Il giardino felice
E’ l’Italia, secondo il nostro Premier. Il quale Silvio Berlusconi s’è spesso vantato dicendo che tutti gl’italiani vorrebbero essere come lui, ad onta del fatto che lui stesso pretende di essere diverso da tutti gli altri italiani. Il paradosso è già tutto nella linea degli avvocati che peroravano la causa del lodo (dolo) Alfano di fronte alla corte costituzionale: il Premier come «primus super pares». La Corte non ha forse risposto (com’era ovvio) che ciò contraddirebbe la legge (l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge) che è a fondamento della legge stessa? Ma l’anomalia è logica prima che giuridica: un «primus» non può che essere «inter pares»; se questi pretende di essere «super» non si considera più «primus» bensì «unicum».
In pratica Berlusconi non vorrebbe cambiare la Costituzione: vi si vorrebbe sostituire. Vi si è già sostituito. Lui non si accontenta di governare questo Paese, lui vuole essere la Costituzione di questo Paese. Vuole che i suoi comportamenti pubblici e privati vengano imitati, presi a modello da ogni italiano, divengano costituzione vivente e vissuta da ogni italiano, perché tutti gli italiani siano di successo, ricchi e felici come lui è. Naturalmente tutto questo a condizione che egli sia appunto unicum. La diseguaglianza è necessaria ad alimentare il sogno, anzi ne è l’essenza stessa. La stessa Villa Certosa, questa specie di eden islamico abitato solo da Berlusconi e dalle donne che rappresentano il premio delle sue fatiche, non è la perfetta metafora dell’Italia che vorrebbe?
In questo paradosso di un popolo che si lascia guidare dall’uomo che esso invidia e da cui è disprezzato vi è il vero principio della decadenza di questo benedetto Paese. Nella pretesa del Cavaliere di essere unicum super pares in cui s’identifica un’intera nazione, il dramma di un intero popolo senza più identità.
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Napoli,
Bimbo di 6 anni muore in casa avvelenato dalle esalazioni di un braciere. Bollette non pagate: in casa non c’era corrente.
In fin di vita anche la madre.
Nel giardino felice c’è ancora qualche angolino incolto, non ancora raggiunto dall’ottimismo del Padrone .
… Solo ieri spiegavo ai ragazzi di V le caratteristiche dei regimi totalitari e quelle dei regimi democratici!
L’ultimo argomento del volume monografico sulla “Politica”.
E, ancora, ieri ho fatto un Brain Storming in III usando la parola – stimolo “POLITICA”; come sai, i ragazzi hanno 17 anni…
Una pioggia di parole, di associazioni, di connessioni… Tante parole, così tante che facevo persino fatica a scriverle tutte. Potere, idee, complotto, scandalo, Berlusconi, ingiustizia, tradimenti, segreti, abuso di potere, Cammarata, denaro, responsabilità, mafia. Questo c’è nella mente dei miei alunni quando chiedo loro di pensare alla Politica. Hanno 17 anni.
Mi sono intristita, amareggiata, stupita di tanta lucidità.
Io non credo che qualcuno di loro pensi a Berlusconi come a qualcuno da prendere a modello, nè pensi alla sua vita come ad una vita da desiderare in qualche modo o da imitare.
Io credo che a 17 anni abbiano le idee molto chiare, a quell’età io ero completamente fuori dal mondo…
Sono contenta che ci sia tanta chiarezza nei nostri ragazzi, questo mi fa ben sperare.
Il “giardino felice” di Berlusconi è sempre più “suo”, io sono ottimista e sento da tante voci perplessità e dubbi su tutto questo, dubbi dove fino a poco tempo fa c’erano convinzioni incrollabili e identificazioni forti con il mito della felicità che è stato fatto passare, che è stato inoculato in vena alla massima velocità.
Il rapporto diretto con i giovani, come quello che hai tu, è prezioso ed è un prezioso indicatore della direzione che le coscienze stanno prendendo: il pensiero, la voglia di interrogarsi sulle cose c’è, è forte.
… Ti dicevo all’inizio: la lezione sui caratteri dei regimi democratici. Ho spiegato che il primo è il suffragio universale, che il secondo è elezioni libere, che il terzo… che la terza e più importante caratteristica di un regime democratico è il principio di RESPONSABILITA’ a cui chi vince le elezioni deve ispirarsi.
Silenzio, per un attimo lunghissimo.
Poi abbiamo sorriso.
Il mondo di Berlusconi, non é quello della politica, ma quello delle saponette e degli aspirapolvere.
Il piazzista di Arcore, come usava chiamarlo Montanelli, utilizza le tecniche della motivazione all’acquisto. In gioventù ha fatto sicuramente qualche corso di vendita porta a porta all’americana e da allora ha bidonato un sacco di gente.
Gli riesce quasi sempre. Il primo a stupirsi di questo é proprio lui.
La comunicazione finalizzata alla vendita, non é importante cosa dire, ma cosa non dire. Così di un famoso detersivo puoi dire che lava più bianco che più bianco non si può, ma é necessario non dire assolutamente che può far venire il cancro della pelle.
Abindolare la gente, é abbastanza facile, basta dire ciò che essi vogliono sentirsi dire.
Libero Grassi, imprenditore ammazzato dalla mafia, un giorno disse che la democrazia é lo specchio del consenso: ad un cattivo consenso, corrisponde una cattiva democrazia. Per fare in modo che la democrazia determini una politica sana, é necessario curare la qualità del consenso.
Ciao, Luloca, bentornato.
È un piacere rileggerti.
ma insomma, cercate di capire.
lui è abituato a fare il presidente societario (non amministratore delegato, nessuno lo delegherebbe in un CdA), e gli altri sotto a fare quello che dice lui.
non riesce a comprendere perchè nella “azienda Italia” non accada lo stesso atteggiamento…
dopo le lezioni di marketing è il caso che qualcuno gli facesse ripetizioni di diritto o magari almeno educazione civica…
Di più, ahimè, di più, caro Stefano.
La verità è che il Cavaliere non si capacita come mai, essendo l’universo una organizzazione societaria di cui Dio è fondatore e presidente, lui, Berlusconi debba essere soggetto alla legge di gravità. Forse Dio dovrebbe prendere dal Premier qualche lezione di fisica o di teologia.
Dai “respingimenti” in mare di clandestini di quest’estate al caso odierno di Stefano Cucchi, il tossicodipendente trentunenne restituito cadavere alla famiglia otto giorni dopo l’arresto e con i segni evidenti di violenze subite, in Italia si sta cambiando la Costituzione reale per reintrodurre subdolamente la pena di morte.
I ministri Maroni e La Russa hanno qualcosa da dire?
Si, la pena di morte ma SOLO per i poveracci.
Certo è che essere arrestati per 20 gr. di marijuana è eccessivo.
Il giovane soffriva di epilessia e pertanto obbligato ad assumere farmaci sistematicamente cosa che, nella vicenda, probabilmente giocherà un ruolo non indifferente. Poi, ci sono epilettici ed epilettici e quindi da trattatare e considerati in maniera specifica. In carcere saranno andati alle sbrigative ed è accaduto il fattaccio.
Ecco in un video il racconto del padre e della sorella del giovane.
La Lega e la polemica sul crocifisso a scuola.
L’unico extracomunitario clandestino con obbligo di frequenza nelle scuole pubbliche padane.
La Lega e la polemica sul crocifisso a scuola/2
Nessuno che abbia pensato di chiedere il parere del diretto interessato.
http://terradinessuno.wordpress.com/2009/10/20/il-giardino-felice/feed/
ho sbagliato la mi mail!
Articolo 3
Incostituzionalità del disegno di legge sui processi brevi
“Por los amigos todo; por los otros la ley”
La gonna della Ciuffini
Ma non era Ghedini il mago dei processi che si allungavano all’infinito, fino alla prescrizione? Adesso il processo lo vogliono corto, cortissimo.
Ve la ricordate Sabina Ciuffini, la valletta di Maik al Rischiatutto? E la scenetta di Alighiero Noschese, con la Sabina che interpreta se stessa, con la sua gonna che si allunga e si accorcia a piacere tirando un laccetto, assecondando di volta in volta i contrastanti voleri di un pubblico guardone e di una Rai bacchettona?
Così il processo penale si allunga e si accorcia a seconda dei voleri del Padrone del vapore.
Modello Sabina, pardon, Ghedini.
Santo subito anzi, PRIMA!
La prescizione breve non si applicherà che agli incensurati. Così due complici di un medesimo reato, uno recidivo, l’altro incensurato, saranno, rispettivamente ed evangelicamente, uno preso (cioè si continuerà a processarlo con i termini di prescrizione lunghi) e l’altro lasciato (per scadenza dei termini di prescrizione brevi).
Grazie a Dio abbiamo una Costituzione, ed anche questa legge morirà di articolo 3 “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”. Nelle more, però occorre affrettarsi, perché solo la norma vantaggiosa per il presunto innocente è retroattiva…
E nelle more facciamo un’osservazione e diamo un consiglio. L’osservazione è che i clandestini, essendo in una situazione permanente di reato per il fatto stesso di esistere, non saranno mai considerati incensurati dalla Corte. Il consiglio è per la mala vita: converrà organizzarsi e far commettere crimini sempre agli incensurati.
Avremo la novità degli incensurati recidivi?
Scusa, se ho capito bene, un incensurato, teoricamente potrebbe restarlo a vita se il suo reato cadesse sempre in prescrizione per scadenza dei termini di prescrizione breve? No?
Non sono un tecnico di processi penali, ma anch’io interpreto così. A meno che la prescrizione non sia (come in effetti non è) un’assoluzione, e dunque in questo caso il giochino può valere una volta sola. Devo chiedere a mia moglie (Procedura Penale, Università di Palermo).
Comunque, per il Padrone del vapore non cambia niente: quella sola volta è quella che per lui conta.
Ho approfondito il discorso con Daniela Chinnici e con il prof. Giovanni Tranchina, ordinario di procedura penale presso l’Università di Palermo, autore di uno dei più apprezzati manuali di procedura penale.
Nulla osta, nel disegno di legge in preparazione, alla nascita della figura del “primario recidivo”.
Beh certo, per il – p a T r o n e – del Baraccone Spa ( centro di produzioni teatrali, scuola di recitazione) va bene così.
Per ciò che riguarda la prescrizione, non è un’assoluzione, ma sicuramente neanche una condanna. Certo, bisognerebbe capire meglio, se ne vale la pena.
Terra di Nessuno lancia un quaestio giuridica.
Kalos?
FRANCO BATTIATO (2009)
* * Inneres Auge * *
Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare primari
e servitori dello stato?
Non ci siamo capiti e perchè mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rinco*glioni?
Che cosa possono le leggi dove regna soltanto il denaro?
La giustizia non è altro che una pubblica merce….
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante
da gettare come ami fra la gente.
La linea orrizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore che con il tempo
e ci vuole pazienza, si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das inneres auge
La linea orrizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato…..
mi basta una sonata di corelli, perchè mi meravigli del creato!
Ed eccolo qua Arcangelo Corelli (giusto per meravigliarsi…)
http://terradinessuno.wordpress.com/radio-tdn/#comment-6960
Processo breve
-Fatto!
-Già fatto?!
Pic indolor.
* * V I D E O C R A Z Y * *
(Trailer vietato ai minori di anni 14 )
Il filmetto è presente nei più famosi network peer to peer in barba a qualsiasi legge sul copyright. Non si fa ma, c’è.
– Trama -
Ci sono voluti trentanni di fanciulle scosciate e giovanotti palestrati, di casalinghe disperate e quiz milionari, di reality irreali, di gossip e volgarità eretti a sistema. Un lavoro lungo e paziente, che alla fine però ha fatto centro: la tv in Italia ha preso il posto della democrazia.
E’ la tesi di Videocracy , il documentario che promette di rendere davvero speciale levento programmato per il 3 settembre al Lido dalle due sezioni autonome della Mostra del Cinema, la Settimana Internazionale della Critica (SCI) e le Giornate degli Autori, che hanno scelto di concerto il film, rifiutato dalle sezioni ufficiali. Ottanta minuti di reportage spietato sull’Italia berlusconiana, le sue mutazioni antropologiche e culturali, firmati da Erik Gandini, regista quarantenne originario di Bergamo ma traslocato a 18 anni in Svezia.
Certo, Schifani è il politico italiano di più comico di ogni tempo (di gran lunga più di Berlusconi) fino a contendere il primato a Pulcinella, ma certe brutte figure gliele fanno proprio fare, possibilmente approfittando del fatto che il personaggio, di per sé, si presta.
Dopo averlo buttato allo sbaraglio fino al limite del conflitto istituzionale col Presidente della Repubblica, facendogli fare il quasi annuncio di scioglimento delle camere (proprio mentre Napolitano è in visita ufficiale all’estero) più fresco di un quarto di pollo Berlusconi con una nota ufficiale dichiara:
“Vedo con stupore che si stanno moltiplicando e diffondendo notizie che continuano a fare apparire come imminente un ricorso alle elezioni anticipate. Non ho mai pensato niente di simile”.
A norma costituzionale solo il Presidente della Repubblica può sciogliere la legislatura. Dunque non è il Presidente del Senato a dover pensare ad elezioni anticipate, né, a maggior ragione, il Presidente del Consiglio. Certo, anche Schifani poteva rifletterci su un momento! Sciogliere le camere adesso significherebbe per Berlusconi dire addio alle ultime speranze di bloccare il “suo” processo. Silvio se ne guarda bene. E allora? Allora è andata così: per uscire dall’angolo in cui Fini lo ha messo, il Caimano che fa? Tramite un suo uomo, ritenuto autorevole, equilibrato e con pari responsabilità istituzionali rispetto a Fini, minaccia elezioni anticipate per cercare di mettere in crisi l’avversario, ma poi interviene personalmente come deus ex machina a tirarlo fuori dalla crisi. Un modo come un altro per minarne l’autonomia. Con una sola mossa si tira fuori dall’angolo e riconquista il centro del ring.
La cosa che fa più male, a chi osserva da questa parte, non è un uso così disinvolto delle più alte cariche dello Stato a scopi di convenienza politica o addirittura personale, ma il danno alla persona, arrecato da questi machiavellismi da quattro soldi a quel poveraccio di Schifani.