Il ritratto di Dorian Gray
Tutta la verità su Silvio
Il Cavaliere si rifiuta di rispondere alle domande di Repubblica, l’ultima delle quali concerne il suo stato di salute. Ma quale sarebbe l’aspetto del Presidente del Consiglio senza trapianti, coloriture, restauri e tagliandi? Ci siamo avvalsi del prezioso aiuto di un giovane grafico, Davide Agnello, per azzardare, come nella celebre opera di Oscar Wilde, una nostra fantasiosa ipotesi in proposito. Si ricorderà, però, come nella finzione letteraria si trasferissero sulla tela del magico ritratto le brutture morali del protagonista, che così appariva tanto più esteticamente piacevole e seducente quanto più avanzava la sua decadenza interiore. Ma nel caso dell’illustre protagonista delle cronache italiane qui raffigurato, trattandosi del foro interno della di lui coscienza, e sentendoci noi vincolati al comandamento di non giudicare, non vogliamo sottintendere alcuna valutazione morale quando poniamo l’analogia tra la metafora di Wilde e il lifting mediatico cui quotidianamente si sottopongono le politiche e le private faccende del Presidente. Si tratta solo, lo si creda o no, di una trovata picaresca, puro e semplice divertimento. Semmai, dal momento che il ruolo istituzionale, e ancor più la parabola biografica del nostro Primo Ministro fanno di lui, a suo stesso dire, ciò che l’italiano medio vorrebbe essere, al tempo stesso fanno dell’effigie di ciò che egli davvero è lo specchio del nostro presente, di ciò che questo benedetto Paese è diventato.
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La scarlattina di Berlusconi.
“Quell’uomo continua a ringiovanire. Ora gli vengono persino le malattie infantili”.
(M. Crozza, Ballarò, 27.10.09)
eh eh eh!
Un paio di giorni fa questo video pensavo di pubblicarlo anch’io. Mi è venuto in mente ricordandomi di averlo visto circa 6 mesi fa. Ma pensavo di esagerare un pò! Bene! Lo hai fatto tu al mio posto. E’ sempre lo stesso pernacchio ma, pubblicato da te ha un peso, da me, un altro!
))
Ad ogni modo la scena non è completa. Ci sarebbe il seguito. Il pernacchione reale a chi è diretto, per una della strada di Napoli. Praticamente tremano le balate!
IL PREMIER VUOLE STROZZARE GLI AUTORI DI LIBRI E FILM DI MAFIA
Michele Placido e Remo Girone ironizzano
da Siciliainformazioni.com
del 29.11.2009
“Se trovo chi ha girato nove serie della ‘Piovra’ e scritto libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo”. E’ quanto ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo ad Olbia ad un convegno organizzato dall’Enac.
La risposta più autorevole è arivata a stretto giro di posta dal più autorevole protagonista delle fictioni “incriminate”, Michele Placido. ”Berlusconi si dovrebbe autostrozzare perche’ ‘Il capo dei capi’ e’ un prodotto di Canale 5. Firmato: il Commissario Cattani”, ha affermato Placido ironico. ”Ha ragione Berlusconi – ironizza lo storico protagonista delle prime quattro serie della ‘Piovra’ – la mafia non esiste, gli attentati a Falcone e Borsellino, a Firenze, Milano e Torino erano solo riprese cinematografiche dirette Damiano Damiani, Florestano Vancini e Luigi Perelli (alcuni tra i registi della ‘Piovra’ ndr)”.
Di tono simile la reazione di un altro attore “storico”, Remo Girone, l’ex ‘cattivo’ Tano Cariddi per ben cinque serie della ”Piovra. ”Se Berlusconi mi vuole strozzare son qui che lo aspetto. Quale onore essere minacciati da lui”. Anche il mondo della politica non è rimasto zitto. “Silvio Berlusconi usa il linguaggio di Cosa Nostra”, sostiene Claudio Fava, membro del Coordinamento nazionale di Sinistra e Liberta’ alle ultime affermazioni del presidente del Consiglio in merito a chi scrive libri sulla mafia e su chi ha scritto la fiction ‘La Piovra’. “Strozzare per far tacere e’ sempre stato il linguaggio di Cosa Nostra: evidentemente da oggi e’ anche quello del governo italiano”, commenta Fava, figlio dello scrittore, giornalista e drammaturgo Giuseppe, ucciso dalla mafia nel gennaio 1984.
Gli fa eco Orazio Licandro del Pdci. “Con la mafia non si scherza. La colpa non e’ di chi racconta la mafia nei film e nei libri ma di chi fa poco o nulla per eliminarla dalla realta’. A sentire il presidente del Consiglio c’e’ da rimanere allibiti. Compito del presidente del Consiglio non e’ quello di prendersela con chi fa e vede film, o di chi scrive e legge libri, ma di liberare l’Italia dalla mafia”. ”In questo senso, ad esempio -continua- il fatto che Cosentino,su cui pende un mandato di arresto, stia ancora li’, difeso da tutto il Pdl, a fare tranquillamente il sottosegretario, non e’ un bel vedere. Cosi’ come l’idea che i beni confiscati alla mafia possano essere messi all’asta e riacquistati dalla mafia perche’ lo Stato ha bisogno di fare cassa e non lancia un bel segnale. Chi fa cultura e denuncia cio’ che accade, come ad esempio ha fatto Saviano, va tutelato, salvaguardato e protetto e non criticato”.