &#8220;Palermo, la città più glamour d&#8217;Europa&#8221;; &#8220;Palermo, la città [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=613&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_1119" class="wp-caption alignleft" style="width: 282px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/banzai.jpg"><img class="size-full wp-image-1119" title="banzai" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/banzai.jpg?w=272&#038;h=335" alt="Il re leone" width="272" height="335" /></a><p class="wp-caption-text">Banzai, la iena ridens stupida del film: Il re leone</p></div>
<p>Gentile Signor Diego Cammarata, Sindaco di Palermo,</p>
<p>Qualche tempo fa le chiesi dalle colonne di questo blog di rendere trasparenti le sue spese della sua ultima campagna elettorale a sindaco, quella in cui la sua faccia appariva, col suo ormai celebre sorriso, accanto a frasi del tipo: &#8220;Palermo, la città più glamour d&#8217;Europa&#8221;; &#8220;Palermo, la città più vivibile del mondo&#8221;. Ora, forse non ricordo bene e onestamente non saprei più dire se sto esagerando io adesso o lei allora&#8230;<span id="more-613"></span></p>
<p>Nel corso di un suo recente intervento lei ha dichiarato: «Chi vuol bene alla città, sarà mio amico; chi rema contro alla città, anche dentro al mio partito o alla mia giunta, sarà contro di me» (Intervista rilasciata al TgR Sicilia).<br />
Complimenti, davvero, per il piglio severo che aveva in TV. Immagino lo sgomento in preda al quale sono caduti i suoi amici/avversari all&#8217;udire queste parole. Suppongo che il suo riferimento immediato sia chiaramente quello legato alla munnizza, cioè allo scontro consumatosi sull&#8217;emergenza rifiuti all&#8217;interno della maggioranza del Palazzo di Città. Lei qui minaccia i ribelli, che si sono opposti all&#8217;ennesimo aumento della tassa sull&#8217;immondizia, da lei fortemente voluto per contrastare la crisi. Da semplice elettore non saprei cosa pensare circa l&#8217;espressione &#8220;voler bene alla città&#8221;. Probabilmente lei ha voluto lanciare l&#8217;accusa di demagogia a chi, nel suo stesso partito, teme che l&#8217;aumento della tassa sull&#8217;immondizia possa provocare un&#8217;emorragia di voti. D&#8217;altra parte, però, non si può non osservare che l&#8217;emergenza rifiuti è solo uno dei tanti risultati della manifesta incapacità della sua giunta, signor Sindaco, di prendere qualsiasi decisione quando, finite le campagne elettorali e spenti i riflettori, si tratta di lavorare all&#8217;amministrazione della città.<br />
Il suo intervento si concludeva con una speranzosa invocazione al Governo Centrale per ottenere la stessa grazia impetrata dal suo omologo catanese, sotto forma di una pioggia di milioni. Spero sinceramente per lei (e anche per me &#8211; lo confesso &#8211; in quanto palermitano) che il Premier non le opponga un&#8230; rifiuto. Ma, mi domando, quando questi soldi (se mai arriveranno) saranno finiti non per risanare ma per tappare la spesa corrente e tutte le falle della cattiva gestione dell&#8217;Amia, con quale denaro si risolveranno i problemi strutturali? Dove si scaricherà l&#8217;immondizia visto che la discarica di Bellolampo è ormai satura? Dove sono gli impianti, la raccolta differenziata, le politiche ambientali?<br />
Comunque &#8211; per tornare alla domanda di cui all&#8217;inizio &#8211; naturalmente lei non mi rispose. Non che non me l&#8217;aspettassi: tutti i palermitani, infatti, sanno che lei è impegnatissimo.<br />
Se torno a scriverle, questa volta, non è per farle domande impertinenti, ma per manifestarle tutto l&#8217;apprezzamento di un suo concittadino per la fermezza e coerenza della sua azione politica. Non sono affatto sarcastico &#8211; mi dispiacerebbe apparirlo &#8211; se dico che una medesima linea politica è riscontrabile nel suo modo di risolvere, per dire, l&#8217;emergenza rifiuti e la questione sollevata a suo tempo dai senzatetto ospiti nella Chiesa Madre di Palermo. Anche questi ultimi, indecoroso spettacolo agli occhi dei cittadini e dei turisti, esattamente come la munnizza ammonticchiata per le strade cittadine, hanno rappresentato un problema brillantemente risolto secondo il suo stile ormai ben noto: spazzandoli sotto il tappeto. O genialità del paradosso; quale sublime analogia del parallelismo antitipico! I problemi ci sono, ma non sembra, mentre lei appare di continuo, ma non c&#8217;è!</p>
<p>Nel suo caso, infatti, caro Sindaco, sebbene lei sia stato assente ovunque tranne che davanti alle telecamere e sui campi del tennis club, non è possibile spendere neppure l&#8217;onorevole parola &#8220;fallimento&#8221;, per gli stessi motivi per cui non si può neppure chiederle di farsi da parte, scomparire, dimettersi; perché lei è già dimissionario. Dalle sue responsabilità politiche.</p>
<p>Mi perdoni la franchezza e la prego di credermi sinceramente suo:</p>
<p>Giampiero Tre Re</p>
Posted in Antropologia, Chiare Lettere, Cronache palermitane, Diritti dell'uomo, Zibaldone Tagged: Cattedrale di Palermo occupata da senzatetto, Diego Cammarata, emergenza rifiuti a Palermo <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/613/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=613&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Munnizza &#8216;ncapu munnizza</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 16:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si profila a Palermo una nuova emergenza ambientale, come a Napoli lo scorso anno.
Già atteso per il Luglio 2008, il crac dell&#8217;Amia di Palermo, l&#8217;azienda municipalizzata per la gestione della viabilità e l&#8217;igiene ambientale, si ripresenta puntualmente con l&#8217;inizio della calda stagione. Intanto, tra la giunta del sindaco Diego Cammarata e il consiglio comunale si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1408&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_1431" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/cenciaioli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1431" title="cenciaioli" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/cenciaioli.jpg?w=300&#038;h=201" alt="Palermo - Cenciaioli al lavoro in discarica - Archivio storico Amia" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Palermo - Cenciaioli al lavoro in discarica - Archivio storico Amia</p></div>
<p>Si profila a Palermo una nuova emergenza ambientale, come a Napoli lo scorso anno.<br />
Già atteso per il Luglio 2008, il crac dell&#8217;<a href="http://www.amianet.it/">Amia</a> di Palermo, l&#8217;azienda municipalizzata per la gestione della viabilità e l&#8217;igiene ambientale, si ripresenta puntualmente con l&#8217;inizio della calda stagione. Intanto, tra la giunta del sindaco Diego Cammarata e il consiglio comunale si consuma all&#8217;interno della maggioranza una lotta di tutti contro tutti per riuscire nella quadratura del cerchio; una lotta che comuncia a coinvolgere la Regione e perfino il governo centrale: salvare l&#8217;Azienda e i suoi posti di lavoro e di consenso con un consistente aumento della tassa sui rifiuti o, in vista delle imminenti tornate elettorali, evitare di irritare i cittadini mettendo loro, come si dice, le mani in tasca?<br />
Magari con uno spettacolare super regalo da Roma, a suon di milioni di euro (sembra ne occorrano 150-170 solo per sanare il disavanzo dell&#8217;Amia), come quello elargito lo scorso anno al sindaco forzista di Catania, Scapagnini?<br />
Staremo a vedere. Intanto&#8230;<span id="more-1408"></span></p>
<div id="attachment_1409" class="wp-caption alignright" style="width: 610px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/munnizza-4-giorno.jpg"><img class="size-full wp-image-1409" title="Munnizza 4 giorno" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/munnizza-4-giorno.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Palermo, via Bernabei - quarto giorno di sciopero dell'Amia" width="600" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">Palermo, via Bernabei - quarto giorno di sciopero dell&#39;Amia</p></div>
<div class="mceTemp">Ecco come si prentava via Bernabei ieri, 30 maggio, e la stessa via stamattina (sotto, a destra). Durante la notte cassonetti e i rifiuti sono stati bruciati, mentre altri rifiuti si sono immediatamente accumulati. C&#8217;è di strano che andando in giro per la città si vedono cumuli d&#8217;immondizia ma anche cassonetti vuoti. Forse il servizio viene svolto a scacchiera, per risparmiare risorse? Di seguito altra immondizia in via Malaspina, poco distante da via Bernabei e in via Umberto Giordano.</div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_1427" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/bernabei-5-giorno.jpg"><img class="size-medium wp-image-1427" title="Bernabei 5 giorno" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/bernabei-5-giorno.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Palermo, via Bernabei - 5 giorno di sciopero Amia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Palermo, via Bernabei - 5 giorno di sciopero Amia</p></div>
<div id="attachment_1428" class="wp-caption alignright" style="width: 610px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/via-malaspina-5-giorno.jpg"><img class="size-full wp-image-1428" title="via Malaspina 5 giorno" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/via-malaspina-5-giorno.jpg?w=600&#038;h=450" alt="Palermo, Malaspina, 5 giorno di sciopero Amia" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Palermo, Malaspina, 5 giorno di sciopero Amia</p></div>
<div id="attachment_1429" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/via-u-giordano-5-giorno.jpg"><img class="size-medium wp-image-1429" title="via U giordano 5 giorno" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/via-u-giordano-5-giorno.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Palermo, Via Umberto Giordano - 5 giorno di sciopero Amia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Palermo, Via Umberto Giordano - 5 giorno di sciopero Amia</p></div>
</div>
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		<title>Un Paese per vecchi</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 00:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
«Non temo Berlusconi in sé,
temo Berlusconi in me»
(Giorgio Gaber)
Perché gl&#8217;italiani da quindici anni votano soprattutto Berlusconi? Perché il nostro è un Paese vecchio. La popolazione invecchia. I giovani abitano con i vecchi fino a tarda età. Il vecchio convive col vecchio. Il vetusto con l&#8217;arcaico. Sono vecchi gli uomini politici; l&#8217;età media del governo, all&#8217;atto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1386&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/bardem.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1404" title="Bardem" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/05/bardem.jpg?w=418&#038;h=314" alt="Bardem" width="418" height="314" /></a></p>
<p>«Non temo Berlusconi in sé,<br />
temo Berlusconi in me»<br />
(Giorgio Gaber)</p>
<p>Perché gl&#8217;italiani da quindici anni votano soprattutto Berlusconi? Perché il nostro è un Paese vecchio. La popolazione invecchia. I giovani abitano con i vecchi fino a tarda età. Il vecchio convive col vecchio. Il vetusto con l&#8217;arcaico. Sono vecchi gli uomini politici; l&#8217;età media del governo, all&#8217;atto dell&#8217;insediamento, era di 50; ma ancora più alta l&#8217;età media in Parlamento: 54 anni (contro i 42,5 anni della popolazione italiana, che pure è seconda al mondo solo a quella del Giappone, di un anno più vecchia). <span id="more-1386"></span>La Costituzione italiana è tutt&#8217;ora più giovane di buona parte dei nostri parlamentari. Anche i pochi uomini politici &#8220;giovani&#8221; (under 40), sembrano già vecchi, perché è vecchia la politica. L&#8217;economia italiana? Vecchia. L&#8217;età media dei top-manager italiani è di 58 anni (56 negli USA). La metà dei quaranta top-manager italiani ha più di 60 anni. Ma nelle attività produttive meglio che altrove è smentito il detto che la vecchiaia è innocua. L&#8217;obsolescenza di impianti e attrezzature rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio negli incidenti sul lavoro, per i quali l&#8217;Italia è tristemente in testa a tutte le classifiche.<br />
Le nostre scuole sono vecchie, crollano. Età media degli edifici scolastici, al nord come al centro e al sud: 70 anni. Gli ospedali appena compiuti sono già vecchi, infatti crollano pure questi, quasi subito. La ricerca è vecchia, l&#8217;università è vecchia: in Italia ci si laurea, in media a 27-28 anni. L&#8217;età media dei docenti universitari italiani? 51 anni, la più alta d&#8217;Europa. I programmi televisivi sono vecchi e per vecchi. La sigla di Porta a Porta, per dire, la trasmissione di Bruno Vespa (65), suona dal 22 gennaio 1996, ed ha finora realizzato circa 1550 puntate, per un totale di oltre 2840 ore di trasmissione. La satira politica è vecchia. Le battute dei politici sono vecchie e anche quelle sui politici. Persino gli scandali, in Italia, sono roba per vecchi nevrotici ossessionati da una falsa immagine di sé.<br />
In altre occasioni ho tuttavia affermato che la vecchiezza del nostro sistema non è in sé un male; che, per dirne una, Mussolini fu, a soli 39 anni, il più giovane primo ministro italiano di tutti i tempi, mentre Berlusconi iniziò la sua carriera politica a ben 58 anni, più o meno la stessa età in cui l&#8217;altro la concludeva. La vecchiaia, insomma, può stoicamente esser vista come un sistema di autoregolazione intrinseco all&#8217;ordine naturale delle cose&#8230;<br />
Il sospetto è, però, che tutta questa obsolescenza celi una scarsa attitudine alla meritocrazia nella selezione delle classi dirigenti, ma soprattutto un basso grado di mobilità sociale, e dunque di uguaglianza sostanziale.<br />
Gl&#8217;italiani votano Berlusconi perché si rispecchiano in uno di loro. Perché Berlusconi è uno di noi, povero vecchio!</p>
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		<title>Ricordo del 25 maggio 1992</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 23:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
I mafiosi non sono cristiani
Un fatto di cronaca come la strage di Capaci, nonostante si presti ad una interpretazione su più livelli, viene solitamente affrontato sotto il profilo politico-giuridico. Credo possa risultare utile se cerco di abbozzare, sforzandomi di non uscire troppo dalle mie competenze etico-teologiche, qualche considerazione su questo episodio da punti di vista [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=189&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2009/05/23/189/"><img src="http://img.youtube.com/vi/mtzTlTqVkiY/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>I mafiosi non sono cristiani</strong></p>
<p>Un fatto di cronaca come la strage di Capaci, nonostante si presti ad una interpretazione su più livelli, viene solitamente affrontato sotto il profilo politico-giuridico. Credo possa risultare utile se cerco di abbozzare, sforzandomi di non uscire troppo dalle mie competenze etico-teologiche, qualche considerazione su questo episodio da punti di vista forse meno usuali. Guardare il fenomeno da diverse prospettive può aiutarci a razionalizzare (sarebbe assai utile, ad esempio, l&#8217;approccio quantitativo al fenomeno mafioso, cosa che è stata fatta solo in un ristrettissimo numero di studi) e a contrastare quindi la tendenza giornalistica a una lettura mitologica dell&#8217;emergenza mafiosa, che finisce per alimentare nell&#8217;opinione pubblica l&#8217;epos popolare di una mafia quasi circonfusa di un&#8217;aura leggendaria.<span id="more-189"></span></p>
<p align="center">***</p>
<p>Ci si è domandato con insistenza se il delitto Falcone sia da riportare all&#8217;attività precedente del giudice o se piuttosto fosse da riferire ad impegni che egli stava per assumersi.<br />
Nella logica perversa della mentalità mafiosa l&#8217;assassinio di Falcone, anche ammesso che egli non si trovasse più davvero in prima linea, avrebbe comunque un senso, per quella che potremmo chiamare la simbolica dell&#8217;atto mafioso. La differenza specifica che distingue il delitto mafioso dalla delinquenza comune è che la mafia, oltre al disegno criminale di immediata utilità, persegue anche scopi per così dire &#8220;didattici&#8221;. Il crimine di mafia è sempre anche un segnale, un messaggio, un gesto dimostrativo. La mafia, diceva Falcone, è passata dal kalashnikov al tritolo per superare le misure di più accorta autodifesa dei giudici attuate a partire dall&#8217;assassinio di Rocco Chinnici. Ciò resterebbe affermazione tutto sommato scontata se non sottintendesse qualcos&#8217;altro. E&#8217; chiaro che non si usa il bazooka lì dove basta la P38, ma con questo aberrante salto di qualità la mafia intende dimostrare di poter colpire dove, quando e chi vuole, qualsiasi cosa si faccia per cercare di impedirlo. Così la strage di Capaci è una esibizione di forza, certo, per l&#8217;ostentata efficienza nella capacità organizzativa, nel controllo del territorio, nel dispiego di mezzi e nell&#8217;investimento di intelligenze allo scopo di programmare e attuare la violenza; ma soprattutto un&#8217;affermazione di potere per il fatto che lascia intravvedere, solo per un attimo, l&#8217;esistenza di una vasta strategia politica alternativa al potere legale. La simbolica dell&#8217;atto mafioso è dunque una simbolica del potere, che attraverso l&#8217;eliminazione fisica di alcuni vuole rappresentare la volontà di annientamento morale di tutti. E&#8217; un potere che per legittimarsi ha bisogno di distruggere le basi stesse della legalità. E&#8217; un potere che per reggersi ha bisogno di convincerci della irrilevanza della nostra dignità. Per questo esprime i suoi feroci moniti con l&#8217;arcaico linguaggio, comprensibile a tutti, del sangue, della vita e della morte.</p>
<p align="center">* * *</p>
<p>C&#8217;è un filo rosso tra la debolezza mostrata dal sistema nei giorni immediatamente precedenti l&#8217;attentato a Falcone e l&#8217;attentato stesso? Io sono tra quelli che pensano di sì, sia perché la simbolica dell&#8217;atto mafioso esige che ogni cosa vada fatta a tempo e luogo opportuno; ma anche perché per colpire tanto in alto non basta la volontà criminale, determinata quanto si vuole: occorrono condizioni politiche che lo consentano. Pesa sullo Stato, e specialmente nel nostro Meridione, una sorta di eredità borbonica nella concezione del potere legittimo, un potere ridotto a un clone, fine a sé stesso, legittimato sulla base della pura e semplice salvaguardia della propria continuità. Un potere che si regge sulla tecnica del non-fare, del lasciar correre, del non governo. Il potere legittimo si è così a poco a poco trasformato in un guscio vuoto. Tutto preoccupato di questioni curiali, rinchiuso nel palazzo, impegnato in una politica limitata alla lotta per la spartizione di un certo numero di poltrone, lo Stato ha abbandona il paese reale al potere, ahimé, reale della criminalità organizzata. Per queste stesse ragioni, la mafia non si limita a riempire i vuoti lasciati nel paese reale per l&#8217;assenteismo e l&#8217;immobilità dello Stato, ma stabilisce con una parte di esso un rapporto di simbiosi: garantisce consenso in cambio di impunità.<br />
Pertanto non servono leggi speciali, non basta accrescere la capacità repressiva dello Stato. E&#8217; più urgente riempire di contenuti il confronto politico: rinforzare la presenza dello Stato nel territorio, migliorare i servizi, applicare la legge.</p>
<p align="center">* * *</p>
<p>Che cosa possono fare i cittadini di fronte all&#8217;offensiva della mafia? Il discorso qui si sposta sempre più in un campo che fa da ponte tra politica ed etica. Oggi non basta più «opporre la propria personale giustizia all&#8217;ingiustizia di molti» come ebbe a dire una volta il Cardinale Pappalardo. Occorre superare la sterile indignazione individualistica; bisogna dare corpo politico alla rivolta morale, tradurla in una prassi di liberazione. Gli strumenti sono quelli della lotta democratica: la cultura, la scuola, la pubblica opinione, i media, il voto. Partecipare.<br />
I politici facciano la loro parte. Se intendono rendere credibili le loro proteste di voler moralizzare la vita pubblica, rinunzino a certi ambigui sostegni e al consenso inquinato, denunzino al parlamento tutte le collusioni di cui sono sono a conoscenza al di là delle logiche di partito e di appartenenza ideologica, rinunzino all&#8217;immunità parlamentare e prendano le distanze da certi squallidi ed eternamente impuniti cialtroni.</p>
<p align="center">* * *</p>
<p>Falcone sosteneva, con una espressione dalle risonanze quasi bibliche, che «la mafia è un fatto umano e, come tutti i fatti umani, ha avuto un inizio e avrà un termine»; («i giorni dell&#8217;uomo sono come l&#8217;erba -dice il salmista- al mattino fiorisce, germoglia; alla sera è falciata, dissecca»).<br />
Non mi piace la metafora della &#8220;piovra&#8221; e neppure quella della &#8220;pantera&#8221; per denotare la mafia, perché nell&#8217;immaginario collettivo suscitano il fantasma di un potere occulto non solo pervasivo ma anche invincibile. Ma le facce mafiose dietro le sbarre del maxiprocesso mostravano il ghigno cinico della iena o l&#8217;aria bovina di chi è abituato da sempre a non discutere gli ordini.<br />
La mafia è forte, perché ha mezzi, ma è anche debole, perché non ha dignità. Rosaria Schifani, vedova, di anni 22, ha dimostrato come si può battere la mafia dieci, cento, mille volte su questo terreno.<br />
Ho visto una città dignitosa e signorile rendere omaggio a tutti gli Uccisi dalla mafia. Palermo ha dato di sé un&#8217;immagine non meno nobile di quella offerta da Bologna o Milano in circostanze simili. Mi fai tenerezza, città mia di crocifissi e addolorate.<br />
Mentre scrivo queste note, Scalfaro è qui a Palermo per i funerali degli uomini della scorta di Borsellino. «&#8230;Ognuno avrà il diritto di esigere da me -lo ha detto lei, signor Presidente- che io sia il supremo garante della giustizia&#8230;». Signor Presidente, si ricordi di essere stato eletto il giorno in cui Palermo gridava: «giustizia, giustizia».<br />
Buon lavoro, signor Presidente.</p>
<p align="right">21 luglio 1992</p>
<p align="left"> </p>
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		<title>Il ritratto di Dorian Gray</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 23:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[tutta la verità su Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutta la verità su Silvio

Il Cavaliere si rifiuta di rispondere alle domande di Repubblica, l&#8217;ultima delle quali concerne il suo stato di salute. Ma quale sarebbe l&#8217;aspetto del Presidente del Consiglio senza trapianti, coloriture, restauri e tagliandi? Ci siamo avvalsi del prezioso aiuto di un giovane grafico, Davide Agnello, per azzardare, come nella celebre opera [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1378&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Il Cavaliere si rifiuta di rispondere alle domande di Repubblica, l&#8217;ultima delle quali concerne il suo stato di salute. Ma quale sarebbe l&#8217;aspetto del Presidente del Consiglio senza trapianti, coloriture, restauri e tagliandi? Ci siamo avvalsi del prezioso aiuto di un giovane grafico, Davide Agnello, per azzardare, come nella celebre opera di Oscar Wilde, una nostra fantasiosa ipotesi in proposito. Si ricorderà, però, come nella finzione letteraria si trasferissero sulla tela del magico ritratto le brutture morali del protagonista, che così appariva tanto più esteticamente piacevole e seducente quanto più avanzava la sua decadenza interiore. Ma nel caso dell&#8217;illustre protagonista delle cronache italiane qui raffigurato, trattandosi del foro interno della di lui coscienza, e sentendoci noi vincolati al comandamento di non giudicare, non vogliamo sottintendere alcuna valutazione morale quando poniamo l’analogia tra la metafora di Wilde e il lifting mediatico cui quotidianamente si sottopongono le politiche e le private faccende del Presidente. Si tratta solo, ci si creda o no, di una trovata picaresca, puro e semplice divertimento. Semmai, dal momento che il ruolo istituzionale, e ancor più la parabola biografica del nostro Primo Ministro fanno di lui, a suo stesso dire, ciò che l&#8217;italiano medio vorrebbe essere, al tempo stesso fanno dell&#8217;effigie di ciò che egli davvero è lo specchio del nostro presente, di ciò che questo benedetto Paese è diventato.</p>
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		<title>Referendum per Referendum</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 08:06:23 +0000</pubDate>
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		<title>Il dilemma di Obama, le certezze di Frattini</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 15:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Barak Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza di Ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza sul razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia vaticana]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Frattini]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/04/consigli-a-obama.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1347" title="consigli-a-obama" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/04/consigli-a-obama.jpg?w=300&#038;h=181" alt="consigli-a-obama" width="300" height="181" /></a>E&#8217; oggettivamente grave che praticamente l&#8217;intero occidente non abbia partecipato alla stesura del documento finale della conferenza dell&#8217;ONU sul razzismo, la cosiddetta Durban 2. Nonostante la ridicola giustificazione che la conferenza di Ginevra non fosse un&#8217;espressione dell&#8217;ONU ma di una sua sottocommissione, la scelta degli Stati Uniti di appoggiare gli assenteisti rappresenta un grave indebolimento dell&#8217;ONU.  I Paesi occidentali appaiono sempre più determinati, agli occhi del resto del mondo, a far valere la loro supremazia economico-tecnologica anche sul piano giuridico internazionale e a rafforzare il G8 o il G20 come luogo deputato in cui un&#8217;oligarchia mondiale intende risolvere le questioni d&#8217;interesse planetario. E&#8217; un passo avanti nell&#8217;implicita affermazione del principio di diseguaglianza tra le nazioni. In conclusione, chi è rimasto alla Conferenza di Ginevra non ha dato solo un&#8217;astratta dimostrazione di tolleranza e di voler prendere sul serio il diritto di espressione di tutte le idee e di tutti gli Stati, ma ha avuto la possibilità di respingere il discorso d&#8217;inaugurazione di Ahmadinejad e di firmare alla fine un buon documento, in cui è condannata ogni forma di razzismo, antisemitismo e persecuzione religiosa. Ma d&#8217;ora in poi ogni presa di posizione di un paese occidentale, e in particolare degli USA, in materia di razzismo e conflitto israelo-palestinese, apparirà inevitabilmente di parte.</p>
<p>Il ruolo dell&#8217;attuale governo in Israele, guidato da Netanyahu, è paragonabile alla condotta di Ahmadinejad e non ha nulla a che vedere col razzismo, in nessun senso. Mi spiego meglio: perché non si può definire fascista una politica violenta e aggressiva, se è un partito israeliano a praticarla, senza essere tacciati di terrorismo, antisemitismo, razzismo? Quello tra Netanyahu e Ahmadinejad è in realtà uno scontro tra estremisti su chi dei due stia più a destra, e non si risolve prendendo le difese di un reazionario o dell&#8217;altro. Ahmadinejad dopo il suo intervento alla conferenza di Ginevra, è stato accolto in Patria da condottiero vincitore e ciò dimostra che la sua politica estera è condotta con tutti e due gli occhi fissi sulla politica interna. Ma lo stesso può dirsi di Netanyahu. Entrambi subordinano al consenso interno ed alle politiche regionali una questione di ordine globale.</p>
<p>La posizione degli USA. Quella di Obama è apparsa subito la situazione più difficile, ma anche la più incerta: tende la mano all&#8217;Iran e poi esita fino all&#8217;ultimo sulla propria partecipazione alla conferenza di Ginevra per non dare un dispiacere alla comunità ebraica statunitense che lo sostiene. Ma il ritorno all&#8217;isolazionismo nella politica estera che fu del suo predecessore, non paga, come si è visto ad esempio sulla questione ecologica. La differenza tra la politica estera di Obama e quella che fu di Bush è dunque solo una questione di stile?</p>
<p>La posizione europea. Gli assenti hanno sempre torto. Le idee cattive si combattono con le buone idee, con le armi della critica e soprattutto sul campo.  Ma la scelta peggiore l&#8217;ha fatta chi ha cambiato idea in corsa, alzandosi e andandosene durante il discorso di Ahmadinejad.  Non solo ha dimostrato che non c&#8217;è una linea europea chiara, ma che all&#8217;occorrenza la confusione fa il gioco delle strategie sbagliate, ma chiare, come quelle del Canada, della Germania, dell&#8217;Olanda. La posizione dell&#8217;Italia fa eccezione, perché oltre che sbagliata è anche confusa. Gli Stati Uniti difendono il loro privilegio di membro permanente al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU, lo stesso fanno, per altro verso Francia e Regno Unito. La Germania con la sua linea di fermezza rompe il fronte unico europeo in nome di una politica coerente con la sua candidatura ad un seggio permanente in vista di un riassetto istituzionale dell&#8217;ONU e del Consiglio di Sicurezza stesso. Ma l&#8217;Italia?<br />
L&#8217;Italia avrebbe interesse, per la sua linea diplomatica di riforma istituzionale dell&#8217;ONU, di difendere, non di restringere, il principio di uguaglianza delle Nazioni. Ma, nel caso dell&#8217;Italia, è il particolare assetto politico della maggioranza a provocare questa imbarazzante confusione nella linea di politica estera del nostro Paese. Se non altro perché la nostra storia nazionale dimostra che l&#8217;Aventino può apparire un bel gesto, ma contro i regimi totalitari non attacca.</p>
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		<title>Pasqua 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 19:11:49 +0000</pubDate>
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<a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/grunewald1-resurrezione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-324" title="Grunewald, Resurrezione" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/grunewald1-resurrezione.jpg?w=180&#038;h=300" alt="Grunewald, Resurrezione" width="180" height="300" /></a></p>
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		<title>Sull&#8217;estraneamento della Chiesa dalla società contemporanea</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 07:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera alla comunità ecclesiale


Molti fatti con i quali veniamo in contatto ci dicono che oggi la Chiesa si trova in una situazione di progressivo estraneamento rispetto al mondo contemporaneo.  Molti uomini e donne, specialmente tra i giovani, avvertono da parte loro una radicale estraneità dalla Chiesa. In breve, fra Chiesa e società si è determinata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1210&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h3>Lettera alla comunità ecclesiale</h3>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/02/dali-tentazioni-di-s-antonio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1220" title="dali-tentazioni-di-s-antonio" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/02/dali-tentazioni-di-s-antonio.jpg?w=468&#038;h=343" alt="dali-tentazioni-di-s-antonio" width="468" height="343" /></a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/02/dali-tentazioni-di-s-antonio.jpg"></a><br />
Molti fatti con i quali veniamo in contatto ci dicono che oggi la Chiesa si trova in una situazione di progressivo estraneamento rispetto al mondo contemporaneo.  Molti uomini e donne, specialmente tra i giovani, avvertono da parte loro una radicale estraneità dalla Chiesa. In breve, fra Chiesa e società si è determinata una frattura sulla libertà di coscienza, i diritti umani fuori e dentro la stessa Chiesa, il pluralismo religioso e  la laicità della politica e dello Stato. La Chiesa appare ripiegata su se stessa e incapace di dialogare con gli uomini  e le donne del nostro tempo.<br />
Siamo molto preoccupati per le conseguenze negative che tale perdurante situazione produce per un annuncio credibile del Vangelo.  Per questo, ci sembra saggio riprendere e rilanciare la feconda intuizione di Giovanni XXIII nel suo discorso di apertura del Concilio Vaticano II: quella di «un balzo in avanti» per una testimonianza ed un annuncio cristiani che possano rispondere «alle esigenze del nostro tempo».<br />
Il tentativo in atto di contenere lo Spirito del Concilio è, a nostro avviso, un grave errore che, se perseguito fino in fondo, non può che aumentare in modo irreparabile lo steccato tra Chiesa e mondo, Vangelo e vita, annuncio e testimonianza. A noi sembra che l&#8217;insistere sulla riaffermazione di norme e visioni anti-storiche o, addirittura, non biblicamente fondate se non a volte anti-cristiane, non aiuti la credibilità ecclesiale nell&#8217;annuncio del regno di Dio. Vanno ripensati, ad esempio, le questioni riguardanti l&#8217;esercizio effettivo della collegialità episcopale e del primato papale, i criteri nella nomina dei vescovi, la condizione dei separati, dei divorziati e delle persone omosessuali, l&#8217;accesso delle donne ai ministeri ecclesiali, la dignità del morire.<br />
Vogliamo una Chiesa che si fidi solo della forza libera e mite della fede e della grazia di Dio, che non  imponga mai a nessuno le proprie convinzioni sui problemi dell&#8217;etica e della politica.<br />
Vogliamo una Chiesa che pratichi la compassione e trovi nella pietà la sua gloria. E faccia sue le parole che il santo padre Giovanni XXIII incise sul frontone del Concilio: «Oggi la sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia piuttosto che della severità. Essa ritiene di venire incontro ai bisogni di oggi non rinnovando condanne ma mostrando la validità della sua dottrina. La Chiesa vuol mostrarsi madre amorevole di tutti, benigna, paziente, piena di misericordia e di bontà, anche verso i figli da lei separati».<br />
Vogliamo una Chiesa che sappia dialogare con gli uomini e le donne e le loro culture, senza chiusure e condizionamenti ideologici, e impari ad ascoltare e a ricevere con gioia le cose vere e buone di cui gli interlocutori sono portatori. La verità e la bontà sono di Dio, il quale le dà a tutti gli uomini e non solo ai cristiani.<br />
Vogliamo che al centro  della Chiesa venga messo il Vangelo e la sua radicalità. Solo così la Chiesa potrà essere vista e sperimentata come &#8220;esperta in umanità&#8221;.<br />
E&#8217; tempo che, senza paura, nella Chiesa e nella città prendiamo la parola da cristiani adulti e responsabili, per una credibilità e veracità ecclesiale.</p>
<p>Barbera Giuseppe<br />
Fasullo Nino<br />
Garbo Rosellina<br />
Giuè Rosario<br />
Impellitteri Tommaso<br />
Passarello Teresa<br />
RestivoTeresa<br />
Romeo Zina Rumore<br />
Rumore Rosanna<br />
Scordato  Cosimo<br />
Stabile Francesco Michele<br />
Mario Giarratana<br />
Giovanna Staropoli<br />
Antonino Giarratana<br />
Francesca Giacopelli<br />
Giampiero Tre Re</p>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 16:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Carissimi viandanti in Terra di Nessuno, Vi presento &#8220;FIRMINO&#8221; la rubrica libraria interamente dedicata alle recensioni di volumi sui temi cari a Terra di Nessuno: Filosofia, teologia, spiritualità, scienze umane, bioetica, ecologia, politica, diritti dell&#8217;uomo, scuola. Questo spazio verrà aggiornato di volta in volta e si arricchirà col tempo, anche delle vostre recensioni, se [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=552&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:left;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/firmino01g.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-556" title="firmino" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/firmino01g.jpg?w=300&#038;h=230" alt="" width="300" height="230" /></a> Carissimi viandanti in Terra di Nessuno, Vi presento &#8220;FIRMINO&#8221; la rubrica libraria interamente dedicata alle recensioni di volumi sui temi cari a Terra di Nessuno: Filosofia, teologia, spiritualità, scienze umane, bioetica, ecologia, politica, diritti dell&#8217;uomo, scuola. Questo spazio verrà aggiornato di volta in volta e si arricchirà col tempo, anche delle vostre recensioni, se lo vorrete, di consigli per la lettura o semplicemente di una vostra segnalazione su libri che voi ritenete importanti per la vostra vita.</p>
<p style="text-align:left;">
<h2><span style="color:#ff6600;">Solidarietà a Roberto Saviano</span></h2>
<h3><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/23/firmino/#comment-2771" target="_blank">Gomorra. Incipit</a></h3>
<h2><span style="color:#ff6600;">In libreria</span></h2>
<div id="attachment_1281" class="wp-caption alignright" style="width: 262px"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/bibi-bianca-leggenda-di-santo-rosario/"><img class="size-medium wp-image-1281" title="ladro-di-palermo" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/02/ladro-di-palermo.jpg?w=252&#038;h=253" alt="ladro-di-palermo" width="252" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Leggi, di Bibi Bianca, &quot;Leggenda di Santo Rosario&quot; </p></div>
<p>da 18 marzo: Bibi Bianca, Il ladro di Palermo</p>
<p><span style="color:#ff6600;"><span style="color:#0000ff;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2009/02/02/firmino/#comment-3591">R. Lopes, Tu da che parte stai? (recensione)</a></span><br />
</span></p>
<div id="attachment_1170" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/roberto-lopes-tu-da-che-parte-stai/"><img class="size-medium wp-image-1170" title="lopes-puglisi" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/lopes-puglisi.jpg?w=300&#038;h=264" alt="R. Lopes, Tu, da che parte stai?" width="300" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">Leggi R. Lopes, Tu, da che parte stai?</p></div>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/denaro-mugno-copertina.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-701" title="denaro-mugno-copertina" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/denaro-mugno-copertina.jpg?w=300&#038;h=214" alt="" width="300" height="214" /></a> Matteo Messina Denaro, <em>Lettere a Svetonio. Il capo di Cosa Nostra si racconta</em>, a cura di Salvatore Mugno, Eretica ed., Viterbo 2008.</p>
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<h3><span style="color:#ff6600;">Ultime recensioni </span></h3>
<p><span style="color:#000000;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/23/firmino/#comment-2573">Augias &#8211; Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo</a> <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/23/firmino/#comment-2663"> Nuova versione cattolica ufficiale della Bibbia in italiano</a></span> <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/23/firmino/#comment-2723">Maxence Fermine, Il labirinto del tempo </a> <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/23/firmino/#comment-2740">Il Vangelo secondo Giuda di Beniamino Iscariota</a> <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/23/firmino/#comment-2742">G. CHINNICI &#8211; U. SANTINO &#8211; G. LA FIURA &#8211; U. ADRAGNA, Gabbie vuote</a> <a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/naro-seminarista-anni-sessanta.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-572 alignright" title="C. Naro, seminarista, col padre Salvatore. Anni sessanta." src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/naro-seminarista-anni-sessanta.jpg?w=63&#038;h=96" alt="" width="63" height="96" /></a> Un articolo di C. Naro su E. Montale e il cattolicesimo fiorentino dell&#8217;epoca di Giorgio La Pira, in <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/29/omaggio-a-cataldo-naro/">Omaggio a Cataldo Naro</a></p>
<h3><span style="color:#ff6600;">Segnalazione</span></h3>
<p><a href="http://www.paoline.it/site_ecomm/libreria/prodotto.asp?dep_id=65&amp;IdProd=4406">R. SEMPLICI, <em>La cura della salute. Presentazione di Bruno P. Pieroni, </em>Paoline Editoriale libri, Milano 2008</a> <a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/semplici_salute_cura_arte_musica_paoline_33h33.jpg"><img class="size-full wp-image-560 alignright" title="semplici_salute_cura_arte_musica_paoline" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/semplici_salute_cura_arte_musica_paoline_33h33.jpg?w=160&#038;h=252" alt="" width="160" height="252" /></a></p>
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<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/03/06/ariel-toaff-e-le-pasque-di-sangue-perche-non-possiamo-non-dirci-giudei/">Ariel Toaff, <em>Pasque di sangue</em></a> <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/04/01/odifreddi-perche-dobbiamo-dirci-cretini/"> Piergiorgio Odifreddi, <em>Perché non possiamo dirci cristiani</em></a> <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/08/26/mafiadalla-mattanza-a-provenzano-di-costantino-margiotta/"> Costantino Margiotta, <em>Mafia. Dalla mattanza a provenzano</em></a> (recensione di M. Vilardo) <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/chiesa-e-mafia/la-prima-biografia-di-puglisi/"> Francesco Anfossi, <em>Puglisi, Un piccolo prete fra i grandi boss</em></a></p>
<p style="text-align:center;">
<h2><span style="color:#ff6600;"> </span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff6600;">Buona lettura!</span></h2>
<p style="text-align:center;">Terradinessuno. Giampiero Tre Re. Webmaster.</p>
Posted in Firmino (recensioni), Zibaldone Tagged: Ariel Toaff, Augusto Cavadi, Beniamino Iscariota, Bibi Bianca, Cataldo Naro, Chiara D'Assisi, Corrado Augias, Costantino Margiotta, Ernesto Ruffini, Ferdinando Siringo, Firmino (recensioni librarie), Francesco Anfossi, Francesco M. Stabile, Francis J. Moloney, Giampiero Tre Re, Giorgio Chinnici, Giovanni Abbagnato, Giuseppe Betori, Jeffrey Archer, La Fiura, Maxence Fermine, Nicola Figlia, Nuova versione della bibbia in italiano, Piergiorgio Odifreddi, Remo Cacitti, Rita Borsellino, Roberto Lopes, Roberto Saviano, Rosaria Cascio, Rossella Semplici, Salvatore Mugno, Ugo Adragna, Umberto Santino, Veronique Buborgel, Vittorio Messori <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/552/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/552/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/552/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/552/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/552/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/552/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/552/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/552/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/552/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/552/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=552&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Né su questo monte, né in Gerusalemme. Un loghion per</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 23:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«&#8221;Nel dire nuova, Dio ha reso antiquata la prima alleanza. Ma ciò che diventa antiquato e che invecchia è prossimo alla scomparsa&#8221; (Lettera agli ebrei 8, 13). La profezia contenuta in questo testo apostolico tuttora inserito a pieno titolo fra le lettere di Paolo (benché l&#8217;attribuzione sia controversa) ha subito la smentita di diciannove secoli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1152&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/luzzati-succoth-jpg.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1193" title="luzzati-succoth-jpg" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/luzzati-succoth-jpg.jpg?w=300&#038;h=183" alt="luzzati-succoth-jpg" width="300" height="183" /></a>«&#8221;Nel dire nuova, Dio ha reso antiquata la prima alleanza. Ma ciò che diventa antiquato e che invecchia è prossimo alla scomparsa&#8221; (Lettera agli ebrei 8, 13). La profezia contenuta in questo testo apostolico tuttora inserito a pieno titolo fra le lettere di Paolo (benché l&#8217;attribuzione sia controversa) ha subito la smentita di diciannove secoli di storia.<br />
Sopravvissuti a innumerevoli persecuzioni e tentativi di sterminio, nel Novecento gli ebrei hanno rifondato uno Stato nella loro terra d&#8217;origine e sono tornati in milioni a parlare una lingua che pareva morta, a lungo rinchiusa nelle sole funzioni liturgiche.<br />
Un enigma, un miracolo, un accidente fastidioso? Il mondo fatica a rispondere, e con esso la Chiesa che si era concepita come Nuova Israele».</p>
<p>Per quanto non privo di osservazioni accettabili il pezzo di Gad Lerner apparso stamani su Repubblica col titolo &#8220;Quel vescovo non è un alieno&#8221; è un esempio di come NON vada fatto il dialogo ebraico-cristiano.<span id="more-1152"></span><br />
Come non capire che cercare le radici dell&#8217;antisemitismo negli stessi testi sacri, oltre che insostenibile scientificamente, mette in mano al fondamentalismo religioso antisemita un argomento irresistibile? Se davvero si potesse fondare l&#8217;antisemitismo su un brano del Nuovo Testamento, allora al cristiano correrebbe l&#8217;obbligo di essere antisemita per stretta obbedienza di fede, dal momento che la Parola di Dio non può essere abrogata.<br />
E che dire se trattassimo la <em>Tenak</em>, (le sacre scritture ebraiche, esattamente corrispondenti a ciò che per i cristiani è l&#8217;Antico Testamento) come Lerner tratta il Nuovo Testamento? Passi come Giosuè 6,21: «[Gli israeliti] Votarono allo sterminio tutto quanto c&#8217;era in città [Gerico]: Uomini e donne, giovani e vecchi, buoi, pecore e asini, tutto passarono a fil di spada» cosa sono: la fondazione del diritto alla pulizia etnica a sfondo religioso, la prova biblica della legittimità della guerra santa o la dottrina rivelata che la Shoah è cosa abominevole, a meno che non siano gli ebrei stessi a infliggerla all&#8217;altrui? O piuttosto la prova che affermazioni del tipo: «[la Chiesa] guarda con ostilità alla trasformazione delle vittime di sempre in combattenti» sono prima di tutto una fesseria storica?<br />
Ma per fortuna la tesi di Lerner che il vescovo lefebvriano Williamson non sia un isolato perché il seme dell&#8217;antisemitismo è sin nel cuore del Nuovo Testamento è solo uno sciocco infortunio giornalistico, di cui tuttavia non si sentiva affatto il bisogno, in questo momento.<br />
Nulla più della buona teologia servirebbe invece al dialogo interreligioso.<br />
Servirebbe anche a Lerner sapere che quella profezia di Ebrei 8,13 si è in realtà avverata effettivamente dopo pochi anni, già nel 70 dopo Cristo, con la distruzione del secondo Tempio e la diaspora, perché con &#8220;fine dell&#8217;Antica alleanza&#8221; l&#8217;autore di Ebrei non intende certo (come non si è mai inteso) la revoca delle promesse ad Abramo, e quindi della sopravvivenza della sua discendenza fino alla fine dei tempi, bensì l&#8217;Alleanza mosaica (3,3) dunque l&#8217;abrogazione del sacerdozio levitico e dei riti del Tempio di Gerusalemme (9,11-14), che &#8211; nessuno si offenda &#8211; come ognun sa, sono tuttora estinti.<br />
Mai Lerner avrebbe scritto il suo brutto articolo se avesse saputo che l&#8217;antisemitismo è di là da venire al tempo della lettera agli Ebrei e che il suo autore è assai probabilmente un giudeo ellenista di stretta osservanza passato al cristianesimo, senza con ciò sentirsi obbligato ad abbandonare le sue amate Scritture e persino la sua fede nel Dio d&#8217;Israele (1,1).<br />
Ma Lerner dovrebbe prendere anche qualche lezione di buona teologia ebraica ed apprenderebbe allora che la fine dell&#8217;alleanza mosaica era una dottrina apparsa già in epoca profetica (Geremia 3,32-41; Ez 16,60; 36,26s ecc.)&#8230; a meno che Lerner non voglia vedere antisemitismo persino nelle Scritture ebraiche!<br />
E&#8217; vero, invece che c&#8217;è un gran bisogno di una buona teologia cristiana dell&#8217;ebraismo, così come di una teologia ebraica del cristianesimo. Nulla più del conoscersi reciprocamente distrugge il pregiudizio. Ma (anche questo è vero) questa teologia sarebbe, è una teologia eversiva. Facendosi uomo, il Dabar Jahweh assume tutta la tradizione morale e spirituale, tutti i linguaggi del Popolo Eletto. Da Israele pertanto possiamo apprendere chi è veramente Gesù di Nazareth. Ma proprio questa comprensione giudaica di Gesù, anche per me rabbino rappresenterebbe un problema teologico non da poco: come sia stato possibile che «Gesù, un nostro fratello» (Amos Oz) dalla santità così spiccatamente giudaica abbia potuto subire una così clamorosa smentita, la maledizione della croce (Deuteronomio 21,22s), in nome di Dio? Che potrebbe voler dire per un giudeo &#8220;accettare&#8221; Gesù? E&#8217; proprio sicuro che l&#8217;uomo voglia conoscere tanto a fondo l&#8217;abisso del proprio cuore?<br />
Ogni buona teologia nasce da un <em>loghion</em>, un punto d&#8217;appoggio biblico. Quello che vorrei indicare per avviare una teologia ecumenica dell&#8217;ebraismo è basato sulla convergenza dei monoteismi non solo sulle proprie origini (creazione, Abramo, Israele) ma anche sulla destinazione finale della storia. Sia l&#8217;ebraismo, che il cristianesimo e l&#8217;Islam credono che alla fine dei tempi sarà il Messia a giudicare i popoli e le loro storie, e concordano anche sul fatto che questo Messia sarà un giudeo. Ecco il <em>loghion</em>:</p>
<p>«&#8230;viene l&#8217;ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l&#8217;ora &#8211; ed è questa &#8211; in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che adorano devono adorare in spirito e verità».</p>
Posted in Ebraismo e cristianesimo, ecumenismo, Spiritualità, Teologia, Zibaldone Tagged: Benedetto XIV, dialogo ebraico-cristiano, dialogo interreligioso, ecumenismo, Gad Lerner, Gesù giudeo, lettera agli Ebrei, Marcel Lefebvre, Mons. Richard Williamson <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/1152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/1152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/1152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/1152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/1152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/1152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/1152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/1152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/1152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/1152/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1152&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dio, chi? (Tre paradossi, due domande, un dubbio)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 23:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[i bambini di Gaza
Nel giorno in cui l&#8217;«America volta pagina», ho tre paradossi morali, due domande politiche e un dubbio di fede sui bombardamenti israeliani a Gaza.
I paradossi:
1. Se l&#8217;uccisione di un bimbo da parte dei nostri nemici è un crimine, l&#8217;uccisione per rappresaglia di mille bambini nemici è giustizia?
2. Perché chi è armato fino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1125&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/i-bambini-di-gaza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1134" title="i-bambini-di-gaza" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/i-bambini-di-gaza.jpg?w=468&#038;h=311" alt="i-bambini-di-gaza" width="468" height="311" /></a><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/bambini-gaza/1.html">i bambini di Gaza</a></p>
<p>Nel giorno in cui l&#8217;«America volta pagina», ho tre paradossi morali, due domande politiche e un dubbio di fede sui bombardamenti israeliani a Gaza.<span id="more-1125"></span></p>
<p>I paradossi:<br />
1. Se l&#8217;uccisione di un bimbo da parte dei nostri nemici è un crimine, l&#8217;uccisione per rappresaglia di mille bambini nemici è giustizia?</p>
<p>2. Perché chi è armato fino ai denti può invocare la legittima difesa, mentre chi è completamente indifeso non può neppure protestare a parole, altrimenti è un terrorista?</p>
<p>3. E&#8217; più grave bruciare con l&#8217;accendino una bandiera nel corso di una manifestazione o una persona col fosforo nel corso di un&#8217;azione di guerra?</p>
<p>Le domande:<br />
4. Se il governo israeliano può dire, pur seminando morte e distruzione tra i civili di Gaza, di non aver nulla con i palestinesi, ma solo contro Hamas, perché allora a dire d&#8217;essere per i palestinesi si viene accusati d&#8217;essere a favore di Hamas e nemici d&#8217;Israele?</p>
<p>5. La tregua unilaterale indetta da Israele, ha qualcosa a che vedere con l&#8217;insediamento di Barak Obama?</p>
<p>Il dubbio:<br />
6. Perché si assolve sempre il Dio dei vincenti e si condanna il Dio degli sconfitti, pur essendo lo stesso identico Dio?</p>
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		<title>Addio, Gigi</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 10:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camminare Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di Senigallia]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Giuseppe Orlandoni]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine dei Servi di Maria]]></category>
		<category><![CDATA[Padre Luigi A. Poli]]></category>

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		<description><![CDATA[
Eccellenza rev.ma,
desidero rivolgere a lei, ai rappresentanti del presbiterio e al popolo di questa sua Chiesa il ringraziamento a nome del gruppo-famiglia Camminare Insieme per l&#8217;ospitalità che avete offerto a P. Luigi negli ultimi anni della sua vita, e al gruppo stesso. Desidero dirle anche che la sua Chiesa è stata beneficata da Dio con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1024&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:left;">
<div id="attachment_1042" class="wp-caption alignright" style="width: 309px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/gigi-cristo-delle-nevi.jpg"><img class="size-full wp-image-1042" title="gigi-cristo-delle-nevi" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/gigi-cristo-delle-nevi.jpg?w=299&#038;h=234" alt="P. Luigi A. Poli" width="299" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">P. Luigi A. Poli</p></div>
<p>Eccellenza rev.ma,</p>
<p style="text-align:left;">desidero rivolgere a lei, ai rappresentanti del presbiterio e al popolo di questa sua Chiesa il ringraziamento a nome del gruppo-famiglia Camminare Insieme per l&#8217;ospitalità che avete offerto a P. Luigi negli ultimi anni della sua vita, e al gruppo stesso. Desidero dirle anche che la sua Chiesa è stata beneficata da Dio con la presenza di una persona, di quest&#8217;uomo, questo prete speciale.<span id="more-1024"></span></p>
<p style="text-align:left;">Mentre venivo qui in volo da Palermo per dare l&#8217;ultimo saluto a P. Luigi, gli dicevo: &#8220;Non credere di poter andar via così, senza aver litigato un&#8217;ultima volta&#8221;.<br />
Chi ha conosciuto P. Luigi sa che non era un uomo facile. Per lui l&#8217;amore è sempre stata una rigorosa disciplina di fedeltà, a partire dalle più piccole cose, come le lettere che ci mandava, sempre uguali: ogni volta che leggo qualcosa di P. Luigi ho come l&#8217;impressione di aver già letto centinaia di volte la stessa lettera. Oppure la sobrietà nel vestire: al posto dello scapolare e della stola, sulla sua bara oggi avrei poggiato il suo basco, il girocollo nero e la stessa giacca a vento di cui lo abbiamo visto vestito per trent&#8217;anni. E poi su, su fino alle cose più importanti: la fedeltà ai suoi frati Servi di Maria, alla Chiesa, alla Madre di Dio, all&#8217;eucaristia che non ha tralasciato un solo giorno di celebrare dal momento della sua ordinazione. Quando rimproverava qualcuno di noi era sempre per qualche mancanza di fedeltà, per esser venuti meno a qualche impegno sottoscritto con lui, perché per lui era un impegno sottoscritto insieme col Signore. P. Luigi era così, e dunque quando sbagliava era generalmente per un esagerato senso di fedeltà. Per amore, in definitiva.<br />
Venendo qui e pensando a P. Luigi, sapevo di aver bisogno d&#8217;essere perdonato; essere perdonato di non averti perdonato la tua ultima lettera di tanti anni fa, di non aver litigato con te una volta ancora &#8211; per poi fare pace, come sempre &#8211; invece di strapparla&#8230; Mi sono venuti in mente due brani della S. Scrittura. Il primo è la lotta tra l&#8217;Angelo e Israele, quando questi dice &#8220;Non ti lascerò andare senza che tu mi abbia benedetto&#8221;. L&#8217;altro brano è quello in cui Gesù risorto chiede tre volte a Pietro &#8220;mi ami?&#8221;: la prova che Cristo gli dà d&#8217;essere vivo sta nel perdono che gli offre. Nel perdono siamo veramente vivi. &#8220;Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori&#8221;: nel perdono ricevuto e condiviso è il tratto essenziale dell&#8217;essere cristiani.<br />
Ora va in pace, Padre Luigi, ché Cristo ti ha perdonato. Sei vivo, perché oggi con gli altri di Camminare Insieme qui accanto a te, mi sento perdonato da te.</p>
<p style="text-align:left;">Eccellenza, P. Luigi non fu un costruttore di chiese e non ha realizzato grandi opere. Quello che ha fatto nella sua vita sono le persone che vede qui, siamo noi di Camminare Insieme, l&#8217;impronta cristiana che ha lasciato nella vita di tanti di noi. Questo è il suo contributo, il mattoncino che egli ha posto nella costruzione della Chiesa.<br />
Auguro a lei, Eccellenza, ai suoi presbiteri, all&#8217;Ordine dei Servi di Maria, ai fedeli che sono qui presenti e a me stesso, di ricevere da Dio la grazia che si possa un giorno dire altrettanto di noi, quando avremo concluso il nostro cammino.</p>
<p style="text-align:left;">Ultimo saluto rivolto da Giampiero Tre Re, a nome del gruppo-famiglia &#8220;Camminare Insieme&#8221;, a P. Luigi A. Poli (1926-2008 ) in presenza del vescovo di Senigallia, Mons. Giuseppe Orlandoni. 13.12.2008.</p>
Posted in Camminare Insieme, Zibaldone Tagged: Camminare Insieme, Chiesa di Senigallia, Mons. Giuseppe Orlandoni, Ordine dei Servi di Maria, Padre Luigi A. Poli <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/1024/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/1024/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/1024/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/1024/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/1024/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/1024/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/1024/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/1024/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/1024/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/1024/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1024&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Uomini e no</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 16:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa e mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilianità]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Agostina Aiello]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari amici,
Ho bisogno del vostro aiuto per avere informazioni su questa istantanea che ritrae Padre Pino Puglisi all&#8217;inizio del suo ministero. Qualsiasi dato può essermi utile: sul luogo, l&#8217;anno (anche approssimativo), le persone che compaiono nella foto; in particolare sul ragazzo con gli occhiali, che sorride, proprio davanti a P. Puglisi.
Grazie.
Giampiero Tre Re. Webmaster.
Posted in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1048&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_1049" class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/6.jpg"><img class="size-full wp-image-1049" title="Puglisi" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2009/01/6.jpg?w=468&#038;h=315" alt="Dall'Archivio Puglisi. Per gentile concessione di Agostina Aiello e Rosaria Cascio" width="468" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Dall&#39;Archivio Puglisi. Per gentile concessione di Agostina Aiello e Rosaria Cascio</p></div>
<p>Cari amici,</p>
<p>Ho bisogno del vostro aiuto per avere informazioni su questa istantanea che ritrae Padre Pino Puglisi all&#8217;inizio del suo ministero. Qualsiasi dato può essermi utile: sul luogo, l&#8217;anno (anche approssimativo), le persone che compaiono nella foto; in particolare sul ragazzo con gli occhiali, che sorride, proprio davanti a P. Puglisi.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Giampiero Tre Re. Webmaster.</p>
Posted in Antropologia, Chiesa e mafia, Sicilianità, Zibaldone Tagged: Agostina Aiello, Chiesa e mafia, Padre Pino Puglisi, Rosaria Cascio <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/1048/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/1048/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/1048/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/1048/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/1048/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/1048/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/1048/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/1048/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/1048/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/1048/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=1048&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>«Sì, ma verso dove?»</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/12/29/%c2%absi-ma-verso-dove%c2%bb/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 17:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiare Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache palermitane]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
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		<category><![CDATA[Commissione Episcopale per i problemi sociali il lavoro la giustizia e la pace]]></category>
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		<category><![CDATA[Ufficio di Pastorale Scolastica di Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Qui sopra: Intervista a Padre Pino Puglisi in occasione dell&#8217;apertura del centro sociale &#8220;Padre Nostro&#8221;, da lui fondato a Brancaccio
Caro Marcello Briguglia,
Mi giunge una mail in cui tu, in qualità di responsabile laico dell&#8217;Ufficio di Pastorale Scolastica di Palermo, m&#8217;inviti alla marcia nazionale della pace che avrà luogo a Palermo il 31 dicembre. L&#8217;altisonante e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=973&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/12/29/%c2%absi-ma-verso-dove%c2%bb/"><img src="http://img.youtube.com/vi/tZMQynuPCkg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Qui sopra: Intervista a Padre Pino Puglisi in occasione dell&#8217;apertura del centro sociale &#8220;Padre Nostro&#8221;, da lui fondato a Brancaccio</p>
<p>Caro Marcello Briguglia,</p>
<p>Mi giunge una mail in cui tu, in qualità di responsabile laico dell&#8217;Ufficio di Pastorale Scolastica di Palermo, m&#8217;inviti alla marcia nazionale della pace che avrà luogo a Palermo il 31 dicembre. L&#8217;altisonante e rarefatto tema: &#8220;Lotta alla povertà e solidarietà globale&#8221; (l&#8217;aggettivo &#8220;globale&#8221;, si sa, è ormai globalizzato) è leggermente diverso da quello, un po&#8217; più concreto, assegnato da Benedetto XVI per la giornata della pace del 1° gennaio &#8220;Combattere la povertà, costruire la pace&#8221;.<span id="more-973"></span><br />
La tua mail contiene il nome degli organizzatori della marcia (la Commissione Episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, la Caritas Italiana, Pax Christi e l&#8217;Arcidiocesi di Palermo) degli ospiti di riguardo (S.E. mons. Arrigo Miglio, presidente della suddetta Commissione Episcopale) e l&#8217;indicazione degli scopi, affidati all&#8217;agile prosa dell&#8217;Arcivescovo Romeo:</p>
<p>&#8220;&#8230;ai partecipanti viene chiesto di rinunciare alla cena e di offrire il loro contributo da destinare per una iniziativa in favore di persone che vivono in particolare condizione di povertà. Il contributo di tutti sarà devoluto per la creazione di uno sportello sociale e legale a sostegno dei richiedenti asilo politico&#8221;.</p>
<p>Parole che suonano piuttosto come delle scuse imbarazzate per il fatto che non è prevista la cena. Quanto ai poveri, penso che si sarebbe fatto prima a devolvere il denaro speso per l&#8217;organizzazione per allestire una mensa di San Giuseppe.<br />
Ad ogni buon conto, vi saranno, di contorno, l&#8217;immancabile tavola rotonda, il pontificale dell&#8217;Eccellentissimo e, di contrappeso, una bella preghiera ecumenica. Ci sarà pure la televisione. Insomma, per farla breve, il solito carrozzone.</p>
<p>Caro Marcello, ti scrivo per dirti che le semplici parole con cui tu concludi il tuo invito:</p>
<p>«Perché non partecipare?»</p>
<p>mi hanno commosso, proprio perché vengono da una persona buona di cui conosco bene la profonda sincerità, l&#8217;acuta intelligenza matematica, la preparazione teologica, la rettitudine professionale, la lunga militanza nella comunità ecclesiale. E così ho deciso di risponderti sul motivo per non partecipare:</p>
<p>Una marcia (bada bene, non una processione!) organizzata da una chiesa che è ferma da anni? Non ha senso.<br />
Questa è una chiesa che cerca visibilità nelle passerelle ufficiali, ma che rifiuta la conversione. Che cosa propongono? Elemosine e digiuni? Queste ritualità da benpensanti fanno schifo a Dio; di più: gli sono perfettamente indifferenti.<br />
E&#8217; una chiesa che si limita ad accusare senza fare metanoia, solo chiacchiere: «Pace, giustizia; giustizia e pace», per andare daccordo con tutti e non disturbare nessuno. Come se vi fosse qualcuno che vuole guerre e soprusi! Perfino i mafiosi vogliono giustizia e pace.<br />
E&#8217; una chiesa che vuol mettersi la coscienza a posto con le tavole rotonde sui poveri, le marce e le marcette e spera di farla franca: ma dov&#8217;è l&#8217;evangelizzazione dei poveri? Dove sono più i Puglisi e i Naro? I pastori si sono arrangiati a fare i pecorai e ora occupano abusivamente la vigna del Signore. Avete dimenticato Paolo: «Guai a me se non evangelizzo?». Chi vi ha insegnato a sfuggire così ai rimproveri di Dio?<br />
Sentono la frustrazione di chi non sopporta più il peso dei tempi lunghi dell&#8217;educazione a partire dai più piccoli e dai giovani, i veri poveri. Dov&#8217;è tuo fratello Abele? Nessuno crede più al faticoso lavoro invisibile di formazione cristiana che asseconda la lentezza della crescita umana e della pedagogia di Dio? Tutti vogliono visibilità, la più grande possibile e subito. Tutti vogliono la ripresa televisiva mentre si tuffano dal pinnacolo più alto del Tempio. Dov&#8217;è più Cristo?</p>
<p>Caro Marcello, ecco qua i motivi per non partecipare a questa e a tutte le altre manifestazioni del genere. Ti faccio io un invito: la sera del 31, invece che alla marcia, recitiamo insieme un &#8220;Te Deum&#8221; e poi andiamo a cena da qualche parte.<br />
Un abbraccio.</p>
Posted in Chiare Lettere, Cronache palermitane, Scuola, Zibaldone Tagged: Arcidiocesi di Palermo, Benedetto XVI, Caritas Italiana, Cataldo Naro, Commissione Episcopale per i problemi sociali il lavoro la giustizia e la pace, Mons Arrigo Miglio, Mons. Paolo Romeo, Padre Pino Puglisi, Pax Christi, Ufficio di Pastorale Scolastica di Palermo <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/973/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=973&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Buon Natale</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/12/24/buon-natale/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 09:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Caravaggio, Natività, Oratorio di S. Lorenzo, Palermo (trafugato)
RITROVIAMOLO
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a title="Caravaggio, Natività, Oratorio di S. Lorenzo, Palermo (trafugato)" href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/12/nativita_con_i_santi_francesco_e_lorenzo.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="Caravaggio, Natività, Oratorio di S. Lorenzo, Palermo (trafugato)" href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/12/nativita_con_i_santi_francesco_e_lorenzo.jpg">Caravaggio, Natività, Oratorio di S. Lorenzo, Palermo (trafugato)</a><img class="aligncenter" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/12/nativita_con_i_santi_francesco_e_lorenzo.jpg?w=384&#038;h=512" alt="Caravaggio, Natività, Oratorio di S. Lorenzo, Palermo (trafugato)" width="384" height="512" /></div>
<h1>RITROVIAMOLO</h1>
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		<title>Il dormiglione, ovvero: Eravamo tutti fascisti (e lo siamo ancora)</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/12/16/il-dormiglione-ovvero-eravamo-tutti-fascisti-e-lo-siamo-ancora/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 14:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattolicesimo e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente Gianfranco Fini ha affermato oggi, nel settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali di Mussolini, che sarebbe stata «l&#8217;intera società italiana» a non reagire ad esse, compresa «duole dirlo» la Chiesa cattolica; che «l&#8217;ideologia fascista da sola non basta a spiegare quest&#8217;infamia».
Basterebbe citare l&#8217;enciclica Mit brennender Sorge di Pio XI per spiegare che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=919&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="size-full wp-image-923 alignleft" title="razza2" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/12/razza2.gif?w=180&#038;h=248" alt="razza2" width="180" height="248" />Il presidente Gianfranco Fini ha affermato oggi, nel settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali di Mussolini, che sarebbe stata «l&#8217;intera società italiana» a non reagire ad esse, compresa «duole dirlo» la Chiesa cattolica; che «l&#8217;ideologia fascista da sola non basta a spiegare quest&#8217;infamia».<br />
Basterebbe citare l&#8217;enciclica <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/11/11/leggendo-lenciclica-mit-brennender-sorge/">Mit brennender Sorge </a>di Pio XI per spiegare che Fini spara cazzate; ma poverino, non è colpa sua, non è che finga di non sapere, lui è effettivamente ignorante, casca dalle nuvole.<span id="more-919"></span><br />
Fini, infatti, si è svegliato adesso, dopo un lungo sonno; anche se c&#8217;era, dormiva. S&#8217;era assopito mentre nonno Almirante gli raccontava la favola di una società totalitaria, che ormai non c&#8217;è più, in cui ogni forma di libertà di pensiero, di associazione e di educazione era abolita e un partito unico deteneva il controllo assoluto della propaganda, del sistema scolastico, dell&#8217;educazione.<br />
Destatosi improvvisamente dal brutto sogno, per tacitare la propria cattiva coscienza (fascista, ammesso che ne esista una) il Presidente Fini si mette a infangare quella altrui.<br />
Mentre tutti dicono che, proprio grazie alla presenza della Chiesa cattolica, in Italia le leggi razziali ebbero molto meno effetto che in Germania, dove Hitler, in spregio al concordato, aveva fatto chiudere tutte le scuole confessionali, lei no, Presidente, lei va controcorrente e spara nel mucchio: &#8220;la società&#8221;&#8230; &#8220;la chiesa&#8221;.<br />
Caro Presidente, Mussolini ed Hitler non erano stupidi. Sapevano che se avessero voluto attuare politiche nazionaliste e razziali di quella portata avrebbero dovuto sopire le coscienze e dunque controllare per intero i canali educativi ed imbavagliare in primo luogo le Chiese. Le coscienze erano torpide, è vero; ma è ingenuo credere che la narcosi sia avvenuta spontaneamente: i regimi totalitari si erano appositamente lavorato a pieno ritmo e sistematicamente un&#8217;intera generazione di tedeschi ed italiani per raggiungere quell&#8217;obiettivo. La Chiesa, con i canali di cui ancora disponeva, faceva quel che poteva.<br />
La società italiana ebbe una reazione debole alla vergogna delle leggi razziali, anche questo è vero, caro Presidente Fini, ma semplicemente perché era quasi per intero una società fascistizzata.<br />
E (a quanto pare) lo è ancora.</p>
Posted in Cattolicesimo e politica, Chiare Lettere, Dialogo Chiesa-Mondo, Diritti dell'uomo, Ebraismo e cristianesimo, Politica italiana, Zibaldone Tagged: Adolf Hitler, Benito Mussolini, Cattolicesimo ed ebraismo, Gianfranco Fini, leggi razziali, Mit brennender Sorge, Pio XI <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/919/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/919/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/919/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/919/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/919/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/919/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/919/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/919/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/919/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/919/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=919&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ho camminato (credevo) insieme</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 17:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Camminare Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine del Servi di Maria]]></category>
		<category><![CDATA[P. Luigi Aldo M. Poli]]></category>
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		<description><![CDATA[di P. Luigi A. Maria Poli
Lunga è stata la mia vita; non tanto per il tempo quanto per l&#8217;intensità e per tutto quello che mi è accaduto. Era il 24 maggio del 1953; iniziava per me l&#8217;attività sacerdotale. Quanto entusiasmo! Quanta inesperienza! I primi successi,le prime delusioni! Le prime vittorie con le prime cadute. Ricordo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=892&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">di P. Luigi A. Maria Poli</p>
<div id="attachment_894" class="wp-caption alignright" style="width: 291px"><img class="size-full wp-image-894" title="S. Buttafava" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/12/file0021.jpg?w=281&#038;h=375" alt="S. Buttafava, Copertina del primo numero di &quot;Camminare Insieme&quot;" width="281" height="375" /><p class="wp-caption-text">S. Buttafava, Copertina del primo numero di &quot;Camminare Insieme&quot;</p></div>
<p>Lunga è stata la mia vita; non tanto per il tempo quanto per l&#8217;intensità e per tutto quello che mi è accaduto. Era il 24 maggio del 1953; iniziava per me l&#8217;attività sacerdotale. Quanto entusiasmo! Quanta inesperienza! I primi successi,le prime delusioni! Le prime vittorie con le prime cadute. Ricordo tutti e tutto (anche se sono stato dimenticato&#8230; credo solo apparentemente). Ricordo chi mi ha dato una mano amica (ed ora è morto) e chi mi ha procurato difficoltà che mi hanno veramente ferito. E poi si è aperto l&#8217;orizzonte &#8230; da lontano era tutto meraviglioso. Le premesse erano le più rosee anche se e&#8217;era chi si sentiva incaricato di mettermi sull&#8217;avviso di una prospettiva amara. <span id="more-892"></span>Credevo in certi ideali e mi battevo per questi. Fui trasferito nel 1956. Fu il primo duro colpo alle mie illusioni. RICOMINCIAI da capo, sicuro &#8220;che quello che sognavo un giorno si sarebbe realizzato. Ciò che aveva procurato la fine della prima esperienza era tenuto d&#8217;occhio e volutamente evitato. Di nuovo; prospettive meravigliose, promesse da capogiro,realtà attuale stupenda. E poi &#8230; un nuovo trasferimento ed in parte la fine (dopo un certo periodo) di una bella e promettente esperienza. Questa volta non ce la feci a ricominciare; non volli! CONTINUAI con chi volle,il cammino iniziato. E fu (nonostante tutto e tutti) bello ugualmente anche se non mancarono nuovamente i &#8230; divorzi. Poi quando sembrava che i sogni divenissero realtà,eccomi buttato di nuovo &#8230; in alto mare &#8211; in balia delle onde &#8211; amareggiato e deluso per essere rimasto quasi solo. Quasi tutti VOLUTAMENTE hanno ripreso il loro cammino. La carità di Cristo che tutti dicevamo di avere dentro di noi non fu sufficiente a farci rimanere uniti! E dall&#8217;alto del mare,quando ormai tutto sembrava sommerso e finito,ecco di nuovo all&#8217;orizzonte apparire qualcosa di vivo &#8230; siete TUTTI VOI cari ragazzi e care ragazze che mi ridate la speranza e la gioia di pensare che la mia missione CONTINUA e&#8230;che forse ho trovato la compagnia buona per &#8220;CAMMINARE INSIEME&#8221;.</p>
<p>P.LUIGI ALDO M. POLI</p>
<p>(Da: &#8220;Camminare Insieme&#8221;, anno 2, n. 5, maggio 1975, p. 59)</p>
<p><em>P. Luigi, O.S.M., fondatore del gruppo-famiglia ecclesiale &#8220;Camminare Insieme&#8221; è morto oggi, 11 dicembre 2008. Era nato il 18 luglio 1926.</em></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>Per approfondire:</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>In Biblioteca di Terra di Nessuno:<span style="color:#0000ff;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/luigi-a-m-poli-il-natale-del-73/"><br />
Luigi A. M. Poli, <em>Il Natale del &#8216;73</em></a></span><br />
</strong></span></p>
Posted in Notiziario, Spiritualità, Zibaldone Tagged: Camminare Insieme, Ordine del Servi di Maria, P. Luigi Aldo M. Poli, Sandro Buttafava <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/892/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=892&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>L&#8217;ultima ideologia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 12:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sembra che, vent&#8217;anni dopo il crollo del muro di Berlino, il crollo di Wall Street si porti via l&#8217;ultima ideologia del novecento. Rivolgendosi ai Padri Sinodali, Benedetto XVI ha recentemente paragonato questa crisi globale dei mercati finanziari al crollo della casa costruita sulla sabbia, di evangelica memoria. Certo, occorre andar cauti a tirare Dio dalla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=863&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_865" class="wp-caption alignnone" style="width: 470px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/12/money4602.jpg"><img class="size-full wp-image-865" title="moneta-monito" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/12/money4602.jpg?w=460&#038;h=300" alt="monito" width="460" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">monito</p></div>
<p>Sembra che, vent&#8217;anni dopo il crollo del muro di Berlino, il crollo di Wall Street si porti via l&#8217;ultima ideologia del novecento. Rivolgendosi ai Padri Sinodali, Benedetto XVI ha recentemente paragonato questa crisi globale dei mercati finanziari al crollo della casa costruita sulla sabbia, di evangelica memoria. Certo, occorre andar cauti a tirare Dio dalla propria parte, affinché non accada, alla luce dei fatti, come a G. W. Bush (il quale fino a poco tempo fa amava biblicamente ripetere che la democrazia americana è una &#8220;città edificata su un monte&#8221;) di sbagliare clamorosamente versetto. Ma forse, trattandosi del Vicario di Cristo, questa volta possiamo confidare che la citazione sia quella giusta. <span id="more-863"></span>Vi sono parecchi passi, infatti, in cui i vangeli toccano il tema della ricchezza, del benessere materiale e della giustizia economica, e la citazione proprio di quella metafora, la casa, le sue fondamenta e la sabbia, che tra l&#8217;altro non pare avere nel contesto da cui è tratta un particolare riferimento al denaro, non può certamente essere casuale. Nel Vangelo di Matteo (la versione datane da Luca ne è debitrice) l&#8217;immagine delle due case edificate rispettivamente sulla roccia e sulla sabbia ha un posto di rilievo perché chiude, per l&#8217;appunto, il celebre Discorso della Montagna, il più grande e importante nei sinottici. Esso raccoglie le linee programmatiche dell&#8217;Annuncio e offre una sintesi del pensiero di Gesù e dei suoi temi preferiti. La similitudine è preceduta da un &#8220;chiunque ascolta queste mie parole è simile a&#8230;&#8221; Durante il discorso, il monte su cui stanno Gesù e il suo uditorio era entrato già una volta nel dire stesso di Gesù: &#8220;Non può restare nascosta una città che sta sopra un monte&#8221; (5,14). Se &#8220;città&#8221; è, dunque, l&#8217;uditorio di Gesù allora la &#8220;roccia&#8221; (in aramaico cefa, pietra, ma anche rupe, o monte) è precisamente il discorso che sul quel monte è appena stato pronunciato e l&#8217;atto del fondarvi sopra la casa (o meglio ancora di ricavarsi o scavarsi dentro di essa un rifugio) è il costituirsi dell&#8217;esistenza credente sulla Parola di Cristo, e sulle parole di quel preciso Discorso in particolare. Ma che dire allora dell&#8217;antitipo dato dalla &#8220;sabbia&#8221;? Nel Discorso della Montagna Gesù parla di fame e sete di giustizia anche in riferimento ai beni mondani, ma non esclusivamente. Perché allora associare l&#8217;immagine delle fondamenta di sabbia a una crisi finanziaria sia pure di proporzioni mondiali? L&#8217;immagine è stata suggerita solo dall&#8217;analogia del crollo di un muro (come possono essere Wall Street o Berlino) con il crollo di una casa dalle fragili fondamenta, o c&#8217;è dell&#8217;altro? Se il fondamento roccioso è dato dalle parole del Discorso della Montagna, la sabbia dev&#8217;essere un terreno che gli somigli ma che nella sostanza è ad esso opposto. Per &#8220;sabbia&#8221; non dovrebbe intendersi dunque il denaro, la finanza, il mercato, bensì una dottrina, un&#8217;ideologia antagonista, che contende al Discorso della Montagna l&#8217;ambizione di fondare una casa comune dell&#8217;umanità. Non una &#8220;semplice&#8221; dottrina economica, dunque, ma un&#8217;intera e coerente visione alternativa dell&#8217;uomo. L&#8217;ideologia liberista ha una sua base etica e addirittura religiosa, come ha mostrato Max Weber. E&#8217; qui che bisogna individuare, nella ripresa della metafora da parte di Benedetto XVI, la fragilità delle sue fondamenta, nelle premesse utilitaristiche ed individualistiche della sua &#8220;eticità&#8221;. L&#8217;ideologia liberista ha una sua base etica ed anche una matrice religiosa giudaico &#8211; cristiana. Tuttavia quanto più mutano le condizioni culturali ed economiche in cui essa ebbe origine, tali premesse producono effetti contraddittori con il suo quadro ideale di riferimento, che è proprio il Discorso della Montagna. Il liberalismo, nella formulazione &#8220;classica&#8221; datane originariamente da J. Locke e dagli altri suoi fondatori, aveva lo scopo di permettere «la coesistenza pacifica in una unica società di fedi, sistemi di valori e modi di vivere diversi» (Timothy Garton Ash, la Repubblica, 10.10.2008, p. 43). All&#8217;origine del liberalismo, come nella Pacem in Terris, c&#8217;è dunque l&#8217;obiettivo dell&#8217;abbattimento di una certa quota di conflitto sociale. Quest&#8217;ideale di uguaglianza e tolleranza delle diversità trovò nell&#8217;utilitarismo il suo punto di riferimento etico. L&#8217;utilitarismo può essere definito come la riformulazione secolare dell&#8217;introduzione del discorso della Montagna, le celebri otto beatitudini: «Beati i poveri in spirito&#8230;». Centrale, in entrambi, è il desiderio umano di felicità. Il nocciolo, e la fortuna, dell&#8217;utilitarismo consiste nell&#8217;identificazione della felicità con la soddisfazione, e del bene con l&#8217;utile. Questa sovrapposizione, infatti, ha reso misurabile, in termini di preferenze, non solo il bisogno di felicità ma anche il bene stesso. Nell&#8217;impostazione utilitarista il bene è il risultato di un calcolo, si direbbe oggi, minimax; quella che non a caso Bentham definiva la &#8220;formula della felicità&#8221;: dar soddisfazione al maggior numero possibile di preferenze col minor numero possibile di preferenze non soddisfatte. Il bene è l&#8217;efficienza della capacità di ottimizzare l&#8217;utile. La regola aurea, centrale nel Discorso della Montagna, ossia l&#8217;ascendenza morale originaria del liberismo, &#8220;fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te&#8221;, ha così subito una mutazione solo apparentemente lieve: &#8220;fa&#8217; agli altri secondo le loro preferenze&#8221;. Le ragioni del successo del liberalismo che, specialmente dei paesi anglosassoni, hanno portato alla quasi perfetta convertibilità di democrazia e liberalismo, stanno nell&#8217;adattabilità dell&#8217;utilitarismo etico ai regimi democratici. C&#8217;è, nell&#8217;importanza accordata alle preferenze individuali e nell&#8217;uguaglianza nel trattare tali pretese individuali alla soddisfazione, un&#8217;evidente affinità tra democrazia e utilitarismo. Una risposta ad un bisogno, una soluzione ad un problema collettivo, una politica pubblica di allocazione di risorse è considerata tanto più buona quanto maggiore è l&#8217;efficienza che mostra di possedere in queste due direzioni: garantire la libertà d&#8217;espressione delle preferenze e, secondo, nella capacità di soddisfarle. Ma, d&#8217;altra parte, la quantificabilità del bene, che si viene a determinare in questo modo, rende confrontabili, quasi &#8220;scientificamente&#8221;, politiche alternative. La critica che più di frequente viene rivolta all&#8217;impostazione utilitarista dell&#8217;etica è che una preferenza arbitraria, immotivata o incompetente o, al limite, capricciosa, folle o autolesionista, vale per uno, esattamente quanto qualsiasi altra preferenza saggiamente ponderata in prospettiva di un duraturo e disinteressato conseguimento del bene comune. L&#8217;utilitarista non chiede cosa significhi una determinata preferenza ma solo che essa sia espressa nella maniera formalmente corretta. L&#8217;attenzione così è spostata dai contenuti alle procedure del conseguimento della felicità. Il formalismo, il disinteresse per gli aspetti qualitativi della felicità si trasformano in una certa debolezza nello stabilire limiti e norme sostanziali: quali preferenze prendere concretamente in considerazione? In teoria quelle di tutti, indistintamente. Ma vi è una certa difficoltà a determinare l&#8217;insieme su cui applicare il calcolo utilitaristico, che può frequentemente dar luogo a discriminazioni di classe, razza, nazionalità, anche laddove queste vengano formalmente rifiutate. Preferenze apparentemente individuali sono il più delle volte dettate dai gusti e dalla cultura del gruppo cui si appartiene. Seppure ha una tendenza ad estendersi, l&#8217;utile ha al tempo stesso un&#8217;inclinazione contraria alla chiusura, ad accentuare identità e conflitti. Così, per un canto, nel liberismo i limiti di validità delle norme tendono a svaporare, tendono continuamente all&#8217;autoabrogazione. La totale deregolamentazione del mercato non sarebbe, da questo punto di vista, che l&#8217;estremizzazione di un tratto essenziale nell&#8217;ereditarietà etica del sistema liberista. Dall&#8217;altra parte l&#8217;utile, solitamente, tende in concreto a non coincidere affatto con le preferenze dei più, ma con quelle dei gruppi contrattualmente più forti o con maggiore disponibilità di mezzi di persuasione. La regola aurea subisce così un&#8217;ulteriore trasformazione: &#8220;fa&#8217; in modo che tutti abbiano le tue stesse preferenze&#8221;. L&#8217;appiattimento della politica sui suoi aspetti formalistici, finanziari e quantitativi trascina con sé la tendenza al conformismo etico, alla manipolazione mediatica del consenso, a sostituire il contraddittorio pubblico con il sondaggio d&#8217;opinione. L&#8217;ambivalenza del sistema liberista diventa evidente in questi giorni in cui le contraddizioni tra le sue matrici religiose e i suoi esiti storici danno spettacolo di sé nelle risposte protezionistiche al crollo dell&#8217;ultima ideologia. All&#8217;interno dei sistemi ultraliberisti i gruppi ricchi impongono un ricatto utilitaristico ai gruppi deboli: per questi ultimi si tratta di chiedersi se preferiscono pagare il conto dell&#8217;egoismo di chi per anni si è arricchito a loro spese; oppure punirli, e perdere tutto. Ma anche nelle dinamiche economiche globali l&#8217;ingiustizia degli esiti utilitaristici tradisce le aspirazioni ideali del liberismo. Qui viene in mente il folgorante giudizio di Noam Chomsky: il liberismo per le economie povere, il protezionismo per quelle ricche. I Paesi ricchi che, fin quando s&#8217;arricchivano, costringevano quelli poveri, col miraggio dello sviluppo, a un liberismo senza regole, pretendono un protezionismo per sé, ora che essi stessi s&#8217;impoveriscono. Praticamente la versione finanziaria del personaggio dell&#8217;Alice di L. Carroll, Humpty-Dumpty. Fortunatamente c&#8217;è anche un aspetto positivo in tutto ciò, e di non piccola importanza, giacché si fa sempre più chiara l&#8217;impossibilità di ridurre la democrazia a mera procedura tipica del sistema economico compiutamente espresso dall&#8217;ideologia liberale.</p>
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		<title>Taglio basso. Eluana e gli altri</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 07:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_816" class="wp-caption aligncenter" style="width: 432px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/terrischiavo401.gif"><img class="size-full wp-image-816" title="terri schiavo" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/terrischiavo401.gif?w=422&#038;h=291" alt="terri schiavo" width="422" height="291" /></a><p class="wp-caption-text">Finalmente libera dalle costrizioni terrene</p></div>
<p style="text-align:left;">Mi è recentemente capitato di leggere, sul giornale cittadino, un &#8220;taglio basso&#8221;, a firma di Bruno Vespa, dedicato al caso di Eluana Englaro, la donna da sedici anni in stato vegetativo permanente, sul quale di recente la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza storica, in Italia. I giudici di terzo grado, infatti, hanno dato torto a chi aveva impugnato una precedente sentenza, emessa in sede d&#8217;Appello, che dichiarava legittima la richiesta di Beppino Englaro di sospendere l&#8217;alimentazione forzata alla figlia Eluana. L&#8217;Englaro sarebbe riuscito a dimostrare, infatti, l&#8217;esistenza di una &#8220;volontà&#8221; della figlia, da lei espressa oralmente e da lui stesso raccolta, insieme ad altri testimoni, dalla quale risulta che Eluana non avrebbe dato il proprio consenso alla prosecuzione di tali trattamenti.<br />
Ciò che più colpisce nell&#8217;articolo di Vespa è l&#8217;approccio di basso profilo dato alla problematica, <span id="more-805"></span>tutta ridotta a un pro o contro il testamento biologico:<br />
«Per il centrodestra e alcuni cattolici del Pd il testamento biologico può autorizzare il distacco delle macchine e la cessazione di ogni cura, ma non la sospensione del trattamento alimentare che viene considerato naturale e non terapeutico. Per il centrosinistra e alcuni laici del PdL anche l&#8217;alimentazione somministrata attraverso un sondino è una terapia come tutte le altre: si avrebbe quindi il diritto di farla cessare quando si vuole»<br />
A parte le numerose inesattezze dell&#8217;articolo e la rappresentazione troppo schematica degli schieramenti, Vespa sembra credere sia più comprensibile (o rassicurante) per il pubblico che il conflitto di doveri si presenti piuttosto come un conflitto tra poteri dello Stato, tra magistratura e Parlamento. Le contrapposte ispirazioni etiche si trasformano immediatamente in drammatiche spaccature di partito, più o meno trasversali. Personificato in entità mitologiche, il dibattito è così sceneggiato in una sorta di riduzione teatrale parlamentare. Non si capisce bene se al grande giornalista sfugga la reale portata filosofica, politica, etica, antropologica della formidabile questione o se essa debba essere intenzionalmente manipolata per presentarla nella maniera adatta ad un pubblico ritenuto pigro e fifone. Per concludere, quello innescato dalla Cassazione è «un bel pasticcio». Davvero illuminante.</p>
<p>Si possono capire, anche se non giustificare, le superficialità del giornalista stretto tra le necessità di non allarmare i lettori né dispiacere i suoi referenti di partito né apparire troppo sfacciatamente di parte. Ma che dire delle dichiarazioni di politici, intellettuali, ecclesiastici?<br />
Ho qui davanti una qualsiasi rassegna stampa sul caso:<br />
- La Consulta di bioetica del centro Politeia parla di vittoria dello Stato di diritto e affermazione della democrazia e dell&#8217;autonomia individuale.<br />
Esultanza fuori luogo, laddove vi sono persone che soffrono.<br />
- Il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e il presidente dell&#8217;UdC, Rocco Buttiglione, tracciano, chissà perché, un&#8217;analogia tra il caso Englaro e la pena di morte. Anche chi è condannato a morte per un crimine commesso, ragiona quest&#8217;ultimo, può subire un profondo cambiamento morale così da non meritare più la pena capitale. A piu forte ragione, dunque, conclude il filosofo-politico dell&#8217;UdC, trattandosi di un&#8217;innocente, dopo tanti anni dovrà concedersi ad Eluana, anche se non può esprimersi, il beneficio del dubbio di un suo ipotetico cambiamento d&#8217;idee, che avrebbe potuto portarla, oggi, a chiedere l&#8217;alimentazione forzata.<br />
L&#8217;argomento è, forse, fin troppo audace e un po&#8217; incauto, date le presumibili intenzioni di Buttiglione. Infatti la possibilità di cambiare idea è un tratto tipico della persona; se questa possibilità manca, ciò potrebbe far pensare che la persona abbia già cessato di sussistere.<br />
- L&#8217;ex Ministro della Sanità, Francesco Storace, sembra il più confuso di tutti. Egli infatti vuole che il diritto all&#8217;alimentazione sia stabilito per decreto.<br />
Gli sfuggono, pertanto, alcuni piccoli particolari: ciò che è in discussione è proprio cosa debba intendersi per alimentazione, se l&#8217;alimentazione sia un dovere (del medico) o un diritto (dell&#8217;ammalato) e, in tal caso, infine, se questo diritto sia, o no, rinunciabile. Ma quello che è più sconcertante è che un ex ministro, pur autobattezzatosi demofascista, ritenga possibile sancire un diritto per decreto.<br />
- Il presidente della CEI, Bagnasco, dal canto suo, mette bene in chiaro cosa <em>dovrà</em> essere il &#8220;testamento biologico&#8221;, e la propria corretta lettura del dettato costituzionale: in quanto cura, e non terapia, non può esservi, per definizione, accanimento terapeutico nell&#8217;alimentazione forzata, che dunque non potrà essere rifiutata. Per definizione. E per testamento.<br />
Non è dato sapere, d&#8217;altronde, per quali ragioni si dice che le cure siano sempre obbligatorie e cosa esattamente impedisca di applicare al caso di Eluana la sentenza di Pio XII secondo la quale una perdita della coscienza, stimata permanente, permettebbe al medico di lasciare che la natura faccia il suo corso. In altre parole: cosa <em>esattamente</em> distingue la situazione esistenziale di Eluana da quella di una persona dalla quale sia moralmente lecito espiantare degli organi per la donazione? Proprio questo, che è il nocciolo della questione, non viene esplicitato.<br />
Solo dalle suore della clinica &#8220;Beato L. Talamoni&#8221; di Lecco, che attualmente si prendono cura di Eluana, sembra venire una dichiarazione all&#8217;altezza della solennità del caso: «Se c&#8217;è chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non chiediamo nulla in cambio se non il silenzio e la libertà di amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero».<br />
Nessuno però, che mi risulti, afferma che Eluana è morta. Tutta la questione ruota piuttosto attorno al dubbio che Eluana sia viva. Il punto sta allora nel prendere in considerazione le giuste obbligazioni morali e giuridiche a cui l&#8217;incertezza delle condizioni esistenziali di Eluana vincolano l&#8217;intera collettività.</p>
<p>Insomma, come già per Terri Schiavo, la superficialità e il chiasso mediatico, con cui tutta questa vicenda è stata affrontata, vanno di pari passo. Ma a chi serve una questione così complessa confezionata con un taglio (così) basso?<br />
Vi sarebbero attualmente dai duemilacinquecento a quattromila pazienti nelle medesime condizioni della Englaro. Credo che queste cifre siano uno degli aspetti maggiormente tenuti presenti da chi ritiene questa sentenza della Cassazione un tragico errore, il lasciapassare per l&#8217;uccisione di un&#8217;innocente o la cruna dell&#8217;ago da cui, d&#8217;ora in poi, transiterà qualsiasi cammello. E&#8217; così certamente per il presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, il quale parla di un «primo passo verso l&#8217;eutanasia». Intanto prendiamo atto che per il Cardinal Bagnasco questo caso che vede Eluana protagonista <em>non è</em> un caso di eutanasia. In questa diatriba sulla testa di Eluana per il testamento biologico, non è in ballo, alla fine, molto più che il solito argomento della &#8220;china scivolosa&#8221;. Cade opportuno allora domandarsi se il rischio di perdere migliaia di vite, ma solo in via ipotetica ed eventuale, abbia più peso di una sola persona, ma reale, e del suo diritto certo ad una morte dignitosa.<br />
Il lato curioso della faccenda sta nel fatto che rimanendo sul piano &#8220;alto&#8221; dell&#8217;argomentazione strettamente religiosa si dovrebbe giungere a «lasciar andare in pace» la povera Eluana, in quanto l&#8217;esistenza personale, in senso teologico, coincide col disporre di sé nell&#8217;autoaffidamento al Padre («Nelle tue mani affido il mio spirito»). Mi piace citare qui una riflessione del Card. Martini, pubblicata di recente in <em>Conversazioni notturne a Gerusalemme</em>: «Un concetto teologico mi è stato d&#8217;aiuto nel mio travaglio: senza la morte non saremmo in grado di dedicarci totalmente a Dio. Terremmo aperte delle vie d&#8217;uscita, non sarebbe vera dedizione. Nella morte, invece, siamo costretti a riporre la nostra speranza in Dio e a credere in lui. Nella morte spero di riuscire a dire questo sì a Dio». Quali gravissime ragioni sono in grado di giustificare un rinvio a tempo indeterminato del momento in cui anche Eluana potrebbe dire il suo sì a Dio?<br />
Quello della china scivolosa, invece, è un argomento &#8220;basso&#8221;, poco convincente sul piano intellettuale e, soprattutto, di stampo consequenzialista. Ciò nondimeno un certo pensiero deontologico e tuziorista, come quello di Ruini e Bagnasco, dopo aver strappato l&#8217;argomento del piano inclinato all&#8217;armamentario dialettico della teoria etica avversaria, se n&#8217;è appropriato, illudendosi di farne il bastione della moralità sulla linea del Piave della difesa della vita.<br />
Più che per un desiderio di verità e giustizia, per un diffuso bisogno di rassicurazione e di certezze.</p>
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		<title>Una tragedia incomprensibile, anzi, annunciata</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 15:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal barbiere è ancora possibile fare incontri interessanti. Proprio ieri parlavo di uno dei miei argomenti preferiti, la scuola, con un signore, anche lui in attesa del suo turno. «Che lei abbia questa passione nell&#8217;insegnamento è ammirevole, professore, ma l&#8217;edilizia scolastica, al contrario di quanto lei sostiene, è un problema marginale», mi diceva più o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=812&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_813" class="wp-caption alignright" style="width: 344px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/scuola_torino_334_871977061.jpg"><img class="size-full wp-image-813" title="scuola_torino_334_871977061" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/scuola_torino_334_871977061.jpg?w=334&#038;h=219" alt="Il crollo della scuola" width="334" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">Il crollo della scuola</p></div>
<p>Dal barbiere è ancora possibile fare incontri interessanti. Proprio ieri parlavo di uno dei miei argomenti preferiti, la scuola, con un signore, anche lui in attesa del suo turno. «Che lei abbia questa passione nell&#8217;insegnamento è ammirevole, professore, ma l&#8217;edilizia scolastica, al contrario di quanto lei sostiene, è un problema marginale», mi diceva più o meno nello stesso istante in cui a Rivoli crollava il tetto di un&#8217;aula scolastica, uccidendo un alunno di diciassette anni, Vito Scafidi, e ferendone gravemente altri. Invano io cercavo di spiegare la scuola come la vede un personalista, e cioè come a un bisogno, e come occorra, quindi, rispondere alle condizioni materiali primarie prima di poter anche solo pensare alla soddisfazione di esigenze più elevate e spirituali. <span id="more-812"></span>Il che vuol dire investire sulle persone invece che sulle carte, sugli studenti e i cittadini, più che sugli &#8220;utenti&#8221;, migliorare la scuola primaria e media per avere migliori università, adeguamento dell&#8217;edilizia scolastica (appunto) prima delle divise scolastiche o del voto in condotta.</p>
<p>Come si possa pensare di realizzare programmi scolastici destinati a chi dovrà far muovere un Paese ad economia avanzata dentro strutture scolastiche a suo tempo realizzate per un Paese ad economia emergente è per me un mistero.  Come si possa pensare di far scuola dentro strutture edilizie progettate per civile abitazione, pure.  Come si possa sperare in un&#8217;istruzione di qualità, tempo pieno, progetti da miliardi di euro, costringendo al tempo stesso trenta adolescenti per otto ore in venti metri quadri (per mancanza di spazio e risparmi sul personale docente) senza impianti sportivi, biblioteche, laboratori, mense, aule attrezzate, senza trasformare questi cittadini in furie scatenate&#8230; Idem.<br />
Sento il Premier dire: «Il crollo della scuola a Rivoli? Una fatalità che può accadere in qualsiasi abitazione privata». Allora accadrà ancora, infatti la maggior parte delle scuole sono ospitate in edilizia di civile abitazione. Oppure l&#8217;Uomo più Intelligente del Mondo voleva dire che una cosa simile potrebbe accadere anche a Villa Macherio?<br />
«Una tragedia incomprensibile», dice la Maria Stella Ministra. Come se i tagli alla scuola li avesse fatti mio nonno. Comprensibile, Stella, comprensibilissima, anzi, annunciata.</p>
<p>Ormai entro ogni giorno in classe dicendo: speriamo che oggi i superiori ci lascino fare lezione. Infatti, poiché mancano strutture materiali adeguate, gli approfondimenti pomeridiani vengono sempre più spesso trasferiti al mattino, durante le ore destinate alle discipline curriculari: &#8220;Come!? Due diverse discipline nella stessa ora di lezione?&#8221;. E&#8217; assurdo, vero? Ma vero, verissimo. Svegliatevi, genitori, contribuenti!<br />
«Speriamo ci facciano fare lezione», pensavo, mentre mi accingevo a parlare della &#8220;filosofia del principio come principio della filosofia&#8221;. Ed ecco che irrompono in aula persone a me sconosciute: «Siamo medici, siamo qui per parlare di talassemia, non ne siete stati avvertiti?» No, non eravamo stati avvertiti. Magari la talassemia è una questione più utile e interessante della bizzarra faccenda consistente nel fatto che la scuola di Mileto, Talete, Anassimandro, Anassimene, cioè i primi filosofi, curiosamente riflettano sul principio, mostrando così d&#8217;avere una singolare consapevolezza di sé, oltre che di pensare a ciò che stanno facendo.<br />
Però, come sarebbe utile che qualcuno, lassù, ascoltasse questa lezione!</p>
Posted in Filosofia, Scuola, Zibaldone Tagged: crollo della scuola di Rivoli, Maria Stella Gelmini, problemi della scuola, Silvio Berlusconi, Vito Scafidi <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/812/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=812&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Perché scelgo lo stato laicale. Lettera di un giovane prete al suo vescovo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 23:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiare Lettere]]></category>
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		<description><![CDATA[
A Sua Eccellenza rev.ma
Salvatore De Giorgi, Arcivescovo.
Prima di iniziare questa memoria desidero benedire la bontà di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che mi ha chiamato al servizio della comunità ecclesiale ed all&#8217;annuncio del Vangelo tramite il dono soprannaturale del sacerdozio. Dichiaro di amare la comunità ecclesiale e di venerare tutti i suoi insegnamenti.
Eccellenza, mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=215&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a title="pappal-autografo-omissis.jpg" href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/11/pappal-autografo-omissis.jpg"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/11/pappal-autografo-omissis.jpg?w=320&#038;h=426" alt="pappal-autografo-omissis.jpg" width="320" height="426" /></a></p>
<p>A Sua Eccellenza rev.ma<br />
Salvatore De Giorgi, Arcivescovo.</p>
<p>Prima di iniziare questa memoria desidero benedire la bontà di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che mi ha chiamato al servizio della comunità ecclesiale ed all&#8217;annuncio del Vangelo tramite il dono soprannaturale del sacerdozio. Dichiaro di amare la comunità ecclesiale e di venerare tutti i suoi insegnamenti.</p>
<p>Eccellenza, mi risolvo dopo una lunga ed attenta riflessione a chiedere la riduzione allo stato laicale con annessa dispensa dal celibato. <span id="more-215"></span>Questa richiesta è stata preceduta da alcuni periodi di pausa dall&#8217;esercizio del ministero che Sua Eccellenza ha voluto concedermi perché giungessi ad una decisione ben ponderata. Nel corso di quest&#8217;ultimo anno si sono chiarite in me le principali motivazioni, generali e particolari, e le cause, recenti e remote, che mi conducono a questo passo.</p>
<p>Non occorre molto per raccontare la mia storia vocazionale. Sono nato il sabato di Pasqua del &#8230;., secondo di quattro figli maschi, in una minuscola casa popolare del quartiere palermitano della Noce. Mio padre era operaio, mia madre casalinga. L&#8217;educazione mia e dei miei fratelli è semplice: la scuola, la parrocchia di S. Ernesto, ove ebbi la fortuna di essere affidato, sin dall&#8217;età di cinque anni, per la preparazione alla prima comunione e successivamente come piccolo ministrante ed iscritto all&#8217;azione cattolica, alle cure di Don («Padre») Giuseppe Castiglione, morto in fama di santità. Ricordo che sin da allora manifestavo la volontà di essere prete. La mia famiglia è religiosa da sempre; la figura del sacerdote (Don Francesco Pizzo ed il cugino Giuseppe, parroco di S. Ernesto, Don Fanara&#8230;) è sempre stata presente e familiare per noi piccoli.<br />
All&#8217;età di nove anni lasciai questo ambiente ricco di rapporti ed esperienze per andare a vivere con una coppia di zii (lei sorella di mia madre, lui di mio padre) senza figli. Questa zia era stata adottata e viveva, insieme al marito, praticamente nella stessa casa di una sorella della madre, sposata ed anche lei senza figli. Gli zii inoltre vivevano nello stesso stabile ed in stretta comunione di rapporti con la mia nonna materna, vedova, la seconda delle tre figlie di quest&#8217;ultima ed altre quattro sorelle della nonna, tutte nubili.<br />
Le condizioni economiche di questa nuova famiglia erano sensibilmente migliori rispetto a quella dei miei genitori ma andavo ad inserirmi in una realtà che mi era estranea, dominata da una moltitudine di figure femminili, per lo più anziane, e da nessuna figura materna. La voglia di non deludere, soprattutto nella scuola, e la difficoltà di manifestare bisogni, disagi e desideri, ma soprattutto il trauma di essere strappato all&#8217;ambiente d&#8217;origine, fecero di me un bambino isolato e nevrotico. Perciò ho vissuto il mio ingresso al seminario minore, nell&#8217;autunno del 1970, senza il dolore della separazione dalla famiglia, anzi, come la coronazione di un desiderio coltivato da tanto tempo.<br />
Ricordo gli anni del seminario minore tra i più belli della mia giovinezza. La sede si trovava allora in via Vespri, un grande complesso che il Card. Ruffini aveva dotato di alcune strutture d&#8217;avanguardia: laboratorio scientifico, palestra, campi sportivi ed una grande cappella. Qualcuno lamentava che il seminario non contasse che centodieci alunni, quell&#8217;anno. La mia classe era composta da ventiquattro ragazzi. Il clima era sereno, c&#8217;era un&#8217;atmosfera di impegno, tutto un fervore di attività parallele alla preghiera ed allo studio: sport, teatro, cinema, giardinaggio. In estate ci si recava per un mese a Baida per il seminario estivo. In quegli anni ho incontrato alcuni dei sacerdoti che più stimo: Salvatore Di Cristina, Pietro Magro, Giovanni Oliva, Pino Sclafani, Mario Golesano, Salvatore La Sala, Pino Puglisi ed allacciai amicizia con parecchi compagni, alcuni dei quali sono sacerdoti: Cesare Rattoballi, Mario Cassata&#8230; Erano anni di sperimentazione, anche nella Chiesa ed il seminario era un vero laboratorio di nuove proposte formative. Allora non potevo certo rendermene conto, ma le idee del Concilio passavano attraverso lo stile e la prassi dei superiori, quasi sempre giovani sacerdoti o addirittura freschi di studi e prossimi all&#8217;ordinazione. Ma le idee nuove e le inquietudini che filtravano dal mondo esterno, a mano a mano che la crisi degli anni &#8216;70 andava maturando, portavano con loro anche dei problemi. Le vocazioni andavano scarseggiando, il numero dei seminaristi diminuiva sensibilmente ogni anno.<br />
Nel 1974 la «Sesta Casa», il vecchio seminario minore di via Vespri, fu chiusa per sempre. Ci trovammo così in quarta ginnasiale, essendo rimasti una ventina, a dover cambiare sede ed istituto scolastico. Trovammo sistemazione presso l&#8217;attuale Seminario Maggiore, in via Incoronazione; per la scuola ci recavamo ogni mattina al seminario di Monreale, nei cui locali era distaccata una sezione del ginnasio Guglielmo II. Si tratta di anni importanti per la mia formazione umana ed affettiva. Nonostante i ritmi comunitari, non mancavano i contatti con giovani non seminaristi. Tra i nostri compagni di classe c&#8217;erano anche alcune ragazze. Fu senz&#8217;altro per via di quest&#8217;aria di apertura che, conclusisi i due anni di ginnasio, noi seminaristi decidemmo di iscriverci al liceo statale Vittorio Emanuele II pur continuando l&#8217;esperienza comunitaria a tempo pieno nella comunità del seminario minore. I superiori, in particolare Don Salvatore Di Cristina, nominato rettore proprio quell&#8217;anno, assecondarono la decisione. Essendo rimasti in quattordici ci trasferimmo nella sede di Piazza Peranni. Si trattò di un&#8217;esperienza dolorosa ed esaltante ad un tempo. L&#8217;affiatamento tra noi ed i superiori, Di Cristina, prima, Alessandro Manzone e Rosario Giuè successivamente, era così forte che si può parlare davvero di una comunità autogestita fino nei più piccoli dettagli: dalla liturgia, alla formazione, gli orari, ai contatti con l&#8217;esterno, alla manutenzione della casa, la pulizia degli ambienti, il giardino, l&#8217;arredo e persino la preparazione della colazione e della cena. I rapporti con i compagni e le compagne di scuola erano intensi ed essi frequentavano assiduamente e con naturalezza la nostra casa.<br />
Ma si trattava degli ultimi slanci di un&#8217;esperienza in via di esaurimento. I tempi della sperimentazione erano ormai finiti, il seminario minore era destinato a scomparire; la Curia, attraverso l&#8217;economo, ci faceva sapere che non era vantaggioso tenere in piedi una comunità di poco più di dieci seminaristi. Il seminario minore doveva chiudere. Poiché noi seminaristi avremmo voluto proseguire in una istituzione della diocesi il nostro cammino vocazionale, il Card. Pappalardo, nel corso di una nervosa riunione, ci disse che avremmo dovuto noi stessi trovare qualche sacerdote disposto ad assumersi l&#8217;incarico di rettore. Ricordo che contattammo, tra gli altri, il compianto Don Giosuè Bonfardino, il quale rifiutò.<br />
La brusca fine del seminario minore per banali motivi di amministrazione avrebbe lasciato in me un risentimento profondo che non sarei mai più riuscito a superare. Mi sentivo tradito dalla mia Chiesa. Per la prima volta mi rendevo conto che motivi di carattere economico avevano la meglio su qualsiasi altra considerazione e valore in una scelta pratica della diocesi e potevano prevalere persino sulle persone stesse.<br />
Trascorsi a casa dei miei l&#8217;ultimo anno di liceo e il primo di teologia. Anni importanti anche questi, perché ricchi di idealità, progetti, sogni; di affettuosi rapporti di profonda amicizia con molti coetanei e di speciale tenerezza per una ragazza.<br />
Nell&#8217;autunno del 1979 entrai come interno al seminario maggiore. Il rettore era allora Mons. Vincenzo Cirrincione, attuale vescovo di Piazza Armerina. L&#8217;intero gruppo dei superiori era stato nominato proprio quell&#8217;anno. La comunità del seminario maggiore, infatti, usciva da un periodo drammatico. L&#8217;anno precedente si erano verificati episodi di omosessualità nei quali erano coinvolti alcuni seminaristi; uno di questi aveva infine tentato di suicidarsi in seminario.<br />
Al &#8220;minore&#8221; avevo vissuto un&#8217;esperienza formativa ed umana di prim&#8217;ordine, che sovrastava di gran lunga gli stili e i modelli &#8211; che mi apparivano grossolani, sprovveduti dal punto di vista pedagogico, spiritualmente poveri e culturalmente antiquati &#8211; proposti dai responsabili negli anni del seminario maggiore. Il tipo di prete che in quel mondo a misura di parroco si andava formando mi appariva del tutto estraneo alla necessità di incarnare un&#8217;umanità a misura del mondo, di plasmare in se stessi il modello dell&#8217;uomo di tutti, di rappresentare esistenzialmente l&#8217;uomo delle beatitudini, le forme di un&#8217;umanità universale. Preparati a compilare a dovere il modulo del processicolo matrimoniale &#8211; come ebbe a dire icasticamente, appena qualche anno fa, un vescovo siciliano &#8211; ma incapaci di un&#8217;ermeneutica salvifica dell&#8217;oggi.<br />
Gli anni del seminario maggiore trascorsero proficuamente, dal punto di vista della mia preparazione teologica, ma con un disagio e una delusione crescenti dal punto di vista umano. A causa delle lotte intestine al collegio dei docenti, della scarsa considerazione da parte dell&#8217;episcopato siciliano e della crisi legata al delicato passaggio istituzionale verso l&#8217;erezione a facoltà teologica, gli allievi dell&#8217;Istituto teologico S. Giovanni, ed in particolare i seminaristi, vivevano un profondo malessere. L&#8217;ultimo nostro anno di teologia fu particolarmente sofferto. Gli allievi furono, in maniera più o meno aperta, accusati dal Preside, Mons. Crispino Valenziano &#8211; una persona ossessionata dalla paura che la sua creatura potesse naufragare &#8211; di complottare contro la facoltà. I seminaristi che sostennero in quell&#8217;anno l&#8217;esame di baccellierato si videro abbassare di un voto il risultato dell&#8217;esame finale. Io stesso fui più volte convocato dal Preside ed invitato a cambiare istituto.<br />
Anche in questa circostanza il Card. Pappalardo si sottrasse alle sue responsabilità. Solo in un&#8217;occasione, quando ormai la data dell&#8217;ordinazione presbiterale era stabilita, si limitò ad affermare: «non ti avrei mai ordinato diacono se avessi saputo di te certe cose&#8230;».<br />
Poi mi consegnò il seguente biglietto:</p>
<p><em>Ecco alcuni punti sui quali il caro&#8230; è invitato a riflettere e progredire:<br />
- segno d&#8217;intelligenza è <span style="text-decoration:underline;">non</span> l&#8217;essere tenacemente attaccati al proprio giudizio <span style="text-decoration:underline;">ma</span> saper considerare e tenere in conto anche le idee e le ragioni degli altri;<br />
- accettare norme ed indicazioni di comportamento che vengono date da persone responsabili non è subire violenza dall&#8217;esterno, ma vivere nella Comunità ed evitare atteggiamenti singolari o stravaganti o talora pericolosi;<br />
- le qualità e le doti che si possiedono devono essere sempre messe a servizio del ministero e mai fatte prevalere su di esso e sulle sue esigenze;<br />
- la funzione di guida e di leadership va svolta con semplicità e modestia, procurando di mettere in mostra ed utilizzare le capacità degli altri.</em></p>
<p>Fui ordinato presbitero il &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. Quell&#8217;anno ho anche conseguito, con il giudizio di magna cum laude il grado di baccelliere presso la facoltà teologica di Sicilia.<br />
Solo dopo i primi tre anni di ministero presbiterale, svolto come vice parroco presso la parrocchia di &#8230;. («andrai con Don &#8230;., che ti conosce bene&#8230; Non posso mandarti in una parrocchia qualsiasi, rischieresti di bruciarti subito&#8230;», aveva detto il Cardinale il giorno dopo la mia ordinazione) e di insegnamento della religione cattolica presso il liceo scientifico &#8230;, ottenni dall&#8217;Arcivescovo il permesso di trasferirmi a Roma per un periodo di studi, durato quattro anni, presso la Pontificia Università Gregoriana, conseguendo la licenza in teologia morale con il voto di magna cum laude. Nel frattempo svolgevo attività pastorale, prevalentemente al servizio dei giovani, presso la parrocchia romana di Stella Mattutina. Nel 1987 ho anche ottenuto la laurea in storia e filosofia presso l&#8217;Università di Palermo con la votazione finale di 110 e lode.<br />
Non potendo continuare gli studi a Roma, soprattutto a causa delle ristrettezze economiche in cui mi trovavo, non godendo allora di alcun sostentamento, tornai in diocesi. Il mancato sostentamento economico si era protratto, dal settembre 1986 agli inizi del 1990, per tutta la durata dei miei studi di perfezionamento in teologia morale presso l&#8217;Università Gregoriana di Roma. Al proposito ripeto quanto già ho avuto modo di dire a Sua Eccellenza e cioè che il Card. Pappalardo assicurò che si sarebbe provveduto in qualche modo al mio sostentamento, assicurazione cui la diocesi non riuscì in seguito ad ottemperare, nonostante per due volte, in tempi diversi, avessi fatto presente la cosa allo stesso Arcivescovo e al responsabile dell&#8217;istituto diocesano per il sostentamento del clero, allora Mons. Vincenzo Manzella. La mia permanenza romana ed i miei studi furono in qualche modo resi possibili solo ed esclusivamente grazie alla carità di alcuni amici sacerdoti (Don Piero Magro, in primo luogo), di alcune persone buone e dell&#8217;ospitalità dell&#8217;amatissimo Mons. Gabriele Perlini, parroco della comunità romana di Stella Mattutina.<br />
Se menziono questi fatti è solo perché tutto ciò ebbe conseguenze negative che si sono prolungate fino a tempi recenti. Infatti proprio a causa delle ristrettezze economiche in cui versavo mi vidi nell&#8217;impossibilità di conseguire il dottorato in teologia e dovetti proseguire la stesura della tesi a Palermo. Rientrato a Palermo dal mio soggiorno di studi a Roma ho iniziato la stesura della tesi di dottorato sotto la direzione del prof. S. Privitera. Dal 1990 ad oggi ho insegnato teologia morale fondamentale e tenuto seminari sul gradualismo teologico-morale, prima presso lo studio teologico «S. Luca», di Catania, poi a Palermo, presso la nostra facoltà teologica, col titolo di assistente alla cattedra di teologia morale e dal 1994-95 anche presso l&#8217;Istituto teologico «B. Giovanni Duns Scoto», della provincia siciliana dei frati minori conventuali, tenendovi i corsi di morale fondamentale, dottrina sociale della Chiesa, morale della vita fisica, logica e cosmologia. Dal 1994 sono dottorando presso la cattedra di filosofia del diritto dell&#8217;Università di Palermo. Ho svolto la mia attività di ricerca anche attraverso la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche ed intervenendo a conferenze e convegni dedicati soprattutto a tematiche di bioetica, etica sociale, diritti dell&#8217;uomo. Dal 1993 al giugno del 1996, infine, ho prestato il mio servizio pastorale presso la chiesa di &#8230;., in qualità di rettore.<br />
Il &#8230;. ho consegnato le mie dimissioni dalla facoltà teologica di Sicilia e successivamente da tutti gli altri incarichi di insegnamento teologico. Anche se precedute da una lunga crisi iniziata con il martirio di Padre Puglisi, che diede l&#8217;avvio in me ad una riflessione sulle colpe della nostra comunità diocesana in quella morte, le vicende cui sono legate tali dimissioni costituiscono la causa prossima che mi fa risolvere alla richiesta di lasciare il ministero.<br />
Non credo sia il caso di scendere ulteriormente nei dettagli di questa vicenda, che, del resto, ho già illustrato a Sua Eccellenza nella mia lettera del &#8230;. Ripeto solo che le mie dimissioni furono dovute al fatto che in vari colloqui e, in almeno un&#8217;occasione, anche in presenza del preside e del vice preside di allora, rispettivamente i professori Salvatore Di Cristina, e Aldo Naro, il prof. Salvatore Privitera ha rinunciato alla difesa della mia tesi dottorale sulla (a suo tempo da lui presentata, nel suo impianto generale, al consiglio dei docenti di codesta facoltà ed in quella sede debitamente approvata) motivando questa sua posizione con la denuncia dell&#8217;errata impostazione della tesi, dalla quale procederebbe, ad onta di numerose ed esplicite dichiarazioni in contrario in essa contenute, la fallacia logica di stampo relativista, decisionista, non cognitivista&#8230;<br />
In realtà il rifiuto del direttore della tesi a difenderla in sede dottorale fu dovuta ad una sua incomprensione o/e intolleranza di una impostazione teologico-morale diversa da quella che egli riteneva di dover personalmente sostenere. A questo proposito colgo l&#8217;occasione per ribadire la mia adesione a tutto ciò che è insegnato in materia di morale dal Magistero ecclesiale, ed in modo particolare dal concilio Vaticano II, e nuovamente respingo qualsiasi accusa di relativismo morale.<br />
L&#8217;episodio delle mie dimissioni dalla facoltà teologica, come dicevo, è stato particolarmente rilevante per la mia richiesta di essere sospeso dal ministero. Come si vede da questa deposizione, nel corso di quasi quattordici anni di ministero non ho mai ricoperto particolari responsabilità pastorali. La mia presenza ecclesiale è stata caratterizzata da una certa marginalità. Prima che accadesse l&#8217;ultimo degli episodi esposti ritenevo, in tutta semplicità, che ciò corrispondesse alle intenzioni dichiarate dei superiori, in particolare dell&#8217;Arcivescovo, il Card. Pappalardo, e successivamente del suo vicario generale Mons. Salvatore Gristina; l&#8217;intenzione, cioè, che il mio ministero si svolgesse nel campo della ricerca teologica e dell&#8217;insegnamento. Questo, infatti, era il compito esplicitamente assegnatomi dall&#8217;Arcivescovo per motivare, per esempio, la mia permanenza a Roma e tutti gli altri incarichi pastorali affidatimi in questi anni. Perciò l&#8217;indifferenza manifestata dai superiori di fronte alle mie dimissioni dall&#8217;insegnamento presso la facoltà è stata per me profondamente rivelatrice dei dubbi e del sostanziale scetticismo che in realtà essi nutrivano sull&#8217;autenticità del mio impegno ecclesiale e sulla mia fedeltà al Magistero.<br />
Certo, la mia sfera affettiva non è integra, nel senso che mi porto dentro ferite antiche alle quali si sono sovrapposti successivi errori. In particolare, sin dalla formazione in seminario e dall&#8217;ordinazione ho sempre commesso un errore di valutazione, che mi ha portato a credere che questa mia fragilità non mi avrebbe impedito di perseguire l&#8217;obiettivo di contribuire &#8220;dall&#8217;interno&#8221; alla crescita della Chiesa. Perciò nonostante l&#8217;attrattiva della vita coniugale e nonostante l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;istituzione del celibato ecclesiastico rispetto alla sensibilità ed alla cultura degli uomini e delle donne di oggi fosse sempre più chiara nella mia mente, mi sono sforzato di rimanere fedele al ministero ed alla promessa di celibato per amore del mio popolo, anche a prezzo di sacrifici e dilanianti rinunce. Ma una volta giunto alla conclusione di essere stato deliberatamente posto in isolamento per tredici anni (e, ancor prima, fin dai tempi del seminario maggiore) oggi avverto che sarebbe contrario alla volontà di Dio reprimere il desiderio di ricostruire una mia integrità affettiva e di conquistare un equilibrio interiore con l&#8217;aiuto della persona che amo. Ma credo soprattutto che il Signore mi chiami oggi ad un ministero di carità, ancora più impegnativo, nella vita coniugale, nell&#8217;accoglienza della vita, nell&#8217;educazione dei bambini e dei giovani all&#8217;amore, nell&#8217;aspirazione ad una pienezza di vita umana.<br />
Quanto ai miei superiori di questi anni mi rammarico solo della loro sconfortante mancanza di coraggio che ha seppellito, per accidia, per cupidigia, vanità, attaccamento al potere o semplicemente per paura di supposti «atteggiamenti singolari, stravaganti e talvolta pericolosi», innumerevoli talenti che lo Spirito aveva disseminato nella comunità ecclesiale.</p>
<p>Eccellenza, eccomi alla fine di questa confessione. In questi giorni cerco di relativizzare la mia esperienza e di inserirla in un più grande travaglio in cui si trova tutta la Chiesa.<br />
Non penso di sbagliarmi, almeno su questo: una parte delle mie contraddizioni sono in realtà quelle di tutta intera la nostra comunità, che, proiettata su uno scenario che è sempre più vasto ed assume sempre più le dimensioni universali di quella messe su cui si posa lo sguardo di Cristo nel vangelo, in qualche modo, nonostante tutto, va liberandosi delle sue visioni contingenti. Forse questa goccia di sofferenza nel mare della Chiesa e del mondo potrà rivelarsi non del tutto inutile in futuro. Allora potrà ricevere un bagliore di significato nella logica che sostiene la speranza del chicco di grano.</p>
<p>Eccellenza rev.ma,<br />
approfitto dell&#8217;occasione, nel consegnarle questa nuova versione leggermente riveduta della mia memoria per la dispensa, per porgerle l&#8217;augurio di un S. Natale e rinnovarle i sensi della mia stima e del mio affetto per lei.<br />
Sento dai giornali e dai discorsi di tanti amici che anche l&#8217;arcivescovo di Palermo è finalmente impegnato in modo convincente nella fatica di quanti cercano di redimere le nostre Chiese da ogni collusione ed indulgenza nei confronti di certe forme di peccato. Lei, Eccellenza, ha saputo trovare parole migliori &#8211; vorrei dire &#8220;più evangeliche&#8221; ma certamente più sincere &#8211; di quanto non si sia riusciti nel nostro recente passato ecclesiale. Parole più credibili perché invitano a denunciare il male guardando in primo luogo a quello che è presente proprio in seno alla stessa comunità ecclesiale.<br />
Non è affatto un caso che avvengano solo adesso fatti di inaudita gravità, che sembrano riportarci a trascorsi tenebrosi, e scene penose come quella che vede il nostro vescovo pubblicamente schiaffeggiato dal prete palermitano più notoriamente corrotto degli ultimi trent&#8217;anni.<br />
Vorrei consolarla, Eccellenza, anche se ne sono del tutto indegno, dicendole che stanno semplicemente colmando la loro misura. Mi riferisco, oltre alla persona che ha compiuto questo gesto, anche ad altre che lei ha in qualche modo allontanato ed altre ancora che rimangono tuttavia al loro posto. Sono mercenari, non pastori, che, nonostante l&#8217;avvicendarsi nella cattedra palermitana di tre cardinali, hanno sempre goduto il favore di chi invece avrebbe dovuto allontanarli. Sono gli stessi che, forse perché troppo occupati a progettare centri commerciali, hanno lasciato solo e senza aiuti P. Puglisi e quei pochi impegnati nei centri sociali, l&#8217;unico efficace strumento non repressivo che in questi anni la comunità civile e quella ecclesiale abbiano saputo inventare per combattere la mafia. Sono gli stessi che hanno spogliato parrocchie ed antiche chiese, depredato ed abbandonato al degrado il patrimonio culturale e spirituale della Chiesa, mentre decine di parroci di periferia venivano lasciati operare, per anni ed anni, senza strutture, senza oratori, senza canonica, senza neppure luoghi di culto degni di questo nome, in luoghi malsani, capannoni industriali, autorimesse&#8230;<br />
Quegli equilibri di potere che hanno impedito per anni lo sviluppo civile, economico, culturale e spirituale del Paese sono stati garantiti, nella nostra città da queste stesse persone scambiando consenso e privilegi. Ovunque, nella Chiesa di Palermo per venticinque anni è prevalso il calcolo economico sull&#8217;interesse pastorale ed il benessere spirituale della nostra gente.<br />
Ma certamente lei conosce tutte queste cose.<br />
Nell&#8217;esempio biblico del servo sofferente a causa degli empi l&#8217;uomo buono trova il proprio conforto.<br />
Desidero ringraziarla ancora una volta per la bontà, anzi la delicatezza, con la quale lei mi ha trattato nel breve periodo in cui le sono stato affidato come sacerdote e per il bene che lei ha già fatto a questa Chiesa.</p>
<p>Fraternamente suo</p>
<p>Palermo, 17 dicembre 1997</p>
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Posted in Chiare Lettere, Dialogo Chiesa-Mondo, Pedagogia, Teologia, Zibaldone Tagged: Cardinale De Giorgi, Cardinale Pappalardo, Cataldo Naro, celibato, Chiesa di Palermo, crisi vocazionale, Gabriele Perlini, Mons. Di Cristina, Padre Pino Puglisi, riduzione allo stato laicale, sacerdozio, Salvatore Privitera, Seminario dei chierici <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/215/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=215&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>C.Catherwood,Perchè il mondo combatte nel nome di Dio?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maik07</dc:creator>
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di 
Michele Vilardo

 
 
Cristiani contro musulmani. Sunniti contro sciiti. Cattolici contro protestanti. Perché il mondo combatte nel nome di Dio? Le guerre religiose, e in particolare lo scontro fra civiltà, sono da sempre appartenute alla storia dell’uomo, come se nel genere umano fosse presente una tendenza innata a combattere e distruggere se stessi e gli altri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=794&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><em></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Michele Vilardo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/img-10.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-793" title="img-10" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/img-10.jpg?w=202&#038;h=300" alt="img-10" width="202" height="300" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Cristiani contro musulmani. Sunniti contro sciiti. Cattolici contro protestanti. Perché il mondo combatte nel nome di Dio? Le guerre religiose, e in particolare lo scontro fra civiltà, sono da sempre appartenute alla storia dell’uomo, come se nel genere umano fosse presente una tendenza innata a combattere e distruggere se stessi e gli altri in nome di una fede. Dalla prima jihad nel VII secolo, all’indomani della nascita della religione islamica, alle crociate cristiane del Medioevo; dalle guerre connesse alla Riforma protestante fino al terrorismo settario dei giorni nostri e alla risposta dell’antiterrorismo, Christopher Catherwood ricostruisce accuratamente la storia della guerra santa, la complessità e la molteplicità di aspetti di un argomento che ha diviso e continua a dividere l’opinione pubblica, Il risultato è un’analisi esaustiva del rapporto tra la violenza del passato e i conflitti contemporanei, che rivela lo sconvolgente legame tra guerra e religione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">C.Catherwoord,<em>Perchè il mondo combatte nel nome di Dio? Jihad,crociate,terrorismo:tredici secoli di guerre sante</em>. Newton Compton Editori,Roma 2008.</span></p>
Posted in Firmino (recensioni), Scuola, Teologia, Zibaldone Tagged: crociate, guerre di religione, Guerre sante, jihad, terrorismo <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/794/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/794/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/794/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/794/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/794/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/794/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/794/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/794/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/794/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/794/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=794&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Barak e l&#8217;ultimo muro</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 15:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/obama-kennedy.jpg"><img class="size-full wp-image-810 alignleft" title="obama-kennedy" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/obama-kennedy.jpg?w=260&#038;h=360" alt="obama-kennedy" width="260" height="360" /></a>Una vecchia enciclica di Papa Giovanni XXIII, la <em>Pacem in terris </em>(1963), scritta in piena guerra fredda, mentre il mondo si apriva alla speranza per gli slanci idealisti del neoeletto Presidente degli Stati Uniti e tremava per la crisi di Cuba, la più grave crisi politico-militare globale di tutto il dopoguerra, insegna che la pace universale non potrà mai essere realizzata tramite l&#8217;equilibrio del terrore, ma solo liberando il profondo desiderio di pace presente in ogni uomo in quanto creato da Dio. In un famoso passo della stessa enciclica il papa distingueva tra le ideologie e i movimenti storici che da esse scaturiscono. Egli, pur respingendo fermamente le premesse teoriche di ateismo di taluni di essi, invitava a cooperare con quei movimenti ovunque la coscienza cristiana non lo impedisse.<br />
La possibilità di riferire la <em>Pacem in Terris</em> al comunismo è del tutto evidente. Si può dire, ad esempio, che il male oscuro che portò al crollo dei regimi dell&#8217;Est non fu il comunismo ma piuttosto il loro ateismo. <span id="more-609"></span>Il comunismo infatti è un sistema economico come un altro, che potrebbe essere giudicato anche soltanto sulla base della sua efficienza (o non efficienza) nel produrre benessere sociale. Tuttavia la causa vera del suo crollo fu l&#8217;ateismo, che soffocò le energie naturali di interi popoli e, paradossalmente, dello spirito più autentico del comunismo stesso, reprimendone le aspirazioni ideali che pure nella sua storia erano elevate e possenti nel profondo desiderio di condivisione e solidarietà.<br />
Ricordo che il crollo del muro di Berlino, nel 1989, e la fine del socialismo reale furono salutati da molti come il trionfo del modello occidentale, soprattutto nella versione mercatista offertane negli anni &#8216;80 dalla politica economica di Reagan. In appassionati dibattiti con i miei giovani amici romani della parrocchia di Stella Matutina si andava invece sostenendo la tesi che, fatta salva la sacra libertà personale di coscienza di chi ritiene di doversi professare ateo, il crollo del muro di Berlino dimostrasse, piuttosto, che l&#8217;ateismo in se stesso è contrario ai veri interessi dell&#8217;umanità.</p>
<p>Il principio e la metodologia di separare i giudizi sulle ideologie da quelli sulle forme storiche che esse assumono nei processi di trasformazione delle società possono ricevere un&#8217;applicazione, paradossalmente rovesciata, anche al capitalismo e al liberismo. Gli stessi segni dei tempi che nella <em>Pacem in Terris</em> esprimono una profezia eziologica sul comunismo valgono, anche oggi, per l&#8217;ateismo pratico prodotto dalle cosiddette radici cristiane del mondo occidentale.<br />
Il Benedetto laico, appena elevato al soglio pontificio del paese più religioso e pragmatista del mondo, per uno scherzo della storia si trova a governare sulle macerie del crollo di Wall Street nell’occorrenza dell&#8217;ottantesimo anniversario della crisi del &#8216;29, nel sessantesimo della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nel quarantesimo dell&#8217;assassinio di Martin Luther King e nel ventesimo del crollo del muro di Berlino.<br />
Gli aspetti religiosi della personalità di Obama, della sua campagna elettorale e della sua stessa successione ad una politica presidenziale che amava ostentare un filo diretto con l’Altissimo sono stati spesso sottolineati, e non è il caso di ripetere qui questo tipo di analisi. Diciamo soltanto che vediamo il rischio che questa straordinaria concentrazione di simboli, condensati attorno alla figura di Obama, possa alimentare improprie aspettative salvifiche.<br />
Si è sentito spesso parlare, in questi giorni, di un cambiamento storico. Sul Muro degli Eroi, nella capitale statunitense, molta gente semplice, elettori di Obama, ma anche turisti stranieri, hanno lasciato delle invocazioni, quasi delle preghiere, rivolte al nuovo Presidente. Pare che nella chiesa natìa di Obama il giorno della sua elezione si sia letto il salmo dell’insediamento del Re messianico. Ecco dei segnali poco confortanti, dinnanzi ai quali è appena il caso di osservare che la nuova amministrazione non ha ancora neppure messo piede a Washington. Pregiudizi, in buona sostanza; positivi, certo, ma sostanzialmente della stessa pasta di quelli che preconizzano catastrofi al solo motivo del colore della pelle del nuovo presidente.<br />
Sarà piuttosto il caso di ricordare che Obama, al di là del suo colore, del suo idealismo, della sua spiccata religiosità sarà comunque il presidente dell’unica superpotenza mondiale. Sarà bene aspettarci da lui non imprese messianiche ma che egli subisca le pressioni di lobby e potentati economico-politici. Sarà opportuno augurarci non che egli governi paternalisticamente seguendo un’ispirazione religiosa, bensì nel rispetto delle regole democratiche e internazionali e dei diritti dell’uomo. Sarà più giusto chiedere che il nuovo presidente demistifichi la finanza, riempia di politica la democrazia, dissemini i diritti anche fuori del giardino dei <em>wasp</em>, ponga fine al sacrificio di milioni di esseri umani agli interessi egoistici, agli errori, alle scommesse irresponsabili di qualche gruppo di potere.<br />
Quando al giovane candidato alla Casa Bianca, John F. Kennedy, che sarebbe stato il più giovane Presidente degli Stati Uniti (altra analogia con Obama), e il primo cattolico, veniva chiesto se la sua appartenenza religiosa avrebbe potuto essere un ostacolo nella sua corsa elettorale, egli soleva rispondere che non c&#8217;è nulla nel cattolicesimo che impedisca di governare seguendo la Costituzione degli Stati Uniti. In linea con la sua dottrina più celebre, Kennedy riteneva che un credente, quand&#8217;anche fosse <em>the Mr. President</em>, non debba chiedersi cosa lo Stato possa fare per lui, ad esempio come lo Stato possa mettersi al servizio di un&#8217;ottica di fede, ma cosa il credente, come un qualsiasi altro cittadino, possa fare per lo Stato.<br />
Che Obama possa essere un Presidente, non diciamo abbastanza cristiano, ma abbastanza kennediano, è quanto di meglio si possa sperare.</p>
Posted in Antropologia, Cattolicesimo e politica, Dialogo Chiesa-Mondo, Diritti dell'uomo, Filosofia, Teologia, Zibaldone Tagged: Barak Obama, Comunismo, crisi del '29, crisi finanziaria globale, Crollo di Wall Street, Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, George W. Bush, Giovanni XXIII, John F. Kennedy, liberismo, Martin Luther King, muro di Berlino, Pacem in Terris, Ronald Reagan <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/609/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=609&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Chicche di Sicilia.</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 16:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Michele Vilardo


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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">di Michele Vilardo</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-755" title="1" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/1.jpg?w=468&#038;h=656" alt="1" width="468" height="656" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/1/' title='1'><img width="106" height="150" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/1.jpg?w=106&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="1" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/2/' title='2'><img width="150" height="105" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/2.jpg?w=150&#038;h=105" class="attachment-thumbnail" alt="" title="2" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/8/' title='8'><img width="107" height="150" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/8.jpg?w=107&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="8" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/11a/' title='11a'><img width="150" height="106" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/11a.jpg?w=150&#038;h=106" class="attachment-thumbnail" alt="" title="11a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/101/' title='101'><img width="150" height="106" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/101.jpg?w=150&#038;h=106" class="attachment-thumbnail" alt="" title="101" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/3/' title='3'><img width="150" height="107" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/3.jpg?w=150&#038;h=107" class="attachment-thumbnail" alt="" title="3" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/1a/' title='1a'><img width="150" height="105" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/1a.jpg?w=150&#038;h=105" class="attachment-thumbnail" alt="" title="1a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/2a/' title='2a'><img width="106" height="150" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/2a.jpg?w=106&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="2a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/3a1/' title='3a1'><img width="150" height="105" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/3a1.jpg?w=150&#038;h=105" class="attachment-thumbnail" alt="" title="3a1" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/4/' title='4'><img width="150" height="108" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/4.jpg?w=150&#038;h=108" class="attachment-thumbnail" alt="" title="4" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/4a/' title='4a'><img width="150" height="104" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/4a.jpg?w=150&#038;h=104" class="attachment-thumbnail" alt="" title="4a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/6a/' title='6a'><img width="150" height="107" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/6a.jpg?w=150&#038;h=107" class="attachment-thumbnail" alt="" title="6a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/5a/' title='5a'><img width="107" height="150" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/5a.jpg?w=107&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="5a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/51/' title='51'><img width="106" height="150" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/51.jpg?w=106&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="51" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/6/' title='6'><img width="150" height="105" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/6.jpg?w=150&#038;h=105" class="attachment-thumbnail" alt="" title="6" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/8a/' title='8a'><img width="107" height="150" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/8a.jpg?w=107&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="8a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/9a/' title='9a'><img width="150" height="106" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/9a.jpg?w=150&#038;h=106" class="attachment-thumbnail" alt="" title="9a" /></a>
<a href='http://terradinessuno.wordpress.com/2008/11/09/chicche-di-sicilia/attachment/11/' title='11'><img width="150" height="107" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/11/11.jpg?w=150&#038;h=107" class="attachment-thumbnail" alt="" title="11" /></a>
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</p>
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		<title>SCUOLA di PREGHIERA</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 16:51:44 +0000</pubDate>
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padre nostro aramaico.mp3


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<p style="text-align:right;"><a href="http://www.missionecristiana.it/israele/padrenostro/aramaico.mp3" target="_blank">padre nostro aramaico.mp3</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/trinita1.jpg"><img class="size-medium wp-image-530 alignleft" title="Rublev, Trinità" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/trinita1.jpg?w=224&#038;h=244" alt="" width="224" height="244" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/pater-aramaico.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-532" title="pater-aramaico" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/pater-aramaico.jpg?w=204&#038;h=243" alt="" width="204" height="243" /></a><a href="http://www.missionecristiana.it/israele/padrenostro/aramaico.mp3"></a></p>
<p><a href="http://www.missionecristiana.it/israele/padrenostro/aramaico.mp3"></a></p>
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		<title>Di cosa parliamo quando parliamo di scuola</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 13:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre si parla di tagli alla scuola può accadere pure che il contribuente paghi due volte la stessa ora di lezione. E&#8217; ciò cui ho assistito nelle scuole professionali e ciò che mi succede di dover vedere anche quest&#8217;anno, ora che insegno in un liceo: una certa associazione propone al Dirigente d&#8217;Istituto approfondimenti pomeridiani, diciamo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=720&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/lindisfarne-gospels-beginning-of-john-698.jpg"><img class="size-medium wp-image-722 alignleft" title="lindisfarne-gospels-beginning-of-john-698" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/lindisfarne-gospels-beginning-of-john-698.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a>Mentre si parla di tagli alla scuola può accadere pure che il contribuente paghi due volte la stessa ora di lezione. E&#8217; ciò cui ho assistito nelle scuole professionali e ciò che mi succede di dover vedere anche quest&#8217;anno, ora che insegno in un liceo: una certa associazione propone al Dirigente d&#8217;Istituto approfondimenti pomeridiani, diciamo, d&#8217;inglese, arte, informatica e psicologia. I corsi sono finanziati con fondi regionali, il preside accetta, il collegio dei docenti delibera, il progetto parte. La didattica degli insegnamenti curriculari, quella che si svolge nelle ore mattutine, ne risente, perché i ragazzi sono maggiormente impegnati e hanno minore disponibilità di tempo per lo studio personale. Finisce che, se possibile, studiano a casa ancor meno del solito. Ma, pensa il docente titolare della cattedra dell&#8217;insegnamento curriculare, il tempo sottratto allo studio personale è compensato da una maggiore ampiezza dell&#8217;offerta formativa. Fin qui tutto bene, dunque. Ma si sono fatti i conti senza l&#8217;oste, la classe, <span id="more-720"></span>che, vedendosi aumentare il carico di lavoro senza nulla in contraccambio e senza miglioramento delle condizioni di studio, comincia a disertare le ore pomeridiane, sempre più spesso, cominciando dai fuori sede, fino ad assentarsi in massa provocando l&#8217;interruzione dei corsi. A questo punto la frittata è fatta. «Io, preside» infatti «ho pagato e non voglio sentire ragioni». La via d&#8217;uscita per giustificare le spese sarà assurda e inevitabile: l&#8217;approfondimento prende il posto delle lezioni di cui dovrebbe essere approfondimento, nelle stesse ore di scuola al mattino, con buona pace di ogni buon senso didattico, sia pure elementare.<br />
Non è un esempio per dire la necessità di razionalizzare i fondi destinati alla scuola ma un fatto per dimostrare che la logica ultima che esige i tagli è la stessa che provoca gli sprechi.<br />
Quando, bambino, chiedevo al nonno perché dovessi andare a scuola, egli rispondeva: «Per imparare a leggere e scrivere». Si tratta, fuor d&#8217;ogni dubbio, di un&#8217;idea in forte anticipo sui tempi, alla luce del fatto che quarant&#8217;anni dopo si fanno campagne elettorali e politiche scolastiche promettendo «Internet e inglese», cioè più o meno la stessa cosa di imparare a leggere e scrivere.<br />
Ma, «Io so già leggere e scrivere!», rispondeva il bambino al nonno.<br />
I tagli al sistema scolastico sarebbero perfettamente giustificati nell&#8217;ottica di mio nonno. I soldi spesi per la scuola sono certamente troppi se la scuola è davvero solo imparare a leggere, scrivere e far di conto. Ma l&#8217;età di mio nonno andava col secolo ed era operaio, non ministro dell&#8217;istruzione, aveva idee di destra, senza aver mai avuto tessere; era una persona intelligente, gli si può perdonare di non avere avuto idee particolarmente illuminate sulla scuola. Sono certo tuttavia che anche lui realizzerebbe oggi che imparare a leggere e scrivere, agli inizi del XXI secolo, non può essere la stessa cosa degli inizi del XX.</p>
<p>La nostra scuola è vecchia e costosa. Tanto più è vecchia quanto più è costosa. Qual è la causa di questo paradosso? Chi è ai vertici della piramide decisionale del sistema scolastico nazionale non ha una chiara idea di cosa sia la scuola, o meglio ne ha una, aziendalista, che non risponde a nessuna antropologia, ma solo alla logica della partita doppia.<br />
Nel De Magistro (Il Maestro), scritto nel 389, un dialogo sulle condizioni di possibilità del linguaggio e dell&#8217;insegnamento (G. Madec), Agostino di Ippona respinge la tradizionale teoria denotativa del linguaggio per proporne una nuova e rivoluzionaria, di tipo &#8220;profetico&#8221;, del linguaggio come allusione ed evocazione.<br />
Leggiamone il folgorante esordio:</p>
<p>«AGOSTINO: Secondo te, che cosa vogliamo ottenere parlando?<br />
ADEODATO: Per quel che ora mi viene in mente, insegnare o imparare.<br />
AG.: Sono d&#8217;accordo su uno dei due e mi appare evidente, perché è chiaro che parlando intendiamo insegnare; ma imparare, come?<br />
AD.: E come credi se non interrogando?<br />
AG.: Ma, anche in questo caso vedo solo che intendiamo insegnare. Perché tu, ti domando, interroghi per un altro motivo, che non sia insegnare a colui che interroghi?<br />
AD.: Dici il vero.<br />
AG.: Vedi dunque che con il linguaggio non desideriamo altro che insegnare»</p>
<p>A scuola, dunque, tutti insegnano a tutti. Insegnare è qualcosa di intimamente connaturato ad ogni essere umano in quanto essere linguistico.<br />
Nel cap. 10 Agostino porta all&#8217;estremo le conseguenze di questa premessa. Il parlare e l&#8217;insegnare non sono mai attività strumentali né estrinseche l&#8217;una all&#8217;altra ma interdipendenti ed intimamente connesse al dinamismo profondo della crescita personale. Al punto che per Agostino vi è in ciascuno un maestro interiore che s&#8217;identifica con la parola (verbum), grazie alla quale la persona si costituisce interiormente e dialogicamente nella verità.<br />
L&#8217;idea di Agostino sarebbe dunque che s&#8217;impara a parlare per far scuola, s&#8217;impara a far di conto per far scuola, s&#8217;imparano inglese e informatica per far scuola (e non viceversa).<br />
Ma il Ministro dell&#8217;Istruzione non è Agostino d&#8217;Ippona. Con buona pace d&#8217;ogni buon senso didattico e con buona pace, pure, del contribuente.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/10/19/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-scuola/#comment-2753">L&#8217;ipotesi di Calamandrei</a></p>
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		<title>Parole cristiane sulla città</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/10/13/parole-cristiane-sulla-citta/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Sua Eccellenza Reverendissima Sig. Paolo Romeo,
Arcivescovo di Palermo
Anzitutto le porgo i ringraziamenti, a nome dei senzatetto rifugiati presso la sua Cattedra, con i quali ho parlato alcuni giorni or sono, per aver imposto al recalcitrante parroco Mons. Gino Lo Galbo, (che già due anni fa, in una situazione analoga, aveva dalla chiesa madre sfrattato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=656&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_630" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/cattedrale-di-palermo.jpg"><img class="size-medium wp-image-630" title="cattedrale-di-palermo" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/cattedrale-di-palermo.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La Cattedrale di Palermo. Foto G. Tre Re</p></div>
<p style="text-align:right;">A Sua Eccellenza Reverendissima Sig. Paolo Romeo,<br />
Arcivescovo di Palermo</p>
<p>Anzitutto le porgo i ringraziamenti, a nome dei senzatetto rifugiati presso la sua Cattedra, con i quali ho parlato alcuni giorni or sono, per aver imposto al recalcitrante parroco Mons. Gino Lo Galbo, (che già due anni fa, in una situazione analoga, aveva dalla chiesa madre sfrattato gli sfrattati) di mettere loro a disposizione quel poco di conforto che la struttura può offrire: gabinetti, acqua corrente, un tetto sulla testa per la notte, visibilità del loro problema davanti a tutta la città. La ringrazio anche perché mi risulta che lei si è opposto all&#8217;intervento dei Vigili del Fuoco e del personale del Comune e della Prefettura per lo sgombero forzato delle persone che hanno esercitato una sorta di loro antico diritto di asilo nella sua Cattedrale.<br />
Le scrivo perché il caso o, piuttosto, la somma di enormi colpevoli negligenze, ha voluto che in questi giorni nella nostra città di Palermo venissero al pettine alcuni formidabili nodi. <span id="more-656"></span>Oltre che alle famiglie dei pacifici occupanti della Cattedrale (i quali, mentre scrivo, si apprestano a trascorrere l&#8217;ottava notte di fila sdraiati sui banchi a fare compagnia alle tombe di Federico II, Costanza d&#8217;Altavilla e degli Imperatori normanni) mi riferisco alle devastazioni del rione Albergheria che hanno fatto seguito ai funerali dei due giovani, Giuseppe e Pasquale, rimasti uccisi pochi giorni fa in un incidente stradale mentre cercavano di fuggire da un inseguimento della polizia, imboccando contro mano la Circonvallazione.<br />
Parlando di queste emergenze cittadine, il sociologo e gesuita palermitano padre Gianni Notari ha detto recentemente in un&#8217;intervista televisiva che tra le cause vi sono «i troppi silenzi di chi governa la città». Eccellenza, perdoni, ma io credo che questa sarebbe una risposta tutto sommato accettabile da qualunque parte provenisse, tranne che da un prete. Il credente non può omettere che anche l&#8217;annoso, inspiegabile silenzio di chi governa questa Chiesa deve prendersi la sua parte di colpe. E per silenzio della Chiesa dico qui il silenzio di parole cristiane. A furia di parlare per categorie sociologiche o per categorie dello Spirito, noi cattolici ci troviamo oggi a non avere davvero più nulla di serio da dire. Ma soprattutto di non avere nessuno a cui dirlo. Nessuno sa più fare neppure un&#8217;omelia decente con le parole degli antichi linguaggi nostri, che nessun&#8217;altro conosce, per parlare non banalmente del dolore, della morte, della vita eterna, del perdono. E il nostro tradizionale interlocutore, mentre noi parliamo alle classi dirigenti, passa dalle processioni patronali al più degradante sfascio materiale e morale.</p>
<p>&#8220;Ogni maestro ridiventato alunno non perde una virgola di ciò che sa, e trae dal suo bagaglio e l&#8217;antico e il nuovo&#8221;. Esca dal Palazzo, Eccellenza, e dal silenzio; si ponga in ascolto degli antichi problemi della città, ed anche dei nuovi, se ne faccia alunno, ma parli anche, con le parole nostre antiche, che sono anch&#8217;esse sempre nuove.<br />
Certo, qualcuno parlerà di sopravvivenza di una visione paternalistica, in fondo clericale, di anacronistica funzione di supplenza, di linee che assecondano l&#8217;inerzia dello Stato e via così sofisticheggiando. Io mi domando se non vengano prima di tutto le esigenze della carità. Come quando il ministro Urbani, andava in solluchero, per rimanere in tema di senzatetto, per i catoi di via Resuttana, invece di considerare la sofferenza di chi ci viveva dentro, scambiando così tuguri malsani per preziose testimonianze del passato, il punto è che i linguaggi secolari offrono alla nostra osservazione sempre e solo un punto di vista sulla città, il proprio.<br />
Io credo che l&#8217;amore di carità, l&#8217;amore fraterno non valgano di per sé come soluzioni politiche, ma aiutino a vedere le cose da un nuovo punto di vista e dunque a ristrutturare cognitivamente i problemi. La carità rende <em>pensabili </em>certe soluzioni e fa considerare certi prezzi non così alti da pagare, per amore del bene della giustizia, delle persone.</p>
<p>Se non l&#8217;ha già fatto, Eccellenza, parli al più presto personalmente con questi cristiani, prima che non lo siano più, parli con le famiglie di Giuseppe e Pasquale.<br />
Non risolverà nessun problema materiale, ma&#8230; &#8220;non di solo pane&#8230;&#8221;: servirà, certo, all&#8217;anima di questa città.</p>
<p>Devotamente suo<br />
Giampiero Tre Re</p>
<p>N.B.  L&#8217;occupazione della Cattedrale di Palermo da parte delle famiglie senzatetto è terminata Sabato 11 ottobre, intorno a mezzogiorno.</p>
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		<title>Tutti casa e chiesa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 17:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gentile Dott. Piero Cascio, cronista del Giornale di Sicilia
Stamane ho letto il suo articolo dal lapidario titolo &#8220;Estremismo pericoloso&#8221;, pubblicato il 6 ottobre 2008 sulle colonne di quel Tempio della Libertà di Stampa e di Pensiero, che è il Giornale di Sicilia. In quell&#8217;articolo lei denuncia coraggiosamente l&#8217;«eclatante atto dimostrativo» dell&#8217;occupazione della Cattedrale di Palermo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=622&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_631" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/cattedrale-occupazione-08.jpg"><img class="size-medium wp-image-631" title="cattedrale-occupazione-08" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/cattedrale-occupazione-08.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Il portico sud della Cattedrale di Palermo occupata da un gruppo di senzatetto. 6.10.2008. Foto G. Tre Re." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il portico sud della Cattedrale di Palermo occupata da un gruppo di senzatetto. 6.10.2008. Foto G. Tre Re.</p></div>
<p>Gentile Dott. Piero Cascio, cronista del Giornale di Sicilia</p>
<p>Stamane ho letto il suo articolo dal lapidario titolo &#8220;Estremismo pericoloso&#8221;, pubblicato il 6 ottobre 2008 sulle colonne di quel Tempio della Libertà di Stampa e di Pensiero, che è il Giornale di Sicilia. In quell&#8217;articolo lei denuncia coraggiosamente l&#8217;«eclatante atto dimostrativo» dell&#8217;occupazione della Cattedrale di Palermo da parte di sfollati, colpevoli di avere «rifiutato l&#8217;offerta» del sindaco Diego Cammarata, di un «ricovero presso la missione di Biagio Conte», l&#8217;istituzione caritativa che accoglie gli homeless palermitani (anche se Biagio Conte manda a dire che da lui non s&#8217;è fatto sentire nessuno e comunque non ha posto).<span id="more-622"></span></p>
<p>Gente, insomma, questi manifestanti, che non si accontenta di «quel che passa il convento» (cioè l&#8217;elemosina) ma che osa chiedere niente poco di meno che «la casa, solo quella» (cioè un diritto). La loro temerarietà si spinge sino a pretendere, lei dice, «Una casa sicura, comoda, pagata coi soldi pubblici» (cioè una <em>vera</em> casa!). Ad ogni modo, incuriosito da queste sue alate parole mi sono recato in Cattedrale a sincerarmi di persona. Infatti, tra il via vai dei turisti, nel portico sud ho trovato ben diciassette invasori a oziare sotto un bel sole d&#8217;ottobre. Anch&#8217;io, come lei, sprezzante del pericolo, mi sono soffermato a chiacchierare con un gruppo di questi pericolosi estremisti: un anziano invalido, quattro donne tra i diciotto e i sessantaquattro anni, due uomini disoccupati, due ragazzi e un neonato. Ho potuto così raccogliere una serie di dichiarazioni eversive, la prima delle quali è che per manifestare hanno scelto la Cattedrale «perché non sanno dove altro andare e la Chiesa è nostra, ed è la casa di tutti». Inoltre ho potuto rendermi conto che avevano persino letto il suo articolo giacché rispondevano punto per punto ai suoi argomenti. Mi hanno raccontato che erano già stati sgomberati dalle abitazioni popolari occupate abusivamente, e poi beneficiari dell&#8217;assegno casa, (con la contropartita burocratica dell&#8217;estromissione dalle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari), ospiti per dieci mesi in alberghi e locande, come l&#8217;&#8221;Italia&#8221; o la &#8220;Sicilia&#8221; (nomi che, date le circostanze, mi parvero involontariamente comici). Ogni volta comunque per brevi periodi, anche solo pochi giorni, poi invariabilmente il Comune finiva i soldi. Mi hanno detto della proposta avanzata dal comune di occupare i container di via Messina Montagne (sì, proprio quelli, gli stessi del terremoto del Belice, forse per celebrare degnamente il loro quarantesimo anno d&#8217;utilizzo). Mi hanno raccontato dell&#8217;occupazione precedente della Cattedrale, quella finita con il parroco della Cattedrale, Mons. Gino Lo Galbo, che punta i piedi ché rivuole la sua chiesa e con la consegna di cinque case e la promessa da parte del sindaco Cammarata di provvedere presto per altre trecento famiglie&#8230; e invece siamo di nuovo qui. E dei mobili e delle suppellettili, finiti nell&#8217;ex macello, alla mercé dei vandali e dei ladri, e provi lei, ma coi suoi figli piccoli, a dormire una sola notte, con tutto il rispetto, alla missione di Biagio Conte e invece il silenzio che c&#8217;è qui la notte e come dormono bene i bambini dentro la grande Chiesa&#8230;</p>
<p>Insomma parlare con questi cittadini è stato per me un vero esercizio di liberazione dall&#8217;occupazione del pensiero e dall&#8217;abusivismo intellettuale da parte di pennivendoli come lei, caro Piero Cascio. Andavo rendendomi conto, a poco a poco, che di pericolante lì c&#8217;erano solo le sue argomentazioni e di estremo solo la sua ignoranza dei diritti sociali.<br />
Ma quella per cui il suo articolo meriterebbe il premio Pulitzer è certamente la chiusa, in cui lei si erge, avendone certamente ben donde, a difensore civico dei valori morali, e persino religiosi, dei palermitani. Val la pena citarla per esteso:</p>
<p>«Altro che assistenza morale e politica. Qui c’è una sfida all’ordine pubblico e chi vi dà paternità politica si assume una grande responsabilità. Una città non può tollerare il sequestro del suo Duomo. Per ragioni civili, morali, economiche. Per rispetto dei fedeli. E della legge&#8230;»</p>
<p>Bene, bravo. Però forse lei non è troppo esperto di cose di religione e si è confuso. Gesù cacciò i mercanti che bivaccavano nel Tempio, non i fedeli.<br />
So che cercano, caro Cascio, un primo trombone al teatro Massimo, che tanto sta a cuore al committente che ha comprato i servigi della sua preziosa Montblanc. Si presenti, portandosi dietro il suo articolo: la prenderanno subito&#8230;</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Giampiero Tre Re</p>
Posted in Antropologia, Chiare Lettere, Cronache palermitane, Diritti dell'uomo, Zibaldone Tagged: Biagio Conte, Cattedrale di Palermo occupata da senzatetto, Diego Cammarata, Mons. Gino Lo Galbo, Piero Cascio <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/622/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=622&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il boss agnostico. Dio, Patria e Famiglia in Matteo Messina Denaro</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 15:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa e mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo qui di seguito due stralci tratti dalle lettere, venute in possesso degli inquirenti, del boss della mafia trapanese, il latitante Matteo Messina Denaro, indirizzate, sotto lo pseudonimo di &#8220;Alessio&#8221;, a &#8220;Svetonio&#8221;, nome in codice di un personaggio non identificato.
Di queste lettere colpisce soprattutto l&#8217;immagine della religiosità del boss. Il vocabolario religioso è piuttosto convenzionale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=595&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_600" class="wp-caption alignright" style="width: 270px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/messina-denaro-rielaborazione.jpg"><img class="size-full wp-image-600" title="Matteo Messina Denaro" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/10/messina-denaro-rielaborazione.jpg?w=260&#038;h=320" alt="Il capomafia latitante Matteo Messina Denaro in una rielaborazione di Giampiero Tre Re" width="260" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Il capomafia latitante Matteo Messina Denaro in una rielaborazione di Giampiero Tre Re</p></div>
<p>Pubblichiamo qui di seguito due stralci tratti dalle <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/matteo-messina-denaro-lettere-a-svetonio/">lettere, venute in possesso degli inquirenti, del boss della mafia trapanese, il latitante Matteo Messina Denaro</a>, indirizzate, sotto lo pseudonimo di &#8220;Alessio&#8221;, a &#8220;Svetonio&#8221;, nome in codice di un personaggio non identificato.<br />
Di queste lettere colpisce soprattutto l&#8217;immagine della religiosità del boss. Il vocabolario religioso è piuttosto convenzionale e moralistico. Troviamo l&#8217;appello alla coscienza e alla responsabilità personale insieme a valori più presenti nello stereotipo del mafioso: l&#8217;onore, l&#8217;amicizia, la responsabilità, la rispettabilità. Emerge anche un ambiente relazionale, familiare e sociale, in cui è ancora assai importante l&#8217;ideologia religiosa. La mamma, la figlioletta, il prete, i legami affettivi con l&#8217;amico sono letti spesso in una cornice di sacralità naturale. La religiosità è chiaramente per lui ancora un valore e l&#8217;importanza del suo ruolo sociale appare ancora ovvia: essa detta un contegno ed è tuttora in grado di regolare le relazioni interpersonali, almeno formalmente e limitatamente a certe circostanze.<br />
Ma questa religiosità tradizionale, legata come un tutt&#8217;uno agli affetti familiari e infantili, è soggetta a sviluppi sotto l&#8217;influsso di profonde riflessioni sull&#8217;esperienza morale personale ed altrui.<span id="more-595"></span></p>
<p>Messina Denaro rappresenta dunque un&#8217;evoluzione nella cultura religiosa di Cosa Nostra, perché sembra rivendicare legittimità all&#8217;autonomia, fino alla spregiudicatezza, dei percorsi individuali di organizzazione dei propri valori, in campo religioso, etico ed anche politico. Sebbene si dichiari sereno nell&#8217;aver abbandonato la fede, che rimane in lui come una sorta di struggente nostalgia infantile, il boss rileva con una certa soddisfazione il fatto che il suo mentore ha conservato &#8220;nonostante tutto&#8221; la sua religiosità.<br />
Questa stessa idea rassicurante e consolatoria della religione soggiace anche ai discorsi di Messina Denaro sulla morte. Egli dichiara di non averne paura, perché, personalmente, &#8220;non ama la vita&#8221;: a chi non teme la morte, è il suo ragionamento, non occorre neppure religione. Egli sembra aver chiaro, per conto proprio, che l&#8217;esito del percorso religioso personale non è affatto scontato per un uomo d&#8217;onore e sembra personalmente propendere, addirittura con rammarico, per l&#8217;incompatibilità tra religione e scelte che egli è costretto a fare.<br />
D&#8217;altro canto, in Messina Denaro la netta separazione tra la vita interiore e la quotidianità è evidente, al punto che essa trova uno specchio persino nella struttura di alcune sue lettere, in cui si passa spesso, bruscamente, da questioni concernenti la &#8220;vita interiore&#8221; alle &#8220;miserie di tutti i giorni&#8221;, gli affari. Che poi proprio questi ultimi rappresentino la parte più importante cui il boss dedica la sua attenzione e il suo tempo risulta chiaro dal fatto che la preoccupazione cui sembrano rispondere queste confidenze &#8220;religiose&#8221; è, in fondo, utilitaristica. Si tratta di confortare il proprio interlocutore circa la propria inalterata affidabilità. Ciò avviene principalmente attraverso uno sforzo empatico, l&#8217;implicita affermazione d&#8217;essere, per dir così, della stessa pasta, di dialogare tra capi allo stesso livello di autorevolezza e levatura morale, nonostante le scelte esistenziali del più giovane boss possano apparire incompatibili con i valori tradizionali del gruppo e dunque probabilmente disapprovate dal più anziano.<br />
Vi è poi una seconda frattura, tra morale e politica, dovuta alla concezione fortemente individualistica della moralità in Messina Denaro. In questo campo egli è trasgressivo solo in apparenza. Ama spiazzare il proprio interlocutore manifestando ammirazione per personaggi di sinistra (Bettino Craxi, Jorge Amado, Tony Negri) ed emette sentenze trancianti sulle politiche moderate, che negli anni &#8216;90, per effetto dell&#8217;azione di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e dell&#8217;inchiesta &#8220;Mani Pulite&#8221;, lentamente tagliano i ponti con il suo mondo. &#8220;Un golpe bianco tinto di rosso attuato da alcuni magistrati&#8221;  Messina Denaro chiama questo processo della politica italiana. Ma poi spende retoricamente la mitologia gattopardesca della misconosciuta superiorità culturale della Sicilia, manifestando il solito risentimento contro la secolare oppressione &#8220;straniera&#8221; di cui lo Stato Italiano sarebbe solo la versione più recente. Ed è in fondo questo il giudizio, piuttosto scontato nel comune sentire popolare siciliano, che guida il suo atteggiamento e le sue analisi sulle cose politiche e sulla sua vita di personaggio pubblico.</p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti delle problematiche religiose sollevate in queste lettere, è che &#8220;Alessio&#8221; accetta che nel suo interlocutore possano convivere, in maniera assai meno conflittuale di quanto egli vede accadere dentro se stesso, stili di vita per lui incompatibili. Nella lettera del 22 maggio 2005 sembra riconoscere, con una meraviglia assai controllata ma chiaramente percepibile, questo stesso compromesso nella condotta di un prete.<br />
Insomma, in Alessio non si scorge nessun dinamismo della fede, ma ciò può lasciare relativamente indifferenti, atteso il fatto che egli stesso riconosce di aver smarrito la fede. Ciò che davvero sconcerta è che questo dinamismo interiore sembra totalmente assente anche in chi dà a intendere d&#8217;essere ancora un uomo di fede e ancor di più in chi s&#8217;illude che le proprie funzioni ecclesiastiche possano assicurargli un certo ascendente sul boss.<br />
Beninteso, occorre tener presente che la descrizione di fatti e personaggi è condotta dal punto vista strettamente soggettivo del capomafia. Possiamo benissimo trovarci di fronte ad una semplice proiezione di stati d&#8217;animo di Messina Denaro; tuttavia tra le notizie che riceviamo da lui c&#8217;è il fatto che questa figura di ecclesiastico non solo è assidua di ambienti mafiosi, ma che questa contiguità si verifica in piena coscienza. Ciò che manca, per esempio nell&#8217;incredibile proposta del sacerdote a Messina Denaro, di impartirgli una &#8220;benedizione&#8221;, è proprio la necessità di fuoriuscire dalla visione rituale di una religiosità rasserenante e conciliante, per ristabilire nella capacità di provocare un cambio nel giudizio etico e nella prassi personale il criterio di misura dell&#8217;onestà della fede. Difficilmente, così, la presenza stessa del religioso in certi sodalizi potrà evitare di divenire un rinforzo della falsa consapevolezza di fede dei mafiosi che egli frequenta. Tra le righe del discorso di Alessio si coglie infatti la convinzione di un&#8217;assenza di sostanziali differenze tra il pragmatismo (meglio sarebbe dire il cinismo) cui lo ha condotto la perdita della fede infantile e quello di Svetonio o del prete, che invece l&#8217;hanno conservata. Anzi, al di là, delle forme ossequiose, si avverte chiaramente nelle parole di Alessio-Messina Denaro la coscienza di una superiorità morale:  il suo cinismo, a differenza di quello altrui, ha almeno il pregio della sincerità.<br />
Così la religiosità del ras, anche quella osservata in altri e interpretata da altri, che pure pervade questi scritti, rimane piuttosto naturalistica: esteriorità, occasionalità, contingenza, non radicalità, non esclusività, senza nessun primato nella scala di valori e nella vita interiore; queste le sue caratteristiche. In poche parole, qualcosa di assai distante da quella indicata nei vangeli come ideale di perfezione e di santità.</p>
<p>«1-2-2005</p>
<p>Carissimo mio,</p>
<p>spero tanto di trovarla bene assieme ai suoi cari. La ringrazio infinitamente del suo abbraccio paterno, della sua amicizia e della sua affettuosità e, mi creda, non ho mai avuto alcuno dubbio su ciò; la lontananza può mortificare la quotidianità del vivere ma mai può offuscare i sentimenti anzi li rafforza quando sono onesti e sinceri come i nostri. Non ho parole per ringraziarla degli elogi a quel faro ed alla mia persona, ne sono lusingato ed onorato perché provengono da lei. Veda, io non parlo mai con alcuno di quel faro, me lo sono ripromesso e sino ad oggi mantenuto, non è superbia la mia, soltanto che di lui si parlò così tanto mentre era in vita che oggi preferisco che riposi in pace, almeno da parte mia, mi restano i mici ricordi e quelli fortunatamente non me li può togliere alcuno; sento ora la necessità di mettere un po&#8217; da parte ciò che mi ero ripromesso per sprecare due parole: veda che lo ha voluto veramente tanto bene e lo stimavo tantissimo, provò tanto dolore e dispiacere per le sue vicissitudini e non ci trovò mai un senso in tutto ciò, si chiese sempre perché proprio lei, non si seppe mai dare una risposta; mi creda da figlio tutto ciò è sola verità. Discorso chiuso.<br />
Ho notato con piacere per lei che nonostante il suo vissuto è riuscito a mantenere il suo credo e la sua fede, io non ci sono riuscito. La mia mamma è una credente e nella fede ha cresciuto i propri figli, ad un tratto non so come e non so quando mi sono reso conto con grande rammarico che con me aveva sprecato il suo tempo, non avevo più la mia fede e non credevo più in niente, per me Dio non c&#8217;cra più o quantomeno non gli andava di guardare giù quando si trattava di me; non avendo fede non c&#8217;è più speranza ed infatti oggi vivo per come il fato mi ha destinato, mi preoccupo soltanto di essere un uomo corretto, ho fatto della correttezza la mia filosofia di vita e spero di morire da uomo giusto, tutto il resto non ha più valore. Non pensi che io dica ciò con arroganza, non è così, se mi vedesse noterebbe solo umiltà in questo mio dire, non c&#8217;è neanche cattiveria e astio verso qualcuno nelle mie parole; veda, io ho conosciuto la disperazione pura e sono stato solo, ho conosciuto l&#8217;inferno e sono stato solo, sono caduto tantissime volte e da solo mi sono rialzato; ho conosciuto l&#8217;ingratitudinc pura da parte di tutti e di chiunque e sono stato solo, ho conosciuto il gusto della polvere e nella solitudine me ne sono nutrito; può un uomo che ha subito tutto ciò in silenzio avere ancora fede? Credo di no. Oggi aspetto che il mio destino si compia seguendo questo pensiero: &#8220;Ho visto ciò che la vita mi ha dato e non ho   avuto paura e non ho girato lo sguardo di là e non ho perdonato ciò che non si può perdonare&#8221;.<br />
Mi scuso con lei per questo mio dire; il mio non è stato uno sfogo ho soltanto parlato a cuore aperto con un uomo che voglio bene, che stimo e che ho l&#8217;onore di essergli amico. Veda che per carattere non parlo mai con alcuno dei miei pensieri intimi, lo facevo soltanto con un uomo ed oggi l&#8217;ho fatto con lei. Se l&#8217;ho infastidito od annoiato me ne scuso sinceramente, io da parte mia la ringrazio perché parlando con lei mi sono accorto di essere me stesso. Facendola partecipe di ciò che io sento senza alcuna inibizione di sorta. Perché io non parlo mai con alcuno dei miei sentimenti e non soltanto per timore dei greci e dei loro doni, ma principalmente per un mio modo di vedere la vita, non faccio mai nessuno partecipe di ciò che io provo nel mio interiore. Grazie per avermi fatto compagnia in una giornata così uggiosa non soltanto per le condizioni atmosferiche.<br />
Passo alle miserie di tutti i giorni. Lei mi chiede una mia analisi su delle argomentazioni che mi ha fatto e che peraltro io già conoscevo perché me le aveva anticipate lo zio di suo cugino ed anche lui mi chiese cosa io ne pensassi; con lui fui più conciso e semplice, invece con lei articolerò il mio pensiero in maniera più ampia. Tengo aprioristicamente a precisare che il mio dire sarà basato esclusivamente sui fatti e non sulla sua persona, perché per me è un assioma che lei farà sempre tutto ciò che potrà nel limite umano affinchè la nostra causa possa avere una svolta, so che darebbe la vita per ristabilire la verità delle cose, su ciò non ci piove e sempre grande stima alla sua persona da parte mia. Detto ciò analizzo i fatti a modo mio s&#8217;intende e per modo mio includo tinello la mia ignoranza su certe tematiche. Jorge Amado diceva che non c&#8217;è cosa più infima della giustizia quando va a braccetto con la politica ed io sono d&#8217;accordissimo con lui. In Italia da circa 15 anni c&#8217;è stato un golpe bianco tinto di rosso attuato da alcuni magistrati con pezzi della politica ed ancora oggi si vive su quest&#8217;onda. Oramai non c&#8217;è più un politico di razza; l&#8217;unico a mia memoria fu Craxi ed abbiamo visto la fine che gli hanno fatto fare. Oggi per essere un buon politico basta che faccia antimafia, più urla e più strada fa ed i politici più abietti sono proprio quelli siciliani che hanno sempre venduto questa nostra terra al potente di turno. Troppo semplicistico per lo stato italiano relegare il fenomeno Sicilia come un&#8217;orda di delinquenti ed una masnada di criminali, non è così, abbiamo più storia noi che questo stato italiano. Se io fossi nato due secoli fa, con lo stesso vissuto di oggi già gli avrei fatto una rivoluzione a questo stato italiano e l&#8217;avrei anche vinta: oggi il benessere, il progresso e la globalizzazione fanno andare il mondo in modo diverso ed i miei metodi risultano arcaici, quindi resto soltanto un illuso idealista ed entrambi sappiamo che fitie fanno gli idealisti. Quando uno Stato ricorre alle più infime torture per vendetta ed ancor più per portare alla delazione gli esseri più deboli mi dica che Stato è. Uno Stato che fonda la propria giustizia sulla delazione mi dica che Stato è, di certo le delazioni avranno fatto fare carriera a certi singoli ma come istituzione lo Stato ha fallito. Hanno praticato e praticano ancora oggi la tortura nelle carceri, facciano pure, non contesto loro ciò, hanno istituito il 41 bis, facciano pure e che mettano anche 1&#8242;82 quater, tanto ci saranno sempre uomini che non svenderanno la propria dignità (incoi&#8217;npn&#8217;Hsibiìe) da noi, che la smettano di ammantarsi di perbenismo e di alto grado di civiltà, non ha nulla di paese civile questo sino a quando certe verità non verranno a galla. Solo la storia la scrive chi vince e loro hanno vinto.<br />
C&#8217;è una differenza sostanziale tra lei e me, lei è stato una vittima della giustizia italiana, invece io sono un nemico della giustizia italiana che è marcia e corrotta dalle fondamenta. Lo dice Tony Negri ciò ed io la penso come lui; solo che la differenza sostanziale che c&#8217;è tra noi due non cambia i suoi effetti, perché ingiustizie ha subito lei ed ingiustizie subisco io senza alcuna differenza tra noi due.<br />
In merito alle sue argomentazioni io penso che non si arriverà mai a niente, non per mancanza di una volontà, lo so che lei farà l&#8217;impossibile per arrivare a ciò che mi ha detto, solo che in politica non si fa niente per niente e noi oggi non abbiamo più un potere contrattuale, non abbiamo più nulla da offrire, siamo solo un fardello; chi vuole che si vada a sporcare la bocca per la nostra causa o per tipi come me che vengono considerati ormai carne da macello? C&#8217;è solo di prendere atto della sconfitta restando nella propria dignità, un uomo si vede da ciò, soprattutto da ciò, perché la sconfitta torcia noi uomini e non la vittoria. Chiudo così: &#8220;Ce l&#8217;abbiamo fatta con l&#8217;alluvione e la pestilenza; con la legge non s&#8217;è potuto, no: abbiamo perso&#8221; [...]»<br />
«22-V-2005</p>
<p>Carissimo mio,</p>
<p>con gioia ho ricevuto sue notizie e con altrettanta gioia mi accingo a parlare, sperando, prima di ogni cosa, di trovarla in ottima salute assieme a tutti i suoi cari, così coinè le posso dire di me.<br />
La ringrazio di cuore di tutto ciò che mi ha detto e credo di non avere parole adatte ad esprimerle la mia gratitudine; vorrei, però, sommessamente e con molta umiltà riuscire a farle comprendere ciò che io provo interiormente.<br />
Veda, in me in passato non c&#8217;è stato niente di predisposto verso il soprannaturale e il supremo, tutto è accaduto aldilà delle mie volontà, io ho solo subito le sensazioni dettatemi dal mio ego, ci fu un tempo in cui io avevo fede, l&#8217;avevo in modo naturale senza imposizioni di sorta, poi ad un tratto mi resi conto che qualcosa dentro di me si era rotta, mi resi conto di avere smarrito la mia fede, ma non me l&#8217;ero imposto io ciò, è stata del tutto naturale la mia metamorfosi, vero è però che non ho fatto mai nulla per ritrovarla, mi sono accorto che in fondo ci vivo bene anche così, mi sono convinto che dopo la vita c&#8217;è il nulla e sto vivendo per come il fato mi ha destinato, preoccupandomi soltanto di conservare integra la mia dignità e quella della mia famiglia per poterla un giorno riconsegnare integra per come mi è stata affidata alla memoria di chi me l&#8217;ha donata, cioè mio padre. Mi creda, sono un uomo interiormente sereno ed in pace con me stesso. Le racconto un aneddoto che mi è accaduto anni fa&#8217;, il mio dire comunque è fine a se stesso, mi sono solo ricordato per ciò che mi ha detto Lei. Dunque, mi trovavo ad un appuntamento con amici e ci trovai anche un uomo in abito talare che io conobbi in quella occasione, lui penso mi conoscesse per la mia nomea; sul finire della giornata lui mi chiamò in disparte, l&#8217;avevo notato che era tutto il giorno che mi girava in tondo ma avevo fatto fìnta di niente, credo che l&#8217;attraessi perché ero stato l&#8217;unico tutto il giorno a non avergli chiesto alcunché, per la mia riservatezza ed anche per la mia giovane età. Lui esordì dicendomi se io avessi bisogno della benedizione di Gesù Cristo, io per educazione e per rispetto verso l&#8217;uomo e l&#8217;età non gli dissi che non ero credente e gli risposi in altro modo, senza alcuna arroganza, anzi con molta umiltà, ma senza tentennamenti, dissi testuale: &#8220;Padre, se io sono stato nel giusto, Dio mi ha già dato la sua benedizione, se io non sono stato nel giusto, mi perdoni, ma lei non può fare alcunché per me&#8221;. Lui non si turbò, anche perché non era minimamente nelle mie intenzioni arrecargli offesa e lui lo capì, mi mise una mano sulla spalla e paternamente mi disse &#8220;se hai bisogno della benedizione di Gesù Cristo sai dove e come trovarmi, ti aspetto&#8221;. Risposi &#8220;la ringrazio, lo terrò presente&#8221;. Non lo vidi più da allora ma penso che entrambi non ci siamo scordati perché ogni tanto mi manda i saluti che io puntualmente ricambio.<br />
In quanto alla morte credo di avere avuto un rapporto particolare con lei, mi è sempre aleggiata intorno e so riconoscerla, da ragazzo la sfidavo con leggerezza per via dell&#8217;incoscienza giovanile, oggi da uomo maturo non la sfido, più semplicemente la prendo a calci in testa perché non la temo, non tanto per un fattore di coraggio, ma più che altro perché non amo la vita, teme la morte chi sta bene su questa terra e quindi ha qualcosa da perdere, io non ci sono stato bene su questa terra e quindi non ho nulla da perdere, neanche gli affetti per ché li ho già persi nella materia già da tanti anni. Quando la morte verrà mi troverà vivo, a testa alta e sorridente perché quello sarà uno dei pochi momenti felici che ho avuto nella vita. Spero solo di riuscire a portare a termine ciò che mi sono prefissato prima di andare via, per me stesso e, per dare un senso alla mia esistenza. Vero è che sono stato una persona sola e la mia vita è stata un guazzabuglio di sofferenze, delusioni e fallimenti (non per causa mia) ma è anche vero che ancora si sentirà molto parlare di me, ci sono ancora pagine della mia storia che si devono scrivere, non saranno questi &#8220;buoni &#8221; e &#8220;integerrimi&#8221; della nostra epoca, in preda al fanatismo messianico, che riusciranno a fermare un uomo come me, questo è un assioma. [...]»</p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/matteo-messina-denaro-lettere-a-svetonio/">Leggi il testo integrale di due lettere di Messina Denaro a Svetonio</a></p>
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		<title>Omaggio a Cataldo Naro</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 21:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattolicesimo e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Cataldo Naro seminarista, col padre Salvatore. Anni sessanta
 Foto tratta da: S. Falzone, Il tempo di una fotografia. Istantanee d&#8217;epoca a San Cataldo, presentazione di Massinmo Naro, Centro studi Cammarata &#8211; Edizioni Lussografica, Caltanissetta 2008.
C&#8217;è un intervento di Cataldo Naro, al convegno «Domande radicali nella letteratura italiana del Novecento», tenutosi a Roma il 18-19 maggio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=571&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/naro-seminarista-anni-sessanta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-572" title="C. Naro, seminarista, col padre Salvatore. Anni sessanta." src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/naro-seminarista-anni-sessanta.jpg?w=199&#038;h=300" alt="" width="199" height="300" />Cataldo Naro seminarista, col padre Salvatore. Anni sessanta</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/naro-seminarista-anni-sessanta.jpg"> </a>Foto tratta da: S. Falzone, <em>Il tempo di una fotografia. Istantanee d&#8217;epoca a San Cataldo</em>, presentazione di Massinmo Naro, Centro studi Cammarata &#8211; Edizioni Lussografica, Caltanissetta 2008.</p>
<p>C&#8217;è un intervento di Cataldo Naro, al convegno «Domande radicali nella letteratura italiana del Novecento», tenutosi a Roma il 18-19 maggio 2006, in cui l&#8217;Arcivescovo di Monreale, deceduto il 29 settembre di quello stesso anno, parla di Montale e della banda di Malvolio, il personaggio montaliano che incarna il bersaglio delle critiche del suo autore contro un certo cattolicesimo fiorentino politicamente impegnato che, tra gli anni quaranta e gli inizi dei sessanta, ruotò attorno alla figura del &#8220;sindaco santo&#8221;, Giorgio La Pira. Di questa &#8220;banda&#8221; lapiriana fecero parte il Card. Elia Dalla Costa e il parroco don Giulio Facibeni. L&#8217;ambiente ecclesiale in cui maturò quest&#8217;esperienza era tuttavia assai più vasto e popolato di figure di tutto rilievo: da E. Balducci, a Dossetti, a Divo Barsotti, allo stesso don Milani.<br />
Il pezzo di Naro, di cui pubblichiamo qui di seguito un frammento, è di enorme interesse per almeno tre motivi:<span id="more-571"></span><br />
Primo, è un magistrale saggio del metodo d&#8217;analisi storica di Naro, spregiudicato e rigoroso insieme, applicato al cattolicesimo italiano recente.<br />
Secondo: attraverso la ricostruzione e il commento della critica di Montale alla banda di Malvolio, Naro contesta, da un punto di vista religioso e laicissimo, un tipico modo dei cattolici italiani di stare in politica. Le parole e le idee di Naro, rilette oggi, appaiono dirompenti in un momento in cui si avverte ai più alti livelli gerarchici un forte contrasto tra la necessità di un radicale rinnovamento del ceto politico d&#8217;ispirazione cattolica e l&#8217;esigenza di mantenere le rendite di posizione di cui gode la morale cattolica, bene o male garantite dal personale politico che, pur inetto a proporre una nuova interpretazione di uno specifico contributo dei cattolici alla vita civile e politica, c&#8217;è già.<br />
Terzo: l&#8217;allora responsabile del progetto culturale dei vescovi italiani si discosta chiaramente dalla visione strategica di evangelizzazione concepita da Ruini, della cui cerchia tuttavia Naro fa parte al punto da poter essere considerato un suo uomo e candidato alla guida dell&#8217;episcopato siciliano, se non addirittura a ricoprire le più alte responsabilità nella Conferenza episcopale italiana, come dimostra, tra l&#8217;altro, anche la recente nomina del fedelissimo amico di Naro, Mariano Crociata, vescovo di Noto, a segretario della CEI. Un testo, dunque, quello che proponiamo, che è un ponte tra il recente passato ed una transizione difficile in cui si trova il nostro Paese e la Chiesa italiana, progettato da un leader che ha previsto e interpretato assai meglio di altri l&#8217;attuale evoluzione culturale e religiosa della società italiana.  <strong></strong></p>
<p><strong><br />
Cataldo Naro</strong><br />
Arcivescovo di Monreale, già docente di Storia della Chiesa e preside della Facoltà teologica di Sicilia, in Palermo scomparso improvvisamente il 29 settembre 2006.</p>
<p>L&#8217;inopinata critica montaliana della secolarizzazione<br />
Tratto da: <em>Montale e la banda di Malvolio</em>, in <em>Tra chiaro e oscuro. Domande radicali nella letteratura italiana del Novecento. Atti del convegno tenutosi a Roma il 18-19 maggio 2006</em>, a cura di M. Naro, Caltanissetta-Roma 2008, 63-80.</p>
<p>Montale, nei suoi anni fiorentini, ma ancora prima da Milano, si interessò di questo mondo cattolico fiorentino di segno lapiriano. E nelle sue ultime poesie (<em>Diario del &#8216;71</em> e <em>Diario del &#8216;72</em>) vi allude quasi sempre in modo sarcastico e beffardo. Non gli piacevano i «chierici neri» e meno ancora i «chierici rossi», quelli cioè progressisti e socialmente impegnati. Non gli piacevano quei cattolici fiorentini mistici e proferì, che parlavano sublimamente di Dio, e, nello stesso tempo, si ingolfavano in affari politici e in iniziative sociali o culturali molto terrene. Egli si era foggiata nella mente una sorta di figura-tipo del cattolico fiorentino del secondo dopoguerra, facendovi confluire elementi diversi e spesso contrastanti, osservati nelle principali personalità di quel mondo cattolico fiorentino. Nelle sue poesie chiama questa figura-tipo talvolta Malvolio e talaltra Benvolio. Si veda l&#8217;aspro sarcasmo della poesia <em>Dove comincia la carità</em>:</p>
<p>Questa violenta raffica di carità<br />
che si abbatte su di noi<br />
è un&#8217;ultima impostura.</p>
<p>Non sarà mai ch&#8217;essa cominci <em>at home</em><br />
come ci hanno insegnato alla Berlitz; mai<br />
accadrà che si trovi nei libri di lettura.</p>
<p>E non certo da te, Malvolio, o dalla tua banda,<br />
non da ululi di tromba, non da chi ne fa<br />
una seconda pelle che poi si butta via.</p>
<p>Non appartiene a nessuno la carità. Sua pari<br />
la bolla di sapone che brilla un attimo, scoppia<br />
e non sa di chi era il soffio.1</p>
<p>Montale si mostra infastidito del parlare di carità «da chi ne fa una seconda pelle che poi si butta via». Ma della «banda» di Malvolio/Benvolio lo infastidisce soprattutto un parlare di Dio irrispettoso della sua trascendenza, troppo antropomorfico, troppo ben informato. Se Dio c&#8217;è, non può essere quello che ci raffiguriamo noi, quello che noi pensiamo. È quanto Montale sembra dichiarare nella poesia <em>Il mio ottimismo</em> che, dopo il sarcastico dileggio delle ridicole raffigurazioni antropomorfiche di Dio, si chiude con un inaspettata e umile dichiarazione d&#8217;amore:</p>
<p>II tuo ottimismo mi dice l&#8217;amico<br />
e nemico Benvolio è sconcertante.<br />
Ottimista fu già chi si estasiava<br />
tra i sepolcri inebriandosi del rauco gargarismo<br />
delle stringi;<br />
pessimista colui che con felpati versi<br />
lasciava appena un&#8217;orma di pantofola<br />
sul morbido velluto dei giardini inglesi.<br />
Ma tu che godi dell&#8217;incenerimento<br />
universale rubi il mestiere ai chierici,<br />
quelli neri s&#8217;intende perché i rossi<br />
dormono e mai sarà chi li risvegli.<br />
Ah no, Benvolio, i cherchi ci presentano<br />
un Deus absconditus che ha barba baffi e occhi<br />
a miliardi perché nulla gli sfugge<br />
di noi: e dunque quasi un complice dei nostri<br />
misfatti, un vero onnipotente che<br />
può tutto e non lo può o non lo vuole.<br />
Il mio Artefice no, non è un artificiere<br />
che fa scoppiare tutto, il bene e il male,<br />
e si chiede perché noi ci siamo cacciati tra i suoi<br />
piedi, non chiesti, non voluti,<br />
meno che meno amati. Il mio non è<br />
nulla di tutto questo e perciò lo amo<br />
senza speranza e non gli chiedo nulla.2</p>
<p>Lo stesso dileggio di ogni linguaggio antropomorfico su Dio Montale riserva al linguaggio pur cosi raffinato e &#8220;moderno&#8221; della teologia evoluzionistica di Teilhard de Chardin, che è preso di mira nella poesia <em>A un gesuita moderno</em>:</p>
<p>Paleontologo e prete, ad abundantiam<br />
uomo di mondo, se vuoi farci credere<br />
che un sentore di noi si stacchi dalla crosta<br />
di quaggiù, meno crosta che paniccia,<br />
per allogarsi poi nella noosfera<br />
che avvolge le altre sfere o è in condominio<br />
e sta nel tempo (!),<br />
ti dirò che la pelle mi si aggriccia<br />
quando ti ascolto. Il tempo non conclude<br />
perché non è neppure incominciato.<br />
E&#8217; neonato anche Dio. A noi di farlo<br />
vivere o farne senza; a noi di uccidere<br />
il tempo perché in lui non è possibile<br />
l&#8217;esistenza.3</p>
<p>Il sarcasmo di Montale sulla teologia del «gesuita moderno» ha il grande significato di una lezione sulla radicale inadeguatezza del linguaggio umano circa Dio. Dio è il totalmente Altro. Ciò che Montale nega non è una negazione di Dio; è semplicemente la critica di un linguaggio religioso che attribuisce a Dio i tratti propri dell&#8217;uomo o, comunque, presume di comprenderlo con le proprie categorie. Ma in Montale non c&#8217;è solo questa affermazione della radicale insufficienza del linguaggio umano su Dio. C&#8217;è anche il rifiuto della rivelazione di Dio in Gesù Cristo, nel cui volto il cristiano scorge il volto stesso di Dio. Montale esprime una grande esigenza religiosa, sollecita una radicale purificazione dell&#8217;esperienza religiosa e tuttavia non si apre umilmente alla rivelazione che Dio ha fatto di se stesso. Egli non riesce a «vedere» in Gesù di Nazaret il «Signore». L&#8217;ha detto nei pochi e amari versi di <em>Come Zaccheo</em>:</p>
<p>Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro<br />
per vedere il Signore se mai passi.<br />
Ahimè, non sono un rampicante ed anche<br />
stando in punta di piedi non l&#8217;ho mai visto.4</p>
<p>Montale non si apre alla rivelazione di Dio in Cristo. Tuttavia il suo ateismo è profondamente religioso. Esprime la richiesta di un&#8217;esperienza religiosa estremamente pura, di un&#8217;umile affermazione dell&#8217;infinita trascendenza di Dio. Da questo suo punto di vista, radicalmente seppure implicitamente religioso, Montale ha buon gioco nel dileggiare quei cattolici fiorentini così bravi nel parlare di Dio ma anche così immersi negli affari di questo mondo. È nella <em>Lettera a Malvolio</em> che Montale prende decisamente di mira la figura tipo di cattolico che s&#8217;è foggiata e la dileggia con feroce sarcasmo. Il Malvolio di questa composizione poetica ha tratti complessi: vi è richiamata la figura di don Divo Barsotti, autore di un diario mistico intitolato <em>La fuga immobile</em>, pubblicato nel 1957,5 cui Montale allude chiaramente («Lascia che la mia fuga immobile [...]»), facendone il libro tipico di un cattolico prima della guerra e del primo dopoguerra (quando le separazioni erano nette, cioè durante il fascismo e, comunque, prima dell&#8217;avvento del potere democristiano, «dopo che le stalle si svuotarono»), ma c&#8217;è pure forse un&#8217;allusione a padre Balducci, lo «scolopio rosso» («Con quale agilità rimescolavi / materialismo storico e pauperismo evangelico», versi da cui però allora si sentivano provocati soprattutto alcuni intellettuali italiani difatti presi di mira da Montale, come Pasolini, il quale sentì rivolta a sé l&#8217;accusa d&#8217;essere Malvolio6). E, comunque, attraverso Malvolio, è anche il cattolicesimo fiorentino del secondo dopoguerra che è preso di mira, senza preoccupazioni di attente distinzioni di diverse personalità e di diverse ispirazioni al suo interno. È tutta la «banda del Malvolio» che provoca in Montale una sorta di violenta voglia di scherno e di beffa.</p>
<p>Non s&#8217;è trattato mai d&#8217;una mia fuga, Malvolio,<br />
e neanche di un mio flair che annusi il peggio<br />
a mille miglia. Questa è una virtù<br />
che tu possiedi e non t&#8217;invidio<br />
anche perché non potrei trarne vantaggio.<br />
No,<br />
non si trattò mai d&#8217;una fuga<br />
ma solo di un rispettabile<br />
prendere le distanze.</p>
<p>Non fu molto difficile dapprima,<br />
quando le separazioni erano nette,<br />
l&#8217;orrore da una parte e la decenza,<br />
oh solo una decenza infinitesima<br />
dall&#8217;altra parte. No, non fu difficile,<br />
bastava scantonare scolorire,<br />
rendersi invisibili, forse esserlo. Ma dopo.</p>
<p>Ma dopo che le stalle si svuotarono<br />
l&#8217;onore e l&#8217;indecenza stretti in un sol patto<br />
fondarono l&#8217;ossimoro permanente<br />
e non fu più questione di fughe e di ripari. Era l&#8217;ora<br />
della focomelia concettuale<br />
e il distorto era il dritto, su ogni altro<br />
derisione e silenzio.</p>
<p>Fu la tua ora e non è finita.<br />
Con quale agilità rimescolavi<br />
materialismo storico e pauperismo evangelico<br />
pornografìa e riscatto, nausea per l&#8217;odore<br />
di trifola, il denaro che ti giungeva.<br />
No, non hai torto Malvolio, la scienza del cuore<br />
non è ancora nata, ciascuno la inventa come vuole.<br />
Ma lascia andare le fughe ora che appena si può<br />
cercare la speranza nel suo negativo.</p>
<p>Lascia che la mia fuga immobile possa dire<br />
forza a qualcuno o a me stesso che la partita è aperta,<br />
che la partita è chiusa per chi rifiuta<br />
le distanze e s&#8217;affretta come tu fai, Malvolio,<br />
perché sai che domani sarà impossibile anche<br />
alla tua astuzia.7</p>
<p>Così come aveva irriso sarcasticamente alle false immagini di Dio, ora Montale irride agli uomini di Chiesa e al loro confuso agitarsi nel mondo della politica. C&#8217;è un parallelismo tra le due irrisioni. E come nella prima irrisione c&#8217;è l&#8217;amara ammissione di non potere o non volere credere in Cristo («Ahimé, non sono un rampicante ed anche / stando in punta di piedi non l&#8217;ho mai visto») ma anche una grande lezione religiosa sull&#8217;infinita e imperscrutabile trascendenza di Dio, così nella seconda irrisione c&#8217;è l&#8217;incomprensione per ogni tipo di impegno e di testimonianza del cristiano nella storia (nella stessa linea e logica dell&#8217;incarnazione del Figlio di Dio), ma c&#8217;è anche un salutare richiamo al carattere di semplice e povero segno che pure deve conservare ogni modalità di presenza cristiana nel mondo. La cosa più importante della presenza cristiana nella storia non è la sua efficacia sul piano umano, ma che riesca a porre dei segni che facciano presente Dio agli uomini, che cioè siano la traduzione sul piano storico della carità divina. Insomma, Montale coglie un punto fondamentale quando colpisce l&#8217;assolutizzazione del segno al posto della realtà significata, cioè, sostanzialmente, la riduzione del cristianesimo a ideologia o a progetto politico che pretenda proporre e realizzare la soluzione di tutti i problemi di questo mondo anziché annunziare e testimoniare la &#8220;buona novella&#8221; dell&#8217;amore di Dio agli uomini nel suo Figlio Gesù.</p>
<p>NOTE</p>
<p>1 E. Montale, <em>L&#8217;opera in versi</em>, edizione critica a cura di R. Bettarini e G. Contini, Einaudi, Torino 1980, p. 431.<br />
2 <em>Ib.</em>, p. 497.<br />
3 <em>Ib</em>., p. 320 (questa composizione non è, però, tratta da <em>Diario del ‘71</em> o da <em>Diario del &#8216;72</em>, come le altre citate, bensì da <em>Satura I</em>).<br />
4 <em>Ib</em>. p. 417.<br />
5 Il volume fu pubblicato dalle Edizioni Comunità di Milano. L&#8217;allusione di Montale al libro di Barsotti è stata rilevala dallo stesso Barsotti (cf. <em>Commento del Padre</em>, in appendice a B. Betti, <em>Relazione su Montale</em>, Firenze 18.10.1981, ciclostilato di una conversazione registrata al magnetofono, ad uso interno della Comunità dei Figli di Dio, fondata e guidata da don Barsotti). Per l&#8217;indicazione completa della vasta bibliografia del Barsotti cf. G. Gioia, <em>Bibliografia ragionata delle opere di Divo Barsotti</em>, in «Ho Theológos» n.s. 20 (2002) pp. 367-417.<br />
6 Cf. P.P. Pasolini, <em>Bestemmia. Tutte le poesie</em>, IV, a cura di G. Chiarcossi e W. Siti, Garzanti, Milano 1996. «Non ho banda, Montale, sono solo. / Non ti rimprovero di aver avuto / paura, ti rimprovero di averla giustificata. / Male forse ne voglio: ma il mio [...]»: <em>L&#8217;impuro al puro (Appunti)</em>, ib., p. 763; «Ah Montale, / hai fatto una mezza denuncia al fisco / col tuo mezzo parlare»: <em>Pauperismo evangelico (?)</em>, <em>ib</em>., p. 764.<br />
7 E. Montale, <em>op. cit.</em>, pp. 456-457.</p>
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		<title>Cattolici in politica. Coscienza: istruzioni per l&#8217;uso</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/20/cattolici-in-politica-coscienza-istruzioni-per-luso/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 14:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattolicesimo e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[
R. Magritte, La réproduction interdite



&#8220;Cristo non avrà altri alleati
che i diritti dell&#8217;uomo.
Che verranno negati&#8221;
(Maurice Clavel)




Nel corso di una sua visita pastorale in Italia, Benedetto XVI ha recentemente auspicato la nascita di una nuova generazione di cattolici rigorosi in politica (7 settembre 2008, Cagliari). Ora, è vero che il papa parla Urbi et orbi, universalmente, ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=521&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:left;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/02/magritte-la-reproduction-interdite1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-315" style="margin-left:12px;margin-right:12px;" title="R. Magritte, La réproduction interdite" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/02/magritte-la-reproduction-interdite1.jpg?w=233&#038;h=300" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:right;">R. Magritte, La réproduction interdite</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">&#8220;Cristo non avrà altri alleati<br />
che i diritti dell&#8217;uomo.<br />
Che verranno negati&#8221;<br />
(Maurice Clavel)</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Nel corso di una sua visita pastorale in Italia, Benedetto XVI ha recentemente auspicato la nascita di una nuova generazione di cattolici rigorosi in politica (7 settembre 2008, Cagliari). Ora, è vero che il papa parla Urbi et orbi, universalmente, ma egli è anche il primate d&#8217;Italia e l&#8217;occasione e il luogo in cui rivolge un discorso è anche un&#8217;indicazione circa l&#8217;uditorio cui si rivolge. Oltre che su una sconfessione dell&#8217;attuale generazione di cattolici italiani in politica, sconfessione che c&#8217;è, ed è stata colta da tutti (stampa, televisione, cittadini cattolici e no) tranne che dai principali destinatari, l&#8217;accento del discorso del Pontefice ricade sull&#8217;aggettivo &#8220;rigorosi&#8221;, che significa competenti come politici e al tempo stesso come cattolici, ben attenti a mantenere distinti i due piani.<span id="more-521"></span></p>
<p style="text-align:left;">1. I cattolici (parlo del cattolicesimo italiano) sono impreparati alla politica innanzi tutto perché disabituati all&#8217;uso della coscienza. A tal proposito va detto che le frequenti invasioni di campo della gerarchia cattolica italiana dell&#8217;era Ruini non trovano una sufficiente spiegazione in quella smania di onnipotenza della gerarchia che va sotto il nome di progetto culturale della Chiesa italiana. A questa deve aggiungersi la causa legata alla coscienza pigra dei politici cattolici, accompagnata da un&#8217;incredibile ignoranza delle cose del Vangelo e dell&#8217;anima: ciò di cui gli stessi &#8220;laici&#8221;, nel senso di non credenti, dovrebbero dolersi. I vescovi si lamentano spesso di tale ignoranza, salvo non vedere la loro propria di singoli credenti e le proprie responsabilità circa questo fenomeno tutto italiano dell&#8217;ignoranza religiosa del popolo cattolico, anche praticante, legata a prassi pastorali e velleità di evangelizzazione sbagliate ancorché annose. Insomma, pigrizia della coscienza e ignoranza religiosa sono, come si dice, un fatto generale del costume italiano.</p>
<p style="text-align:left;">2. La prova dell&#8217;esistenza della coscienza, la cui sostanza è la capacità di libero orientamento dell&#8217;amore di sé, sta nel fenomeno del pentimento. Nel pentimento [metànoia] si rivela un certo primato della persona sulla natura umana. Il pentimento è tanto più difficile e significativo quanto più contraddice il consenso socialmente diffuso come struttura che sorregge il potere. Per ben funzionare, infatti, la coscienza dev&#8217;essere, innanzi tutto, &#8220;piena avvertenza&#8221;, cioè dev&#8217;essere ben formata dal punto di vista cognitivo e capace dal punto di vista affettivo-volitivo, il che dà luogo al &#8220;deliberato consenso&#8221;. La coscienza va applicata nel &#8220;foro interno&#8221;, vale a dire in un intimo dialogo della coscienza con se stessa sui propri conflitti, colloquio che si conclude con un giudizio che è strettamente personale e inappellabile. Secondo la migliore tradizione cristiana la coscienza va applicata sempre, in qualsiasi decisione morale, nel caso pratico come sui princìpi generali ed è su di essa che la persona sarà giudicata. Essa va applicata anche alla stessa norma morale, la quale non è altro che un &#8220;conflitto già risolto&#8221;, un condensato del continuo lavoro della coscienze individuali aperte a una collettività morale e ad una tradizione di moralità.</p>
<p style="text-align:left;">3. L&#8217;errore di fondo nel modo dei cattolici italiani di stare in politica risiede in una contrapposizione tra la coscienza e la norma, ovvero nel credere che la coscienza intervenga solo quando manchi la norma. Di conseguenza, ove si dia la norma, l&#8217;appello alla coscienza si ridurrà ad un richiamo all&#8217;obbedienza. Un vuoto normativo in campo morale può esservi per due motivi:<br />
- Un conflitto tra valori così nuovo da non trovare risposta nella tradizione etica della collettività cui l&#8217;agente morale fa riferimento<br />
- Una mancanza di competenza da parte dell&#8217;autorità magisteriale eventualmente riconosciuta dall&#8217;agente morale. Come, ad esempio, nel caso degli interpreti della tradizione morale ebraica e cristiana, nel campo di questioni definite dal &#8220;Date a Cesare quel che è di Cesare&#8221;. Poiché la gerarchia ha emesso norme morali praticamente su tutto, almeno così fa credere l&#8217;ignoranza religiosa al politico cattolico tipo, dalla convivenza di persone dello stesso sesso, alla dichiarazione di morte, dai trapianti, alle staminali e via così, &#8220;la pertinenza di Cesare&#8221;, in cui può scorrazzare libera l&#8217;elementare coscienza del politico cattolico, si riduce praticamente ormai, senza distinzione di appartenenza politica, alle beghe di partito. L&#8217;ingenua separazione schematica  tra il campo di Dio e quello dello Stato non trova conferma nelle parole del Vangelo, sicché le cose attinenti a Cesare e quelle riservate a Dio si giocano sempre sul medesimo terreno della storia e non esistono tra di esse mura divisorie prestabilite, trattandosi di entità concernenti piani diversi di realtà. Mantenere l&#8217;equilibrio lungo questo percorso di crinale, in una corretta visione etica, spetta precisamente al continuo esercizio della piena avvertenza e del deliberato consenso, alla coscienza, e costituisce la sostanza di ogni politica laica indipendentemente dal credo personale di chi se ne fa protagonista.</p>
<p style="text-align:left;">4. Si verifica dunque un&#8217;altra sconcertante conseguenza di quest&#8217;oblio della coscienza del cattolico italiano in politica. A furia d&#8217;insistere sui temi eticamente sensibili, quasi una sorta di area protetta di una presenza specificamente cattolica in politica, la politica dei cattolici diviene sempre più eticamente insensibile. Il risultato di questo modo confessionale e integralista d&#8217;intendere la coscienza è paradossale, perché in tutti i temi per definizione non eticamente sensibili le ragioni di scuderia finiscono col prevalere sulla coscienza, e da ultimo, sulle stesse protestate radici cristiane dei sedicenti cattolici buoni per tutte le bandiere.</p>
<p style="text-align:left;">5. Per la coscienza senza qualificazioni, etica e politica, senza perdersi l&#8217;una nell&#8217;altra, sono in un costante continuo rapporto, la cui cerniera è la coerenza e credibilità della persona che &#8220;fa&#8221; politica. Il contributo storico del cristianesimo alla democrazia concerne principalmente le regole del gioco politico, più che i contenuti. E queste regole poggiano su un&#8217;antropologia metafisicamente fondata ma che è in grado di reggersi autonomamente, iuxta propria principia, senza necessità, di per sé, d&#8217;appellarsi al trascendente. L&#8217;insostituibile contributo della coscienza cristiana in politica è di natura rigorosamente civile. Il contributo che l&#8217;ineguagliabile bagaglio morale e di pensiero che il cattolicesimo ha saputo esprimere in passato venga oggi messo al servizio di tutti da una nuova generazione di cattolici che stiano in politica secondo una rigorosa coscienza, mirando in primo luogo a due obiettivi: sostenere la fragile cultura dei diritti dell&#8217;uomo, oggi rimessi in discussione in Italia, e la difesa delle istituzioni costituzionali.</p>
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		<title>Un cambio nella posizione del Magistero sui trapianti?/2</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 21:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(leggi prima parte)
In occasione del quarantesimo anniversario della Harvard School Committee, che cambiò la definizione medica di morte, da allora non più basata sull’arresto cardiocircolatorio ma sull’”encefalogramma piatto, il 3 settembre scorso è uscito sull’Osservatore Romano un articolo della storiografa Lucetta Scaraffia (A quarant’anni dal rapporto di Harvard. I segni della morte, L’Osservatore Romano &#8211; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=501&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/09/un-cambio-nella-posizione-del-magistero-sui-trapianti1/">(leggi prima parte)</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/le_monde_su_welby.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-502" style="margin:12px;" title="Vignetta pubblicata su Le Monde in occasione del caso Welby" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/le_monde_su_welby.jpg?w=450&#038;h=295" alt="" width="450" height="295" /></a><em>In occasione del quarantesimo anniversario della Harvard School Committee, che cambiò la definizione medica di morte, da allora non più basata sull’arresto cardiocircolatorio ma sull’”encefalogramma piatto, il 3 settembre scorso è uscito sull’Osservatore Romano un articolo della storiografa Lucetta Scaraffia (<a href="../2008/09/09/un-cambio-nella-posizione-del-magistero-sui-trapianti1/#comment-2344">A quarant’anni dal rapporto di Harvard. I segni della morte</a>, L’Osservatore Romano &#8211; 3 settembre 2008).<br />
L’articolo è stato immediatamente ripreso dalle agenzie d’informazione perché sembrava annunciare un cambio della posizione della Chiesa cattolica in tema di trapianti.</em></p>
<p>(seconda parte)<br />
Riassumendo, Scaraffia, ritiene che &#8220;morte dell&#8217;essere umano&#8221;, in senso propriamente e strettamente medico e fattuale, può essere solo la morte dell&#8217;organismo nella sua interezza, piuttosto che vedere nella fine dell&#8217;integrità dell&#8217;organismo un indizio emergente sul piano fattuale della morte dell&#8217;essere umano sul piano metafisico della persona; che è, ed è sempre stata, la posizione ufficiale del magistero.<span id="more-501"></span><br />
Il concetto di morte in senso filosofico o teologico non si è mai appiattito sulla definizione medica di morte. I due piani si sono tradizionalmente articolati attraverso la mediazione della categoria di &#8220;segno&#8221;. Il corpo è &#8220;segno costitutivo&#8221; della persona, afferma con uno splendido ossimoro il teologo cattolico K. Rahner; di &#8220;segni della morte&#8221; parla la Pontificia accademia delle Scienze, negli anni Ottanta, con una locuzione ripresa perfino nel titolo del pezzo di Scaraffia sull&#8217;Osservatore Romano, evidentemente senza comprenderne troppo approfonditamente le implicazioni dottrinali.<br />
&#8220;Segno&#8221; dice pure Giovanni Paolo II: &#8220;I criteri di accertamento della morte [...] non sono da intendere come la percezione tecnico-scientifica del momento puntuale della morte della persona, ma come [...] SEGNI biologici della GIA&#8217; AVVENUTA morte della persona&#8221; (Al Congresso mondiale della Transplantation Society, 2000, maiuscolo nostro).<br />
La persona è un concetto metafisico e dunque non può identificarsi con nessuna particolare funzione biologica. E neppure con l&#8217;organismo considerato nel suo insieme. L&#8217;implicazione formulata dalla Scaraffia: &#8220;l&#8217;idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più [...] comporta una identificazione della persona con le sole attività cerebrali&#8221; non è più necessaria se l&#8217;attività cerebrale è fatta dipendere dall&#8217;esistenza in vita della persona, e NON viceversa.<br />
Nella genuina concezione cristiana e magisteriale non è la morte fisica a creare la cessazione della persona; essa è piuttosto un evento che tocca la persona sul piano metafisico, che ha una ripercussione sul piano biologico e si manifesta con segni oggettivamente interpretabili. L&#8217;interpretazione di tali segni spetta al medico.</p>
<p>Ma, ci si chiede, forse qualcosa è davvero cambiato, come sostiene la Scaraffia, a quaranta anni dalla dichiarazione della Harvard Medical School committee? Come spiegare altrimenti l&#8217;inedito botta-e-risposta di questi giorni tra Osservatore Romano e Pontificio Consiglio per la pastorale della salute?<br />
E&#8217; cambiata la considerazione della morte, risponde H. Jonas, in ciò seguito da Scaraffia.<br />
In realtà è cambiata soprattutto l&#8217;immagine e la reputazione della medicina, l&#8217;idea che la medicina e i suoi progressi non possano essere altro che benèfici. Nel 1968 la medicina viveva un momento pionieristico di esaltazione e di ottimismo perché, dopo i successi dei primi trapianti cardiaci, essa aveva davanti sterminate prospettive di progresso. Oggi la medicina è sempre più consapevole di essere uno dei principali fattori della trasformazione culturale delle società occidentali, e come tale è vissuta dall&#8217;opinione pubblica. L&#8217;investimento sempre più massiccio di tecnologie nel campo biomedico non si limita a dare risposte operative alla crescente domanda di salute e benessere, ma pone essa stessa domande e nuove problematiche che cambiano a poco a poco il senso dell&#8217;espressione &#8220;qualità della vita&#8221;. Ecco, per esempio, che si affaccia la coscienza di nuovi diritti, come il diritto di rifiutare la terapia o il diritto di morire con dignità.<br />
Tuttavia, saltano all&#8217;occhio del teologo moralista aspetti della questione che rimangono occulti allo sguardo del bioeticista. L&#8217;impostazione della tradizionale etica medica cattolica, come quella di Pio XII, di stampo aristotelico-tomista, è giusnaturalistica e finalistica, e ciò sembrava garantirle più ampi margini di sviluppo dottrinale e consentirle il raggiungimento di livelli di maggiore efficienza nel creare convergenze pratiche col pensiero etico non religioso. Questi sviluppi e queste convergenze sono infatti venute negli anni sessanta e settanta con la posizione assunta dal magistero sui trapianti. Il più recente magistero pontificio, pur mantenendo la dottrina dei predecessori sui punti già acquisiti, ha invece optato per una diversa strategia, di principio impostata sulla difesa della vita, e quindi con un impianto deontologico, su questioni emerse successivamente, come fecondazione in vitro, staminali, accanimento e abbandono terapeutico.<br />
Lo spauracchio di Scaraffia, e della bioetica cui fa riferimento, sembra allora essere precisamente il fatto che cattolici e laici possano andar d&#8217;accordo su alcunché; quasi che la convergenza e la cooperazione siano di per sé spie di qualcosa che non va, piuttosto che il segnale che la comune ragione morale possa, di tanto in tanto, funzionare. In realtà, poiché la cosiddetta bioetica religiosa non può affatto contare su fonti speciali, diverse dal lume naturale della ragione, è da pensare, quando nel corso dibattito pubblico tale convergenza pratica appare impossibile, che ciò accade per la cattiva qualità della propria bioetica (per un difetto nell&#8217;argomentazione, per un insufficiente sviluppo dottrinale, per una mancata esplicitazione dei propri presupposti teorici o per l&#8217;ambiguità del linguaggio&#8230;) assai più probabilmente che per cattiva volontà degli interlocutori.<br />
Alcuni bioeticisti cattolici sembrano inoltre ossessionati dall&#8217;idea che possa esistere più di una teoria di fondazione morale della norma, compatibile con la fede cristiana. L&#8217;imbarazzo cresce quando si constata che impianti teorici diversi da quelli attualmente più in voga in morale possono vantare una tradizione più prestigiosa nel magistero cattolico. Forse questa realtà sembra ad alcuni indebolire l&#8217;immagine di una Chiesa monoliticamente impegnata nella difesa di verità e valori non negoziabili.<br />
Ma è un prezzo accettabile, per mantenere in vita non una persona, ma una teoria filosofica traballante, mettere a repentaglio non solo una sentenza pontificia, ma la consolidata dottrina magisteriale che poggia su di essa, quella sulla liceità dei trapianti, e sulla quale (o proprio per il fatto che?) vi è un&#8217;importante convergenza con gran parte del pensiero etico non religioso?<br />
L&#8217;interrogativo che forse tocca di più il senso comune è se davvero la teologia stia svolgendo, al momento, un buon servizio per le persone e per la Chiesa stessa.</p>
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		<title>Ricordo di 3P</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/15/ricordo-di-3p/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 23:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa e mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
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E&#8217; trascorso un mese dall&#8217;uccisione di P. Puglisi. Credo non sia trascorso invano questo tempo, perlomeno non per quanto riguarda il senso religioso e civile di questo sacrificio. Per esempio, penso sia utile cogliere retrospettivamente le ripercussioni della morte di Padre Peppino sull&#8217;opinione pubblica. Non è sfuggito a nessuno che un oscuro fatto di cronaca [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=183&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/15/ricordo-di-3p/"><img src="http://img.youtube.com/vi/LXif6Wwr5DU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>E&#8217; trascorso un mese dall&#8217;uccisione di P. Puglisi. Credo non sia trascorso invano questo tempo, perlomeno non per quanto riguarda il senso religioso e civile di questo sacrificio. Per esempio, penso sia utile cogliere retrospettivamente le ripercussioni della morte di Padre Peppino sull&#8217;opinione pubblica. Non è sfuggito a nessuno che un oscuro fatto di cronaca interna, col trascorrere dei giorni, abbia conquistato le prime pagine dei giornali e si sia fatto strada nella mente degli osservatori più attenti, come un fatto di primaria importanza. Alcuni amici francesi, in questi giorni, mi hanno riferito della risonanza avuta dalla morte di P. Puglisi nel loro paese e nelle loro comunità cristiane. Tutto ciò che sapevano di lui quelli che ebbero la fortuna di conoscerlo personalmente, il suo umorismo garbato, la sua intelligenza pedagogica, la sua fede immensa, sono ormai di pubblico dominio. L&#8217;assassinio di un anonimo prete di periferia ha così portato alla luce l&#8217;anima di un profeta.<span id="more-183"></span><br />
Non deve sfuggire neppure il fatto che questo episodio contiene elementi importantissimi per capire come cambia la mafia e quali sono le sue nuove strategie.<br />
La mafia non commette mai crimini &#8220;ideologici&#8221;, è vero; nel senso che uccide per scopi assai precisi: vendetta, interesse o &#8220;prevenzione&#8221;. Nella simbolica del crimine mafioso rientra però sempre un aspetto &#8220;pedagogico&#8221;, dimostrativo, logica alla quale non sfugge neppure l&#8217;uccisione di P. Puglisi.<br />
Tutti gli omicidi di mafia di una certa importanza vengono &#8220;autorizzati&#8221; da un organismo centrale. Dunque l&#8217;assassinio di P. Puglisi, anche se plausibilmente legato ad un episodio contingente ed eseguito immediatamente per la particolare facilità dell&#8217;obiettivo, può avere avuto, e certamente ha avuto, il benestare dei capifamiglia, anche in vista di altri e ben più ampi scopi. Alla cupola non potevano certamente sfuggire le ovvie conseguenze del loro gesto. Essi hanno messo già in conto, ad esempio, le possibili reazioni del clero palermitano e in particolare del successore di P. Puglisi; hanno calcolato la risonanza cittadina e nazionale di una tale esecuzione; hanno insomma freddamente valutato costi e benefici di tutta l&#8217;operazione. Hanno studiato specialmente il modo di trarre il massimo vantaggio possibile da questa morte, nel senso, di cui prima si diceva, della simbolica della violenza mafiosa: chi hanno voluto avvertire? I cittadini di Brancaccio, sicuramente; i preti, pure, forse. Ma ritengo plausibile anche l&#8217;ipotesi che i veri destinatari dell&#8217;avvertimento siano persone molto, molto precise.<br />
C&#8217;è tuttavia una domanda, se possibile ancora più inquietante, che nasce leggendo insieme l&#8217;assassinio di P. Puglisi e gli attentati di Firenze, Roma e Milano: quale eccezionale posta in gioco ha indotto la mafia a far cadere il tabù delle persone e delle cose sacre, questa ultima foglia di una mentalità tribale?  La mafia sa ormai di dover fare da sola, se non vuole scomparire, senza più appoggi o paraventi di nessuno. Perciò persegue una nuova strategia tremendamente ambiziosa: quella di rispondere all&#8217;offensiva dello Stato andando per la prima volta direttamente contro di esso, cercando di forzarne la disgregazione istituzionale, politica e sociale. Perciò Cosa Nostra nei prossimi mesi tenterà di colpire quei politici e quegli uomini delle istituzioni che rappresentano o garantiscono fattivamente l&#8217;unità nazionale. Il fine potrebbe essere quello di rafforzare la presenza sul territorio che è già di loro dominio e consolidare così il potere che mafia, camorra e &#8216;ndrangheta esercitano sull&#8217;Italia meridionale. La posta in gioco, come si vede, è altissima: siamo tutti noi meridionali, la nostra dignità di uomini e credenti liberi in uno Stato e in una Chiesa liberi.<br />
Ci conforta tuttavia la certezza della nostra vittoria. Dovendo sbrigare alcune faccende burocratiche, ho rimesso piede, giorni fa, nel mio vecchio liceo, il Vittorio Emanuele II, dove P. Peppino ha insegnato per anni. Sulle pareti, molte foto di P. Puglisi accompagnate da frasi dei suoi ragazzi; il metodo di 3P, come lo chiamavamo affettuosamente, temi essenziali, tempi lunghi, impegno pedagogico, ha lasciato un segno profondo.  Il clero palermitano, tutto il clero, nel glorioso martirio di P. Puglisi ha trovato un suo momento di unità; ha potuto valutare la resistenza oggettiva opposta dalla mentalità e dai codici comportamentali mafiosi all&#8217;evangelizzazione della cultura siciliana, ma ha anche avuto prova dell&#8217;immensa energia del Vangelo. Intanto cresce, nella coscienza collettiva della comunità ecclesiale, la consapevolezza di avere avuto tra noi un santo, così come per Chinnici, Falcone, Borsellino maturò in noi la coscienza di avere avuto tra i nostri concittadini persone dall&#8217;umanità eccezionale.<br />
Esistono cose che il mafioso può e cose che non può capire, né mai potrà. Ci sono cose che la mafia coglie immediatamente sfoggiando una intelligenza strategica straordinariamente sottile e perversa. Ma la perversione stessa del loro cuore malvagio li porta a sottostimare le capacità del cuore umano. In particolare, uccidendo P. Puglisi, quest&#8217;uomo mite e dolcissimo, non hanno capito che il suo sangue avrà contro di loro una forza deflagrante.</p>
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		<title>Un cambio nella posizione del Magistero sui trapianti?/1</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 20:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del quarantesimo anniversario della Harvard School Committee, che cambiò la definizione medica di morte, da allora non più basata sull&#8217;arresto cardiocircolatorio ma sull&#8217;&#8221;encefalogramma piatto, il 3 settembre scorso è uscito sull&#8217;Osservatore Romano un articolo della storiografa Lucetta Scaraffia (A quarant&#8217;anni dal rapporto di Harvard. I segni della morte, L&#8217;Osservatore Romano &#8211; 3 settembre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=484&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_485" class="wp-caption alignleft" style="width: 145px"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/scaraffia-lucetta027copia.jpg"><img class="size-full wp-image-485" title="Lucetta Scaraffia" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/09/scaraffia-lucetta027copia.jpg?w=135&#038;h=162" alt="Lucetta Scaraffia" width="135" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Lucetta Scaraffia</p></div>
<p>In occasione del quarantesimo anniversario della Harvard School Committee, che cambiò la definizione medica di morte, da allora non più basata sull&#8217;arresto cardiocircolatorio ma sull&#8217;&#8221;encefalogramma piatto, il 3 settembre scorso è uscito sull&#8217;Osservatore Romano un articolo della storiografa Lucetta Scaraffia (<a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/09/un-cambio-nella-posizione-del-magistero-sui-trapianti1/#comment-2344">A quarant&#8217;anni dal rapporto di Harvard. I segni della morte</a>, L&#8217;Osservatore Romano &#8211; 3 settembre 2008).<br />
L&#8217;articolo è stato immediatamente ripreso dalle agenzie d&#8217;informazione perché sembrava annunciare un cambio della posizione della Chiesa cattolica in tema di trapianti; <span id="more-484"></span>ma anche perché, per la prima volta nella storia dell&#8217;O. R., seguirono quasi immediatamente una dichiarazione del Portavoce del Papa e del Card. Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, che suonarono come una smentita: nessun cambio d&#8217;atteggiamento del magistero sui trapianti: essi rimangono un agire medico lecito e un meritevole atto di carità da parte del donatore.</p>
<p>Volendo offrire un breve resoconto dell&#8217;editoriale che ha dato l&#8217;avvio al caso, va detto anzitutto che non è così facile riportare in sintesi gli argomenti della Scaraffia perché nell&#8217;articolo si possono trovare qua e là zone di confusione. C&#8217;è confusione tra il concetto di morte come fatto biologico e morte, se vogliamo, nei suoi aspetti simbolici, come evento che rivela la persona in quanto valore. Oppure nel modo di pensare il rapporto tra persona e corpo. Ad esempio quando la Scaraffia mostra, richiamando il precedente della gestante in coma che porta a termine la gravidanza, di non distinguere tra il processo biologico (la gestazione) e le relazioni personali (maternità); salvo poi negare con forza che la morte della persona possa identificarsi con la morte cerebrale, e dunque che la persona stessa possa identificarsi con una particolare funzione o sistema organico, sia pure importante, come le attività cerebrali o il sistema nervoso centrale.<br />
Questa particolare confusione si vede, ad esempio, dove l&#8217;Autrice afferma che &#8220;nuove ricerche [...] mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo&#8221;. Il nocciolo di queste novità scientifiche sarebbe che alcuni neurologi, giuristi e filosofi americani ed europei sono concordi nel dichiarare che &#8220;la morte cerebrale non è la morte dell&#8217;essere umano&#8221;.<br />
Qui Scaraffia sembra incorrere in un grossolano equivoco, perché parrebbe identificare l&#8217;espressione &#8220;essere umano&#8221; con l&#8217;integrità corporea o, al più, con la totalità psicofisica dell&#8217;organismo. In questo modo Scaraffia sembrerebbe credere che la distinzione tra morte cerebrale e morte dell&#8217;essere umano si collochi per intero sul piano fattuale (e infatti scrive: &#8220;Il rischio di confondere il coma (morte corticale) con la morte cerebrale è sempre possibile&#8221;) laddove dovrebbe invece dirsi che tale distinzione mira piuttosto a rimarcare i confini tra il piano dei fatti accertabili con metodologie mediche (morte cerebrale) dal piano qualitativo e della persona, il piano in cui si collocano, per capirci, la coscienza morale e i diritti umani.</p>
<p>Un metodo più rapido e non eccessivamente involuto, per muoverci all&#8217;interno di un testo consiste nel seguirne lo sviluppo prendendo come traccia il reticolo dei rimandi bibliografici. Le citazioni dell&#8217;Articolo di Scaraffia rinviano al dibattito bioetico che, a suo dire, porterebbe ad affermare l&#8217;opportunità di una rimessa in discussione della definizione medica dello stato di morte.<br />
La Scaraffia sostiene inoltre che la Chiesa nutrirebbe &#8220;molte riserve&#8221; nell&#8217;accettare la dichiarazione di morte formulata dall&#8217;Harvard Committee. La vice-presidente di Scienza e Vita cita, al proposito, Morte cerebrale e trapianto di organi, del filosofo del diritto Paolo Becchi, studioso che ha diffuso in Italia l&#8217;opera di H. Jonas, l&#8217;autore del celebre Principio responsabilità, anch&#8217;egli citato nell&#8217;articolo in parola.<br />
La tesi centrale della Scaraffia è questa:<br />
«L&#8217;idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo &#8211; grazie alla respirazione artificiale &#8211; è mantenuto in vita, comporta una identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente».<br />
Scaraffia quindi sostiene che la persona NON CESSA finché il suo organismo è mantenuto in vita, a dispetto della morte cerebrale.<br />
L&#8217;argomento usato qui non è nuovo. Esso si trova per la prima volta in H. Jonas, (vedi: Tecnica, medicina ed etica. Prassi del principio responsabilità, tr. it., Einaudi, Torino 1997, Introduzione di Paolo Becchi).<br />
Jonas prende le mosse, condividendola, da una sentenza di Pio XII: «Se si giudica permanente una profonda perdita della coscienza, allora i mezzi straordinari per l&#8217;ulteriore mantenimento della vita non sono obbligatori. Si possono sospendere e consentire al paziente di morire». Basterebbe questa sentenza di Pio XII, sia detto qui di passaggio, per risolvere il caso di Eluana Englaro. Con i nuovi criteri di determinazione dello stato di morte sulla base dell&#8217;attività cerebrale della Harvard School, secondo Jonas non si tratterebbe più di accertare lo stato permanente di perdita di coscienza per lasciar morire il paziente, E QUINDI prelevarne gli organi per la donazione, ma, ormai, della pura e semplice identificazione della morte con il carattere permanente del coma profondo, per poter disporre di organi per il trapianto nelle migliori condizioni (tecniche) possibili.<br />
Becchi riassume così il pensiero di Jonas, in due frasi che traggo dall&#8217;articolo della Scaraffia: &#8220;l&#8217;errore, sempre più evidente, è stato quello di aver voluto risolvere un problema etico-giuridico con una presunta definizione scientifica&#8221; [piuttosto che attraverso] &#8220;criteri eticamente e giuridicamente sostenibili e condivisibili&#8221;.<br />
Ma, conclude la Scaraffia, con la successiva accettazione, anche da parte della Chiesa, dei criteri di determinazione dello stato di morte sulla base dell&#8217;attività cerebrale, la sentenza di Pio XII è stata stravolta e ciò spiega la contraddizione che vi sarebbe tra le posizioni ufficiali del magistero sui trapianti e quelle su altre questioni, come il trattamento dei feti anencefali e, possiamo aggiungere, recenti casi come quello di Eluana.</p>
<p>Paradossalmente, Scaraffia dichiara che certe proposizioni sono in contraddizione con la dottrina cattolica senza citare neppure una sentenza del magistero ufficiale, ma un ragionamento di un filosofo non cattolico, Jonas, appunto, e un&#8217;implicazione avanzata da P. Singer, il filosofo animalista fieramente opposto all&#8217;antropologia cristiana: &#8220;Se i teologi cattolici possono accettare questa posizione in caso di morte cerebrale, dovrebbero essere in grado di accettarla anche in caso di anencefalie&#8221;. Ma la posizione odierna del magistero sui trapianti si pone come logico sviluppo del pensiero di Pio XII. I ragionamenti di Scaraffia finiscono così col dar torto a Pio XII, pur di non dar ragione a Singer.<br />
Le critiche di Jonas ai criteri dell&#8217;Harvard School, si pongono sullo sfondo di una ecofilosofia profonda con una forte strutturazione antropocentrica e immanentista, (incompatibile con ogni antropologia cristiana o personalista) sorretta da una concezione della soggettività umana vista come epitome di una soggettività diffusa nell&#8217;ecosistema. Le posizioni di Jonas si spiegano con la sua visione organicista e olista, secondo cui forme di soggettività si trovano fin nelle più elementari strutture della vita biologica. Perciò egli insiste per dei criteri di definizione di morte che tengano conto del corpo come inscindibile totalità. Ma nulla a che vedere con la soggettività aperta al trascendente della tradizione biblica.<br />
Non sono queste le sole bizzarrie che è possibile individuare nella tecnica argomentativa di Scaraffia. E&#8217; possibile che ella sia mossa dall&#8217;intenzione di provare l&#8217;universalità delle proprie posizioni, a prescindere dal proprio credo. E&#8217; probabile che si sia appellata alle riserve di Jonas sui criteri di morte delineati dalla Harvard School perché questi ha una posizione tuziorista sull&#8217;etica della vita fisica, cioè una strategia di difesa della vita che garantisce ampi margini di sicurezza, gradita a molti bioeticisti cattolici, pur senza essere un filosofo cattolico o religioso.<br />
Rinuncio a continuare un&#8217;analisi troppo puntuale che mostrerebbe, tra l&#8217;altro, anche i gravi errori logici presenti nel dispositivo argomentativo di Scaraffia. In questa sede importa di più osservare che Scaraffia fraintende la dottrina cattolica su questo punto quando attribuisce erroneamente le proprie posizioni anche al magistero cattolico sui trapianti.<br />
Cosa dovrebbe convincerci dell&#8217;effettiva esistenza anche nella Chiesa di queste stesse &#8220;riserve&#8221; nei confronti dei criteri di morte, da quarant&#8217;anni quasi universalmente accettati? Il fatto, scrive Scaraffia, che &#8220;per esempio, nello Stato della Città del Vaticano non è utilizzata la certificazione di morte cerebrale&#8221;.<br />
Come dire: nel caso in cui fosse il Pontefice a trovarsi in situazione di coma irreversibile, non verrebbe indetto nessun conclave per l&#8217;elezione del suo successore, senza che il cuore del papa morente si sia prima fermato.<br />
Un bell&#8217;esempio davvero (l&#8217;unico, che io sappia) di argomentazione bioetica specificamente cattolica.</p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/16/un-cambio-nella-posizione-del-magistero-sui-trapianti2/">(continua)</a></p>
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			<media:title type="html">Lucetta Scaraffia</media:title>
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		<title>Prete e gay. L&#8217;identità difficile</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/09/03/prete-e-gay-lidentita-difficile/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 21:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialogo Chiesa-Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Omosessualità e Chiesa; omofilia; preti gay;]]></category>

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		<description><![CDATA[Come spiegarsi lo stridente contrasto tra la strenua opposizione della chiesa all&#8217;omosessualità, sul piano dottrinale, e la tolleranza da sempre manifestata nei riguardi dell&#8217;omosessualità diffusa e praticata tra il clero? E&#8217; opportuno lasciare che persone omosessuali si avviino al sacerdozio?
Solitamente accade, in questo blog, che scriva qualcosa cui seguono i commenti di alcuni lettori che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=471&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/02/escher1.jpg"><img class="size-full wp-image-305 alignright" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/02/escher1.jpg?w=341&#038;h=433" alt="" width="341" height="433" /></a>Come spiegarsi lo stridente contrasto tra la strenua opposizione della chiesa all&#8217;omosessualità, sul piano dottrinale, e la tolleranza da sempre manifestata nei riguardi dell&#8217;omosessualità diffusa e praticata tra il clero? E&#8217; opportuno lasciare che persone omosessuali si avviino al sacerdozio?</p>
<p>Solitamente accade, in questo blog, che scriva qualcosa cui seguono i commenti di alcuni lettori che guardano con interesse ai temi prediletti in Terra di Nessuno. Stavolta avviene il contrario. In più parti, sotto vari articoli e saggi che compaiono nel blog, diversi hanno scritto su Chiesa, clero, fede e omosessualità e mi pare opportuno cogliere queste sollecitazioni.<span id="more-471"></span><br />
Questo spazio viene  appositamente aperto con l&#8217;intenzione di fare cosa gradita a quanti vogliono continuare a intervenire sul tema ma non hanno trovato finora trovato in Terra di Nessuno un angolino ad esso specificamente dedicato. Poiché io stesso sono intervenuto qua e là con qualche mio parere e naturalmente interverrò qui con dei commenti, se lo riterrò opportuno, mi riservo di pubblicare in seguito una mia più articolata opinione.</p>
<p>Qui di seguito indico altri punti sparsi in Terra di Nessuno in cui il tema è stato già toccato.</p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/07/23/lorco-che-ce-nella-chiesa-degli-angeli/#comment-425">L&#8217;orco che c&#8217;è nella Chiesa degli angeli</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/05/30/sullelezione-del-nuovo-vescovo-ausiliario-di-palermo/#comment-555">Sull&#8217;elezione del nuovo vescovo ausiliare di Palermo</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/09/15/il-pastore-smarrito/#comment-903">Il Pastore smarrito</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/04/01/odifreddi-perche-dobbiamo-dirci-cretini/#comment-1349">Odifreddi: perché non possiamo che essere cretini?</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/11/19/delle-nuove-cinque-piaghe-della-s-chiesa-palermitana/#comment-1374">Delle nuove cinque piaghe della Santa Chiesa (palermitana)</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/11/19/delle-nuove-cinque-piaghe-della-s-chiesa-palermitana/#comment-1391">Delle nuove cinque piaghe della Santa Chiesa (palermitana)</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/diritto-alla-vita-pagine-di-psicologia-e-diritti-umani/pedofilia-psicanalisi-e-psicologia-della-cura/#comment-1874">Pedofilia, psicanalisi e psicologia della cura</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/06/25/larcivescovo-il-gioco-del-golf-e-le-lavandaie-del-vaticano/#comment-2099">L&#8217;arcivescovo, il gioco del golf e le lavandaie del Vaticano</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/08/17/due-o-tre-cose-che-vorrei-dire-allarcivescovo-di-monreale/#comment-2165">Due o tre cose che vorrei dire all&#8217;Arcivescovo di Monreale</a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.wordpress.com/benvenuti/#comment-2166">Benvenuti in Terra di Nessuno</a></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Mafia: dalla Mattanza a Provenzano, di Costantino Margiotta.</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/08/26/mafiadalla-mattanza-a-provenzano-di-costantino-margiotta/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 18:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firmino (recensioni)]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Costantino Margiotta]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Porcasi]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio De Francisci.]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[mattanza mafiosa]]></category>
		<category><![CDATA[omicidi efferati]]></category>

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		<description><![CDATA[
w3counter(27678);


di Michele Vilardo

Di Mafia si è sempre parlato. Di Mafia si è sempre scritto. Nessuno, però, è riuscito a raccontarne la crudeltà fino in fondo.Le parole non bastano. Ci siamo assuefatti alle descrizioni degli omicidi, alle strategie degli arresti, alle logiche di un sequestro. La nostra memoria ha bisogno di un nuovo punto di vista.
Per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=440&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- Begin W3Counter Tracking Code --></p>
<p>w3counter(27678);</p>
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<p><!-- End W3Counter Tracking Code--></p>
<p style="text-align:center;"><strong>di Michele Vilardo</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_0790.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-441" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_0790.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Di Mafia si è sempre parlato. Di Mafia si è sempre scritto. Nessuno, però, è riuscito a raccontarne la crudeltà fino in fondo.Le parole non bastano. Ci siamo assuefatti alle descrizioni degli omicidi, alle strategie degli arresti, alle logiche di un sequestro. La nostra memoria ha bisogno di un nuovo punto di vista.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per la prima volta sono state raccolte in un unico volume le immagini più significative scattate da fotogiornalisti siciliani a partire dagli anni ottanta fino ad oggi.<span id="more-440"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Queste fotografie hanno accompagnato gli articoli di quei cronisti di “nera” che, testimoni di una mattanza barbarica, volevano urlare contro uno Stato latitante. Questo è quello che è accaduto in Sicilia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="EN-GB">The Mafia bave always been spoken about. The Mafia bave always been written about. But nobody, however, has ever succeeded in rendering a full account of the depths of their cruelty.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="EN-GB">Words alone are not enough. We are addicted to the descritions of the homicides, to the strategies of the arrests, to the details of every kidnapping. Our memory needs a new point of view.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span lang="EN-GB">For the first time, collected together in one volume, we have the most notable images taken by Sicilian photojournalists from the 1980s to the present day. These photos bave accompanied the articles of those reporters of «noir news” who, as witnesses to a barbaric, never-ending slaughter, wanted to howl against a State that is in denial. This is what is happening in Sicily.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08291.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-442" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08291.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">PREFAZIONE</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Nel 2001 mi trovavo in Inghilterra per motivi di studio e, passando ore nelle librerie londinesi, mi sono reso conto che le pubblicazioni sulla Mafia occupavano interi scaffali. I molti libri che trattavano di questo argomento erano principalmente testi di critica, di antropologia e monografie. Passando parecchio tempo seduto sulla moquette di WH Smith, Waterstone’s, Foyle’s, Blackwell e Borders (librerie che consiglio a chi si recasse a Londra) cercavo di capire quello che era già stato scritto e ciò che si poteva ancora aggiungere su questo tema.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">L’idea mi è venuta sfogliando le foto raccolte nel volume “New York Noir — Crime Photosfrom the Daily News Archive”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Mancava un libro che raccontasse, non per mezzo della parola ma attraverso le immagini, cosa fosse veramente la Mafia. Nel ricordare i fatti accaduti in Sicilia &#8211; e specialmente a Palermo- mi tornavano in mente solo quelle istantanee di morte che, negli anni ottanta, si vedevano su Il Giornale di Sicilia e su L’Ora.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Libertà, Giustizia e Legalità sono parole che fanno parte dell’ossatura di ogni Stato laico. In questo libro, ci sono persone che hanno sacrificato la loro vita perché credevano in questi principi ed hanno giurato fedeltà ad uno Stato che, spesso, si è trovato in difetto nei confronti dei suoi uomini, non accorrendo in loro aiuto al momento opportuno o arrivando in ritardo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07951.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-443" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07951.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Assassinio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07971.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-444" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07971.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Assassinio,a mezzo autobomba, del Consigliere istruttore Dott.Rocco Chinnici,di tre carabinieri della scorta e del portiere dello stabile di via Federico Pipitone.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-445" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08001.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Strage di Pizzolungo(Tp) al giudice Carlo Palermo,in cui persero la vita una mamma,la Sig.ra Asta,e due suoi gemellini.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08131.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-446" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08131.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08121.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-451" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08121.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Strage di Capaci e assassinio dell&#8217;imprenditore palermitano Libero Grassi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
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<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ci sono anche i cadaveri di chi ha creduto e aderito ad un sistema in cui onore, illecito e corruzione erano parte di una “Costituzione” decisa da pochi ma, condivisa da molti, per poter vivere una vita dove la paura è scambiata per rispetto, dove uno sguardo vale più di mille parole e dove l’omicidio viene utilizzato come strumento per esercitare la propria supremazia sui vinti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08011.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-447" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08011.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08191.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-450 alignleft" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08191.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08181.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-449 alignleft" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08181.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08031.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-448" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08031.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Omicidi efferati, di stampo mafioso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Le parole non bastano più per raffigurare l’orrore e dipingere il sangue che lava le strade della Sicilia. Il loro suono corre il rischio di passare inascoltato e di affievolirsi con gli anni, un po’ come la nostra memoria. Questa raccolta rappresenta una minima parte degli omicidi che sono avvenuti in Sicilia durante gli anni della Mattanza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08081.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-453" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08081.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08231.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-454" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08231.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07931.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-455" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07931.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ho scelto il bianco e nero per un racconto che non ammette toni di grigio, per replicare quel dovere di cronaca che mette in evidenza i dettagli più significativi. Parafrasando Ohrn, lo scopo del fotogiornalista (e della fotografia) è di portare all’attenzione della gente i problemi sociali e, se possibile, trovarne la soluzione. Non ci si deve limitare a osservare il frame, bisogna guardare quello che è ritratto al di fuori dei bordi della fotografia. Dall’assuefazione alla Morte che, a Palermo, sembrava un elemento scenografico del teatro quotidiano, alla ruvida curiosità dei passanti. Gli arresti, pochi purtroppo, non rimangono in tono minore: celebrano il rito della Legalità e alimentano il motore della Speranza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Costantino Margiotta</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07981.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-457" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07981.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07992.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-458" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_07992.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08141.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-459" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08141.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08171.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-460" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08171.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08261.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-461" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/img_08261.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/_mg_3212.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-463" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/_mg_3212.jpg?w=119&#038;h=300" alt="" width="119" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quadro del Pittore partinicese Prof.Gaetano Porcasi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
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		<title>Due o tre cose che vorrei dire all&#8217;Arcivescovo di Monreale</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 16:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visione di Ezechiele,
le ossa inaridite
Eccellenza,
Dati i molteplici e affettuosi legami che intercorrono tra noi, desidero rivolgerle con franchezza le domande che troverà in calce. Io spero che lei si renda conto dell&#8217;eredità spirituale che porta sulle spalle, delle condizioni in cui versa la Chiesa che le è stata affidata, e in generale il popolo cristiano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=389&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/drybones1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-396" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/08/drybones1.jpg?w=216&#038;h=280" alt="" width="216" height="280" /></a>Visione di Ezechiele,<br />
le ossa inaridite</p>
<p>Eccellenza,</p>
<p>Dati i molteplici e affettuosi legami che intercorrono tra noi, desidero rivolgerle con franchezza le domande che troverà in calce. Io spero che lei si renda conto dell&#8217;eredità spirituale che porta sulle spalle, delle condizioni in cui versa la Chiesa che le è stata affidata, e in generale il popolo cristiano della Sicilia. Io voglio credere che si renda conto, in particolare, che spetta proprio a lei guidare un episcopato, quello siciliano, in gran parte impreparato, accidioso e narcolettico,<span id="more-389"></span> anche nelle giovani leve &#8220;pappalardiane&#8221;, visto che è ormai chiaro che l&#8217;attuale titolare della Sede di Palermo, la guida in certo modo naturale, dell&#8217;episcopato siciliano, vi è stato mandato in via di prepensionamento.</p>
<p>Perché ha consentito le esequie religiose al boss di Partinico Nenè Geraci, dato che chi si macchia di crimini come l&#8217;omicidio, la rapina, l&#8217;appartenenza a organizzazioni criminali è colpito scomunica, più volte reiterata da parte dell&#8217;episcopato siciliano?</p>
<p>Perché non c&#8217;era una delegazione ufficiale del clero di Monreale alle celebrazioni dell&#8217;anniversario della scomparsa del suo predecessore, tenutesi a San Cataldo, e lei stesso è stato presente solo in forma privata?</p>
<p>Introdurrà la causa di beatificazione del suo predecessore, Mons. Cataldo Naro? Se no, perché?</p>
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		<title>L&#8217;arcivescovo, il gioco del golf e le lavandaie del Vaticano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 12:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Orlandi]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Marcinkus]]></category>
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		<description><![CDATA[Ma guarda un po&#8217; che cosa mi tocca fare: difendere la memoria di Paul Marcinkus, &#8220;l&#8217;Arcivescovo in nigris&#8221; (che molti preferiscono ricordare piuttosto come l&#8217;eminenza grigia dello scandalo IOR e della torbida vicenda di Roberto Calvi)! Padre Paul, come amava farsi chiamare dai fedeli, mi ha onorato della sua amicizia verso la fine degli anni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=369&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/06/marcinkus1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-370" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/06/marcinkus1.jpg?w=245&#038;h=300" alt="" width="245" height="300" /></a>Ma guarda un po&#8217; che cosa mi tocca fare: difendere la memoria di Paul Marcinkus, &#8220;l&#8217;Arcivescovo in nigris&#8221; (che molti preferiscono ricordare piuttosto come l&#8217;eminenza grigia dello scandalo IOR e della torbida vicenda di Roberto Calvi)! Padre Paul, come amava farsi chiamare dai fedeli, mi ha onorato della sua amicizia verso la fine degli anni &#8216;80, quando era capo del Governatorato Vaticano, seconda carica, dopo quella di Segretario di Stato: praticamente il ministro degli interni di Giovanni Paolo II. Ora, lo so che l&#8217;affetto privatamente nutrito per una persona è un cattivo consigliere quando si tratta di giudicare con obiettività la sua immagine e il suo operato pubblico. Dunque mi dichiaro subito non in grado di dire alcunché sulle sue responsabilità negli scandali della banca vaticana ai tempi in cui ne era ancora presidente; se egli fosse davvero la mente di quegli intrighi, come vogliono alcuni, o se piuttosto non furono le missioni e i milioni di poveri assistiti dalla Chiesa attraverso lo IOR, e dunque anche attraverso persone come Paul Marcinkus, ad essere state truffate. Qui dico solo che nessuno, che abbia conosciuto questo prete colto e raffinato, poliglotta, estimatore del rinascimento italiano e forte giocatore di golf che amava predicare con uno stile breve e colloquiale per i pochi fedeli della domenica sera nella sua parrocchia romana di Stella Mattutina, può credere che egli abbia ucciso.<span id="more-369"></span></p>
<p>Marcinkus aveva il culto dell&#8217;amicizia. In un mio viaggio negli Stati Uniti potei rendermi conto di quanti amici avesse e del fatto che negli ambienti ecclesiali di Waschington, St. Louis, New York, Boston, Detroit e naturalmente la sua città, Chicago, egli era praticamente una star. In Italia, invece, era piuttosto solo; a Roma aveva pochissimi amici.<br />
&#8220;Il Vaticano? E&#8217; un ambiente di lavandaie&#8221; mi disse in una delle rare occasioni in cui questo eccezionale narratore non raccontava della sua infanzia di immigrato lituano nella Chicago degli anni trenta o dei suoi viaggi in giro per il mondo. Infatti non parlava mai delle sue vicende giudiziarie che lo costrinsero per due anni a non metter piede fuori dalle mura leonine. Quella fu la sola volta in cui mi fece allusione al fatto che molti dei suoi guai non dipendevano tanto dalla giustizia italiana ma da chi non gli voleva bene <em>dentro</em> al Vaticano. Diceva di poter e voler collaborare con la magistratura italiana sullo scandalo IOR-Ambrosiano, documentando il proprio operato da Presidente della Banca vaticana, ma di non poterlo o volerlo fare prima che la Corte Costituzionale si pronunciasse sulla questione giurisdizionale.<br />
Forse le lavandaie del Vaticano sono ancora al lavoro, se si può sentir dire dal TG2 della sera (ieri, 24 giugno) che Giovanni Paolo II lo allontanò, costringendolo alla dorata pensione americana dei suoi ultimi anni. Tutti possono facilmente verificare che Marcinkus fu promosso da Giovanni Paolo II da presidente dello IOR a capo del Governatorato, e poi&#8230; Chi ha seguito da vicino questa vicenda sa che Giovanni Paolo II ringraziò personalmente il parroco romano che intercesse a favore dell&#8217;Arcivescovo presso il giudice Saia, allora presidente della Corte Costituzionale, che doveva giudicare se Marcinkus fosse perseguibile dalla giustizia italiana, a norma del dettato della Costituzione italiana e del Concordato.</p>
<p>Ma le lavandaie continuano il loro ostinato lavoro di pulizia, anche se il giocatore, da anni ormai, non calca più i campi da golf.</p>
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		<title>Sciocchezzaio didattico</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/06/14/sciocchezzaio-didattico/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 11:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
 
Mentre l&#8217;anno scolastico se ne va, gli allievi della 4 I Turistica mi passano un foglietto contenente le castronerie sfuggite agli alunni, ma più spesso agli insegnanti, durante le lezioni. Per me, che insegno loro psicologia della comunicazione, è un dono di un certo valore . La comunicazione a scuola, infatti, la sua qualità, i suoi stili, a pensarci bene, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=363&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> </p>
<p> <img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/06/ricordi_di_scuola11.jpg?w=450&#038;h=370" alt="" width="450" height="370" /></p>
<p> </p>
<p>Mentre l&#8217;anno scolastico se ne va, gli allievi della 4 I Turistica mi passano un foglietto contenente le castronerie sfuggite agli alunni, ma più spesso agli insegnanti, durante le lezioni. Per me, che insegno loro psicologia della comunicazione, è un dono di un certo valore . La comunicazione a scuola, infatti, la sua qualità, i suoi stili, a pensarci bene, è la vera protagonista di queste spiritosaggini involontarie. <span id="more-363"></span>Un aspetto tanto spesso trascurato quanto centrale nella vita scolastica vera, quella che si svolge quotidianamente in classe.<br />
A scuola la comunicazione è spesso rigida, stereotipata e rende perfettamente l&#8217;immagine di una relazionalità bloccata. Il lapsus, l&#8217;irruzione impertinente e spontanea del paradosso, è il meccanismo della marionetta automatica che all&#8217;improvviso si rompe, mette disordine, irride, scompiglia; ma mentre smaschera la non autenticità celata dietro la ripetizione di formule vuote e pompose, svolge sul linguaggio e sulle relazioni umane una sua piccola funzione, quasi di terapia omeopatica.</p>
<p style="text-align:right;">Dedicato a tutti i colleghi docenti d&#8217;Italia. </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Scricchiolii logici&#8230;<br />
</strong>E&#8217; stato io al posto di lui; truccata così sei inconoscibile; hanno ucciso l&#8217;uomo ragno che non sia stato non si sa; vediamo che sparata deve minchiare; i mesi della settimana; la finestra del balcone; sono un alunno medio prima; prendi foglio, carta e penna; questo non è mia intendimento, è mio intendimento; me lo sistemi un taglio decente; noi guardiamo con gl&#8217;occhi; devo fare un fratello al mio regalo; ho scordato la macchina in radio; non siamo chi siamo; nel biglietto non c&#8217;è scritto da dove departi; mi viene da me; dico Rita per dire tutti; che c&#8230; ci scarpi le pesti; dico giugno nel senso maggio; mai mettersi sull&#8217;autobus con gli sconosciuti.<strong></strong></p>
<p><strong> </strong><strong>&#8230;e sbandamenti ortografico-gramaticali<br />
</strong>Anticipatatatamente; Centro-la-minchia [centro-sinistra]; teatdro Sand&#8217; Angelo; equavazione [evacuazione]; la protogonista; la documenzazione; si porterò risollevare; ognuno nelle sue sede; le accadiemie; dove state andiando; all&#8217;incontrario; la desidenza (residenza); avete afferrato il cuncetto; è rimanuta; ne sei sicuto (sicuro); vai nella mia zaina; occhialo; a che ora si osce; abigiamento; sieduti; resistettere; questonaro; glie lo fatto aperto; frazzo [fratto]; punzo [punto]; Alberco [Alberto]; in continuamente; se si lascerebbe; si stanno per estinguersi; macazziniere; il quarattene (carattere); dico voglio dire; scarrammati; ill&#8217;uovo; visutare [visitare]; tront&#8217;anni; roncorrono; aurriculare; mi vene qualche dubbio; stabbilamenti; dei visitatrori; con questo medoto; turisto; abbiamo arrivati al messaggio; se vi farebbe piacere; siamo telematiche [telegrafiche]; al centrato [contrario]; colcolare;  culviculum; quanto volte; incluzse; italione; anglosassine, spangolo; in aribo [arabo]; io sono la terza volta che vengo; canuzione [cauzione]; potevatemù; allevazione; in pena età; i cavettoni ; il marcato; atmosfera macraba-macrabo-mocraba [macabra]; gli scazzi di anzianità; nel prossimo modolo; come li fallo io; le mie cuggini; l&#8217;ipostrofo; bisogna effetturare; in condizioni pessimi; ponzo di si; IMPISI-IMPIS [INPS]; prima di sbattìre; soccessivamente; pir quindi; nel libblo;  se scoperò [scoprirò]; la stessa giorno; denoro in cassa; le discotaiche; a sei cereno [a ciel sereno]; questi è tutti i calcoli; pretente [presente]; quando inicci; la pattaglia; la dostanza; si mettono in cinte; mi sacriferò; abbiamo fatto il gino panoramico; un lampione [campione] sportivo;; una vostra campagna [compagna] giudistiosa-giudistiziosa; dobbiamo stampare il compilario;; stampsiare; ; in aribo; ne riparteremo; ce lo possiamo vantare; suppletti [supplenti]; a vederzi; il libblo; ne tiamo riparlando; la plazza; Silvester Starlone; una cosa possiamo fare, so un&#8217;altra cosa; il celefono; mio zio è già affettivo; civilità; alla bracia; la prastra; se cadi mali; se ti fai un po&#8217; di pratica; accalappare; afartenenza; rapitarmente; si è sentuso; contienitori; colli suoi fratelli; bugiardia; la colla divilica; la borgia [bolgia]; vocabolario zinicchi; il bullista; i corsi senza recupero; devi fare fresi bravi; la riservazione delle camere; bendana [bandana].</p>
<p><strong>Lingue&#8230; straniere<br />
</strong>Resepsion; lo spiling [<em>spelling</em>]; nox tax family; bisner (<em>business</em>); bid and brekfest;; facciamo fers (<em>surf</em>); biutifol; gran toor; British Museium; front ofscish; là orl [<em>hall</em>]; tour operatòr; feshback; bidi bolding; trasporn [<em>transfert</em>];, duple fazz; Air Traspor; scadden [<em>scanned</em>] cingum Battaman, Ennibbol Kennibbol; post party; Air Franch, je defè (verbo <em>faire</em>), vous diseves, puedo sborrar [posso (s)cancellare].</p>
<p><strong>Geografia dell&#8217;altro mondo<br />
</strong>In Melgio (Belgio); Californa; gli oliandesi; funge da Venezia; il oriente; Ettina [Etna]; Nottretram [Notre Dame]; S. Teresa di Gallina (Gallura); Sharma Sheìc; King Kong [Hong Kong]; Santiago di Campostela; le Isole Balneari [Baleari]; tutto un mondo è un Paese.</p>
<p><strong>Dialettiche e dialettismi<br />
</strong>La tasciatagine [cattivo gusto]; non sicci può [è impossibile]; che pottarono; vanno a finiscono dalla preside; sto stando attenta; mi sto stando in silenzio; come la chiamamo; ci se ne rivà; <em>mu vippi</em> [<em>vitti</em>] <em>‘stu film</em> [un film già... "bevuto" (visto); so come va a finire questa storia]; ho il bambìo ["<em>'u babbìu</em>": voglia di scherzare]; me l&#8217;ho scordato; cignuanta [cinquanta]; sbinnonna [bisnonna]; c&#8217;è il sole occupato ["<em>accupatu</em>", oscurato dalle nuvole]; Non cinciollare con il bracciale [Non "gingillarti", lett. "non menartela"]; <em>praticannu &#8216;u zuppu all&#8217;annu</em> zuppippi ["<em>zuppichii</em>", "chi va con lo zoppo impara a zoppicare]; <em>si&#8217; &#8216;na atta chi pieri</em> [Sei un gatto coi piedi (?)]; era un pastore tedesco, ma &#8220;arraggiato&#8221; come i cani ["cane rabbioso"].  </p>
<p><strong>Anatomie patologiche</strong><br />
Le prime reti ferrovaie; con la pianta della mano; ; con lo scolo (scalo); due maschie; un fumatore accallito; tosta di minchia; memoria sentitiva; massa capellosa, massa camellosa; i capelli a virgola; le vene del giudizio; vene a fallo; penetrazione orecchiale; si prende la mano con tutto il piede; incavallamento del muscolo; mi si è cavalcato un muscolo; c&#8217;è la cosa della cosa che mi fa male; non mi raccapezzolo; mi vengono i panici; da qui vi entra e da qui vi esce da dietro; un mazzo di fuori [fiori]; mi sono morsa la lingua, il labbro e le gengive.</p>
<p><strong>Storie immaginarie<br />
</strong>Modioevo; nel melleesettecendo; Napolione; napoleaniche, l&#8217;albero cronologico; un gruppo di esercito; grazie al telegrafo uno poteva mandare un massaggio; non si sapeva chi aveva più armamenti, gli USA o gli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Fenomeni paranormali</strong><br />
 Una pretonazione (prenotazione); la coltivazione di pesci; un pernottamento di 24 ore; la scintilla che ha fatto traboccare il vaso;  la scala reale delle note; è un bambino giovane; è fratello di secondo grado; non sta né in piedi né in terra; l&#8217;albume del tuorlo bianco; il vento vi bagna e l&#8217;acqua vi asciuga; tu mi alzi ed io ti prendo; arriva l&#8217;elefante e ti affaccia le mutande; ho perso il laccio del filo di Alessia.</p>
<p><strong>Comunicazione divergente</strong><br />
Io quando dico che interrogo io interrogo, se mi date due minuti ci vogliono solo due minuti, perché quando ti devi stare zitto ti devi stare zitto; N. smettela; a partire da questo mamento; shhilenzio!; silenzia; state silenzio; vogliamo fare zitti?; non parlare con la bocca aperta; guarda quella che non mi dicono niente; uscete; pappammolli; parlo sordomuto?; proviamo un diagolo; questo atteggiamento scattivo; sei poco inesperto; sei una cosa nnutile; andate a classe; c&#8217;è aria viziosa qui; non mi faccio interrogo; mettiamo le carte a tavola; i recuperi si recuperano quando si possono recuperare; facciamo 30, facciamo 31.</p>
<p><strong>E per finire&#8230;</strong><br />
La prof. di Matematica agli alunni più indisciplinati: «io non vi calcolo».</p>
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		<title>Il grande inganno</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/04/29/il-grande-inganno/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 11:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[astensionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Calderoli]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
Adesso che le elezioni sono davvero finite, con l&#8217;ascesa del genero di Rauti a sindaco di Roma, possiamo davvero tirare le somme: una vittoria della Lega,  più che del PdL; ma una sconfitta del PD, e di Veltroni in particolare, più che una vittoria delle destre.
Ma andiamo per ordine.
La vittoria della Lega.
Il giudizio che più di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=344&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> </p>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/04/sette-nani-1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-345" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/04/sette-nani-1.jpg?w=468&#038;h=351" alt="" width="468" height="351" /></a>Adesso che le elezioni sono davvero finite, con l&#8217;ascesa del genero di Rauti a sindaco di Roma, possiamo davvero tirare le somme: una vittoria della Lega,  più che del PdL; ma una sconfitta del PD, e di Veltroni in particolare, più che una vittoria delle destre.<br />
Ma andiamo per ordine.<span id="more-344"></span></p>
<p>La vittoria della Lega.<br />
Il giudizio che più di frequente è stato emesso a commento della vittoria di Bossi, Calderoli e Borghezio è che la Lega conosca meglio di chiunque altro l&#8217;elettorato e il territorio del Nord produttivo del Paese. D&#8217;improvviso personaggi che incarnano le più becere politiche, i più meschini egoismi collettivi, il vero declino &#8211; quello morale - di questo benedetto Paese, divengono statisti, osannati dai media di ogni indipendenza, della statura di Sturzo, De Gasperi e Moro.<br />
Ma di quale elettorato si parla e cosa esattamente del territorio del loro elettorato i dirigenti della Lega conoscono, in realtà? Avremmo allora davvero dovuto credere a Bossi quando diceva, in piena campagna elettorale, che orobici e brianzoli nascondano moschetti e baionette sotto il cuscino? Veramente studenti e pensionati del Lombardo-Veneto fremono dalla voglia di manganello? E&#8217; proprio così sicuro che onesti lavoratori padani e donne cisalpine e figli spirituali di San Gallo e del cristianesimo celtico sono conquistati al culto di Eridanio?<br />
Chiediamoci piuttosto perché nessuno, neppure dall&#8217;opposizione, dice che la Lega ha vinto giocando una mano truccata. Perché nessuno osa fare l&#8217;ovvia osservazione che la Lega vince grazie ad una legge elettorale certamente incostituzionale, appositamente tagliata e cucita da un leghista addosso alla Lega a discapito degli interessi del Paese vero, della sua unità, delle categorie deboli di cittadini e delle nuove tipologie, non sintattiche, di cittadinanza? Perché?<br />
Bene, lo diciamo noi, qui sul web, in Terra di Nessuno: Calderoli si è avvantaggiato legalmente ma illegittimamente di regole elettorali create alla Cicero pro domo sua. Proprio il forte radicamento territoriale leghista, ma solo su una porzione del Paese, rende la Lega adatta a svolgere compiti amministrativi e a mediare politicamente bisogni ed emergenze a livello locale, ma, com&#8217;è ovvio, completamente inadatta, ed anzi dannosa, al governo del Paese. Le esperienze precedenti sono state abbastanza istruttive e non accadrà nulla di diverso: torneremo a vedere la Lega svolgere una politica ricattatoria, del tutto ignara del ruolo internazionale dell&#8217;Italia, interamente ripiegata e chiusa su di sé, nell&#8217;erronea convinzione della coincidenza degli interessi del Nord con quelli della Lega stessa, piuttosto che con quelli dell&#8217;Italia, tutt&#8217;intera, e dell&#8217;Europa.<br />
Se Veltroni non dice queste cose è solo perché, facendolo, dovrebbe anche ammettere di aver sbagliato strategia in campagna elettorale e, naturalmente, tirarne le dovute conseguenze&#8230;</p>
<p>La sconfitta del PD.<br />
Anche dopo la sconfitta nella corsa la Campidoglio, la dirigenza del PD compie goffi tentativi di stendere su se stessa un velo pietoso. Non credo alla teoria della &#8220;marea nera&#8221; che trova un punto di convergenza sul tema della sicurezza. Occorrerebbe piuttosto riconoscere proprio che l&#8217;intera strategia elettorale è stata sbagliata, sin da quando si è profilata la staffetta Rutelli-Veltroni e dunque a partire dalla campagna per le politiche.<br />
A differenza che per le nazionali, nel ballottaggio per l&#8217;elezione del sindaco di Roma l&#8217;astensionismo è stato determinante. E&#8217; come se le buone ragioni dell&#8217;astensionismo, già tali anche prima (vedi il <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2008/03/28/cattolici-non-votate/">post precedente pubblicato qui</a> durante la campagna elettorale) avessero avuto bisogno di un test più ridotto, ma intensamente simbolico, come l&#8217;elezione del sindaco della Capitale, per affermarsi anche quantitativamente. L&#8217;astensionismo esprime il voto di chi era contro l&#8217;alternanza Rutelli-Veltroni alla guida della città, senza con questo essere necessariamente contro il centro sinistra e soprattutto senza essere a favore del ritorno dei fascisti al Campidoglio. Detto in altro modo, penso che questo astensionismo sia stato interpretato come il voto più utile per quella fetta di cittadinanza, il solo modo a disposizione per mandare un messaggio, forse l&#8217;ultimo, in cui si chiede un reale rinnovamento delle politiche, delle persone ed anche degli stili del centro-sinistra.<br />
Purtroppo, la situazione in cui si trova attualmente il PD è tragicomica o, più esattamente, morettiana. Il tragico è che la dirigenza del PD è tutt&#8217;ora la stessa della quale Nanni Moretti disse: &#8220;con questi non vinceremo mai&#8221;. Il lato comico è che lo stesso Moretti a ridosso delle votazioni nazionali ha bollato come irresponsabile l&#8217;astensionismo. E la dirigenza del PD è daccordo con lui.</p>
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		<title>Cattolici, non votate!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 16:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Davide,
Nella situazione che si è creata dopo lo scioglimento anticipato delle camere, l&#8217;unica scelta democratica, di eticità civile, di coscienza e laica che rimane è quella di non votare. Questo il tenore dei nostri discorsi l&#8217;altra sera, a casa di &#8230;, ed ora vorrei mettere in comune con gli amici lettori di questo blog le buoni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=318&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a title="Magritte, Pyrenees" href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/magrittepyrenees1.jpg"></a><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/magrittepyrenees1.jpg?w=170&#038;h=320" border="0" alt="Magritte, Pyrenees" width="170" height="320" align="right" />Caro Davide,</p>
<p>Nella situazione che si è creata dopo lo scioglimento anticipato delle camere, l&#8217;unica scelta democratica, di eticità civile, di coscienza e laica che rimane è quella di non votare. Questo il tenore dei nostri discorsi l&#8217;altra sera, a casa di &#8230;, ed ora vorrei mettere in comune con gli amici lettori di questo blog le buoni ragioni dell&#8217;astensionismo.</p>
<p>Com&#8217;è noto, nelle attuali condizioni elettorali i cittadini non possono scegliere democraticamente né i candidati né i programmi. A causa di una legge elettorale appositamente concepita, da un personaggio che non fa mistero del suo odio per il Paese, per ottenere l&#8217;ingovernabilità producendo maggioranze diverse alla camera e al senato, i cittadini sono privati della possibilità di scegliere i propri rappresentanti. <span id="more-318"></span>Di fronte a questa situazione, formazioni politiche che pretendono di essere nuove, avrebbero dovuto mettere un solo punto in programma: la riforma elettorale, e poi tornare al voto. Questo avrebbero dovuto fare <em>comunque</em>, non solo nell&#8217;ipotesi di sostanziale pareggio (che peraltro è scontata). Far questo, e solo questo, avrebbe offerto ai cittadini una reale possibilità di scelta democratica e avrebbe dato prova della sincerità d&#8217;intenzione di una generazione di politici che pretende di presentarsi al Paese come veramente &#8220;nuova&#8221;. Invece, esattamente come le loro sigle, i programmi del PDL e del PD sono identici per almeno i due terzi. Il rimanente terzo sono solo dettagli formali. Questa scelta di non caratterizzare i programmi guarda al dopo elezioni, a garantire, comunque vadano le cose, di sostenere una legittimazione formale della nuova (?) classe politica, una fittizia autorevolezza politica ai due partiti-contenitore. La legalità democratica è così garantita, ma solo formalmente. Intanto, in un&#8217;oscura uniformità in cui tutte le vacche sono grigie, la libertà di scelta dei cittadini perde sostanza.</p>
<p>Ma non è solo la legge elettorale che ha determinato la riduzione di queste elezioni ad una pantomima della volontà popolare. Cause che vengono da più lontano sono la concezione meramente procedurale della democrazia e la tendenza dell&#8217;episcopato a intervenire negli affari pubblici sempre più direttamente come soggetto politico. Queste due cause, hanno condotto da una parte alla riduzione delle elezioni a una sorta di mega sondaggio, una semplice procedura di verifica quantitativa dell&#8217;abilità dei partiti di intepretare gli umori della gente. Le liste elettorali sono concepite come palinsesti televisivi, la campagna elettorale sembra una chiacchiera salottiera tra la solita mezza dozzina di vecchi signori. Dall&#8217;altra, la lezione sturziana di distinguere il sociale dal politico e di assegnare quest&#8217;ultimo all&#8217;ambito d&#8217;azione dei partiti, pena l&#8217;inarrestabile deriva demagogica, è smarrita non solo da parte della gerachia ecclesiastica, ma degli stessi laici d&#8217;ispirazione cristiana impegnati in politica. Perciò i programmi sono sempre più uniformi, le alternative democratiche, che rendono possibile un esercizio sostanziale della libertà, svaporano in proposte virtualmente indistinguibili.<br />
La riduzione del confronto democratico ai suoi soli aspetti quantitativi, ad una letterale resa dei conti, penalizza le identità più forti e più tradizionali, rinchiudendole in formazioni-contenitore, in partiti-tifoserie in cui ciò che conta, per dirla con Giuseppe De Rita, non è l&#8217;identità ma l&#8217;appartenenza, la lealtà alla scuderia o al leader.</p>
<p>Qui in fin dei conti è il motivo in più, per i cattolici, per svolgere in queste elezioni un servizio democratico all&#8217;intero Paese compiendo l&#8217;unica scelta identitaria ormai possibile: quella di astenersi in massa. Non ve ne sono altre, a parte quella di interpretare l&#8217;autonomia di scelta dei laici cattolici in politica, alla maniera di Mastella o Casini, una concezione della politica come tattica di schieramento e di palazzo per il mantenimento di rendite di posizione. La prova? L&#8217;abbiamo qui, in Sicilia, nella regione in cui il cattolicesimo è sempre stato il più tradizionalista d&#8217;Italia e di conseguenza l&#8217;impegno dei cattolici il meno creativo sul piano delle grandi visioni politiche e il più spregiudicato sul piano degli equilibri di palazzo.<br />
Caro Davide, mi chiedevi, pur condividendo la mia scelta astensionista alle prossime elezioni nazionali, il perché ci si dovrebbe astenere anche alle amministrative regionali siciliane, come io pure affermo. Tu puoi vedere già qui in Sicilia le prove generali di ciò che avverrà sul piano nazionale dopo le elezioni. Il centro destra che litiga sullla ribalta nazionale, sostiene qui lo stesso candidato governatore, la cui vittoria è di gran lunga più certa di quella, sul piano nazionale, della stessa coalizione che lo sostiene.<br />
Comunque andranno le cose avranno bisogno dei voti della Sicilia per governare e comunque vada i partiti che pretendono di interpretare l&#8217;identità cattolica, vogliono avere in tasca la polizza di assicurazione di essere comunque dalla parte di chi governa&#8230;</p>
<p>La democrazia è come una cittadella fondata su un monte. Ma su che cosa è fondato il  monte?<br />
Cattolici, non votate!</p>
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		<title>Buona Pasqua 2008</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 12:01:50 +0000</pubDate>
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PASSIAMO.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/moro-via-fani.jpg" title="Strage di via Fani"></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/strage-via-fani.jpg" title="Strage di via Fani"></a></p>
<p align="left"><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/30vgiulia1968.gif" title="Battaglia di Valle Giulia 1968"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/30vgiulia1968.thumbnail.gif" alt="Battaglia di Valle Giulia 1968" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/palak372.jpg" title="Jan Palach"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/palak372.thumbnail.jpg" alt="Jan Palach" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/grunewald-crocifissione-2.jpg" title="Grunewald, Crocifissione"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/grunewald-crocifissione-2.thumbnail.jpg" alt="Grunewald, Crocifissione" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/strage-via-fani.jpg" title="Strage di via Fani"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/strage-via-fani.thumbnail.jpg" alt="Strage di via Fani" /></a><br />
<a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/halabja1-attacco-chimico-ai-curdi-1998.jpg" title="Attacco chimico in Kurdistan 1998"><img align="left" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/halabja1-attacco-chimico-ai-curdi-1998.thumbnail.jpg" alt="Attacco chimico in Kurdistan 1998" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/tibet-2008.jpg" title="Tibet rivolta 2008"></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/holbein-christ.jpg" title="Holbein, Cristo nel sepolcro"><img width="957" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/holbein-christ.jpg" alt="Holbein, Cristo nel sepolcro" height="175" style="width:307px;height:68px;" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/moro1.jpg" title="Via Caetani"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/moro1.thumbnail.jpg" alt="Via Caetani" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/martin_luthe-200x1501.jpg" title="Martin Luther King, 1968"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/martin_luthe-200x1501.thumbnail.jpg" alt="Martin Luther King, 1968" /></a><br />
<a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/nelson_mandela_1998.jpg" title="Nelson Mandela 1988"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/nelson_mandela_1998.thumbnail.jpg" alt="Nelson Mandela 1988" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/tibet-rivolta-2008.jpg" title="Tibet rivolta 2008"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/tibet-rivolta-2008.thumbnail.jpg" alt="Tibet rivolta 2008" /></a><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/grunewald1-resurrezione.jpg" title="Grunewald, Resurrezione"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/grunewald1-resurrezione.thumbnail.jpg" alt="Grunewald, Resurrezione" /></a></p>
<h2 align="right"><font color="#ff6600">PASSIAMO.</font><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/03/holbein-christ.jpg" title="Holbein, Cristo nel sepolcro"></a></h2>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradinessuno.wordpress.com/322/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradinessuno.wordpress.com/322/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/322/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=322&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ricordo di don Gabriele Perlini</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 06:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Don Gabriele Perlini
Ho vissuto accanto a Don Gabriele Perlini, parroco romano, nella comunità presbiterale di Stella Mattutina, tra 1986 e 1990.
C&#8217;è un particolare aspetto della pastorale di Don Gabriele a Stella, anzi una vera e propria missione, credo, per la quale non esito a riconoscergli quello che fu, tra gli altri, un suo speciale carisma: il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=257&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/01/donga.jpg" title="Don Gabriele Perlini"><img align="left" width="240" src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/01/donga.jpg?w=240&#038;h=320" hspace="12" alt="Don Gabriele Perlini" height="320" /></a></p>
<p><a href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/01/donga.jpg" title="Don Gabriele Perlini">Don Gabriele Perlini</a></p>
<p>Ho vissuto accanto a Don Gabriele Perlini, parroco romano, nella comunità presbiterale di Stella Mattutina, tra 1986 e 1990.<br />
C&#8217;è un particolare aspetto della pastorale di Don Gabriele a Stella, anzi una vera e propria missione, credo, per la quale non esito a riconoscergli quello che fu, tra gli altri, un suo speciale carisma: il perfezionamento vocazionale di giovani sacerdoti.</p>
<p>Mi ricordo bene: la prima volta che vidi la chiesa di Stella Mattutina fu anche la prima volta che vidi Don Gabriele: lui stava sul balcone della canonica che dà su via Lucilio; mi stava aspettando.<span id="more-257"></span><br />
«Arriverò un po&#8217; in ritardo a pranzo &#8211; gli avevo detto per telefono, chiamandolo dall&#8217;Università Gregoriana &#8211; sono con un amico».<br />
«Porta anche lui, figlio mio», mi disse, dall&#8217;altra parte del filo, una voce morbida e opaca, come quella di una lunga canna d&#8217;organo mezzo otturata.<br />
E così li vidi insieme, lui e la chiesa, lui come una pertinenza di quella, come un pezzo di essa, un mattone.</p>
<p>Non ci volle molto a capire che Don Gabriele era un prete speciale.<br />
Come potrebbe essere diversamente quando uno così, un uomo dell&#8217;autoironia cristiana, del &#8220;chi può capire capisca&#8221;, uno che riuscirà a portarsi appresso per quasi novant&#8217;anni l&#8217;umanità in dotazione alle sue origini liberal contadine, decide di farsi prete?<br />
Poeta, di parte, si capisce, spregiudicato, fantasioso e fazioso un po&#8217; più di quanto basti, e tuttavia fedele alla Chiesa come solo sa esserlo un fanatico della libertà che ha perso la testa per Gesù Cristo.<br />
E come non amare le sue scelte di campo, anche quelle discutibili (quelle, voglio dire, che lui stesso metteva in discussione&#8230;)?<br />
Sai quanto equilibrio e lavoro su se stessi occorre per una scelta di campo netta!<br />
Ecco, questo mi è rimasto di Don Gabriele, questo suo modo di essere prete, che ebbe su di me l&#8217;effetto dell&#8217;acido cloridrico: mi ha educato all&#8217;essenziale.<br />
A star vicino a Don Gabriele, e a sentire le sue prediche, sembrava potesse farlo arrabbiare solo la «stupidità umana» (una formula che lui usava, praticamente da sempre, per definire&#8230; ogni male al mondo!), una specie di peccato d&#8217;origine dell&#8217;umanità, forse la sola cosa che, paradossalmente, a dar retta a lui, renda implausibile l&#8217;inferno.<br />
Bene, il carisma e il modello sacerdotale che Don Gabriele ha offerto a tanti giovani preti consisteva semplicemente in questo: l&#8217;intuizione vissuta che un prete vero non può essere che un uomo intelligente.</p>
<p>Quando il Cardinale Pappalardo, finì di leggere la lettera che il suo vecchio compagno di seminario Perlini, tramite me, gli aveva mandato, mi posò addosso uno sguardo che mi pareva &#8220;umido&#8221;. «Sono contento &#8211; disse alla fine &#8211; di quello che Don Gabriele mi riferisce di te».<br />
Poi, dopo un po&#8217;: «&#8230;non tanto per quello che dice; ma perché è lui a dirlo, tu mi capisci&#8230;»</p>
<p>†Mons. Gabriele PERLINI<br />
Montorio Veronese (VR), 8 agosto 1916 &#8211; Roma, 11 marzo 2004<br />
Ordinato Presbitero il 22 febbraio 1941 in ROMA<br />
Parroco Santa Maria Stella Matutina: 14/03/1962 &#8211; 31/07/1993<br />
Vicario Parrocchiale Santa Lucia: 23/07/1947 &#8211; 30/08/1957<br />
Vicario Parrocchiale Santa Maria Janua Coeli: 23/07/1941 &#8211; 23/07/1947</p>
<p>Approfondimenti:</p>
<p>http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/gabriele-perlini-larcivescovo-in-nigris/</p>
<p>http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/gabriele-perlini-testamento-spirituale/</p>
<p>http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/gaspare-barbiellini-amidei-la-vigna-di-don-gabriele/</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradinessuno.wordpress.com/257/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradinessuno.wordpress.com/257/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradinessuno.wordpress.com/257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradinessuno.wordpress.com/257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradinessuno.wordpress.com/257/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradinessuno.wordpress.com/257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradinessuno.wordpress.com/257/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=257&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Don Gabriele Perlini</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Notizie dal pianeta scuola</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/02/11/notizie-dal-pianeta-scuola/</link>
		<comments>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/02/11/notizie-dal-pianeta-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 23:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Autonomia Scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione nella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Continuità didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[Francisco Goya, Capricci
Il sogno dell&#8217;autonomia scolastica genera mostri (e poi li dà in adozione).
In nome dell&#8217;autonomia, nella mia scuola s&#8217;è deliberato per una singolare scansione dell&#8217;anno scolastico e dunque, proprio mentre ovunque in Italia si è agli scrutini del primo quadrimestre, da noi, avendo già concluso a dicembre il primo periodo, si è appena concluso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=264&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a title="Francisco Goya, Capricci" href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/01/donkeyscr.jpg"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/01/donkeyscr.jpg?w=240&#038;h=320" border="0" alt="Francisco Goya, Capricci" width="240" height="320" align="left" /></a><a title="Francisco Goya, Capricci" href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2008/01/donkeyscr.jpg">Francisco Goya, Capricci</a></p>
<p><strong>Il sogno dell&#8217;autonomia scolastica genera mostri (e poi li dà in adozione)</strong>.<br />
In nome dell&#8217;autonomia, nella mia scuola s&#8217;è deliberato per una singolare scansione dell&#8217;anno scolastico e dunque, proprio mentre ovunque in Italia si è agli scrutini del primo quadrimestre, da noi, avendo già concluso a dicembre il primo periodo, si è appena concluso il &#8220;fermo didattico&#8221;. Quest&#8217;ultimo è una specie di fermo biologico della pesca, ma molto meno efficace dal punto di vista degli attesi benefici, perché nel nostro caso la didattica, piuttosto che fermarsi, regredisce.<span id="more-264"></span><br />
«Siete tornati al trimestre!», staranno forse pensando alcuni colleghi che incautamente si fossero avventurati tra queste pagine. Eh no, perché la nostra è un&#8217;esperienza davvero inedita, credo, in tutto il mondo. E&#8217; il primo ed unico caso in cui l&#8217;anno scolastico non è suddiviso in periodi che consentano di controllare l&#8217;evoluzione dell&#8217;apprendimento, confrontando la curva del rendimento tra periodi di ugual durata. Noi siamo i primi ad esserci disfatti della vetusta e banale idea che il tempo è una variabile essenziale della relazione di cura; da noi l&#8217;anno è suddiviso in due fantasiose parti asimmetriche: un trimestre e un&#8230; pentamestre.<br />
Tanta genialità merita d&#8217;esser premiata battezzando la novità con nome nuovo e appropriato. Propongo di chiamare i cinque mesi della seconda parte dell&#8217;anno scolastico &#8220;pentamostro&#8221; (beninteso, dal latino &#8220;monstrum&#8221;, cosa che desta meraviglia). L&#8217;idea è talmente originale che -vedrete!- presto saranno in molti ad adottare il monstrum nostrum.</p>
<p><strong>Al passo coi tempi/1: scrittura e linguaggi al tempo di Internet</strong>.<br />
Due giorni prima dello scrutinio, gl&#8217;insegnanti della mia scuola devono &#8220;caricare i voti&#8221;. Questa stravagante espressione (&#8220;Vado a caricare i voti&#8221;; &#8220;Hai caricato i voti?&#8221;, ecc.) nota solo ai frequentatori della sala dei professori della mia scuola, non ha nulla a che vedere con le attività preparatorie che un plotone d&#8217;esecuzione deve eseguire per svolgere il proprio ingrato compito. La forma gergale indica, in realtà, le operazioni di trascrizione dei voti della propria materia dal registro personale al tabellone elettronico archiviato nel sistema Intranet d&#8217;istituto. In un&#8217;unica aula, climatizzata e dotata di ogni strumentazione d&#8217;avanguardia per la proiezione del tabellone su maxischermo, la preside può così presenziare personalmente a tutti i consigli di classe. Un bel risparmio di tempo, denaro e fatica, si dirà, nonostante il trascurabile dettaglio che l&#8217;idea di muovere duecento persone (i professori) invece che una sola (il Dirigente Scolastico), obblighi quasi sempre i docenti del consiglio di classe a lunghe anticamere, nonostante l&#8217;operazione di scrutinio vera e propria duri, più o meno, una ventina di secondi&#8230; Ma tant&#8217;è.<br />
Subito dopo aver dato i numeri, il consiglio di classe (però senza la Preside) passa in un&#8217;altra stanza, nota in tutta la scuola come &#8220;la ghiacciaia&#8221;, ove si trascorre il resto del pomeriggio compilando, come amanuensi, una doppia dozzina di moduli cartacei per ciascun allievo.</p>
<p><strong>Continuità didattica</strong>.<br />
Leggo sui giornali che mancano docenti di ruolo, la continuità didattica è a rischio. Ma che cos&#8217;è la continuità didattica? In teoria dovrebbe trattarsi del principale criterio da rispettare nell&#8217;assegnare una classe ad un determinato docente. Come si vede &#8220;continuità didattica&#8221; significa, nella più ovvia delle interpretazioni, una forma di rispetto per le persone e delle loro relazioni sociali e affettive. Nella realtà quotidiana di molte scuole i criteri prevalenti sono, invece, di natura logistica e burocratica. Può accadere, così, che una classe non venga assegnata ad un determinato docente perché, pur essendo composta dagli stessi alunni che il professore aveva già l&#8217;anno precedente, la classe ha cambiato denominazione, passando da una sezione all&#8217;altra, cioè, in sostanza da una sigla all&#8217;altra.<br />
E&#8217; ciò che è accaduto al sottoscritto, proprio quest&#8217;anno. La giustificazione datami dai superiori per la scelta di non assegnarmi gli stessi alunni dell&#8217;anno precedente: non c&#8217;è continuità didattica tra il biennio e il&#8230; monoennio. Con buona pace della didattica e delle persone.</p>
<p><strong>Al passo coi tempi/2: Decreti e decretini</strong>.<br />
In un Paese a democrazia avanzata, come il nostro vorremmo che fosse, la scuola dev&#8217;essere all&#8217;altezza dei processi di graduale crescita della costituzione reale e della cultura dei diritti; mi riferisco, in particolare, a importanti valori civili come il diritto allo studio e l&#8217;obbligo d&#8217;istruzione.<br />
In uno stato di diritto, poi, vi sono le leggi ordinarie, che pure regolano la convivenza civile. In caso di conflitto la norma più fondamentale prevale sulla meno elevata, così come la norma successiva, abroga tacitamente la precedente sulla stessa materia. Va da sé che la norma non abrogata rimane vigente, persino qualora mutasse la forma dello Stato, poniamo da monarchica a repubblicana.<br />
Deve certamente aver fatto appello a tutta la sua cultura giuridica la Preside che ha bollato con lo stellone della Repubblica le poche righe che seguono, comparse un bel giorno nel registro di classe:</p>
<p>«Ai sensi del R. D. 4/05/1925* N° 653 sono esclusi dalla frequenza e dagli scrutini per mancato pagamento di tasse scolastiche gli allievi&#8230; [seguono i nomi]<br />
Il Dirigente scolastico&#8230;».</p>
<p>*Sic. Regio Decreto del 1925. Esiste davvero e non è mai stato abrogato&#8230; Dio salvi la Regina!</p>
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			<media:title type="html">giampierotrere</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Francisco Goya, Capricci</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Shoah: Cinque domande e una risposta sullo sterminio (per non dimenticare)</title>
		<link>http://terradinessuno.wordpress.com/2008/02/06/shoah-cinque-domande-e-una-risposta-sullo-sterminio-per-non-dimenticare/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 23:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo Chiesa-Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Ebraismo e cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>
		<category><![CDATA[Josip Stalin]]></category>
		<category><![CDATA[mercoledì delle ceneri]]></category>
		<category><![CDATA[olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[Pio XII]]></category>
		<category><![CDATA[salone del libro di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio]]></category>
		<category><![CDATA[Theodor Roosevelt]]></category>
		<category><![CDATA[Winston Churchill]]></category>

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		<description><![CDATA[Pio XII sapeva della Shoah, anche la potente lobby degli ebrei americani e la Croce Rossa sapevano: perché non hanno parlato?
Roosevelt, Stalin e Churchill sapevano, perché non hanno attaccato militarmente le infrastrutture dei campi di sterminio?
Giovanni Paolo II: Perché la Provvidenza ha concesso al nazismo tredici anni e al comunismo sovietico settanta?
Un rabbino: Dov&#8217;era Dio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradinessuno.wordpress.com&blog=497134&post=303&subd=terradinessuno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Pio XII sapeva della Shoah, anche la potente lobby degli ebrei americani e la Croce Rossa sapevano: perché non hanno parlato?</p>
<p>Roosevelt, Stalin e Churchill sapevano, perché non hanno attaccato militarmente le infrastrutture dei campi di sterminio?</p>
<p>Giovanni Paolo II: Perché la Provvidenza ha concesso al nazismo tredici anni e al comunismo sovietico settanta?</p>
<p>Un rabbino: Dov&#8217;era Dio mentre il suo popolo veniva sterminato?</p>
<p>Una sopravvissuta polacca: Dov&#8217;era l&#8217;uomo?</p>
<div><a title="Cimitero degli ebrei morti nei campi di sterminio nazisti. Berlino." href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/03/cimitero-degli-ebre.jpg"></a></div>
<p><a title="Cimitero degli ebrei morti nei campi di sterminio nazisti. Berlino." href="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/03/cimitero-degli-ebre.jpg"></p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/03/cimitero-degli-ebre.jpg" alt="Cimitero degli ebrei morti nei campi di sterminio nazisti. Berlino." /></div>
<p> </p>
<p></a></p>
<p>Tutte le risposte, forse, in una ben nota tesi della storiografia ebraica, secondo la quale Hitler combattè contemporaneamente due guerre: una contro gli ebrei, l&#8217;altra contro il resto del mondo. <span id="more-303"></span>Fino alla fine si consolò della disfatta pensando alla totale eliminazione degli ebrei come il suo vero successo. Fu l&#8217;impiego di enormi risorse di uomini, mezzi, infrastrutture, materiali per portare a termine lo sterminio, che finì con l&#8217;indebolire lo sforzo bellico della Germania contro gli Alleati. E&#8217; temerario pensare che il sacrificio di sei milioni di ebrei, in definitiva, abbreviò il conflitto mondiale, risparmiò all&#8217;Europa immensi sacrifici, salvò la vita a molti milioni di persone, ottenne la salvezza della stessa Germania dalla totale estinzione e forse preservò dalla scomparsa la stessa civiltà cristiana e la cultura dei diritti in Europa?</p>
<p align="right"> </p>
<p align="right">Per le sue premesse, per le sue molteplici cause e per il concreto svolgersi degli eventi, sappiamo e constatiamo, dunque, che l&#8217;Olocausto fu una disfat­ta della intera civiltà occidentale e uno dei peggiori baratri della coscienza del­l&#8217;umanità in tutta la sua storia.<br />
(da M. Cattaruzza, M. Flores Simon, L. Sullam, E. Traverso, Premessa, Storia della Shoah: per non dimenticare, Berna, Siena, Venezia, Parigi giugno 2005)</p>
<p align="right">&#8220;Fu trafitto a causa delle nostre colpe. Il castigo che ci rende la pace fu su di lui e per le sue piaghe noi siamo stati guariti&#8221;</p>
<p align="right">(Isaia, 53,5)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradinessuno.wordpress.com/303/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradinessuno.wordpress.com/303/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradinessuno.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradinessuno.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradinessuno.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradinessuno.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradinessuno.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.word