Ultima canzone per Puglisi
2009 Settembre 15

Riccardo Incandela:
Riccardo Incandela, Feto: vivo o morto? X La religione è l'antidoping del popolo La Chiesa palermitana e la sua guidaMichele Vilardo:
La settimana santa a Vallelunga Ottobre rosso +VENERABILIS+ +Venerabilis+ Ripropone criticamente parte del dibattito di TdN su sacerdozio cattolico e omosessualitàAttualità
Claudio Procida,
Il Diavolo oggi...Theme: Vigilance by Jestro
15 settembre 1937 – 15 settembre 1993.
Una vita perfetta.
Nonostante io conosca questa canzone a memoria e l’abbia cantata più volte, le lacrime non riescono a non emergere, un’emozione immensa! Grazie
Un abbraccio. Fortissimo.
Per Giampiero.
Al contrario io non conoscevo questa canzone, ascoltarla adesso per la prima volta mi commuove profondamente e mi fa tornare ad un tempo in cui ero poco più che una ragazzina e non avevo gli strumenti per comprendere un evento come questo. Solo qualche immagine in TV, qualche corteo per le vie della città, poco altro.
Ma per fortuna il tempo della coscienza è circolare, fatto di continui ritorni su se stessa e anche ciò che in un altro tempo aveva appena lasciato una traccia, a distanza di anni acquista un altro spessore, apre finalmente alla riflessione e a quel grande e nobile sentimento che è la PIETA’, come tu dici nella tua canzone.
E io ti ringrazio di cuore per questo, per questa “altra” occasione di pensare a Padre Puglisi con una sensibilità nuova, che in gran parte ti devo.
Ciascuno vive e muore invano soltanto per coloro che non ne comprendono la missione, l’amore, la fede…
Ancora grazie.
Benvenuta, benvenuta in questa Terra di Nessuno virtuale (perché nella loro estensione “reale” queste regioni tu le hai già percorse, e le percorri ogni giorno…).
Sono io che ringrazio te.
Intimidazioni mafiose del 15 settembre 2009, a Palermo.
Solidarietà a Don Miguel Pertini, parroco di S. Filippo Neri allo ZEN, a Lollo Franco, attore e regista, e a Franco Artale, direttore del Centro sociale “Padre Nostro”.
Terra di Nessuno.
@Giampiero
Errata corrige: Il direttore del Centro sociale “Padre Nostro” è Maurizio Artale e non Franco.
La canzone è splendida!
Grazie per la correzione.
A tutti i palermitani: la sua opera non rimarrà incompiuta e l’odio di pochi non potrà distruggerla, niente e nessuno potrà spegnere la speranza di una convivenza civile,nella libertà e nella pace.
Ciao fratellino! Che dire?? L’abbiamo cantata tante volte, ma l’emozione è sempre la stessa, specie ora, il cui personaggio della canzone potrebbe essere proprio padre 3P!Un abbraccio forte..e un bacio ai piccoli.
Le tue canzoni arrivano al cuore… come sempre… mi commuovono le parole, la musica, i ricordi che ci legano per i tanti momenti condivisi con tanti amici, tra cui anche la persona speciale che era Padre Puglisi.
Grazie per questo regalo che ci hai messo in rete, Alessia
@Alessia. Benvenuta a casa. Quando morì Padre Puglisi, molti scoprirono l’insospettata vastità del suo lavoro pastorale e soprattutto quanto a fondo riuscisse ad arrivare il suo metodo educativo e di evangelizzazione nel cuore delle moltissime persone che entrarono in contatto con lui.
Ma tra i suoi confratelli, chi lo snobbava ritenendolo uno sprovveduto (quelli che Puglisi chiamava “monsignori”, alcuni dei quali suoi compagni di seminario) si defilò nella propria cattiva coscienza; mentre chi lo sosteneva a chiacchiere (compreso il card. Pappalardo) cadde dalle nuvole.
Noi che siamo stati i ragazzi di Camminare Insieme, abbiamo goduto della grazia di avere Don Pino come guida spirituale e non mi riferisco solo al gruppo di Palermo.
@Gaetano. Ricorderai che la canzone era l’ultima del recital “Gesù chi sei”, prima dell’Osanna finale. Il personaggio di cui si parla nella canzone (“e forse tu sei morto invano…”) è Cristo. Se può sembrare che vi si parli di Puglisi, ciò è dovuto alla santità della sua vita, oltre che del suo martirio, che lo ha reso perfettamente conforme a Cristo.
Un abbraccio.
Il suo sangue sparso possa benedirci e questa terra avere un futuro. Grazie per la tua delicatezza. Ti abbraccio di cuore. Anna
ULTIMA CANZONE PER LAURA
Ma che cosa vuoi che io ti dica,
a questo punto, ora ch’è finita?
Una parola d’occasione,
una facile emozione, ora ch’è finita?
Tra un po’ sarà chiuso il sipario
e dentro al tuo diario c’è una pagina in più;
c’è un dramma consumato,
un altro uomo ammazzato:
sia un giusto o un disgraziato
me l’hanno ammazzato.
Ed io che gli ho creduto
per lui tutto ho perduto…
Ho perduto la mia vita
come ho fatto non lo so
di rimpianti, certo, non ne ho.
Tu non vuoi la mia vita,
tu pretendi me, lo so:
se mi cerchi, io ti troverò.
-Ma tu lo hai visto, tu gli hai parlato…
Sì, è vero, io ho parlato a lui
un giorno in cui non pensavo ad altro.
Nei quartieri del Capo
un bambino accoccolato
giocava con l’immondizia,
l’ho visto: era lui.
Dietro quella squallida vetrina
una vecchia ragazzina esauriva la sua merce.
Per le strade del porto
in un rigagnolo sporco
un ubriaco affamato raccatta il pane
che avevo buttato, l’ho visto: era lui, era lui!
I quartieri della mia città
da quanto tempo aspettano pietà?
Hai perduto la tua vita, come hai fatto non lo sai,
di rimpianti, certo, non ne hai.
«Io non voglio la tua vita,
io pretendo te, lo sai»
Se ti cerco, tu mi troverai.
Ed ora sono qui, con i miei giorni spenti
ad aspettare chi inventi una preghiera nuova.
Lascia tutto come si trova,
i capelli trasandati
e i pensieri spettinati.
La finestra rifiorisce a maggio
ma non trovo più il coraggio
di chiedermi di più,
di vedere se le gemme son spuntate,
se viene l’estate.
E forse tu sei morto invano
e forse piano piano noi ci scorderemo di te
Torna sole, vieni amore,
io ti aspetterò!
Quanto tempo io dovrò restare solo?
Torna amore, presto fiore
io ti aspetterò;
se tu vuoi, con te rinascerò.
(per Anna)
Il canto,sincero ed affettuoso,sgorga dal cuore……il tuo,caro Giampiero,è davvero grande e,oltremodo,sensibile.Merce rara di questi tempi! La morte di Puglisi,Diana,Naro,impone,però,a chi di dovere, di riflettere….di passarsi la mano sopra la coscienza…..pensando che i mafiosi sono dei battezzati,cioè dei cristiani,seppur nominalmente.La tua bella canzone sia un segno di grande speranza per la loro vera conversione,attraverso quella della Chiesa.
Grazie per queste parole, Michele.
Bentornato.
@Giampi
Bellissima! Dedicata a Puglisi poi, ha molto significato. Ma…portasti la bara? Forse era il minimo che postessi fare…Bravo!
No, non sono tra quelli che qui si vedono sorreggere la bara di Puglisi.
Non ero nello stato d’animo adatto, del resto. Vedo facce, e intreccio ricordi a biografie… postume. Come fu imprevedibile l’esistenza di Puglisi, come sono imprevedibili tutte le nostre esistenze! Per nulla simili al cammino obbligato di un corteo funebre.
Solo dopo, a poco a poco, mi resi conto che quel giorno diede il colpo di «grazia» alla mia vita.
@ Giampiero,
guarda questo video su you tube http://www.youtube.com/watch?v=yXlw2DGIpd8
Non trovi che lo sguardo di Giovanni Falcone sia uguale a quello di Padre Pino Puglisi?
Con affetto
Non ho conosciuto personalmente Falcone; ma direi di no, non si somigliano. Qui Falcone guarda negli occhi l’intervistatrice (Michelle Padovani?); Puglisi, invece, ti guardava… con le orecchie! Nel senso che ascoltava, sopratutto. Più che i suoi occhi e le sue parole ricordo i suoi silenzi.
@ Giampiero,
non trovi che la vocazione sacerdotale possieda tratti comuni con quella del giudice?
“Vocazione” nel senso socratico di “daimon”, in parte sì: sono entrambe professioni della cura. (Con l’avviso che nulla vedo oggi di più trascurato della cura).
Ciao Giampy !
molte volte ho ringraziato il Signore per avermi fatto conoscere Padre Pino Puglisi, forse non ho ringraziato te e i “ragazzi di camminare insieme” di Palermo che hanno condiviso con me una ricchezza così grande.
Io ricordo la sua “dolcezza” nello sminuzzare la Parola e al tempo stesso i suoi silenzi che interpellavano la mia vita e il suo sguardo profondo che invitava a condividere ciò che avevo dentro.
Lui “piccolo” uomo radicato totalmente in Cristo, la cui vicinanza dava sicurezza.
So che per alcuni di voi è stato “punto di riferimento” nel cammino spirituale; non mi è difficile quindi comprendere quando dici che il giorno del funerale diede il colpo di “grazia” alla tua vita.
Le prove, la sofferenza, il dolore … ci spogliano da tante “infrastrutture” e ci portano a vedere un orizzonte diverso, non distorto, ma più “limpido” per vedere la nostra meta.
Grazie ancora per la tua sensibilità e la tua delicatezza.
Grande!!!!! anche l’idea di accostare “ultima canzone per Laura” alla vita di Padre Pino, ma come è nata questa idea?
Un bacione grande grande a te e a tutti quelli che hanno conosciuto questa “BELLA ANIMA” che ha preso dimora nel nostro cuore!
Ti sono profondamente grato per questa testimonianza su padre Pino.
La «grande» idea di accostare “Ultima canzone per Laura” a 3P, ed in particolare al suo martirio, non è mia, ma del mio/nostro grandissimo amico Roberto Lopes.
Guarda qui:
http://terradinessuno.wordpress.com/biblioteca-di-terra-di-nessuno/roberto-lopes-tu-da-che-parte-stai/
Un abbraccio.
grazie
Marco?
@