Le aquile sono nate per volare

MICHELE VILARDO ( a cura di).
Cos’ha in comune Leonardo da Vinci con Steven Spielberg,oppure Agata Christie con John Lennon? La loro dislessia. Anzi, la tenacia con la quale sono riusciti a sprigionare tutte le potenzialità creative della loro dislessia. Anche le più recenti ricerche offrono una lettura inedita di tale disturbo,secondo le quali,con un approccio adeguato,la dislessia può divenire straordinaria condizione per lo sviluppo del genio creativo. Un aspetto importante, spesso trascurato, dei bambini dislessici è la creatività. Frequentemente etichettati come svogliati, distratti. disattenti. sono invece, da quanto si evincedalle biografie dei dislessici famosi riportate in queste pagine, diversamente abili, cioè dotatidi straordinarie potenzialità. Pertanto la connessione tra dislessia e creatività che si deduceda numerosi lavori scientifici, non è da intendersi riduttivamente quale ricerca di successo compensatorio in altri campi, ma risultato di una differente attivazione neuronale nell’emisfero cerebrale destro che controlla le funzioni spaziali, olistiche e sinergiche. Il titolo dell’opera Le aquile sono nate per volare non è casuale.I classici metodi di insegnamento non rispettano la natura dei dislessici che si vedono costretti in quelli che dovrebbero essere gli anni più belli della loro vita, a seguire percorsi di apprendimentoche non danno loro la possibilità di brillare neanche nelle discipline nelle quali sarebbero naturalmente dotati.In altre parole guardando solo alle loro difficoltà si finisce per trascurare e soffocare la loro genialità.
Il bravo insegnante deve sapere comprendere la dislessia e prevedere esperienze di apprendimento alternative che, avvalendosi della multisensorialità e della multimodalità permettano al bambino dislessico di spiccare il volo.E’ davvero auspicabile che il pregevole sforzo compiuto dall’autrice per far emergere l’enorme carico di potenzialità contenuto nella dislessia, incontri il favore e I’accoglienza che merita tra tutti gli operatori del settore.
Infatti,questo libro,contiene un’agile ma completa rassegna delle riflessioni su tale fenomeno e propone un approccio positivo di tipo multisensoriale,al bambino dislessico valido sia in ambito pedagogico che riabilitativo.
Rossella Grenci,LE AQUILE SONO NATE PER VOLARE. Il genio nei bambini dislessici.Ed.La Meridiana,pp.114.










Ciao Giampiero, piacere di fare la tua conoscenza!
Un saluto cordiale,anche da parte mia,alla Dott.ssa Grenci.Ho comprato il suo volume e ho avuto il piacere,ritenendolo davvero interessante,di recensirlo su TDN.
Buona Domenica.
Grazie Michele! Sono contenta quando so che il mio libro non solo piace… ma può essere utile!
Il piacere è reciproco, mia cara. Benvenuta su Terra di Nessuno.
Un saluto anche da parte mia all’autrice di questo libro , vorrei chiederle se lavora in campo neuropsichiatrico? ritiene attendibili i test effettuati su persone adulte che non hanno in passato avuto problemi scolastici?é possibile secondo lei ritrovarsi dislessici a 26 anni?
Sono logopedista, e ritengo attendibili i test anche per gli adulti solo se fatti da personale specializzato. La dislessia è una particolarità neurobiologica, per cui si rimane dislessici a vita, almenocchè non si rientra tra quel 30% di persone che risolvono i loro problemi senza avere altri esiti.
Se vuoi sapere di più vienimi a trovare nel mio blog:
http://www.rossellagrenci.wordpress.com
ciao!
ciao ti ho scritto