Risus abundat

2009 Giugno 15
Il re leone

Banzai, la iena ridens stupida del film: Il re leone

Gentile Signor Diego Cammarata, Sindaco di Palermo,

Qualche tempo fa le chiesi dalle colonne di questo blog di rendere trasparenti le sue spese della sua ultima campagna elettorale a sindaco, quella in cui la sua faccia appariva, col suo ormai celebre sorriso, accanto a frasi del tipo: “Palermo, la città più glamour d’Europa”; “Palermo, la città più vivibile del mondo”. Ora, forse non ricordo bene e onestamente non saprei più dire se sto esagerando io adesso o lei allora…

Nel corso di un suo recente intervento lei ha dichiarato: «Chi vuol bene alla città, sarà mio amico; chi rema contro alla città, anche dentro al mio partito o alla mia giunta, sarà contro di me» (Intervista rilasciata al TgR Sicilia).
Complimenti, davvero, per il piglio severo che aveva in TV. Immagino lo sgomento in preda al quale sono caduti i suoi amici/avversari all’udire queste parole. Suppongo che il suo riferimento immediato sia chiaramente quello legato alla munnizza, cioè allo scontro consumatosi sull’emergenza rifiuti all’interno della maggioranza del Palazzo di Città. Lei qui minaccia i ribelli, che si sono opposti all’ennesimo aumento della tassa sull’immondizia, da lei fortemente voluto per contrastare la crisi. Da semplice elettore non saprei cosa pensare circa l’espressione “voler bene alla città”. Probabilmente lei ha voluto lanciare l’accusa di demagogia a chi, nel suo stesso partito, teme che l’aumento della tassa sull’immondizia possa provocare un’emorragia di voti. D’altra parte, però, non si può non osservare che l’emergenza rifiuti è solo uno dei tanti risultati della manifesta incapacità della sua giunta, signor Sindaco, di prendere qualsiasi decisione quando, finite le campagne elettorali e spenti i riflettori, si tratta di lavorare all’amministrazione della città.
Il suo intervento si concludeva con una speranzosa invocazione al Governo Centrale per ottenere la stessa grazia impetrata dal suo omologo catanese, sotto forma di una pioggia di milioni. Spero sinceramente per lei (e anche per me – lo confesso – in quanto palermitano) che il Premier non le opponga un… rifiuto. Ma, mi domando, quando questi soldi (se mai arriveranno) saranno finiti non per risanare ma per tappare la spesa corrente e tutte le falle della cattiva gestione dell’Amia, con quale denaro si risolveranno i problemi strutturali? Dove si scaricherà l’immondizia visto che la discarica di Bellolampo è ormai satura? Dove sono gli impianti, la raccolta differenziata, le politiche ambientali?
Comunque – per tornare alla domanda di cui all’inizio – naturalmente lei non mi rispose. Non che non me l’aspettassi: tutti i palermitani, infatti, sanno che lei è impegnatissimo.
Se torno a scriverle, questa volta, non è per farle domande impertinenti, ma per manifestarle tutto l’apprezzamento di un suo concittadino per la fermezza e coerenza della sua azione politica. Non sono affatto sarcastico – mi dispiacerebbe apparirlo – se dico che una medesima linea politica è riscontrabile nel suo modo di risolvere, per dire, l’emergenza rifiuti e la questione sollevata a suo tempo dai senzatetto ospiti nella Chiesa Madre di Palermo. Anche questi ultimi, indecoroso spettacolo agli occhi dei cittadini e dei turisti, esattamente come la munnizza ammonticchiata per le strade cittadine, hanno rappresentato un problema brillantemente risolto secondo il suo stile ormai ben noto: spazzandoli sotto il tappeto. O genialità del paradosso; quale sublime analogia del parallelismo antitipico! I problemi ci sono, ma non sembra, mentre lei appare di continuo, ma non c’è!

Nel suo caso, infatti, caro Sindaco, sebbene lei sia stato assente ovunque tranne che davanti alle telecamere e sui campi del tennis club, non è possibile spendere neppure l’onorevole parola “fallimento”, per gli stessi motivi per cui non si può neppure chiederle di farsi da parte, scomparire, dimettersi; perché lei è già dimissionario. Dalle sue responsabilità politiche.

Mi perdoni la franchezza e la prego di credermi sinceramente suo:

Giampiero Tre Re

4 Risposte leave one →
  1. 2009 Giugno 17
    torietoreri permalink

    Se il governo nazionale è quello che è, una particolarissima connotazione assume la nostra amministrazione comunale, la cui assenza (pardon, essenza) è costituita dalla vacuità. Io spero solo (per lui!) che, come il suo mentore di Palazzo Chigi, Cammarata abbia secondi fini: l’appropriazione indebita, il profitto a scapito della cosa pubblica: perchè almeno così sarebbe razionalmente comprensibile il suo malgoverno. Temo però che non abbia alcun secondo fine, che sia proprio inetto di suo! Ed è la cosa peggiore che possa dirsi a un politico (scusate se lo chiamo politico)!

    • 2009 Giugno 19

      Grazie, Tori. Stasera qualcuno mi ha parlato di una possibile interpretazione della frase sibillina di Cammarata. Il fatto è che sarebbero in arrivo i soldi del governo centrale, ma in cambio si vuole qualcosa. Se le cose stanno così dobbiamo aspettarci un prossimo rimpasto a Palazzo delle Aquile, un rimaneggiamento da cui uscirà una giunta senza i partiti all’opposizione nel Parlamento nazionale. Ecco chi “rema contro” e “non vuol bene alla città” dentro la giunta Cammarata!
      Un caro saluto.

  2. 2009 Settembre 22

    “Ridarò alla città lo smalto perduto. Perché io governerò sino al 2012″.
    Diego Cammarata, sindaco di Palermo,
    Intervista rilasciata a Emanuele Lauria, Repubblica Palermo, 22.9.09

    “Dipendente assenteista lavorava per il sindaco di Palermo. Noleggiava in nero la sua barca. Petix di “Striscia la notizia” lo scopre”.
    Siciliainformazioni, 22.9.09

  3. 2009 Ottobre 3

    L’immondizia torna a dilagare per le strade di Palermo. E lui ride.
    Motu proprio raddoppia l’irpef in un colpo solo e senza il parere del consiglio comunale. E ride.
    Una marea di fango travolge mezza borgata di Belmonte Chiavelli; i cittadini abbandonati a se stessi usano i propri mezzi per le operazioni di soccorso. E ride.
    .Una bimba cardiopatica muore a undici mesi dentro il container in cui la sua famiglia vive da anni, in attesa della casa popolare. E lui ride.
    Non sa far altro che ridere. E rispondere a qualsiasi critica sempre con la stessa frase: “Pago colpe non mie”.

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