Delle nuove cinque piaghe della S. Chiesa (palermitana)
-Della piaga del piede destro della S. Chiesa palermitana: L’oblio del Vaticano II
Le due anime del concilio sopravvivono e trovano una singolare manifestazione nelle realtà locali. Una chiesa schizofrenica: Spartizione delle responsabilità di governo in base a due competenze e sfere d’influenza: quella propriamente pastorale e quella amministrativa.
Più che la visione di una pastorale d’insieme manca una visione d’insieme della pastorale, una visione, cioè, che metta fine alla schizofrenia di questa chiesa collegando le grandi enunciazioni di principi pastorali alle concrete iniziative economiche di intervento sul territorio.
-Della piaga del piede sinistro della S. Chiesa palermitana: Disarmonia nella crescita ecclesiale
Una crescita disarmonica fa sì che la diocesi palermitana sia una chiesa “a due velocità” (o più).
Esiste un crescente distacco, anzi, una reciproca indifferenza tra la componente laicale e una grossa fetta della componente clericale della chiesa palermitana, dedita ad iniziative economiche non sempre trasparenti e spesso assai lontane dalle finalità pastorali della chiesa. (Perché non si pubblicano i bilanci della Curia? Perché operazioni economiche delle parrocchie sono state condotte ad insaputa dei legittimi parroci? Quanti dormirebbero sonni tranquilli se si scoperchiasse “ecclesiopoli”, la questione dei finanziamenti pubblici ad enti ecclesiastici, cantieri scuola, ecc.?).
Assistiamo così al fenomeno di una ecclesialità scoordinata.
La spinta propulsiva dei movimenti si va esaurendo e rimane come irrisolta, a volte ripiega verso pratiche devozionali, nella logica delle appartenenze, cede alla tentazione di sottolineare più le peculiarità che la comune fede cristiana. Alcuni movimenti sono ormai quasi giunti a blindare la propria identità ecclesiale.
La presenza della comunità diocesana sul territorio è, come si dice, a macchia di leopardo. Data la schizofrenia tra governo pastorale e gestione curiale della chiesa palermitana le priorità di intervento sul territorio sembrano seguire criteri più manageriali che pastorali. Mancano chiese, oratori, centri sociali soprattutto nelle zone più periferiche e popolari della città; assenti le più elementari infrastrutture di promozione umana indispensabili per una efficace evangelizzazione.
-Della piaga della mano destra della S. Chiesa palermitana: La scelta dei collaboratori dell’Arcivescovo palermitano
La politica della scelta dei collaboratori risale direttamente al vescovo ed è, almeno a Palermo, un indice degli orientamenti del vescovo. Segue la linea del rinnovamento conciliare, ma la scelta non è dettata da criteri meritocratici. Il vescovo deve scegliere nel presbiterio diocesano (uno dei tanti punti lasciati irrisolti dal Vat. II è il rapporto tra chiese locali, vescovi e ordini religiosi); tenendo conto dell’esperienza pastorale dei candidati e dei desiderata del presbiterio o di suoi membri considerati autorevoli. Sappiamo che questa prassi è stata seguita per l’elezione di Mons. Di Cristina, ma non per quella di Mons. Cuttitta.
-Della piaga della mano sinistra della S. Chiesa palermitana: Assenza di modelli per il presbiterio
Più che i modelli pastorali, manca oggi un vero e proprio modello di pastore. In verità «Dio stesso ha provveduto» al modello, con il martirio di P. Puglisi, un presbitero davvero postconciliare, per la sua spiritualità nutrita di sacra scrittura, il suo stile di vita evangelico, la concretezza profetica del suo metodo pastorale. Ma, al di là dei riconoscimenti di circostanza, il tipo di prete incarnato da Puglisi continua tuttora a godere della stessa scarsa considerazione riscossa da Puglisi stesso finché fu in vita. I modelli di fatto seguiti e soprattutto quelli che affascinano i giovani preti palermitani sono spesso ben altri, formati su valenze più sociologiche che teologiche, sull’attrattiva del prestigio sociale del prete e la mitologia della sacralità del suo ruolo.
Reclutamento, aspettative errate, preparazione: tutto, troppo spesso, è inadeguato nel prete.
Individualismo, isolazionismo. Inamovibilità di alcuni membri della curia e di parroci. Emorragia di presbiteri.
- Della piaga del costato della S. Chiesa palermitana: La questione mafiosa
Il martirio di Puglisi e la lezione di Aldo Naro dicono che dalla risposta ecclesiale all’emergenza mafiosa dipende la credibilità stessa dell’annuncio di una salvezza e di una redenzione dell’uomo siciliano per mezzo di Gesù Cristo. Superare il ritardo culturale della Chiesa sulla mafia. Elaborare uno specifico discorso cristiano sulla mafia. Comprendere la mafia non solo come fenomeno che presenta aspetti religiosi o di generica religiosità ma come fenomeno che ha una sua specificità religiosa come forma ed espressione storica del cristianesimo in Sicilia. Una profonda ricomprensione ecclesiale, in chiave di metanoia e non di autoesaltazione, dei linguaggi, delle prassi e delle modalità di evangelizzazione, della propria storia passata e soprattutto di quella recente.
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L'arcivescovo, il gioco del golf e le lavandaie del Vaticano
Il grande inganno
Giovanni Crisostomo ( “Bocca d’oro”). si adoperò nell’intento di moralizzare il clero di Costantinopoli colpito dalle critiche per il lusso e lo stile di vita. I suoi sforzi cozzarono contro una forte resistenza e quindi furono limitati e provvisori.
Contrariamente al costume diffuso dell’epoca, di parlare per allegorie, adottò uno stile diretto utilizzando i passi biblici come lezioni e ammaestramento nella vita di tutti i giorni.
“Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della sua presenza.”
Dalle « Omelie » di san Giovanni Crisostomo, vescovo . La Chiesa deve attuare l’impegno massimo nella coerenza e nell’evangelizzazione di tutti i popoli. Se manca la consapevolezza della necessità della trasmissione tutto si riduce a una forma di personalizzazione o a un frammento del tempo.
Non mortifichiamo lo spirito. Quante volte, forse senza neppure accorgersene, lo “Spirito è tradito e consegnato alla lettera” (Balthasar). “Siete veramente abili nell’eludere il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione… annullando la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi” (Mc 7,9.13). Dovremo avere sempre un’attenzione particolare per non trasformare le nostre tradizioni locali in Tradizione.
La Chiesa è immessa nel mondo per mantenere vivo quanto è stato “trasmesso” dal suo Signore (Mt 28,19 ). In una parola, con il tema della trasmissione diventano di nuovo attuali le parole del Vaticano II: “La Chiesa afferma che al di sopra di tutti i cambiamenti ci sono molte cose che non cambiano; esse trovano il loro ultimo fondamento in Cristo che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli” (GS 10) [3].
[...] CATALDO NARO in “LA BIBLIOTECA DI TERRA DI NESSUNO” Inserito Nove11bWed, 21 Nov 2007 20:36:31 +0000e 16,2007 di maik07 http://terradinessuno.wordpress.com/ [...]
Oggi sarebbe stato il concistoro di Mons.Naro se non fosse morto poichè sarebbe diventato Arcivescovo di Palermo.Manca,tra i nuovi porporati, il nome dell’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo. La sua esclusione potrebbe essere stata decisa per il fatto che Palermo ha ancora un cardinale emerito votante in conclave?cioè Salvatore De Giorgi. Questo stesso criterio non è stato però adottato per altri porporati italiani: nel 2006 Papa Ratzinger creò cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna pur essendo il suo predecessore Giacomo Biffi non ancora ottantenne. Due anni fa Romeo – da nunzio in Italia – insieme al cardinale Sodano gestì il famoso e inedito «sondaggio» per la successione di Ruini presso tutti i vescovi italiani, ed è noto che lo stesso arcivescovo di Palermo si sia espresso in termini negativi sul Motu proprio di Benedetto XVI per la liberalizzazione del rito antico. Durante gli ultimi 30 anni non era mai accaduto che un arcivescovo di sede cardinalizia nel nostro Paese saltasse il turno, come invece si è verificato spesso fuori Italia.
Mi ero informato riguardo alla situazione dopo l’accusa rivolta al nostro vescovo di un mio lettore. Che Romeo abbia mandato quella lettera è indubbio. Ma volevo fare due considerazioni: 1) E’ vero che fosse in combutta con Sodano? E’ probabile, ma mi chiedo se fossi il nunzio e mi arrivasse una richiesta del genere dal segretario di stato, cmq conforme a quella che era la prassi fino ad allora( ovvero era la stessa procedura adottata almeno dalle tre volte precedenti) se mi dovrei preoccupare di telefonare al papa. Evidentemente avrei dovuto, ma neanche io lo avrei fatto. 2) al di là dell’errore vero o presunto di Romeo ci sono, e questo è sicuro, dei vescovi italiani che sono ipso facto, ma non dichiarati, scomunicati!!!
In che senso.
La lettera inviata da Romeo, la cui richiesta è arrivata dalla segreteria di stato vaticana, è protetta come in tutti i casi simili dal segreto, pena la scomunica che per sua natura è sempre ipso facto (quelle che comunemente chiamiamo scomuniche sono in realtà dichiarazioni della S.Sede circa la scomunica in cui è incappata la persona). Ora a qualche giorno dall’invio della lettera incriminata ne è stata data notizia nei principali giornali italiani e dopo ancora qualche giorno per incalzare la polemica ne è stata addirittura data copia! Questo è a mio avviso molto più grave dell’errore rimediabile di Romeo e Sodano che sarebbe comunque dovuto essere ratificato dal papa, l’unico al quale spetta, in quanto patriarca d’Italia la nomina del presidente Cei.
Per Michele e Riccardo,
La mancata elezione cardinalizia dell’Arcivescovo palermitano Paolo Romeo, l’indagine da lui condotta per la successione di Ruini alla presidenza della Conferenza Episcopale Italiana e le voci riguardanti il compianto Mons. Aldo Naro, Arcivescovo in pectore di Palermo sono tra loro legate e si inseriscono nel quadro della lotta tra la Segreteria di Stato della S. Sede e la stessa Presidenza della CEI. Ricordo che l’attuale Segretario di Stato Tarcisio Bertone dichiarò, appena insediato che gli affari interni tra la Chiesa e lo Stato italiano sarebbero tornati, com’è tradizione, di competenza diretta della S. Sede, dopo il lungo periodo in cui furono gestiti dal Presidente della CEI, cioè Ruini. Fu Ruini in persona a volere fortemente Aldo Naro alla Sede di Monreale, contro i desideri dell’Arcivescovo emerito di Palermo, Pappalardo, che vi avrebbe voluto preporre uno dei suoi. Sappiamo anche che Romeo era persona gradita a Pappalardo che ne caldeggiò la venuta a Palermo. Aggiungo che, con Naro a Palermo, avremmo avuto, chissà, un altro Presidente della CEI, in tutti i sensi…
Ma queste sono solo congetture. Quello che è certo è che, in questo gioco di potere, chi ci ha rimesso sono le Chiese siciliane, che di fatto non hanno più un’adeguata rappresentanza nel governo della Chiesa universale e, pare, neppure una guida sufficientemente autorevole. Chi dobbiamo ringraziare per questo?
La nostalgia di un modello di Chiesa come quello prospettato da San Francesco, si fa sentire tanto, specialmente in un epoca come quella attuale, dove i vuoti spirituali emergono con estrema facilità, l’aspetto folcloristico sembrerebbe aver preso il sopravvento sul reale senso dei sacramenti (battesimo, matrimonio, ordine, ecc..), i vescovi hanno grandi responsabilità, sia come guide spirituali che come amministratori dei sacramenti.
La coerenza e la concretezza del loro esempio non può sfuggire allo sguardo del Padre.
I giochi di potere ci sono sempre da tutte le parti. Il fatto che Naro abbia avuto Monreale grazie a Ruini a discapito dei favoriti di Pappalardo lo dimostra. La democrazia ce lo dimostra: se una cosa buona vuoi trsformarla in legge devi avere peso: devi avere alle spalle gli elettori che ti sostengono. Nella Chiesa non vi è democrazia, ma una sorta di monarchia costituzionale. Ma i modi azione alla fine sono sempre gli stessi! Vedete per esempio: Ciò che ha fatto Sodano era volto a raccogliere la volontà dei vescovi riguardo a chi sarebbe dovuto essere il loro futuro presidente dato che secondo legge Ruini non poteva continuare essendo al suo secondo mandato. Eppure il papa al contrario di quanto aveva fatto il suo predecessore ha imposto il suo uomo. Ora questa non è una critica, perchè è un sistema come gli altri che ha il suo perchè. Ma si dice che Giovanni Paolo II stesso abbia manovrato affinche fosse eletto Ratzinger! Ritornando alla questione CEI sembra che Sodano avrebbe voluto un presidente CEI più debole per far esprimere meglio la collegialità, ma questo avrebbe significato un ritorno di peso poitico sul papa che si sarebbe trovato solo in un momento in cui DICO e aborto e pillole varie impazzano. Voleva continuità e fidati collaboratori che non lo lasciassero solo, così ha democraticamente buttato fuori quelli che erano responsabili della deocratizzazione della CEI diretti o indiretti facendo piazza pulita. Secondo me ha fatto bene? secondo me si! Tutti hanno fatto ciò che era loro lecito fare (almeno è quello che sappiamo) ma nella dialettica delle parti ha avuto ragione la posizione politica del papa che a mio modesto pensiero aveva ragione da vendere. ( per la serie e almeno stavolta ce l’abiamo fatta)
ciao
lieto di esesre finito qui. tornerò.
Posso condividere buona parte delle tue osservazioni. Che forse eccedono per mitezza, eheh
Pedofilia, sacerdote arrestato per violenza su dodicenne
Dicembre 22, 2007 at 8:43 am (Pedofilia) (sacerdote arrestato, sorpreso in auto con alunno, violenza su minorenne)
Il prete è stato sorpreso da una pattuglia di carabinieri
in auto con un ragazzino. Ha provato a fuggire ma è stato preso
CASAL DI PRINCIPE (Caserta) - E’ durato tre ore l’interrogatorio del sacerdote M.C. di 33 anni, vice parroco della Chiesa del SS Salvatore di Casal di Principe (Caserta) arrestato con l’accusa di violenza sessuale su di un bambino di 12 anni.
Una pattuglia di carabinieri, dopo una segnalazione telefonica, ha sorpreso il sacerdote, insegnante di religione in una scuola media dell’istituto comprensivo di Villa Literno, fermo in auto su di un lato di una strada di campagna, a poca distanza dalla provinciale Casal di Principe-Castelvolturno, disteso sul sedile della vettura con a fianco il ragazzo.
Accortosi della presenza dei militari il sacerdote è fuggito ma è stato raggiunto dopo qualche chilometro ed arrestato. Il gip del Tribunale di S.Maria Capua, Raffaele Piccirillo ha confermato l’arresto a conclusione di un interrogatorio nel corso del quale, secondo quanto si è appreso, il sacerdote non è riuscito a contestare le accuse degli investigatori; un impianto accusatorio molto articolato, basato anche sul racconto del bambino, effettuato con l’ausilio di una assistente sociale.
Il difensore del sacerdote ha annunciato che chiederà per il suo assistito il beneficio degli arresti domiciliari.
Il sacerdote arrestato era stimato e benvoluto per il suo impegno anche nel volontariato.
La Repubblica 21 dicembre 2007
La sesta PIAGA:quella della spalla destra.Ad oggi riconducibile al clero omosessuale e PARTE DI ESSO,VERGOGNOSAMENTE,PEDOFILO.
Mi fa un pò incavolare la nonchalance con cui si continua ancora a diffondere il binomia: omosessualità=pedofilia.
Le diocesi americane sono subissate da richieste di danni dalle vittime del clero omosessuale o del clero pedofilo? Non riesco a capire quali vittime faccia un prete omosessuale, e non riesco a credere come si possa confondere ancora la pedofilia con l’omosessualità!
Pax +
Gent.mo Sebastian,
nessuna confusione tra le due piaghe.Sono due piaghe diverse,ovviamente quella decisamente putrida è la pedofilia.Non mi dilungo su considerazioni derivanti dallo schifo della clero-pedofilia, converrà con me circa la sua duplice bestialità:perchè pedofilia e perchè posta in essere soprattutto da uomini di Chiesa.”Non riesco a capire quale vittime faccia un prete omosessuale” si chiede lei.Dal mio punto di vista:uccide la sua dignità umana(perchè un uomo si realizza dal punto di vista umano, dico, pienamente in una relazione con una donna e viceversa),quella sacerdotale perchè vive una doppia vita:di giorno fa il prete e la sera il Pinocchio. E poi,poichè nelle parrocchie sono presenti molti bambini,capirà che il passo è davvero breve…
Salutandola cordialmente Le auguro un Santo Natale.
Potrai dirmi che ho interpretate male il tuo post maik07. Ma in un paese che spesso confonde omosessualità e pedofilia, è assolutamente indispensabile procedere con estrema prudenza e circospezione. E’ a dir poco palpabile il risultato a cui perviene il susseguirsi delle tue parole intimamente legate ed amalgamate tra loro dal filo sottile del potere interpretativo.
Alla sua dignità umana lascia che ci pensi da solo.. è grande abbastanza per farlo. Non giudichiamo.
Ti abbraccio… ed un Santo Natale anche a te.
Pax +
“La Verità nella Carità”.Forse manco di carità nei confronti di queste persone,intendo riferirmi agli omosessuali e ai preti omofiliaci.Però non vorrei che venisse meno al Verità dei fatti.
Le mezze misure non mi sono mai piaciute e il bianco differisce sostanzialmente dal nero.E’ piena la consapevolezza in me,caro Sebi,che tutti siamo dei poveri peccatori,bisognosi della redenzione e del perdono di Dio.Dunque non mi scandalizzo più di tanto della immoralità della omosessualità.La cosa che non accetto è il tentativo di farla passare per una scelta assolutamente normale,compresa anche quella dei preti omofiliaci:su questo punto,mi dispiace,mancherò di carità ma non rinuncerò ad affermare la Verità.
Un cordialissimo saluto e un rinnovato augurio di un Santo e sereno Natale da
Michele Vilardo.
Caro Sebastian,
Qualche tempo fa ho avuto un duro scontro con un amico prete per via di una cosa che io scrissi in questo blog, precisamente nel commento che puoi leggere all’indirizzo seguente:
http://terradinessuno.wordpress.com/2007/09/15/il-pastore-smarrito/#comment-903
Egli mi accusava di non fare distinzione tra omosessuali e pedofili e di mancare perciò di rispetto alla persona. Egli sosteneva pure che occorre rispettare la libera volontà di chiunque a farsi prete indipendentemente dal suo orientamento sessuale. Egli non teneva conto, a mio parere, che quello del prete omosessuale è un problema del tutto diverso rispetto al giudizio sull’omosessualità in generale dal punto di vista psicologico ed etico. Inoltre, se tra il clero cattolico l’incidenza statistica dell’omosessualità è parecchie volte superiore a quello della popolazione “laica”, questo dato deve pur significare qualcosa.
Il fatto è che la condanna ufficiale dell’omosessualità come “intrinsece malum” da parte della morale cattolica, per un verso, e la norma del celibato ecclesiastico dall’altro, offrono a interi gruppi di preti e vescovi omosessuali un paravento mimetico ideale. Aggiungi il modo in cui i preti vengono reclutati (attraverso la fascinazione vocazionale ancora esercitata dalla figura sacerdotale) al modo in cui vengono formati (i seminari) e infine selezionati i Pastori (i preti, sostanzialmente, per auto candidatura e per cooptazione i vescovi) e forse ci si può fare un’idea del perché nella Chiesa cattolica l’omosessualità dei preti rappresenta un problema (statisticamente) abnorme ed anche una minaccia per la Chiesa stessa.
Di tutt’altro genere la minaccia rappresentata dal prete pedofilo, legata a mio avviso alla subdola natura della pedofilia come perversione della cura e del ministero sacerdotale come professione della cura.
Riguardo al primo problema (distinzione tra omosessualità e pedofilia) puoi vedere il mio pensiero qui:
http://terradinessuno.wordpress.com/pedofilia-psicanalisi-e-psicologia-della-cura/
Per il resto puoi vedere, in questo blog l’articolo “L’orco che c’è nella Chiesa degli Angeli”:
http://terradinessuno.wordpress.com/2007/07/23/lorco-che-ce-nella-chiesa-degli-angeli/
e relativi commenti, in particolare:
http://terradinessuno.wordpress.com/2007/07/23/lorco-che-ce-nella-chiesa-degli-angeli/#comment-456
http://terradinessuno.wordpress.com/2007/07/23/lorco-che-ce-nella-chiesa-degli-angeli/#comment-470
Ok giampi… dopo me li leggo con calma… ma lascia che esprima un mio altro pensiero..
Il fatto di essere sacerdoti omosessuali non credo impedisca di essere buoni preti. Molti di loro hanno speso la loro vita in missione, altri sono parroci e pastori d’anime, amati e stimati dalla loro gente, altri ancora vivono il loro sacerdozio nell’insegnamento con dedizione e professionalità. L’omosessualità non mette in una situazione tale da ostacolare gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Sono poi assolutamente convinto che i sacerdoti omosessuali non hanno difficoltà maggiori degli eterosessuali a vivere la castità, perché omosessualità non è sinonimo di incontinenza, né di istinti irrefrenabili. La tendenza omosessuale non mi risulta che pregiudichi la salute psichica né le doti morali e umane.
Forse il problema maggiore può essere l’attaccamento al lusso al denaro ed al potere, nonché alla lontananza dei problemi della gente che sicuramente danno origine a scandalo tra i fedeli.
Che io sappia la maggior parte dei preti hanno vissuto il periodo del seminario come un momento sereno dal punto di vista sessuale, infatti molti di loro, si sono resi conto che i “turbamenti”, per gli eterosessuali come per gli omosessuali, sono venuti dopo, causati non dalla tendenza sessuale, ma dalla solitudine, dalla mancanza di amicizia, dal sentirsi poco amati e, qualche volta, abbandonati dai propri superiori, dai confratelli, dalle comunità. Inoltre, molti di loro hanno preso coscienza della loro omosessualità solo dopo l’ordinazione.
Sono pienamente convinto che la “chiamata” alla vocazione sacerdotale non faccia distinzioni tra eterosessuali ed omosessuali!
Sul fatto che seminari e conventi attraggano le persone omosessuali la Chiesa lo ha sempre saputo… ma devo dire che la cosa non mi sconvolge più di tanto…
Grazie dello spazio che gratuitamente qui offri…
Un abbraccio (laico e casto)
Pax +
E’ da molto tempo che sia Lory che Don A. non si fanno sentire anche se sono pienamente convinto che ci sono.Sarei curioso di sapere cosa pensano sull’argomento in discussione.Ogni tanto è opportuno sbottonarsi…
Anch’io ne sarei contento, caro Michele…
Per Sebastian.
Se è per quello anche il prete pedofilo gode spesso di un’alta considerazione e di un’ottima immagine. Si tratta spesso di “buoni” preti, stimati dalle loro comunità finché queste non vengono a scoprire la gravissima alterazione della personalità di quel particolare soggetto e… cadono dalle nuvole. Allora i fedeli passano dalla negazione, allo sconcerto, alla disillusione, alla rabbia.
Solleverei qualche dubbio sulla tua affermazione che i soggetti omosessuali (e, aggiungerei, pedofili) non abbiano maggiori problemi di castità rispetto agli eterosessuali. Le concrete condizioni in cui si svolge la loro formazione e l’attività pastorale, data la regola del celibato obbligatorio, sembrano suggerire il contrario. Anche la saggezza della Chiesa, nell’ammettere un candidato al sacerdozio, distingue tra l’orientamento omosessuale di una persona e gli atti omosessuali. Ma questi, purtroppo si rivelano criteri puramente teorici. Di fatto, nel “giro” (almeno, qui a Palermo) gli appartenenti al clero sono ben noti.
L’aspetto che oggettivamente preoccupa di più è la “bolla mimetica”, la reciproca copertura che i preti omosessuali si offrono a vicenda. Questa dà al singolo una sensazione di protezione ma anche scoraggia l’autenticità nei confronti di sé stessi e rende più difficile una coerente assunzione di responsabilità nelle proprie scelte. Personalmente ho visto persone omosessuali trascorrere l’intera vita senza mai porsi il problema, o , al contrario vivere in maniera talmente lacerante la propria sessualità fino a compiere gesti estremi.
Mi viene in mente l’istituzione di una particolare confraternita denominata DELLA CALIGNITA’ dove ognuno quello che vuole fa!!A parte lo scherzo(mica tanto)non capisco la nonchalance con cui si afferma la “normalità” dei preti-omofiliaci e il fatto che si sostenga che questo e altri problemi non abbiano nessuna attinenza con la formazione ricevuta nei seminari da questi soggetti.Poi si afferma però che “seminari e conventi attraggano le persone omosessuali”.Una volta erano luoghi di verifica della vocazione al sacerdozio ora pare che le cose siano cambiate un pochettino.Il problema è che data la scarsezza delle vocazioni al sacerdozio si accettano “oves et boves” unitamente al fatto che chi è preposto alla guida dei seminari,normalmente,ha poca o nessuna conoscenza in materia e le scienze che oggi si occupano del problema vengono assolutamente demonizzate.
Il problema c’è e non si risolve facendo finta di niente.
Augurissimi di un Santo Natale.
Penso che l’unica “colpa” dei preti omosessuali sia quella di esserlo. Penso che siano una ricchezza per la Chiesa, quanto meno per una discriminazione in più che devono subire loro malgrado…
Approfitto per fare gli auguri di Natale a tutti gli utenti del blog, giampiero, maik07, Guido Martinelli, tutti quelli che non ricordo, Marco e Padre Vincenzo che porto nel cuore. Marco abbi cura di Padre Vincenzo il Signore ti darà la giusta ricompensa…
Un abbraccio…
Pax +
Augurissimi anche a Te caro Sebastian:che la Luce Radiosa del Natale possa convertirci tutti ad essa per un rinnovato cammino di vita.
Preti omosessuali discriminati? Questa sì che è buona! Ma se sono secoli che formano una lobby potentissima nella Chiesa con migliaia di preti, vescovi e cardinali nei più delicati posti di governo! Sveglia, Sebastian, qui non parliamo di qualche pretino spaurito. Preti omosessuali discriminati. Figurarsi! Ma se non fanno nulla neppure riguardo ai pedofili! Mai sentito di un prete omosessuale sanzionato in un modo qualsiasi. E i preti uxorati allora?
Comunque oggi non è giornata per questi discorsi.
Buon Natale a tutti.
Per Sebastian,
Nei sacerdoti retti di cuore è bello sentire la presenza di Gesù.
Padre Vincenzo ha donato tutta la sua vita al servizio di Cristo e della Sua Chiesa, ha subito tribolazioni e persecuzioni a causa del Vangelo. Già dai tempi del seminario ha lottato per perseguire la giustizia e la verità. Molte volte è rimasto solo, ma mediante la consapevolezza dell’amore divino, ha trovato sempre la forza di rialzarsi.
Per tutti,
Buon Natale, Gesù nasca nei nostri cuori.
Eppure, giampiero, ti garantisco che il Signore ama la sua Chiesa anche così com’è….
x Marco: allora su Don V. c’ho visto giusto?
Un abbraccio…
Pax +
Adesso che ci penso… ho frequentato diversi frati e sacerdoti qualche tempo fa per ragioni di lavoro… Mai nessuno che mi abbia fatto qualche avance… Devo essere messo male!
Pax +
L’Istruzione della Congregazione per l’Educazione Cattolica circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali…. mi causa una sintomatologia dispeptica funzionale di moderata intensità, caratterizzata da gonfiore allo stomaco e senso di peso, eruttazioni frequenti, nausea. Ho provato con 3 bustine effervescenti di Digestivo Giuliani, tisane varie, ma nisba!!
Pax +
Ma tutti i singoli membri della Chiesa amano Cristo allo stesso modo, usque ad finem, senza riserve, con tutto se stessi, fino a quando ce n’è? Che Cristo ami la Chiesa così com’è non c’è dubbio; non è detto però che ne sia contento. Il Regno dei Cieli subisce violenza ed i violenti se ne impadroniscono.
Di nuovo Buon Natale.
Per caso stamattina dando un’occhiata alla Bibbia mi sono fermato su queste parole…. credo che calzino bene…
Poichè tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perchè tutte son tue, Signore, amante della vita, poichè il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i proprii peccati, perchè, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore. (dal Libro della Sapienza)
Il problema penso che dipenda dal fatto che non ci rendiamo conto con Chi abbiamo a che fare… Io quando ci penso veramente la sera nel mio silenzio quasi TREMO, ma non per pura paura… ma mi rendo conto della differenza che c’è fra noi uomini e Dio. Solo un legame d’amore poteva unirci a Lui e null’altro. Correggimi se sbaglio.. per me è un tormento.
Buon Natale anche a te di nuovo…
Pax +
Poveri noi!!Noi?Che c’azzicca Noi?Si,Noi,Noi e sempre Noi.Direbbe il grande teologo “Lillo da Rocca….”:V’a ricoggli sa…
Tre Re,un pò di pazienza:oggi è Natale!!!
Come faremo a RITROVARLO?
Mi piacerebbe ridicolizzare la tua folkloristica castroneria maik07; ma (s)fortunatamente non l’ho capita.
Passa la canna, dai!
Pax +
Sebastian,io mi intendo di CANNONI….la canna te la lascio ben volentieri,da condividere con chi ti sta più a tiro si capisce, è una cosa molto morbida…..e fa meno male dei CANNONI….
ciao Sebi!!
Caro Sebastian,
grazie per la risposta che hai postato oggi per Umberto nel blog su Odifreddi. E’ tratta dal libro del Card. Martini che hai citato?
Si giampiero, è tratta dal libro del Card. Martini, ed anche pubblicato su Repubblica di qualche tempo fa. Grazie a te che dai l’opportunità a chi ne ha voglia di esprimere liberamente il proprio pensiero.
xmaik07: vedo che te ne intendi…però se sei daccordo vorrei chiuderla qui
Pax +