Munnizza ‘ncapu munnizza
Si profila a Palermo una nuova emergenza ambientale, come a Napoli lo scorso anno.
Già atteso per il Luglio 2008, il crac dell’Amia di Palermo, l’azienda municipalizzata per la gestione della viabilità e l’igiene ambientale, si ripresenta puntualmente con l’inizio della calda stagione. Intanto, tra la giunta del sindaco Diego Cammarata e il consiglio comunale si consuma all’interno della maggioranza una lotta di tutti contro tutti per riuscire nella quadratura del cerchio; una lotta che comuncia a coinvolgere la Regione e perfino il governo centrale: salvare l’Azienda e i suoi posti di lavoro e di consenso con un consistente aumento della tassa sui rifiuti o, in vista delle imminenti tornate elettorali, evitare di irritare i cittadini mettendo loro, come si dice, le mani in tasca?
Magari con uno spettacolare super regalo da Roma, a suon di milioni di euro (sembra ne occorrano 150-170 solo per sanare il disavanzo dell’Amia), come quello elargito lo scorso anno al sindaco forzista di Catania, Scapagnini?
Staremo a vedere. Intanto…




















Sono passato circa 2 ore fa dalla strada adiacente il mercato ortofrutticolo comunemente detto “scaro”, se non erro… il fetore, ma il fetore di marciume e la quantità industriale di munnizza da tutte le paril è a dir poco apocalittico. La gente che abita vicino non potrà che dormire con finestre e porte rigorosamente chiuse con un litro di profumo cocò chanel addosso per limitare i danni!
Poco più avanti, davanti all’ingresso del porto, carabinieri e vigili del fuoco intenti a domare le fiamme di un cassonetto non pieno, ma ormai esploso per incapacità di contenere ciò che gli hanno calcato dentro, e pure intorno per un raggio di almeno 3 metri. Siamo fritti! Ci vuole Silvio.
L’emergenza rifiuti a Palermo non è risolta, è solo stata spostata per evitarne l’esposizione mediatica dei giorni scorsi. L’immondizia e gl’incendi sono scomparsi dalle strade centrali ma si vedono grossi cumuli in periferia e nelle strade dei comuni confinanti. I problemi principali permangono: la discarica di Bellolampo è ormai satura e non si vedono alternative di nessun tipo; i Comuni della Provincia che per anni si sono serviti della discarica palermitana continuano a non saldare il debito col Capoluogo; infine il pauroso buco di bilancio dell’Amia dovuto ad una pessima amministrazione durante i due mandati di Cammarata permangono. Cammarata dice di aspettare i soldi dello Stato, che ha rilevato il credito di Palermo nei confronti degli altri Comuni. Sicché il peso economico di questa situazione, che prima era sulle spalle dei soli palermitani, è ora sule spalle di tutti i cittadini italiani.
L’immondizia, insomma, è stata messa sotto il tappeto. Il problema è solo spostato, appunto. Ne sentiremo parlare ancora.